Integrare agli integratori l’uso corretto

Studio su immagine di donna
Caterina Andemme ©

Ho mal di  gola, il naso è chiuso  per il raffreddore, ieri  ho  avuto  mal di  testa e per questo  ho  riposato  male: forse mi sto  lamentando  troppo?

Il fatto è che mi  sono concessa un paio  di  righe per descrivere la mia sofferenza e mettere la mani  avanti nel  caso  che l’articolo (che sto  tentando  di  scrivere) sia alla fine un po’  così così.

Di  cosa volevo  parlarvi  prima dello  sproloquio di  cui  sopra?

Del  fatto  che in Europa siamo  al primo posto per consumo  di vitamine e integratori: spendiamo ogni  anno un mare di  soldi per integratori e vitamine il più delle volte (quasi  sempre) perfettamente inutili e sostituibili  da una dieta bilanciata.

E’ ovvio  che in certi  situazione l’assunzione di  vitamine ed integratori è necessaria, penso all’acido  folico per le donne in gravidanza, oppure la vitamina D per  i neonati allattati  al  seno, ma è altrettanto ovvio  che dietro a queste prescrizioni  vi  sia sempre un consiglio  di un medico  anziché l’affidarsi  al  fai  da te.

La Fondazione GIMBE, il cui scopo è quello di  diffondere le conoscenze  e migliorare la salute – le più brave di  me userebbero  la parola inglese  mission, ma la sottoscritta ama la lingua italiana e la usa quando può  e come può –  ha rilasciato il dossier, dal  titolo  più che esplicativo: Alimenti, diete ed integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni  ed evidenze  che troverete nel  box a fine articolo.

Domani  inizia il fine settimana e come (quasi) sempre mi prendo una licenza dal  blog.

Quindi, augurandovi un buon fine settimana, non mi resta che dirvi:

Alla prossima! Ciao, ciao………….