Una notte al Muse(senza la “o”, solo Muse)

 

Una notte al museo non è solo  il titolo di un film campione d’incassi (nonché alquanto  stupido) ma quello  che in realtà centotrenta persone, ognuna di loro  con il proprio  sacco  a pelo, hanno  vissuto in quello  che considero  tutt’ora il più bel  museo  di  storia naturale italiano: il Muse di  Trento .

Ovviamente il dormire in un museo, tra scheletri di  dinosauri  e bacheche, non è poi questa grande cosa, altre istituzioni, tra cui  il Museo  di  storia naturale di  Genova, lo  fanno già da tempo.

Ma qui  l’eccezionalità è data dal  fatto che i  centotrenta fortunati (che comunque hanno pagato 80 euro per la partecipazione all’evento), si  sono  ritrovati ad essere i  soggetti  di un esperimento che si  ripeterà nel  tempo, creando  così i presupposti  per la nascita di una nuova tipologia di  accoglienza: il museo- hotel.

A loro  è stato  offerto una cena a base di insetti lessi, fritti o  comunque in tutte le salse per cui  si possono  mangiare: questo  nell’ottica dell’introduzione a quello  che sarà il cibo  del  futuro, appunto  gli insetti.

Dopodiché la serata è proseguita con gli interventi di  specialisti  nel  proprio  settore: il botanico  ha parlato di  sesso  tra le piante (dicono  che sia molto  spinto), il fisico  di  quark  e neutrini e così via, fino  al  clou della serata con l’osservazione delle stelle sulla terrazza del  museo.

Da quando  abbiamo  visitato il Muse (Museo  delle Scienze) sono  trascorsi  quasi  due anni: allora, più che gli  scheletri  delle balenottere e la ricostruzione di  ambienti  naturali, fu  la mia passione per il riutilizzo  degli  spazi urbani a mettere in programma un fine settimana a Trento.

 

 

Tanto più che questo  recupero, avvenuto nel  terreno precedentemente occupato  da una fabbrica di pneumatici,  cioè quello  della Michelin, era opera del genovesissimo  genio  di  Renzo Piano unito alla creatività immaginifica di  quello  che sarebbe stato il Muse  nell’intento del  direttore del  museo Michele Lanziger.

L’intervento  di  Renzo  Piano  non si  è limitato al solo fabbricato  del  Muse, ma anche alla realizzazione di un nuovo  quartiere, Le Albere (in riferimento al  palazzo omonimo  lì vicino  e che ospita una sezione del Mart – Museo  di  arte moderna di  Trento  e Rovereto) nato in un contesto urbanistico precedente per nulla qualificato.

 

Il palazzo de Le Albere sede di una sezione del Mart

 

Grilli per cena a parte,  vi  consiglio  vivamente di fare un piccolo pensiero a quello che, ripeto, essere un’eccellenza museale italiana.

Vi  consiglio, inoltre, di  acquistare i  biglietti in prevendita online direttamente dal  sito per evitare una lunga attesa per l’ingresso che è contingentato (noi abbiamo  aspettato  quasi un’ora).

 

 

Prego, l’uscita è da questa parte…..

 

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

 

Villa Necchi Campiglio: la Milano d’antan

Giardino con piscina di Villa Necchi Campiglio a Milano

 

Una residenza circondata da un silenzioso giardino nel centro di Milano, custode di strepitosi capolavori d’arte, dove si respira ancora intatta l’atmosfera del bel mondo della Milano tra le due guerre (dal  sito  del  FAI)

La Villa è un gioiello  incastonato in una delle vie più signorili  del  centro  di  Milano (via Mozart): circondata da un giardino e da un campo  da tennis, nonché una piscina che fu tra le prime di  quelle private apparse in città ad essere riscaldata (vedi  foto  ad inizio  articolo).

 

Dunque, Villa Necchi Campiglio:

 

La villa è stata realizzata da Piero  Portaluppi tra il 1932 ed il 1935 per il nucleo  familiare composto  da Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi e sua cognata Nedda.

A Portaluppi subentrerà Tomaso  Buzzi che, nel  secondo  dopoguerra, conferirà alle sale un aspetto più classico  e tradizionale.

La Villa ospita inoltre la Collezione Alighiero ed Emilietta de’Micheli e quella di  Claudia Gian Ferrari, con opere del  Tiepolo, Canaletto, Sironi, de Chirico  ed altri.

 

 

In questa pagina le informazioni per la visita di Villa Necchi

Infine voglio  ricordare che  Villa Necchi Campiglio è stata donata al  FAI (Fondo Ambiente Italiano) nel 2001 e, dopo più di  sette anni di lavori  di  restauro, è stata aperta al pubblico grazie alla fondazione.

Nel  box in fondo  articolo vengono illustrati gli  ambienti  della Villa

Alla prossima! Ciao, ciao…………


 

Fin qui  ho  parlato del  bel mondo, termine  che considero in un certo  senso  anacronistico, legato agli  agi  di una famiglia della Milano degli  anni ’30.

Ma c’è un altro mondo a cui  mi sento più affine e per questo più solidale alla mia persona: è quello delle persone che oggi  difendono il loro diritto di  lavoratori, in particolar modo ai 600 operai  dell’Ilva di Genova considerati esuberi  dal nuovo  management.

Sono certa che nessuno  dei lavoratori  coinvolti leggerà il mio blog,  ma non per questo rinuncio ad augurare loro  una soluzione positiva a questo  grave problema.

 


 

E che….architette

* VEDI NOTA
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APERTA PARENTESI

Lo so che sto per scrivere qualcosa di poco  condivisibile, ma la notizia di  quel ragazzo   che acquistava merendine per poi  rivenderle ad un prezzo inferiore, rispetto  a quello  delle macchinette della sua scuola (l’Itis Pininfarina di  Moncallieri), mi ha fatto pensare ad un piccolo genio dell’economia.

Certo l’azione andava punita (???), ed in effetti  gli sono stati inflitti  dieci giorni  di  sospensione, ma, a pensarci  bene, lui non ha fatto  altro  che rompere un monopolio all’interno  della sua scuola e cioè quello  delle macchinette sforna merendine asfittiche.

Ha creato un business formato  da 1.500 coetanei del  suo  istituto (magari  anche qualche insegnante o bidello) molto  felici  di  risparmiare qualche centesimo sull’acquisto  della brioche.

Possiamo  scommetterci  che tra qualche anno  questo  ragazzo lo  ritroveremo a dirigere chissà quale affare di  ampio guadagno.

Oppure no!….Non sono mica un’indovina!

CHIUSA PARENTESI

 

ArchitettE: non per nulla la “E” è evidenziata in quanto vi  parlo  di  architettura al  femminile, e lo faccio  con una punta di  rimpianto per non averne continuato  gli studi (Sigh! Sob!:  e quant’altro che rappresenti  un  triste suono onomatopeico).

Lo   sapete che in Liguria su 3.000 iscritti  all’Ordine degli  Architetti all’incirca la metà è donna?

E che tra di loro  vi è anche Guendalina Salimei la quale  ha ispirato il film “Scusate se esisto” di Riccardo  Milani.

E che Guendalina (Salimei) ha partecipato  alla mostra L’architettura è femmina insieme ad altre sedici  colleghe architette con altrettanti progetti di  architettura urbana?

E che la mostra proseguirà fino  al 2 dicembre presso lo spazio dei  Giardini  Luzzati nell’ambito della giornata mondiale contro  la violenza sulle donne del (25 novembre)?

E che….cavolo: quanti  “e che”!

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 

Le autrici  ed i progetti presentati:

  • Autore Progetto: Arch. Caterina Patrocinio
    Descrizione:
    appartamento in città
    Localizzazione:
    Genova – Sestri Ponente
    Anno inaugurazione:
    2015
  • Autore Progetto: Arch. Roberta Poma
    Descrizione:
    progetto della sistemazione in superficie dell’autorimessa interrata adiacente al Politecnico di Milano
    Localizzazione:
    Milano
    Anno inaugurazione:
    2012
  • Autore Progetto: Spazio e Stile Arch. Caterina Patrocinio e Roberta Poma
    Descrizione:
    Concorso d’idee Sopraelevata
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2013
  • Autore Progetto: Arch. Giorgia Zunino
    Descrizione:
    The Conscious Hospital
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2013 – in corso
  • Autore Progetto: Arch. Antonella Pugno
    Descrizione:
    Composizione in foglie di vetro montate su struttura in ottone alta 7 metri
    Localizzazione:
    La Murrina, Palazzo Costa, Genova
    Anno inaugurazione:
    2010
  • Autore Progetto: Arch. Gloria Droghi
    Descrizione:
    Restauro conservativo
    Localizzazione:
    Genova, Albaro
    Anno inaugurazione:
    2011
  • Autore Progetto: Arch. Riccarda Giordano
    Descrizione:
    Nuovo complesso di alta qualificazione diagnostico-terapeutico ad orientamento oncologico
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2006
  • Autore Progetto: Arch. Guendalina Salimei
    Descrizione:
    Campus Universitario di Scienza e Tecnologia (USTH)
    Localizzazione:
    Hanoi, Vietnam
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Isabella Puliafito
    Descrizione:
    Ricostruiamo un’ architettura dei valori
    Localizzazione:
    Il mondo
    Anno inaugurazione:
    1987 – 2016
  • Autore Progetto: Arch. Barbara Ansaldo
    Descrizione:
    Recupero funzionale di piccolo edificio storico
    Localizzazione:
    Calvisio Veccia – Finale Ligure
    Anno inaugurazione:
    giugno 2015 – in fase di costruzione
  • Autore Progetto: Arch. Avandino Carnesecchi Sessarego
    Descrizione:
    Progetto di studio di architettura in edificio industriale nel porto di Genova
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2012
  • Autore Progetto: D2G studio di architettura Maria Letizia Grasso
    Descrizione:
    casa famiglia
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2016
  • Autore Progetto: Arch. Angela Gambardella
    Descrizione:
    Progetto del paesaggio per complesso residenziale
    Localizzazione:
    Cota – Dip. Cundinamarca- Colombia (2.600 m. s. l. m.)
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Cora Canonici
    Descrizione:
    il libro suggerisce riflessioni sul rapporto che esiste fra noi e la casa che abitiamo e su come adeguare spazi e funzioni ai cambiamenti della nostra vita
    Localizzazione:
    Casa editrice Franco Angeli s.r.l. – Milano Collana: Le Comete
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Nicoletta Rossi
    Descrizione:
    Appartamento in città
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2015

 


Ho realizzato questo  disegno  quando  ero una matricola presso  la facoltà di  Architettura: era un’esercitazione esterna riguardante alcuni palazzi  del  centro  storico  di  Genova…..ovviamente ci  divertivamo  un mondo!