I love shopping: l’ho letto, mi è piaciuto ma non per questo mi sento una “pollastrella”.

Vetrine
Caterina Andemme ©

 

In the corner

Neanche a dirlo: nel post di  ieri vi  ho parlato dell’impresa di Annie (Londonderry) Cohen Kopchovsky che, nel 1895,  fece il giro  del mondo in bicicletta rispondendo  ad una sfida che l’avrebbe resa se non ricca per lo  meno  benestante.

Oggi un’altra donna, questa volta italiana, ha percorso  5.000 chilometri in bicicletta da Roma a Capo  Nord, non per un premio in palio ma per motivi umanitari e cioè per raccogliere dei  fondi per la costruzioni  di  pozzi in alcune zone dell’Africa.

Lei  si  chiama Antonella Gentile (cognome in perfetta sintonia con la sua propensione alla solidarietà) e parte della sua storia la trovate qui

Io posso  solo aggiungere: Brava Antonella! 

Out the corner 

 

Potendo  aumentare il mio  budget di  spesa mensile saprei  già a quali  voci fare riferimento: libri, viaggi, qualche regalino  per lui (qualche) e scarpe (Oh les chaussures! J’aime acheter des chaussures).

Per il momento  mi  devo  accontentare di vedere l’effetto Yo-yo del mio  conto in banca aspettando che la dea fortuna si  tolga  quella benedetta benda dagli occhi  dando una sbirciatina su di  me.

Non riuscirei, comunque, a raggiungere il parossismo del personaggio  creato da Sophie Kinsella (pseudonimo di Madeleine Wickham) nel  suo  libro, il primo  di una serie: I Love Shopping. 

Libri in vetrina 

Con I love shopping lei  è diventata una vera e propria star di  quel  genere letterario che, a partire dagli anni novanta ,   specialmente in Inghilterra e Stati  Uniti, venne identificato  con il termine di  Chick Lit   dove nello  slang americano   Chick è il termine informale in uso  tra uomini per indicare una pollastrella e lit l’abbreviazione di  literature: letterature per pollastrelle…..(?!)  

In questi  romanzi  l’umorismo  viene  definito come  post-femminista (il perché lo  chiedete a chi ne ha dato la definizione, molto probabilmente un misantropo) e le protagoniste, sempre dinamiche e vestite all’ultima moda, hanno un’età compresa tra i  venti ed i  quarant’anni:  Sharon Stone, con i suoi stupendi sessant’anni,  avrebbe molto  da insegnare a loro.

Caratteristica fondamentale della trama era sempre quella: rapporti  sentimentali  e problemi  della vita in salsa dolce (molta) amara (poca).

I love shopping (il titolo  originale era The Secret Dreamworld of a Shopaholic) fu  pubblicato in Italia per la prima volta nel 2000 dalla Mondadori.

Ho  letto il libro, mi  è piaciuto e ve lo  consiglio.

Dal libro ne è stato  tratto un film omonimo diretto  da P.J. Hogan: ho  visto il trailer su YouTube  e ciò mi  è bastato per considerare il film (e non il libro) molto  stupido e, quindi, da evitare (secondo il mio  gusto, ovviamente).

La trama 

Becky è una giornalista che dalle colonne di un prestigioso  giornale londinese consiglia risparmi  ed investimenti sicuri. E’ carina, piena di inventiva, determinata. ed ha un’irrefrenabile passione: lo  shopping.

Irrefrenabile al punto  di  diventare una sorte di  malattia, che la spinge a comprare abiti, accessori, cosmetici, ma anche dolci, biancheria e articoli per la casa…Per lei  comprare è <<come svegliarsi  al  mattino e rendersi  conto che è sabato. E’ come i momenti  migliori  del  sesso>>.

Esce di  casa per comprare un litro  di  latte, e torna con l’ennesimo  golfino, convinta che ne ha proprio  bisogno; le vetrine la incantano, la scritta SALDI la manda in fibrillazione.

Salvo poi aprire con terrore l’estratto  conto  della carta di  credito…………

A seguire un ‘anteprima del libro.

Alla prossima! Ciao, ciao……………