Edward Hopper, malinconica solitudine

Edward Hopper

 

Edward Hopper l’illustratore delle solitudini

Quando  scrissi l’articolo sulla nascita dell’algoritmo  di  compressione   mp3 e di  come per la campionatura venne utilizzato la canzone Tom’s Diner della cantautrice Suzanne Vega ( MP3 contro  Alta fedeltà (ma sempre a pagamento) )  cercavo un immagine che desse l’idea della malinconica solitudine di una donna seduta al tavolino  di una tavola calda  in una fredda mattina di  pioggia.

Edward Hopper mi venne in aiuto con la sua opera Automat,  dipinta nel 1927 in occasione del  giorno  di  San Valentino  ed esposta  durante  la seconda esposizione personale del pittore presso  la Rehn Galleries di  New York (quadro  venduto nel  mese di  aprile dello  stesso anno per 1.200 dollari).

Chi invece è stato  ispirato direttamente dalle tele di  Hopper per elaborare delle liriche fu il poeta di origine canadese, saggista e traduttore, nonché vincitore del premio  PulitzerMark Strand  (Summerside  11 aprile 1934 – New York, 29 novembre 2014) il quale, attraverso le sue parole, aiuta il lettore a entrare metaforicamente nei  quadri  del pittore vivendone quella malinconica solitudine di  cui  ho  accennato prima.

Da questa performance del poeta è stato pubblicato il libro Edward Hopper. Un poeta legge un pittore (anteprima alla fine dell’articolo)

Edward Hopper, una biografia breve, anzi  brevissima

Edward Hopper
Edward Hopper nel 1937

Edward Hopper  (Nyack, 22 luglio 1882 – New York, 15 maggio 1967) ebbe la fortuna di  avere genitori molto aperti riguardo  al  futuro del proprio  figlio, infatti, pur essendo titolari  di un negozio di  tessuti con ottima clientela, scoprendo  che Edward sin da bambino  aveva una spiccata attitudine nel  disegno, lo incoraggiarono  a proseguire su  questa strada.

Nel 1900, all’età di  diciotto  anni, frequenta la New York  School of Art diretta da un seguace dell’impressionismo europeo  e cioè William Merritt Chase.

Fu lo stesso Chase a farlo incontrare con il titolare del corso  di pittura Robert Henri, sostenitore del  realismo e figura importante della Ashcan School ,

Nel 1906 Hopper arriva a Parigi restandovi  due anni, dopodiché, affascinato  dalle opere degli impressionisti  e dei  poeti simbolisti, partecipa alla sua prima mostra collettiva organizzata da Robert Henri nell’Upper East Side di  Manhattan.

I critici furono molto  severi  con lui non prendendo in considerazione il suo  dipinto, per tanto  e per poter sopravvivere, si impiegò in qualità di  illustratore pubblicitario presso la C.C. Phillips & Company fino  al  1925, non amando  questo  tipo  di lavoro,  in un’intervista rilasciata dieci  anni  dopo al quotidiano New York Post,  dichiarò che.

Sono stato  sempre molto  attratto  dall’architettura, ma i  direttori  dei  giornali vogliono  solo  gente che muova le braccia

Fu un appassionato francofilo e, complice il fatto  di  aver soggiornato più volte a Parigi e di riuscire a parlare molto  bene il francese, lesse i classici in lingua originale ma è ritornando  negli  Stati Unti che iniziò a elaborare il suo particolare stile nelle immagini  urbane di un’America quotidiana fatta di  binari  delle ferrovie, case coloniche, distributori di benzina, drugstore, negozi  con vetrine illuminate, camere dove compaiono al massimo  due figure: il tutto in un’atmosfera che in molti (compresa me) giudicano  metafisica  e che altri  si  spingono  a considerarla come precursore della Pop art

Il suo  successo, comunque, arrivò nel 1924, quando  alcuni suoi  acquarelli  esposti  a Gloucester nella galleria di Frank Rehn ebbero un deciso  successo  di  critica e pubblico.

Nello  stesso  anno un’altra soddisfazione si  aggiunse alla precedente,  questa volta si  trattò però di  soddisfazione sentimentale in quanto  sposò Josephine Verstille Nivison , anch’essa allieva di  Robert Henri e pittrice che si  firmava con lo  pseudonimo  di  Jo Hopper, la quale divenne l’unica modella che Edward Hopper utilizzò per ritrarre  i  personaggi  femminili  dei  suoi  quadri.

Da questo punto in poi è una continua ascesa verso il successo, tanto da avere  i suoi  quadri facenti parte  di  collezioni permanenti  come, ad esempio, al  MoMa di  New York. 

Edward hopper morì all’età di 84 anni nel  suo  studio  al  centro  di  New York

Un quadro per il regista

Edward Hopper
Edward Hopper- House by the railroad (1925)

La casa dipinta nel 1925 da Edward Hopper servì ad Alfred Hitchcock come modello  della casa maledetta nel  film Psyco (ho  scritto  del  film e del  suo  regista in questo articolo Alfred Hitchcock: da Psycho a Genova in mostra ).

Lo stesso  quadro venne donata dal  collezionista Stephen C.Clark al  MoMa di  New York.

Anteprima del libro Edward Hopper. Un poeta legge un pittore

Ricordandovi  che la mostra Edward Hopper. Uno sguardo nuovo  sul paesaggio presso la Fondation Beyeler di  Basilea è stata anticipatamente chiusa per via dell’emergenza coronavirus, concludo  questo  articolo  con l’anteprima del libro di Mark Strand

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥