Miaoooo: vi dico perchè il gatto preferisce la donna all’uomo

Filippo
Caterina Andemme ©

Il gatto non fa nulla, semplicemente è, come un re.

Sta seduto, accovacciato, sdraiato.

E’ persuaso, non attende niente e non dipende da nessuno, si basta.

il suo  tempo è perfetto, si  allarga e si  stringe come la sua pupilla, concentrico  e centripeto, senza precipitare in alcun affannoso stillicidio.

la sua posizione orizzontale ha una dignità metafisica generalmente disimparata.

ci  si  sdraia per riposare, dormire,  fare l’amore, sempre per fare qualcosa e rialzarsi  subito  dopo  averla fatta; il gatto  sta per stare, come ci  si  stende davanti  al mare solo per essere lì, distesi  ed abbandonati.

E’ un dio  dell’ora, indifferente, irraggiungibile.

Da Microcosmi  di  Claudio  Magris

Non ho più paura dei  cani, in special modo  di  quelli  che, scodinzolanti (sbavacchiosi e mordicchiosi),  mi  vengono incontro  come cuccioloni, magari un certo  timore lo provo  quando  l’energia cinetica di  tale affettuosità è il risultato  di  cinquanta chili  di  cane sommata all’irruenza.

Ma i gatti…..  

La storia del  gatto  dice che sia stato  addomesticato  nel lontano  Antico  Egitto (qualcun’altro  dice in Cina), più che altro al  servizio dell’uomo in veste di  killer per far fuori  i topi nei luoghi  dove venivano stipate le derrate alimentari.

Eppure, la parola addomesticazione, non è adatta all’indole del felino che, al  contrario, ha imparato  ad addomesticare noi bipedi .

Chi  di voi non è caduta prigioniera di  quello  strusciarsi sulle vostre gambe, oppure del loro sommesso far le fusa quando  si  accoccolano sul nostro  corpo.

Certo  che non è come il cane: quando  decide di  starsene per i  fatti  suoi il gatto sa imporre la sua intimità, la sua solitudine e guai  a disturbarlo perché, scontroso, va subito  a cercare un rifugio  per non essere disturbato.

Tanto noi, ormai, siamo  addomesticate.

Ed è qui  il punto: perché i  gatti ( e le gatte) preferiscono la compagnia femminile anziché quella maschile?

Tempo  fa una ricerca del Dipartimento  della Biologia Comportamentale dell’Università di  Vienna, era arrivata a queste conclusioni per giustificare la preferenza che ci  viene concessa da sua maestà:

  • Il tono  della nostra voce è più morbido 

Tende solo  all’acuto  quando un topo  entra in casa: in tal  caso  ci  affidiamo  all’istinto predatorio del micio (sempre che ne abbia voglia di  dare la caccia al  topo).

  • Abbiamo quel  tocco femminile nell’accarezzarlo 

Beh si, forse il tocco di un boscaiolo norvegese non è la stessa cosa.

  • Siamo  fornite dell’istinto  materno 

Per  i ricercatori  l’istinto naturale che si  ha come cura e dedizione verso  i  bambini è lo stesso che si  assume accudendo un gatto (almeno in questo  caso non si  dovrà fare il cambio  dei pannolini).

  • Le donne e i  gatti  hanno una personalità simile 

Miaooooo

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


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Per caso  la vostra gatta si  chiama Roxanne?