Librerie: navigando in un oceano di quiete

Librerie

<<Ci sedemmo al tavolo del  retro bottega, circondati dia libri  e dal  silenzio.

La città era addormentata e la libreria pareva una barca alla deriva in un oceano  di quiete>>

Tratto  da L’ombra del  vento  di Carlos Ruiz Zafòn 

Librerie che chiudono, librerie che resistono

 

Librerie
Caterina nella libreria Il Libraccio di Savona

L’ultima a chiudere è la storica libreria Paravia a Torino, seconda libreria antica in Italia con un’attività iniziata nel 1802

Chiusura dovuta sia a costi  di  gestione troppo  alti ma, soprattutto, alla concorrenza di  giganti  quali  Amazon in primis che sfrutta  in pieno  la possibilità di  fare sconti fuori  mercato (complice anche una mancanza di una legge in Italia che tuteli i librai da assalti di  questo  genere), un catalogo  enorme compresi i titoli reperibili in digitale (ebook) ed infine  la pigrizia che impedisce di  andare a cercare quel  titolo  tra gli  scaffali  di una libreria quando il libro  può comodamente arrivare a casa in tempi rapidi.

Ovvio  che anche la sottoscritta utilizza Amazon per l’acquisto  di libri in cartaceo  e nel  formato  ebook (oltre a utilizzare le anteprime offerte per arricchire le pagine del  blog).

Eppure, quasi  a giustificarmi per  il misfatto  di  cui  sopra  ( del quale assolutamente non mi sento  colpevole) non so rinunciare a entrare in una libreria per sentire l’odore della carta ( lo so è una frase fatta) e assaporare quell’oceano  di quiete descritto  nelle parole di Carlos Ruiz Zafòn 

Ravveduta e pentita posso  solo  aggiungere quello che la scrittrice Jacqueline Woodson  disse riguardo  ai  libri:

I libri  possono essere specchi  o  finestre.

Specchi  per vedere riflessi  noi stessi, finestre per vedere in altri mondi.

Di librerie particolari  ne ho  scritto  in questo  blog come, ad esempio,   Shakespeare and Company sulla Rive gauche parigina, dovrei allora  parlare delle librerie che frequento a Genova ( e di  quelle che, purtroppo, hanno chiuso) ma l’elenco  sarebbe lungo, personale e (forse) noioso: dico  solo che qualunque luogo  dove si  vendono libri, fosse anche una bancarella dell’usato, è sempre un qualcosa di piacevole dove perdersi.

Se desiderate avere un a guida sulle piccole librerie italiane che ancora resistono, vi rimando all’anteprima de The Book Fools Bunch – guida tascabile delle librerie italiane viventi

Le librerie italiane, indipendenti e di catena, si raccontano proponendo ai «viaggiatori letterari», ma anche ai curiosi e ai lettori, una vera e propria mappatura, probabilmente mai realizzata con una tale estensione e completezza, delle librerie italiane «viventi», dove l’aggettivo non è casuale e prefigura anche una testimonianza, un’oggettivazione, un mettere un punto su ciò che sopravvive e anche su ciò che purtroppo è scomparso.

Sul come, sul dove, sul perché si fa, si propone, si costruisce, si presidia la cultura in Italia, attraverso lo strumento principale per poterlo fare: i libri.

Il percorso si svolge in senso «inverso», da Alghero ad Aosta, rovesciando cioè il consueto modo di pensare il nostro Paese, e per ogni libreria si trovano le informazioni di base, lo staff e una risposta personale a queste domande:

«La tua storia in 280 caratteri» – «Che libreria sei, in una sola parola?» – «Qual è il libro che identifica la tua libreria?» – «Qual è il personaggio letterario che rappresenta la tua clientela?» – «A chi vorresti vendere un libro? E quale libro?» – «Qual è la domanda più strana che ti è stata fatta?» – «Qual è la tua libreria preferita nel mondo? E in Italia?» – «Usciti dalla tua libreria bisogna andare assolutamente… dove?» – «Cosa trovo da te che non trovo altrove?».

A questo percorso si aggiunge una sezione dedicata ai lettori, che hanno risposto alla domanda: «Qual è secondo te il libro che non dovrebbe mai mancare in una libreria?», in modo da costruire una sorta di «libreria ideale dei lettori».

Alla prossima! Ciao, ciao…...♥♥

Gli effetti della lettura nel tempo

Noi 2 © caterinAndemme
Noi 2
© caterinAndemme

A volte sono  coppie sole e,  anche se il loro  tavolo è accanto a decine e decine di  altri  tavoli quanto  mai  affollati, basta osservarli un attimo per capire che è come se fossero  da soli su un atollo  del  Pacifico. Si intendono  con uno  sguardo, l’espressione del  volto, un gesto  della mano. Alcuni sono  così in totale e permanente sintonia che non dicono  parola.

tratto  da Un paese ben coltivato  di  Giorgio  Boatti 

L’effetto della lettura di un libro nel  corso  del  tempo

Prima di scrivere l’effetto che la lettura di un libro ha su  di noi nel  corso  del  tempo. ed è l’Università della Virginia ad aver fatto uno studio a riguardo, vorrei  poter citare alcuni degli  autori  rei  di  avermi  stregata con i loro scritti:

Paolo Rumiz, Raffaele Nigro, Claudio  Magris, Enrico  Brizzi ed altri autori anche stranieri accumunati  dall’essere narratori di  storie e di  viaggi

La loro  colpa, quindi, è quella di  aver trasformato la lettura dei loro libri in una sorta di  dipendenza psicologica, lo  scatenarsi di un irrefrenabile desiderio  di viaggiare, di  conoscere luoghi  e persone che li  abitano

in pratica anche sognare di poterlo  fare  

A questa lista aggiungo  anche Giorgio  Boatti da cui  ho  preso  in prestito  il brano  all’inizio dell’articolo tratto  da Un paese ben  coltivato e del  quale alla fine (sempre dell’articolo) ne troverete una piccola anteprima

Da dieci minuti  all’eternità (esagerando) 

Dunque eccoci (finalmente) agli  effetti  della lettura di un libro  secondo gli  studiosi  americani:

⇒ Dopo  dieci  minuti

Si  ha una stimolazione istantanea del  sistema sensoriale che comprende tatto, vista e olfatto nonché, a livello  cognitivo, si  ha un generale aumento  dell’attività celebrale.

Vero ma fino  ad un certo punto perché tutto  dipende dal libro  che si legge: I Buddenbrook di Thomas Mann  ha un appeal diverso nel leggerlo  di notte in confronto, ad esempio, di  It di  Stephen King: il primo mi assicura un quasi istantaneo ingresso  nel mondo dei  sogni, il secondo semplicemente mi tiene sveglia terrorizzandomi.

Dopo  trenta minuti 

Gli effetti aumentano fino  a provocare allucinazioni uditive o  visive: il lettore viene, per così dire,  traslato in un altro mondo  e in u altro  tempo.

Certo  che se la lettura è accompagnata da un uso smodato di  cannabis o peyote…..  

Dopo un’ora 

Siamo completamente immersi  nella lettura tanto  da provare sensazioni  opposte dalla risata al dolore.

Questo  perché, specie nella narrativa si  ha una connessione emotiva con i personaggi e la storia che essi  vivono: in questa fase si  ha un distacco  dal mondo  reale e può accadere di  ritrovarsi  a fissare il vuoto per un effetto  collaterale che i  ricercatori  definiscono  come azione conseguente alla funzione di  apprendere.

Se il  vostro partner (lui, lei o leilui) vi  trova a fissare il  vuoto, assicuratevi prima di  aver lasciato un biglietto  con su  scritto:

Non sono  defunta e non ho  una paresi quindi  non chiamare aiuto!

 

⇒ Dopo un paio d’ore 

Il lettore è assorbito  completamente dalla lettura tanto  che, se la storia è avvincente, si è incapaci  di  interromperla anche per i bisogni primari come mangiare o  dormire.

E la pipì? 

Dopo giorni, settimane, mesi..

Vi troveranno mummificate perché siete passate dalla lettura alla condizione di guardare le margherite dalla parte delle radici senza accorgervene a causa del no mangiare o  dormire (come sopra)  

Il libro e l’anteprima 

Un paese ben coltivatoUn lungo viaggio, al passo con le stagioni: dal fondo della Calabria al triangolo del riso tra Po, Ticino e Sesia, dal distretto della fragola di Policoro alle serre di Albenga. E poi i frutti di bosco che dalle Alpi scendono alle metropoli, la sfida di un profeta con l’aratro nel cuore dell’Appennino, l’avventura del radicchio di Chioggia, il mais ottofile  di Roccacontrada  e le ciliegie pugliesi, rossi gioielli nel bouquet di un’agricoltura che in vent’anni ha cambiato volto. Dulcis in fundo l’uva da tavola che dialoga con gli internauti e un’irresistibile pomodorina partita da Melfi per conquistare Londra. Con lo sguardo spiazzante di chi, digiuno di ogni sapere specialistico, è curioso di tutto, Giorgio Boatti racconta storie di persone che hanno scelto di ridare vita a cascine e masserie, di mettersi insieme per creare aziende radicate nella tradizione ma capaci di sfide innovative. Un affresco controcorrente in un paese dove, per abitudine, bisogna dire che tutto va male. Un percorso interiore in cui il disegno del paesaggio e della vita si confondono. Rivelano un’Italia con i piedi ben piantati per terra dove è all’opera un futuro che riguarda ognuno di noi.

 

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao….


Qui si parla di percezione aptica e di storie che non si conoscono

Il gatto e il canarino
© caterinaAndemme

Percepire le cose attraverso il tatto 

Percepire le cose attraverso  il tatto ha un suo nome scientifico e cioè percezione aptica.

La percezione aptica è il processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il tatto. La percezione aptica deriva dalla combinazione tra la percezione tattile data dagli oggetti sulla superficie della pelle e la propriocezione che deriva dalla posizione della mano rispetto all’oggetto (definizione tratta da Wikipedia)

Quanti  di  voi  lo  sapevano  già?

Questo non lo  saprò mai. ma posso  confessare  che per me percezione aptica aveva lo  stesso valore riguardo  la  mia  conoscenza  della lingua Klingon (Star Trek docet): ancora oggi non parlo  la lingua Klingon, ma, grazie alla segnalazione di un amico, conosco cosa s’intende per percezione aptica e cosa si può fare per aiutare coloro  che hanno  bisogno  del tatto per leggere.

Utilizzando il   traduttore italiano – klingon (giuro  che esiste) vi voglio  dedicare questa frase :

HItlha’ Suvmo’ ghIlDeSten je ‘e’ qaS jaj SoHvaD je pIq vItul 

Non essendo però sicura di  una traduzione in italiano corretta (e volendo  evitare malintesi) lascio  tutto  alla vostra fantasia.

Un aiuto ai  non vedenti  per la lettura dei libri

Gemma Carolina Bettelani

La giovane (e bella)  ragazza nella foto  si  chiama Gemma Carolina Bettelani, ha ventisei  anni ed è nata a Sarzana.

E’ una dottoranda del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Ricerca dell’Università di  Pisa e lavora presso il Centro  di  Ricerca E. Piaggio della stessa università (insomma, quello  che comunemente viene definito  come un cervello  che funziona al meglio delle possibilità).

Quest’anno si è aggiudicata un premio, sotto  forma di finanziamento al progetto,  nel programma Innovation  in Haptic Research per il dispositivo  da lei  progettato  e  chiamato  Readable .

Per spiegare  in cosa consiste Readable  preferisco  che siano le parole della stessa ricercatrice a dircelo:

Nel mondo ci sono 285 milioni di persone ipovedenti, di cui 39 milioni non vedenti – afferma Gemma Bettelani-. La qualità della loro vita dipende anche dall’avere accesso a contenuti testuali e grafici usando altri sensi, per esempio l’udito e il tatto. I dispositivi Braille meccanici fino ad ora prodotti spesso non hanno più di una riga, a causa degli alti costi di produzione. sono dispositivi in grado di cambiare dinamicamente le lettere, ma non riescono a convogliare molta informazione per volta.

Il mio progetto ambisce a superare queste limitazioni, creando una tavoletta a più righe, semplice e low-cost, in cui i caratteri braille vengono attuati da un magnete che li fa andare su e giù ricevendo corrente. In questo modo è possibile cambiare le lettere braille in modo dinamico, e potenzialmente  leggere su una sola tavoletta interi libri

Se volete approfondire l’argomento  vi  rimando  alla pagina dedicata del  Centro di  Ricerca E. Piaggio.

 

La colonna sonora per le tue letture (o per Le storie che non conosci)

Nel 2015 Samuele Bersani, insieme al cantautore  Pacifico e con il cameo  di  Francesco  Guccini, realizzò Le storie che non conosci in occasione del progetto  nazionale #ioleggoperchè per la promozione del libro  e della lettura organizzato  dall’AIE (Associazione Italiana Editori

Vi confesso  che il brano  è talmente bello  che ogni volta che lo  ascolto  devo  correre a leggere un libro…come adesso.

Alla prossima! Ciao, ciao……… 

Le storie che non conosci