“Il Sogno del Drago” lungo il Cammino di Santiago

 

Caminante, son tus huellas  el camino y nada mas

Camminatore, sono le tue orme il cammino, e niente più.

 

La frase è l’incipit di una poesia del poeta spagnolo  Antonio  Machado, la stessa che ho ritrovato  nel  libro Il Sogno  del Drago  di Enrico  Brizzi.

Vi  sono  libri  che ci  accompagnano  anche quando non li stiamo leggendo perché, in un certo  senso, siamo talmente partecipi  della narrazione che ci  sembra di  accompagnare il  narratore per la via del  suo  narrare.

In questo  caso, cioè nel  caso  di  Enrico  Brizzi,  la sua via è quella che, partendo  da Torino, arriva fino  a Finisterre percorrendo quello  che, molto probabilmente, è il Cammino per antonomasia: il Cammino di  Santiago.

D’accordo, adesso mi direte che di libri  sul Cammino  di Santiago ve ne sono  a bizzeffe, oppure la storia è la stessa vista in qualche pellicola, uno  fra tutti  The Way (Il Cammino  per Santiago che consiglio vivamente di  vedere).

A parte, però, che ogni  Cammino (non solo  quello  di  Santiago  di  Compostela) è diverso e che tale differenza lo è ancor di più se, vista attraverso  gli occhi  del  narratore –  scrittore, possiamo  essere noi  stessi a percorrere quelle strade e poi condividerne l’esperienza.

Nel  caso de Il Sogno  del  Drago Enrico  Brizzi la storia è piena di  personaggi: i  suoi  amici  che lo  accompagnano  per qualche tappa del Cammino  (perché uno di loro  parla come il monaco (non del  tutto normale) visto ne Il Nome della Rosa?), altri incontrati lungo i mille chilometri da Torino  a Finisterre, alcuni  di loro  bizzarri, un paio di  essi  veramente antipatici.

Insieme a questo piccole ( e mai  noiose) digressioni storiche sui luoghi  attraversati.

Parla anche (un pochino) delle sue figlie e….

….e non  posso mica raccontarvi  tutto!

Se proprio volete a fine articolo vi è l’anteprima del libro, poi decidete voi  se acquistarlo  o meno.

Per concludere:  ho  imparato  da questa lettura un nuovo  modo  di  descrivere chi come noi, “lui” ed io, percepiamo le escursioni  in montagna: apparteniamo  al movimento  degli orizzontalisti contrapposto a quello  degli  alpinisti  e appassionati  di  free – climbing.

Enrico  Brizzi, a tale proposito, scrive a pagina 137 del libro:

In un Paese che non ha ancora digerito a livello  istituzionale una filosofia della montagna iniziata a diffondersi quarant’anni fa, servirà  ancora del  tempo perché trovi  voce il movimento  degli orizzontalisti, maratoneti  delle carrarecce, dei  sentieri  di  fondovalle e delle alte vie. 

 


 

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 

Il “Cammino di Santiago” …..prima o poi

 

libro-rufin

 

alla ricerca di niente. Tranne la voglia di continuare ad andare

 

La citazione è tratta dal libro di Jean Christophe RufinIl cammino immortale: la strada per Santiago”  (qui un’anticipazione del  libro).

Aspettando  quel “poi” che arriverà, e che ci porterà a ripercorre la strada intrapresa dall’autore (seguendo, però, il Cammino  francese e non l’Alta Via descritta nel libro), vi  auguro una buona serata.

Più breve di  così…

Alla prossima! Ciao, ciao………….