Mira Rai che afferrò la foglia nel fiume

120617/ 24Cinque ©

 

Una possibilità è come una foglia in un fiume, si  deve afferrare velocemente, o  andrà via per sempre.

Mira Rai  

 

Lei, Mira Rai, è oggi  la mia superwoman: nepalese, ventottenne, campionessa del  mondo  di  corsa in montagna.

Il National Geographic l’ha insignita del titolo  di Adventurer 2017 e qui  apro una piccola parentesi  su  quello che una pubblicità, di una nota marca di  auto,  definisce come carattere di  avventura:

Ti svegli, ti alleni, caffè, giacca, corri  al  lavoro

riunioni, mangi  ti  fermi.

Ti svegli, ti  alleni, ti incontri, caffè, ritardi  riunioni,

mangi, ti  fermi.

Ti svegli, nuovo  lavoro, giacca, ti  alleni, mangi,

non ti  fermi.

L’avventura è la nostra routine 

L’avventura è la nostra routine? A me sembra piuttosto il viatico per una vita stressata e nevrotica: tutto  si  riduce al  semplice fatto  che non è  posando  i glutei  sul sedile di  un SUV  che si  diventa automaticamente avventurieri.

Mira Rai, invece,  essendo nata in una famiglia non certo  ricca, ed essendo la prima di  cinque figli, aiutava a sei  anni ad accudire un gregge di  capre. Diventando poco  più grande, trasporta sulle sue spalle sacchi  di  frutta, riso ed altro verso i mercati più vicini:  questo vuol dire, ricordandoci  che siamo  in Nepal, giorni  di  cammino e dislivelli  da coprire.

A 14 anni  per sfuggire a questa routine (notate il senso ironico  con  cui  ho  scritto  la frase in riferimento alla pubblicità di  cui  sopra?) si  arruola nell’esercito rivoluzionario  maoista, rimanendovi  per due anni e, dice lei, senza mai  sparare un colpo.

Nel 2014 avviene la svolta, quella possibilità di prendere al  volo  la  foglia che scorre in un fiume: partecipa ad una competizione di  ultra running, la Kathmandu West Valley Rim 50 (la cronaca  dice che corre   scalza) arrivando, unica donna, al  traguardo.

La sua tenacia conquista il cuore di  due persone che l’aiuteranno: Richard Bull, organizzatore della SkyRace Trial Running Nepal e l’italiana Tite Togni (campionessa di  corsa in montagna) che se la porta sulle nostre Dolomiti  per allenarla.

Da allora in poi  un successo  segue l’altro, fino  ad arrivare seconda sfiorando il titolo mondiale alle Skyrunner World Series.

A monte di  tutto c’è il suo  impegno ad aiutare le giovani  donne nepalesi ad emanciparsi  attraverso lo sport: capite perché l’ho inserita fra le mie superwoman?

Alla prossima! Ciao, ciao……………..

 


 

Al Trento Film Festival è stato proiettato in anteprima il film – documentario  Mira Rai per la regia di Lloyd Belcher: