Se sono gelosa? Si, no, forse…..

Il male è la gelosia
©caterinAndemme

Le catene della GELOSIA

Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri, la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi sospetti, paure, e mortifica la dignità con indagini, lamenti, tranelli facendoti sentire derubato

Oriana Fallaci

Con poche parole Oriana Fallaci stigmatizzò la gelosia e cioè: una prigione mentale e fisica per chi  la subisce, ma anche per chi la mette in atto.

Da parte mia la condanno (BUGIA!!),  se avessi il sospetto  che il mio lui amoreggiasse con un’altra me ne farei una ragione (BUGIA!!) e lo  lascerei  libero di provare l’esperienza con un’altra (BUGIA!!)…..

La verità è che sono  moderatamente gelosa : fintanto  che lui ride e scherza con un’altra lo troverei perfettamente normale, oltre….secondo  voi  è meglio l’arsenico o la cicuta?

Già, e se è lui  ad essere geloso?

Questa volta prendo in prestito le parole di  Cesare Pavese sull’argomento:

Chi non è geloso anche delle mutandine della sua bella, non è innamorato.

A parte il fatto che se lui fosse geloso anche delle mie mutandine  penso  che avrebbe qualche problema legato  al  feticismo  sessuale  ma un pizzico di  gelosia, quel  tanto  che basta senza esagerare, mi  farebbe pensare che per lui sono  sempre importante.

Per gioco ho  fatto  questo  test sulla gelosia ed risultato  che…..

La tecnologia viene in aiuto agli iper-gelosi (ma anche alle iper-gelose)

Trasformandoci in 007 in gonnella dobbiamo  solo  sottrarre il suo  smartphone quando lui  dorme oppure è sotto  la doccia (ditegli  di  andarsi  a lavare per un dopo molto intimo).

Precedentemente, però, utilizzando  magari l’ipnosi, vi  fate dire la password d’accesso: una volta ottenuta scaricate dallo store un’app che vi permetterà di  avere un controllo  completo  su tutto  quello che transita sul suo  cellulare, messaggi  di  Facebook  e WhatsApp  compresi.

A tale proposito mi dicono che Spyzie sia tra le migliori  applicazioni di  spionaggio  casalingo.

Ma ricordatevi  che: spiare non è bello ed è anche contro  la legge!

Se poi, nonostante tutto, scoprite che il vostro partner v i tradisce, allora potete farvi la stessa domanda che mi  sono posta all’inizio: è meglio l’arsenico  o  la cicuta?

Alla prossima! Ciao, ciao…………….


PLAYLIST

Per dare un calcio alla gelosia ( se è presente)…

A tutto swing con Natalino (Otto)

Swing
©caterinAndemme

Ma Cristoforo  Colombo dov’è nato?

Non che io  sia particolarmente interessata a dove sia nato messer Colombo ma, per dovere di  cronaca, alla lunga lista dei luoghi  che vantano i  suoi  natali negli ultimi  anni  si  è  aggiunto il paese di  Cogoleto nella riviera ligure di ponente.

La tesi, suffragata da indagini  da parte di  studiosi  locali negli  archivi  spagnoli ,  è stata subito messa in dubbio  da  altri  studiosi ( sempre locali): a questo punto, come una specie di  Frankenstein, penso  che Cristoforo Colombo  sia nato un pezzo  qui ed un pezzo là e poi  assemblato  chissà dove.

Se non Cristoforo (Colombo) a Cogoleto è certamente nato Natalino  Codognotto.

Per quelle come me che, essendo più giovani  della regina Nefertiti ma un po’ meno rispetto  alle sorelle Hadid  (se siete curiose(i) di  conoscerle andate su  questa questa pagina), il nome di  Natalino Codognotto sarebbe quello  di un perfetto  sconosciuto senonché, richiamando il suo nome d’arte e cioè Natalino Otto,  la memoria si  risveglia, specie quella legata allo  swing.

Natalino Otto

Natalino (Otto o Codognotto: fate voi) nasce appunto a Cogoleto il 25 dicembre 1912 – chissà perché lo hanno  chiamato  Natalino? restandovi giusto i  suoi  primi  anni dalla nascita perché la famiglia si  trasferì  ben presto nella vicina Genova.

Crescendo  Natalino  Otto  dimostrò di  avere subito nel  sangue la predisposizione e la passione per uno stile di  musica, appunto  lo  swing, lontano  anni luce dalle melodie di  allora.

Un altra sua passione erano i lunghi  viaggi  sui  transatlantici che percorrevano  le rotte tra Europa e il nord America – tra l’altro,  nel 1912 l’anno  della sua nascita, affondò il Titanic –  unì, quindi, l’utile al dilettevole imbarcandosi come musicista nelle orchestre di  bordo.

Grazie a questa sua professionalità accompagnata da una forte personalità, tra il 1935 ed il 1937, lavorò per una radio  italo – americana accrescendo la sua fama.

Per il regime la sua era musica da negri

Non parlo  del fascismo  di oggi ma di quello  di  ieri, anche se la sostanza è la stessa.

L’America regala a lui  e al  mondo due stili   musicali che nell’Italia del  fascismo vengono  considerati degeneri in quanto  musica da negri: il jazz e lo  swing.

Così  per quella ottusità culturale (che purtroppo si  è trasmessa fino  ad oggi) per il  regime anche i nomi  stranieri  devono  essere italianizzati: così Louis Armstrong divenne Luigi Fortebraccio e Benny Goodman si trasforma in Beniamino Buonuomo.

A farne le spese per  questa asfissiante mediocrità culturale (sto parlando  di  allora e non di oggi, anche se…) è anche Natalino Otto che vede censurate i suoi  brani  dall’Eiar  (Ente italiano  audizioni  radiofoniche).

Per quanto  un regime possa essere forte nulla può contro  la voglia di  leggerezza e divertimento insita specie nei più giovani:  così la fama di  Natalino Otto, nonostante la censura,  cresce anche grazie alla collaborazione con i più grandi musicisti  e direttori  di orchestra di  allora quali, ad esempio, Gorni  Kramer e Pippo Barzizza.

Non accontentandosi del  ruolo  di interprete dello  swing, nel 1945 ricopre il ruolo  di  attore nel  film di  Riccardo  Freda Tutta la città canta.

Terminata  la guerra con il conseguente crollo  del  fascismo, l’Italia vuole rinascere e lo  fa anche con nuove forme di  spettacolo canoro    come il Festival  di  Sanremo (nel 1951 la prima edizione) in cui  anche Natalino  Otto  parteciperà aggiudicandosi  il terzo  posto  nel Festival del 1955.

Naturalmente quanto  ho  scritto  è solo una piccola sintesi  della vita artistica di  Natalino  Otto che, senz’altro, sarebbe stata ancora più ricca considerando  che morì a 57 anni il 4 ottobre del 1969.

Una piccola curiosità

Un’altra passione dell’artista era quella di  scoprire nuovi  autori: un giorno, siamo  negli anni ’60, qualcuno  gli  porta una lacca di un gruppo  inglese che nessuna casa discografica voleva produrre.

Natalino  Otto rimase ammaliato  dal loro  modo  di  suonare , tanto  da fargli dire: <<Questi  ragazzi rivoluzioneranno la musica>>.

Loro  erano  i Beatles.

Noi, invece ci  rivediamo lunedì prossimo: buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao………….


PLAYLIST

Non potevo  che terminare con un brano  di  Natalino  Otto………….

 

Lontano da Marte ma vicino a Genova: l’anello del Lago del Brugneto

Viaggi extragalattici
©caterinAndemme

PASSOdopoPASSO

Gli extramondo a volte possono essere noiosi: pensate a quel  turista che nel 2318 (anno più, anno  meno) si  ritroverà insieme ad altre migliaia e migliaia di  suoi  simili a camminare su Le  Sabbie di  Marte  (piccolo  omaggio dedicato  a A.C. Clarke) tra venditori  di  souvenir (paccottiglia marziana , magari prodotta in Cina) e cibo preconfezionato  in pillole.

A parte questa mia  ipotesi futuribile , è anche vero  che oggi luoghi  come Venezia e le Cinque Terre, prese ad esempio tra le tante mete turistiche, subiscono sempre di più un turismo lontano dalla sostenibilità.

Ed è in questa situazione che si  arriva persino a chiudere i  cimiteri (il riferimento è a  quanto  accaduto  a Manarola nei  giorni scorsi) diventati per alcuni  (troppi)  luoghi per bivaccare e farsi  i selfie fra le tombe.

Ritornando  al  tema del Passo dopo Passo quello  che vi propongo  oggi è un’escursione a  pochi  chilometri  da Genova (molti  di più se provenite da Marte): 

L’anello del Lago  del  Brugneto

Prima di proseguire con la descrizione dell’itinerario due parole su l’ Acquedotto del  Brugneto:

Il lago del Brugneto
© Archivio 24Cinque P&B

Il lago  del  Brugneto è originato  da una diga a gravità alleggerita posta a sbarramento  dell’omonimo  torrente, affluente del  fiume Trebbia. l’impianto  iniziò la sua funzione nel 1960 (la costruzione ebbe inizio  nel 1955).

La diga è posta a circa 800 metri s.l.m. ed è lunga 260 metri  con un’altezza massima di  80 metri.

Per raggiungere Genova l’acqua percorre 13 chilometri in galleria attraverso un canale con la pendenza di 1/1000.

La portata è di  circa 1200 l/sec. con una portata massima di 2100 l/sec.

Il bacino  alimenta anche due centrali idroelettriche, una ubicata alla base della diga ed una costruita in galleria a Canate (Davagna), che ha prodotto, dal 1961 ad oggi, dai 20 milioni  ai 40 milioni di kWh/anno.

 

ITINERARIO

Il percorso inizia  a Santa Maria del Porto  raggiungibile  da Torriglia percorrendo  la SP 15 .

Poco  sopra la diga del  Brugneto un cartello  turistico indica il percorso contrassegnato  da un cerchio  giallo  barrato.

Mappa del percorso

La lunghezza dell’anello è di  circa 14 chilometri: considerando  che a metà  il sentiero  si  allontana di molto  dal  lago, arrivando  al paese di  Caffarena e quindi  ridiscendendo verso  di  esso, è per me  inutile dare un tempo  di percorrenza,  nel  senso  che ognuno  deve valutare le proprie forze e darsi un tempo  di percorrenza appropriato   (comunque, anche se pigri, in un mese o in un anno possiamo farcela).  

l’itinerario  segue quasi per intero  il perimetro  del lago, la folta vegetazione, per lo più una faggeta, regala frescura anche nel  periodo  estivo. inoltre sono presenti  numerose  aree di  sosta. 

A Costa di  Paglia incontreremo l’unico  tratto  di  strada asfaltata (è la provinciale che da Torriglia conduce a Propata):  si  tratta di pochissimi  metri  perché il sentiero piega subito  sulla nostra destra.

E’ nei pressi  di  Albora (qui  troviamo è una fonte) che abbiamo  perso  il segnavia, forse per una nostra distrazione,  ma un’abitante del posto  a cui  abbiamo  chiesto  informazioni  ci  ha subito  detto  che i proprietari dei  terreni limitrofi  hanno  sbarrato il passaggio impedendone, quindi, l’accesso  e proseguimento del sentiero  

Non ci è restato che proseguire per Caffarena  e da lì riprendere il percorso  originario (guarda   la cartina).

Dopodiché si prosegue per Fontanasse  in direzione della diga: attraversata, dopo qualche centinaio  di metri  su  asfalto in salita,  ci  ritroveremo  di nuovo  al  punto di  partenza.

Il Lago  di  Brugneto  e i  Siti  di Interesse Comunitario 

Il Lago  del  Brugneto è uno  dei  cinque Siti  di  Interesse Comunitario (SIC) all’interno  dei  confini  del Parco  dell’Antola 

I cinque SIC del  Parco  dell’Antola

Zona Speciale di  Conservazione Parco  dell’Antola 

Zona Speciale di Conservazione Conglomerato  di  Vobbia 

Zona Speciale di  Conservazione Rio  Pentemina 

⇒ Zona speciale di  Conservazione del  Lago  del  Brugneto

Zona Speciale di Conservazione Rio Vallenzona 

 

Cosa sono i Siti  di Interesse Comunitario?  

Essi  costituiscono  una rete ecologica europea denominata Rete Natura 2000  finalizzata al mantenimento e alla tutela di particolari  habitat e specie animali  e vegetali protetti  dalla direttiva 43/92 CEE, nota come Direttiva “Habitat”. L’obiettivo  primario  di  questi  siti è la salvaguardia della biodiversità e della naturalità di  certi  ambienti, nonché di  habitat seminaturali che esprimono lo stretto  connubio tra uomo  e natura e siano il risultato  delle tradizionali attività umane.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 

Meditazione contro le rughe

In meditazione
©caterinAndemme

Om..mi faccio  bella 

Che una prolungata tensione emotiva provochi un’invecchiamento precoce lo  sappiamo  già: la scoperta dell’acqua calda sta nel  fatto  che abbassando i  fattori  di  stress, o nella migliore delle ipotesi eliminandoli totalmente,  si  dovrebbe ritornare….ad essere belle.

Come si  fa?

A parte le solite considerazioni  riguardo ad un corretto   stile di  vita (fare attività sportiva, dormire il giusto  e mangiare correttamente) è quanto meno  ovvio  che  tutto  ciò che passa per la nostra mente inevitabilmente si scaricherà sul nostro  corpo lasciando  segni  tangibili  specie sulla cute che, non essendo un semplice involucro  che ricopre il corpo, è ricco  di  neurotrasmettitori  e produttrice di  ormoni.

Ultimamente una ricerca condotta dal professore di patologia Neil Theise (New York University) ha portato  alla scoperta di una rete di  canali piene di liquido all’interno  del  tessuto  connettivo a cui  è stato  dato il nome di  Interstitium.

Si è sempre pensato  che il tessuto  connettivo (cioè lo strato che fa aderire la pelle ai muscoli  e alle mucose) fosse composto  esclusivamente da uno strato  compatto  di  collagene e proteine fibrose mentre,  con la scoperta dell’Interstitium, si pensa ad una sua azione attiva esplicata attraverso il liquido  nei canali (la cui  composizione  è sostanzialmente acqua) che, oltre a funzionare come un airbag per la protezione degli organi interni, abbia il ruolo  di  trasporto di  sostanze nutritive e, questo purtroppo, anche delle cellule tumorali.

Chiusa questa piccola parentesi  accademica, ritorno  alla domanda di prima: come fare affinché lo  stress non ci  regali più anni  di  quelli  che effettivamente abbiamo?

Ad aiutarci, siccome si parla di mente,  a contrastare ansia e, quindi, stress si pensa alla pratica della meditazione come rimedio.

Naturalmente, siccome alla fine tutto è business, allo  scopo le beauty  farm si  sono  adeguate con corsi di meditazione dove attrici  ed attori, cantanti  e artisti  vari, o comunque  chiunque abbia un conto in banca con un numero seguito da sei  zeri (o più), può trovare giovamento.

Personalmente, avendo un conto  Yo-yo, penso che al momento mi  riserverò di pratica l’auto – meditazione: Om…

Mindfulness

Jon Kabat – Zinn, biologo  e scrittore statunitense nonché pioniere della diffusione del (della?) Mindfulness , ne da questa definizione:

Mindfulness significa prestare attenzione in particolare: con intenzione, al momento presente, in modo  non giudicante.

Descrivendola, quindi, come un modo  per coltivare una piena presenza all’esperienza del momento, al  qui  e ora.

Semplice, non vi pare?

A riguardo il nostro Jon Kabat – Zinn ha scritto una guida molto interessante  della quale, a fine articolo, troverete l’anteprima.

Vi  auguro un buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao…………. 

LIBRIINVETRINA

Lo stress sembra ormai la condizione abituale di vita: toglie le energie, mina la salute, e rende più vulnerabili agli attacchi di panico, alla depressione, alle malattie. Questo è un libro sulla meditazione terapeutica per combattere lo stress e per raggiungere un più alto livello di benessere e di salute. Le tecniche su cui si basa affondano le radici nella tradizione buddista ma sono applicabili in qualsiasi contesto e orizzonte spirituale; non consistono in una serie di aride prescrizioni, ma insegnano a servirsi dei punti di forza che ciascun individuo possiede per contrastare tutti quei disturbi provocati o connessi con una condizione di stress. Il percorso della meditazione seguito e insegnato da Kabat-Zinn approda a una profonda autoconsapevolezza che apre la mente a un modo nuovo e più sereno di pensare alla salute e alla malattia, al lavoro e alla vita di relazione. E la descrizione di numerosi casi raccolti in decenni di lavoro come medico esemplificano le tecniche di meditazione e di rilassamento proposte, agevolandone la comprensione ai lettori.
Pubblicato per la prima volta nel 1990, «Vivere momento per momento» è un grande classico della mindfulness, che l’autore ha deciso di riproporre completamente aggiornato e ampliato sulla base degli studi più recenti sulla scienza della mindfulness.

Anteprima

 

ossessionataMente

The Controller
©caterinAndemme

Dormire, forse sognare

Fra tutte le Giornate Mondiali dedicate a questo o  a quell’altro  tema, mi  sono  persa la Giornata mondiale del  sonno che cade il 17 di  marzo  di  ogni  anno.

Di preciso cosa si  fa durante la Giornata mondiale del  sonno? Restiamo  tutto il giorno  a letto oppure si  festeggia con pigiama party  dedicati  agli  adulti?

In  ogni  caso  spero  che a nessuno  venga in mente di  creare la Giornata mondiale dell’insonnia .

Per quanto mi riguarda dormendo  le otto  ore di prassi (per meno rischio  di  attivare la modalità zombie per il resto  della giornata ) posso essere anche tranquilla sulla sua qualità.

Quindi, ritenendomi  fortunata, non avrebbe nessun senso per me affidarmi allo  sleep tracker di uno  smartband  come quello  nell’immagine accanto.

Eppure, pur essendo in molti  a farne uso, vi è il rischio  per alcuni  di incorrere nell’ortosonnia : la nuova ossessione (un’altra!?) legata alla ricerca del  sonno perfetto monitorato da uno sleep tracker (vedi  anche l’articolo  di  Wired….ma poi  ritorna qui!).

L’ossessione del controllo

Per un paio  di  giorni  mi ero  arresa: avevo  attivato  sul mio  smartphone l‘applicazione che mi avrebbe detto  quanti passi  avrei  fatto in giornata, con quanta intensità e, conseguentemente, quante calorie avrei speso.

Come nella favola di  Pinocchio anche in queste app vi è un saccente Grillo  Parlante, il cui  unico  scopo è quello  di insinuare in noi  sensi  di  colpa se per un giorno invece di  fare tre milioni  di passi  ne abbiamo  fatto  solo duemilioninovecentonavantonovemilanovecentonovantanove (dovrei  averlo  scritto  giusto): appunto, dopo  solo  due giorni il mio Grillo Parlante mi aveva stufato  e l’ho disinstallato.

Potrebbe sembrare il mio  un caso  di refrattarietà alla tecnologia, ma non è così: adoro tutto  ciò che mi semplifica la vita, ma non ne voglio  essere prigioniera.

L’AI (Artificial Intelligence) verosimilmente cambierà il nostro modo  futuro   di  vivere e sono pienamente convinta che  lo farà in maniera positiva.

Non sono  pochi, però,   quelli  che pensano a questo  futuro come uno scenario  irrimediabilmente   a tinte fosche (Terminator docet):  Stephen Hawking  era tra quelli che mettevano in guardia sui possibili  problemi  che le macchine provocheranno  nella nostra società in un immediato  domani, non il pericolo  di  robot-killer che danno  la caccia all’uomo (appunto  Terminator), ma sul fatto  che esse sostituiranno  sempre di più l’uomo nella catena della produttività creando disquilibri  nella società, cioè aumenteranno  le persone, le quali non avendo un lavoro,  si  troveranno  nella povertà (vedi l’articolo de La Repubblica sui  dubbi  dello  scienziato )

Aspettando  quel  domani  rimaniamo  positivi.

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


PLAYLIST

Solo  per rimanere in tema…

 

App o non App? L’importante è comunque viaggiare (da sole o in compagnia)

Air d’été
©caterinAndemme

Quella volta che..

Giusto  l’estate scorsa quando, programmando  di  arrivare nel  campeggio  di Seix ( cittadina nel Parco naturale   regionale dei Pirenei  dell’Ariége nella regione dell’Occitania ) nel tempo necessario per montare la tenda, un interminabile coda autostradale nei  pressi  di  Montpellier ci  fece ritardare di  ben cinque ore l’orario  di  arrivo, cioè quando  ormai  la reception  del  campeggio era chiusa e comunque ormai  notte per accamparsi.

Per fortuna esiste Booking e il TomTom

Scoraggiati e stanchi, si  è sempre trattato  di un viaggio  di  quasi  ottocento  chilometri più le ore incolonnati  nell’ingorgo stradale,  ci  siamo  affidati  all’app  di  Booking.com  per trovare e prenotare una sistemazione per la notte.

Escludendo alberghi a cinque stelle (troppo  costosi per una sola notte), trovammo una sistemazione più che dignitosa presso l’albergo Cuulong (gestito  da gentilissimi  vietnamiti) a Labarthe – Inard a cinquanta chilometri  di  distanza da Seix: ma la nostra fedelissima Sylvie ci  ha portato  a destinazione come sempre.

Per la cronaca Sylvie  è il nome dato  al nostro  TomTom che qualcuno di  mia conoscenza   ha deciso di  dare allo  strumento unicamente per quella voce dal  tono melodiosamente femminile che fa da guida.

Eppure anche allora si  viaggiava..

Non parlo  dell’allora dei  nostri nonni  o  dei nostri  genitori, ma da  quando lo smartphone dal semplice compito  di far parlare le persone (appunto  telefonare o  al  massimo  mandare qualche sms) si è evoluto diventando  il device che oggi  conosciamo (mi piace la parola device..) con la miriade di  app dedicate alla programmazione dei nostri  viaggi.

Non solo  praticità, ma anche la condivisione immediata della nostra esperienza con altri  utenti che vogliono  ripeterla o magari  cercare solo informazioni.

Ed è qui che trovo una pecca in questo  sistema: innanzitutto l’esperienza è individuale, cioè quello  che può andare bene ad una persona può non essere l’ottimale per me (se a qualcuno  piace dormire su  di un letto  di  chiodi io continuo  a preferire le doghe e un buon materasso…..oppure il sacco  a pelo!).

Senza considerare poi  le recensioni  negative di  coloro  che, pur trovando il letto  di  chiodi, hanno da ridire sulla mancanza di  ricezione dei  canali  digitali nella tv in camera (ma vai in ferie per guardare la televisione?).

Le nostre esperienze infine diventeranno  dati per profilare la clientela, ad esempio  la società proprietaria del motore di  ricerca Kayak   ha creato  un Mobile Travel  Report – Pdf –  in cui   fa un’attenta analisi dell’utilizzo  dei  dispositivi  mobili per la ricerca e prenotazione dei  viaggi.

Ma il cartaceo non è morto…

Le mappe e le carte escursionistiche sono queste che liberano la fantasia e l’immaginazione nella fase preparatoria di un viaggio, e non solo: avete mai  provato  a leggere un libro  dedicato  al  viaggio, ma anche di  semplice avventura, seguendo il tragitto con un’atlante accanto: vi  giuro  che è un di più assolutamente da provare.

Una carta escursionistica, infine, ha un’incolmabile vantaggio sul GPS: non si  scarica mai (in mezzo  ai  sentieri  è diffile trovare unapresa elettrica per ricaricare il nostro  device.…vi  ho  già detto  che mi piace la parola device?).

Alla prossima! Ciao, ciao……………


LIBRINVETRINA

Cosa possiamo  leggere quest’estate al mare, sul fiume, al  lago, in montagna o in collina?

Il Libraio  da qualche suggerimento.

Buona lettura!

 

Due parole su integratori e sistema immunitario (proprio due parole)

Studio di figura di donna BN
©caterinAndemme

 

Integratori  si, oppure no?

La risposta non può che essere che una sola:  gli integratori  quali  vitamine e antiossidanti sono utili nel momento  in cui  il nostro organismo, per un motivo  o per l’altro, non riesce ad averne il giusto  apporto.

In questo  caso, però, è il nostro  medico  curante a stabilire, dopo  le dovute analisi, ciò di  cui  abbiamo  bisogno e per quanto  tempo seguirne la relativa  cura.

Detto questo nessuno, tanto meno la sottoscritta, vuole demonizzare il fai  da te cioè l’acquisto di integratori  e multivitaminici che, secondo pubblicità e marketing, dovrebbero  donarci  se non l’elisir di lunga vita al  meno quello  della salute tout court.

Purtroppo studi  recenti  indicano che il consumo  di  questi prodotti  da banco  se non nocivi sono perfettamente inutili.

Questo, ad esempio, è ciò che riporta una ricerca dell’università di  Toronto  pubblicata sul  Journal of American College of Cardiology.

Comunque, siccome voglio  partecipare al  benessere delle aziende farmaceutiche produttrici  di  integratori & C., confesso di utilizzare i  sali  di magnesio  e potassio dopo  ogni  allenamento: per lo meno, una volta sciolte nell’acqua, queste soluzioni  saline dissetano.

Se abbiamo  cura del sistema immunitario….. 

….esso  avrà cura di noi!

Lapalissiano, vero?

Però, ogni  tanto, ci  dimentichiamo  che noi  stessi possiamo  aiutare il nostro  sistema immunitario ad aiutarci: come?

Con dei piccoli  consigli che, vestendo i panni  della zia  (per quelli della nonna è ancora (molto) presto), voglio darvi:

⇒  Dormire il giusto

Basta fare le tiratardi tanto più che adesso  è di moda andare a letto presto senza per questo  far concorrenza alle galline: insomma, otto ore di  sonno  sono l’ideale (per meno io  divento un’autentica zombie)

Mangiare tanto  aglio 

A dir la verità mi è venuto qualche dubbio  se inserire o  meno  questo  consiglio ma, riferendomi  ad una recente ricerca dell’University of Maryland Medical  Center (esiste, lo giuro!), sembra che l’aglio  abbia la capacità di prevenire le malattie cardiache.

In ogni  caso  potrà esserci  utile, una volta ingerito, per allontanare da noi le zanzare, amiche ed amici, partner di ogni  genere ed anche Dracula.

Miele, curcuma, zenzero e limone sono indispensabili

I primi tre sono potentissimi  antiossidanti mentre il limone, oltre che servire come guarnizione per il nostro  bicchiere quotidiano   di  tequila, è una fonte di  vitamina C (perché comprare delle compresse di  vitamine quando  è la stessa natura a fornircene?).

Te (o tè?) 

Specie nelle varietà di  te verde troviamo  antiossidanti  e elementi  anticancro

Nel  caso  vi  vogliate dedicare al Cha no yu (Cerimonia del  te) sappiate che occorrono  dai  due ai  tre anni per impararne la filosofia ed altrettanti per metterla in pratica: con il te in bustina si  fa molto prima….

Yogurt a colazione 

Lo yogurt bianco, non quello  con sapori  che imitano  la frutta, è ricco  di probiotici utilissimi per rafforzare il nostro  sistema immunitario.

Ed infine il consiglio  che reputo  più utile è il seguente:

Prendere la vita con un sorriso perché sorridere allontana lo stress e avvicina chi  più ti  vuole bene.

Domani  è per l’inizio di  un weekend lungo, quindi  a risentirci a lunedì.

Buon fine settimana a tutte(i) voi.

Alla prossima! Ciao, ciao…………. 


PLAYLIST

Non ve l’ho  mai  detto, ma nel mio tempo libero  mi dedico  al  ballo in certi locali…………..

 

Natalina e le altre

Lei
©caterinAndemme

La bellezza di  Natalina

Lina Cavalieri

Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline, ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l’argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l’aria. Troppo di tutto, accidenti.

(⇒ Charles Bukowski)

Se Charles Bukowski fosse vissuto all’epoca di  Lina Cavalieri incontrandola ne sarebbe rimasto  così ammaliato da dedicarle quelle sue parole?

In ogni  caso lei, Natalina Cavalieri,  da semplice fioraia di  Trastevere divenne una celebrità del  suo  tempo:  era nata appunto  a Roma, nel quartiere di  Trastevere il 24 dicembre del  1875 (da qui il nome di  Natalina) e mori a Firenze l’8 febbraio  1944.

La ragazza del popolo, come venne definita  poco  elegantemente per le sue origini povere, aveva dalla sua parte grazia ed intelligenza (ovviamente anche la bellezza), una propensione al canto ma, soprattutto, era una self-made woman che seppe gestire molto  bene la sua figura professionale e le sue amicizie.

Da Trastevere l’ormai  ex-fioraia calcò le scene teatrali  di  San Pietroburgo,   Parigi,  Londra ed altre capitali  europee e fece  innamorare di  se Gabriele D’annunzio che all’inizio  la definì come massima espressione di  Venere in Terra poi, quando lei  praticamente gli  dette il ben servito, il poeta, come ogni  uomo ferito  nell’orgoglio, incominciò ad elencarne i  difetti  (più che altro inventati), cosa a cui Lina Cavalieri  rispose con la massima indifferenza.

Nel 1951, quindi sette anni  dopo  la sua morte, il suo fascino ammaliò il pittore e scultore Piero  Fornasetti che, nella serie di piatti di Tema e Variazioni, riprodusse in mille variazioni  (appunto!) il volto  di  Lina Cavalieri.

La bellezza delle altre (nelle pagine del libro Figure del  desiderio

Confesso: io  di  Lina Cavalieri ne sapevo  ben poco, fintanto  che mi è capitato  tra le mani il libro  di ⇒ Stephen Gundle Figure del  desiderio  che io  ho letto  con lo stesso interesse che avrei  avuto  leggendo un trattato sull’accoppiamento tra i lemuri  del Madagascar: in poche parole l’ho trovato  alquanto noioso salvando, quindi,   solo il capitolo dedicato  a Lina Cavalieri (da pagina 96 alla 130) 

Prima dolcemente remissive e l’attimo dopo passionali e impetuose: le bellissime made in Italy sono tutte accomunate da tratti distintivi facilmente riconoscibili, i tratti inimitabili della bellezza italiana di cui Sofia Loren e Gina Lollobrigida sono state le ‘portatrici sane’ per antonomasia. Con i loro lineamenti mediterranei e le curve decise, provocanti ma tradizionali in modo rassicurante, le belle italiane hanno scardinato lo stereotipo della bellezza perfetta, diffondendo anche nei freddi paesi anglosassoni il mito della sensualità latina. L’ideale immortale di armonia e bellezza destinato a dar forma ai valori estetici e sociali dell’eterno femminino è parte integrante del patrimonio storico e culturale del nostro paese. Stephen Gundle scatta in queste pagine una fotografia del fascino italiano tra l’Ottocento e i nostri giorni. Il suo ritratto a tutto tondo attinge alle fonti più disparate, dagli scritti di intellettuali, politici e giornalisti a dipinti, illustrazioni, film, canzoni, pubblicità e calendari, dai testi autobiografici alle interviste di alcune tra le bellissime.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


PLAYLIST 

Quarant’anni  dopo l’uscita dell’album Burattino  senza fili, Edoardo  Bennato ci  presenta il suo nuovo  Mastro  Geppetto 

 

Sport: si, ma quale? Io un’idea l’avrei..

Fitness
©caterinAndemme

Sport prêt-à-porter

Escludendo il divanesimo come pratica sportiva, cosa dice l’Istat riguardo noi e l’attività fisica?

Il report seguente (del 2017) è un’attenta ed interessante analisi della nostra propensione ad abbandonare il divano  (appunto il divanesimo)

per una salutare sessione della disciplina sportiva che ci è più congeniale.

La conclusione dell’indagine può sembrare contrastante, perché dice:

La pratica sportiva in Italia è in aumento, ma che molto  resta ancora da fare per favorirne la regolarità tra la popolazione.

Sono necessarie, quindi, misure di promozione dello sport e di  contrasto  alla vita sedentaria, a partire dalla scuola.

A contrastare la sedentarietà è la fantasia nell’inventare nuove discipline sportive di  cui  alcune, molto creative, ne resterà solo il ricordo  di una stagione.

Tra le novità al momento in auge vi  sono:

Punch 

E’ composto  dalle tecniche basilari  della boxe al  sacco  alternate con un allenamento che utilizza piccoli  attrezzi  per rinforzare la muscolatura.

Il ritmo all’allenamento è dato  da musica  e luci  che, immagino, sparata a tutto  volume come se si  fosse in discoteca.

Sulla superficie del  sacco potete sempre  mettere  la foto  del vostro ex o del  capoufficio per rendere più intensa l’efficacia dei pugni.

Antigravity yoga

Si  effettua in sospensione, cioè sospesi in aria per mezzo  di  amache avvolgenti e di  tecniche yoga, pilates e gyrotonic

Come   funziona in effetti non lo so, e nemmeno lo voglio  sapere.

Spirit Ride

Si balla su  di una bike guardando  video  musicali creati  appositamente e sincronizzati  con il movimento  delle bici.

Chi lo  ha praticato  dice di aver  provato   sensazioni  di  alleggerimento mentale ed elevazione spirituale.

Ma dai!  Non è che insieme alla canna della  bicicletta vi  sia un altro  tipo  di  canna e che  questa  sia tutta da fumare?

A questo punto  direte che sono un po’  fissata, ma…

Il Nordic Walking, o se preferite la Camminata nordica,  è davvero l’attività sportiva tra quelle più complete  e adatto a tutte le età (beh.. se avete 120 anni  magari  qualche problema può uscire fuori).

Ho notato che,  durante le mie sessioni di  allenamento, tra gli sguardi  generalmente indifferenti  vi  sono  quelli che trafiggono per la perplessità nel comprendere perché bisogna usare due bastoncini  per camminare  (per lo più a pensarlo  sono le persone più anziane) se, non addirittura, si pensa ad una azione di  riabilitazione motoria.

Poi, e questo mi  da leggermente più fastidio (……no: mi da molto fastidio !!!) vi è quella categoria di persone che, pensando di  applicare nel  giusto  la tecnica del  Nordic walking, si prodigano, in maniera invadente, nel  dirti   cosa devi  fare e cioè, in sintesi: devi  spingere di più sui  bastoncini.

Adesso non vorrei  sembrare  presuntuosa (e se lo sono pazienza: sono fatti  miei) ma avendo  fatto un paio  di  corsi con istruttori  diplomati, posso  dire che non è questione di spinta ma di coordinazione  dato  da:

In azione nella Riserva naturale Bosco della Mesola – Parco delta del Po (FE)
®Archivio 24Cinque P&B

Lavoro  attivo  del piede

Il tallone appoggia per primo, seguito  dalla rullata della pianta fino  ala spinta dell’alluce.

 Postura corretta del  corpo

Bacino stabilizzato nella posizione neutra, con la parete addominale verso  la colonna e l’ombelico  retratto, mantenendo  attivi i muscoli del  diaframma pelvico, quello  degli addominali e i  muscoli multibifidi  della schiena.

Le spalle e le scapole sono abbassate.

Il corpo  è eretto inclinato in avanti senza flettersi  a livello di  vita o  di  schiena (che rimarrà dritta).

Lunghezza del passo

ampio ma naturale con lo sguardo in avanti

Oscillazione delle braccia

Lungo il piano  sagittale, vicine al  corpo: il movimento  con i bastoncini è uguale a quella della camminata normale ma coordinata all’azione delle gambe (gamba destra avanti, braccio  sinistro  avanti).

Per i bastoncini

Appoggio  del  bastoncino 

In posizione diagonale con il gomito in posizione anteriore al  corpo nel moneto  dell’appoggio.

Rotazione della spalla e leggera flessione del  gomito

Spinta del  bastoncino 

Indietro  ed in basso, verso  la direzione della punta, con il gomito  leggermente flesso utilizzare il palmo e la  parte laterale della mano nell’azione di  spinta mediante il lacciolo  (vedi la particolarità dei  bastoncini  per il Nordic Walking ).

Estensione completa del  braccio

All’indietro  oltre al bacino e successiva apertura del palmo  della mano.

La buona interazione tra contrazione e rilassamento dei muscoli di braccia e piedi proietta la spalla dello  stesso  lato in avanti.

I benefici  del Nordic Walking

⇒ Viene coinvolto il 90 per cento dell’intera muscolatura migliorandone il tono

⇒ Migliora l’attività cardiocircolatoria

Aumenta fino  al 50 per cento il consumo di  calorie e diminuisce la percezione di  fatica rispetto  alla semplice camminata.

What else…. 

Alla prossima! Ciao, ciao……………

Piove o non piove? E’ comunque questione di metereologia (non diamo colpa al governo)

Goccia di pioggia su ombrelli rossi
© caterinAndemme

Affacciati  alla finestra amore mio e guarda se piove…

Ammetto  di  saccheggiare allegramente i testi  di  Jovanotti ad uso personale per il mio blog (spero  che lui, ammesso  che lo venga a sapere, non me ne voglia) ma il senso  di  questa leggera  usurpazione è quello  che ormai è superato il modo  di  guardare alle previsioni  meteo affidandoci alla semplice valutazione locale (appunto l’affacciarsi  alla finestra..).

Come è quello dei vari  Edmondo  Bernacca che, alla fine di ogni  telegiornale (credo), suggeriva se l’indomani  era meglio  uscire in costume da bagno o  con uno  scafandro  da palombaro.

Oggi  le cose sono cambiate, ma non tanto in meglio: la proliferazione dei  tanti  maghi  della pioggia, con previsioni più o meno  azzeccate (meno che più), non fa che indurre dubbi  su  chi  sia meglio affidarci  o meno.

Meno male che si  è capito  che la meteorologia ha delle implicazioni importanti sia, ad esempio, per l’agricoltura, ma anche per il turismo e l’economia (previsioni  errate in periodi  di  festività possono essere fonte di  mancato  guadagno per gli operatori  del  turismo).

Quella dl  meteorologo, quindi, è una figura professionale sempre più ricercata adesso  come in  futuro,  non per nulla a Trento partirà il primo corso  magistrale in Meteorologia ambientale (se volete iscrivervi  andate qui, ma bisogna conoscere molto  bene l’inglese) mentre in altri  quattro  atenei (Napoli, Bologna, Roma e L’Aquila) partiranno i  corsi  per conseguire i  diplomi in Fisica dell’Atmosfera.

D’accordo, molto  bello, ma noi  che non possiamo  avere a disposizione un meteorologo ( a proposito  ma le meteorologhe?)  tutto nostro  dobbiamo  affidarci alle App dei nostri  smartphone.

Io, ad esempio, adoro la ranocchia che Google utilizza per ingentilire le proprie previsioni (basate su  quelle di The  Wheather Channel) ma che non sono  sempre quelle giuste (comunque, dopo   tre giorni, le variabili  sono così  tante da non poter dire che tempo  farà oltre quel limite) allora mi sono affidata alla app di Meteo & Radar della tedesca Wetter Online: la utilizzo  d ameno  di un mese ed è molto precisa (esiste anche una versione premium con poche aggiunte, mentre nella versione free i banner pubblicitari non danno  fastidio).

Tra aneddoti e curiosità un libro  sulla meteorologia

Andrea Giuliacci  e Lorenza di  Matteo hanno unito  le proprie conoscenze (e professionalità) per scrivere Il meteo  dalla A alla Z – cosa hanno in comune il clima, la pittura del  Rinascimento  e la buona cucina: il sottotitolo dice già molto  sulle curiosità e aneddoti che possiamo  trovare tra queste pagine (anteprima alla fine dell’articolo) e divertirci un po’…..magari  fuori  piove.

Il clima ha ispirato i più grandi pittori fiamminghi del Rinascimento, ha plasmato la storia e giorno dopo giorno entra nelle nostre cucine, influenza la nostra salute e detta i tempi delle principali attività umane. Questo libro racconta, per la prima volta, come i fenomeni meteo influenzino profondamente economia, società e cultura. I vari capitoli, ordinati sotto forma di glossario tematico dalla A alla Z, accompagnano il lettore alla scoperta degli eventi meteorologici che nei secoli hanno modificato il corso della storia. Troveremo informazioni insospettate su quali sono le città più inquinate al mondo e perché, conosceremo i record stabiliti dai diversi fenomeni atmosferici e, tra le altre cose, scopriremo addirittura perché il buon pizzaiolo dovrebbe comportarsi da bravo meteorologo. Tra aneddoti e curiosità, il lettore verrà introdotto in modo naturale a conoscere i segreti dell’atmosfera, degli eventi climatici e del loro stretto rapporto con la vita quotidiana. Terminata la lettura, tutti guarderemo con oc­chi diversi, e forse più affascinati, anche il pane che ogni giorno finisce in tavola!

Domani  c’è il sole e quindi  si  va al  mare, mentre domenica sui  monti.

Noi  ci rivediamo  lunedì: buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao……….


 Anteprima del  Libro in vetrina