Château – Queyras….che altro?

The magical castle that flew in the blue of the sky
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Segnavia

La giovane contadina
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Vestendo gli agresti  panni  di una giovane contadina (…si prega di non fare dell’ironia sulla foto  stessa ma, soprattutto, sull’aggettivo  giovane che mi  sono  attribuita), vi invito  nel  seguirmi in questa visita virtuale di Château Queyras.

Intanto  dove ci troviamo?

Ovviamente in Francia ed  altrettanto ovviamente nella regione del  Queyras (dipartimento  delle Hautes-Alpes)  che dall’Italia  si  può raggiungere sia dal  Colle dell’Agnello (il secondo  valico  automobilistico più alto  in Italia con i  suoi 2.748 metri  e il 15 per cento  di pendenza) oppure dal Colle della Maddalena (1.996 metri).

 

La storia in poche parole

 

Château Queyras ©caterinAndemme

Posta in posizione dominante la fortezza domina a sud la stretta forra dove scorre   il  Guil  (affluente di  sinistra della Durance) –  non è raro  vedere canoisti cimentarsi nelle turbinose acque del  fiume, come arrampicatori che risalgono  la rupe con in cima il castello – la prima testimonianza scritta riguardante Chateau Queyras si  avrà nel 1260.

Nel  XVI secolo, durante le guerre di  religione francesi, il nobile di  fede protestante François de Bonne de Lesdiguiéres  conquistò il castello uccidendone il castellano e vessando la popolazione cattolica del luogo  (lo  stesso Françoise de Bonneecc.ecc. nel 1622 si  convertì al  cattolicesimo  con un abiura solenne).

Nel 1633 Château  Queyras rischiò di  essere abbattuto in quanto re Luigi XIII di  Borbone pensava che esso potesse essere riconquistato  dai protestanti, ma ebbe un ripensamento  annullando, quindi, la sua decisione iniziale.

In effetti, nell’agosto  del 1692, le truppe protestanti inglesi e quelle del  Ducato  di  Savoia,  dopo un assedio  durato  alcuni  giorni, conquistarono il forte.

Nel 1700 l’ingegnere militare Sèbastien Le Prest de Vauban(dalla lunghezza del nome si  capisce che anch’egli  era un nobile) ne completò la cinta muraria del lato  nord-est.

Capolinea 

A mio  parere il Queyras rimane una delle regioni  francesi più belle da visitare, sia dal punto  di  vista naturalistico che culturale e Château Queyras a buon diritto  rientra in questi  percorsi  di  conoscenza.

Si  vede molto che ho  fretta di  terminare l’articolo?

Alla prossima! Ciao, ciao………….


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Un viaggio al centro della Terra? A Vulcania si può fare (leggere per credere)

L’eruzione di un vulcano vista…attraverso le mie mani
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Prima, però…

Katia e Maurice Krafft
credit: United States Geological Survey

Non posso  parlare di  Vulcania se non prima di ricordare  i  coniugi Katia e Maurice Krafft vulcanologi  di  fama mondiale che, ispirandosi  al libro  di  Jules Verne  Viaggio  al centro  della Terra, avevano pensato  ad un grande parco  tematico  dedicato  esclusivamente alla storia e alla formazione dei  vulcani  e la cui  caratteristica sarebbe stata quella di  svilupparsi non in superficie ma sottoterra.

Si erano  conosciuti all’Università di  Strasburgo seguendo i corsi  di  un altro  grande geologo  e vulcanologo: Haroun Tazieff.

Poi, dopo  un periodo in Italia a seguito  del loro  maestro per studiare l’Etna, inizieranno la loro  avventura nel  mondo  seguendo la ragione della loro  vita, appunto i  vulcani.

Il loro sogno terminerà il 3 giugno  1991 in Giappone quando una colata piroclastica sul monte Unzen li  travolse uccidendoli.

Finalmente Vulcania 

Forse nel sottotitolo non dovevo  usare la parola finalmente perché prima del 2002, l’anno  di inaugurazione del Parco, il progetto  ha dovuto  affrontare la forte opposizione degli  ambientalisti i quali  vedevano in esso il pericolo di uno stravolgimento  ambientale irreparabile, nonostante che il sito  fosse una zona militare e deposito  di  idrocarburi, e in seguito nel primo  periodo  di  attività una perdita finanziaria dovuta ad una sovra – stima dei  visitatori  (oggi i visitatori superano  i   300.000 all’anno e il Parco  è dichiarato Patrimonio  dell’UNESCO).

A volere fortemente la realizzazione di  Vulcania fu l’ex Presidente francese Valéry  Giscard d’Estaing il quale, oltre ad essere rimasto  molto colpito  dal  lavoro dei  coniugi  Krafft, pensò che una simile attrattiva avrebbe portato un beneficio economico  alla regione dell’Auvergne di  cui  era Presidente del  Consiglio  regionale.

Vulcania si  trova a Saint-Ours-les Roches  a 15 chilometri  da Clermont-Ferrand.

Vulcania inappropriatamente viene più volte indicato  come  parco  dei  divertimenti ma è certo  qualcosa di più e la sua visita (anche se divertente) è senz’altro più di un semplice giro in giostra.

Alla prossima! Ciao, ciao….

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Seguitemi nella Valle delle Meraviglie

Siete pronti per questa escursione nella Valle delle Meraviglie?
Si, allora seguitemi…
Credit: Archivio 24Cinque P&B

La Valle delle Meraviglie in poche parole (poche, poche…)

La Valle delle Meraviglie è un vasto circolo  glaciale disseminato  di  laghi.

Il toponimo Meraviglie è riferito  alle innumerevoli incisioni  rupestri  presenti  nell’area.

Il nome venne utilizzato per la prima volta nella Storia delle Alpi  Marittime di Pietro  Gioffredo (Nizza, 16 agosto 1629 – Nizza 11 novembre 1692), quindi nella carta del  Theatrum Statuum  Sabaudiae (1682) ed in quella di Jean-Baptiste  Nolin del 1691.

Il toponimo  è quello  che ancora oggi viene utilizzato, e che resterà tale per indicare questa particolare zona delle Alpi  Marittime.

La linea di  demarcazione ad est, tra le  Alpi  Marittime e le Alpi Liguri, passa dal   Colle di  Tenda (1.870 mslm).

Geologicamente le due catene montuose si  distinguono dal  fatto  che le Alpi Marittime presentano  rocce di  tipo  cristallino, mentre le Alpi  Liguri hanno  rocce di  tipo calcareo.

Due parchi naturali  interessano  l’area delle Alpi Marittime:  il Parc national du Mercantour e il Parco  naturale delle Alpi  Marittime (i  due parchi  sono gemellati dal 1987 e oggi   vengono  proposti come patrimonio universale dell’umanità dell’UNESCO)

ITINERARIO

Prima di  descrivere l’itinerario  il mio  suggerimento è per una  visita del  Musée des Merveilleis inaugurato il 12 luglio 1996 a Tende che, oltre ad essere un valido punto  di partenza per la conoscenza della Valle delle Meraviglie e le sue incisioni  rupestri, è un centro  di  ricerca per l’arte rupestre del Monte Bego.

 

Da Casterino  al  Lac Vert de Fontanalba 

La partenza è da  Casterino (1.546 mslm), raggiungibile da St-Dalmas de Tende con la RD 91, dove si  trova anche la Casa del  Parco  con annesso  ufficio  di informazioni aperto  solo  nel periodo  estivo.


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Da Casterino prendiamo  il sentiero  contrassegnato dal  segnavia n.391 (direzione Lac Vert e rifugio  Fontanalba): è una vecchia strada militare che attraversa una bella foresta di  larici.

Si  arriva,  quindi, alla Vastiére Médiane (ricovero  stagionale dei  pastori) e proseguendo si  arriva nei pressi  del Refuge de Fontanalbe (2018 mslm) raggiungibile seguendo il segnavia n. 389. 

Noi, invece, andiamo  avanti  fino  a raggiungere in breve l’ingresso della Valle delle Meraviglie alla quota di 2130 metri (segnavia n. 387).

A questa punto  entreremo  nell’area a protezione totale dove un guardaparco  ci  darà tutte le informazioni  necessarie per la visita.

La Via Sacra
Credit: Archivio 24Cinque P&B

Seguiamo  le indicazioni verso  la Via Sacra: un ripido  canalino della lunghezza di una settantina di  metri che presenta un affioramento  roccioso  inclinato  con incisioni  rupestri .

Una volta in cima il percorso  scende incontrando per prima la Casa del  Parco  nei  pressi del Gias des Pasteurs quindi, superando  due laghetti  affiancati, si  procede in direzione del  Lac Vert caratterizzato  dall’avere nel suo  centro un isolotto   con sette larici. Nei pressi del  lago, deviando  sulla sinistra, si incontrano  altri  massi  con incisioni.

In Breve arriveremo di nuovo  all’ingresso del  parco  per ridiscendere verso  Casterino seguendo  l’itinerario  dell’andata.

In tutto il percorso ha una durata  di  cinque ore escludendo le soste per ammirare le incisioni e, magari, mangiare un panino.

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Consigli  di  lettura 

 

Per  un maggior approfondimento sulla Valle delle Meraviglie e sulle incisioni  rupestri vi  consiglio  la lettura del libro Le incisioni  rupestri della Valle delle Meraviglie di Enzo  Bernardini  (Blu Edizioni – 2001)

Alla prossima! Ciao, ciao……………… 

Parigi è sempre una buona idea: lo dice il ghost writer

Le bateau sur la Seine
Caterina Andemme ©

Questa è una grande città: Parigi! È esattamente come qualsiasi altra grande città, Londra, New York, Tokyo, ad eccezione di due piccoli particolari: a Parigi si mangia meglio e a Parigi si fa l’amore…beh, si, forse meglio, ma certamente più spesso. Si fa l’amore qualsiasi ora e in qualsiasi luogo: sulla riva sinistra della Senna, sulla riva destra, e tra una riva e l’altra; si fa di giorno, e si fa di notte; lo fa il beccaio, il fornaio, e il signore che appare in ogni inevitabile guaio; in movimento, e nella più assoluta immobilità; lo fanno i barboncini, i turisti, i generali, e una volta ogni tanto perfino gli esistenzialisti! C’è l’amore giovane e l’amore stagionato, l’amore coniugale e quello illecito!

Audrey Hepburn 

Si, aveva ragione la nostra Audrey: a Parigi  si mangia bene e …..

Amo Parigi, forse non quanto  Genova, anche se ultimamente quest’ultima ha dovuto subire i  miei  tradimenti per altre città: Milano, ad esempio e, tanto per rimanere esterofili,  Ljubljana (ma qui  l’amore è condiviso con l’intera Slovenia).

Amo  Parigi e voglio un gran bene a Frederique mia cugina parigina DOC: come lo  sia diventata è questione di  famiglia.

Questo piccolo  preambolo per introdurre la presentazione di un libro  che vede, per l ‘appunto, Parigi come protagonista di una storia.

Ma ancora prima, però, devo  chiedere scusa alla mia amica Gabriella (Lella per distinguerla dalle altre due Gabrielle mie amiche: Gabry  e Gabriella come Gabriella): quasi  un anno  fa mi  aveva consigliato  la lettura di  questo libro ed io, vergognosamente,  non l’ho  ancora fatto.

Presto  rimedierò.

libri in vetrina

Nicolas Barreau è uno  scrittore inesistente, diversamente dalla  nostra Elena Ferrante    che  se pur nascondendosi dietro  uno pseudonimo è una scrittrice in carne ed ossa e molto  talento.

Barreau è nato  da un’analisi  di  mercato  di una casa editrice tedesca, la Thiele & Brandstätter, perché, così sembra, in Germania le case editrici hanno il vizio di  creare autori  fittizi in base al  genere che va più di moda: in poche parole vi  sono  una moltitudine di  ghost writers condannatioltreché all’oblio, vedersi  corrisposto un onere inversamente proporzionale ai guadagni  delle case editrici che gli  hanno  commissionato il lavoro: niente paura, succede anche in Italia.

Comunque Parigi è sempre una buona idea (frase detta da Audrey  Hepburn nel  film Sabrina del 1954) ha ottenuto un buon (discreto)  successo.

Nel  box alla fine dell’articolo l’anteprima del  libro (che presto  leggerò: Lella  non è che me lo puoi prestare?).

A Parigi, in rue du Dragon, nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, ci si può imbattere in un piccolo negozio con una vecchia insegna di legno e, dentro, mensole straripanti di carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent. Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, La tigre azzurra ottiene premi e riconoscimenti e si aggiudica il posto d’onore in vetrina. Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, Rosalie pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima ancora che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa: l’uomo è fermamente convinto che la storia della Tigre azzurra sia sua…

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao……………….

 


Anteprima del libro Parigi è sempre una buona idea 

 

Voulez-vous faire un peu de longe – côte avec moi?

Onda su Onda  – 24Cinque © – 

 

Si  dice che l’attività fisica sia fondamentale per una vita sana e (possibilmente) lunga.

Da questo  dogma della medicina possiamo escludere a priori il guardare lo sport stravaccati  su  di un divano  e, magari, con una birra in mano: cosa che, soprattutto tra i maschi  riuniti in gregge, provoca il desiderio di  esibirsi in turpe emissioni  gassose attraverso il cavo  orale (in gergo  medicale: eruttazioni).

Dunque, per fare attività fisica, c’è  solo l’imbarazzo  della scelta in base a ciò che preferiamo.

Non sto qui  a dirvi  che io personalmente adoro  il nordic walking e l’escursionismo (tanto  a voi  cosa vi interessa?), ma piuttosto  di una nuova attività sportiva proveninete dalla Francia:   il longe – côte .

Intanto  dico  subito  che non è una  moda, ma che il longe – côte esiste dal 2005 quando  Thomas Wallyn, allenatore di  canoisti  a Dunkerque   (a proposito, molto  bello il film omonimo  di  Christopher Nolan)  , inventò il metodo per rinvigorire gli  atleti.

Dalla cittadina francese si  è poi  diffusa lungo  le coste francesi creando dei  veri  e propri  sentieri blu  arrivando, recentemente in Liguria, in special modo ad Alassio  e Laigueglia con il sostegno  della Federazione Italiana Escursionismo che per una volta abbandona i  sentieri montani  per quelli  marini.

La scelta dei  fondali  liguri  di  Laigueglia e Alassio  è facilmente intuibile dal  fatto che qui il fondo  è sabbioso a differenza di altri  fondali della regione percorribili  solo  se muniti  di  scarponi  da palombaro.

L’attrezzatura per il  (mi  viene il dubbio  che sia la) longe – côte consiste in una muta e una pagaia o attrezzo  similare.

Nel  video  a fine articolo qualche spiegazioni in più.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….