Dateci il nostro dating quotidiano

Buongiorno. Hai dormito bene?
CaterinAndemme ©

E vissero  felici  e contenti………….?

Il dating (tradotto alcune volte in italiano come incontri) rappresenta l’attività di carattere sociale attraverso la quale due persone si danno la possibilità di valutare la loro idoneità come partner in una relazione sentimentale. Può essere inteso come una forma di corteggiamento ed è a volte visto come un precursore di fidanzamento o di matrimonio.

Ho rubato  le parole  a Wikipedia  per dare una definizione più semplice possibile al concetto  di  dating che, in ultima analisi, non è altro  che un incontro tra due persone le quali non si  conoscono  e che, dopo  aver letto i rispettivi  profili pubblicati  su  di un  sito, decidono  di approfondire la conoscenza en face à face (scusatemi, ma il francese mi  piace così tanto..).

Cosa accadrà  a queste due persone non lo sapremo  mai e tanto meno  deve interessarci: quello  che mi domando, ammettendo di  essere restia nel pubblicizzarmi  su  un qualsiasi  sito  d’incontri, è se sia intrinsecamente pericoloso fidarsi al cento per cento della persona con la quale entriamo in contatto.

Le statistiche dicono, comunque, che il 30 per cento  delle relazioni  nascono online attraverso le app di  dating: un modo  per far tacere la sottoscritta (un po’ spocchiosetta in questo  caso) che ha considerato questo  tipo  di  approccio  come l’ultima spiaggia per cuori in solitudine.

Quindi il dating è un fenomeno  di  tutto  rispetto assolutamente da non sottovalutare nelle dinamiche sociali, come quelle economiche perché il mercato generato è pari  a quasi  cinque miliardi  di  euro annui con possibilità di incremento enormi.

I competitors del  settore (ma come parlo  oggi!?)  che si  spartiscono questo ingente volume di  denaro sono i soliti  noti  Tinder, Badoo, Meetic e altri  che non sto  ad elencare (tra non molto  anche Facebook entrerà in partita).

Ma se ipoteticamente (ripeto ipoteticamente) dovessi  cambiare idea a chi  affidarmi?

Whitney Wolfe

A lei, perché donna, giovane, intelligente, bella e con un conto in banca che la sottoscritta pensa di non poter mai  vedere (non si  sa mai, però): Whitney Wolfe Herd   già cofondatrice di  Tinder, quindi una persona che  conosce a fondo  il settore, e imprenditrice da lungo  tempo.

Bumble è il suo nuovo  progetto di  social  dating, con una particolarità: è la donna a compiere il primo passo  nella conoscenza di un partner, cioè lei, dopo  aver letto il profilo  della persona, avrà ventiquattro ore di  tempo  per decidere se continuare nel dialogo  in chat.

Sembra poco, ma non lo è considerando  che fino  ad adesso l’iniziativa nelle fasi preliminari  dell’incontro  era tarata sulle aspettative dell’uomo e non su  quelle della donna.

Una sola cosa mi  ha lasciato un po’ perplessa quando  ho  letto  sul sito  di  Bumble questa parte di introduzione:

Bumble ha mosso i suoi primi passi nel mondo del dating, in aiuto di chi fosse alla ricerca della persona speciale. Da allora abbiamo sviluppato parecchio la nostra idea, introducendo una dimensione amicizia con Bumble BFF ed una professionale con Bumble Bizz. E non solo, abbiamo anche dato una bella shakerata a tanti luoghi comuni antiquati. Come? Per ogni affinità trovata con una persona del sesso diverso, sarà la donna a dover fare la prima mossa

Un’affinità con una persona del sesso  diverso?

A priori questo  sembrerebbe escludere le relazioni  omosessuali (svista o politica aziendale)?

Alla prossima! Ciao, ciao……………


PLAYLIST

 

Cammino per la strada
prendo a calci le lattine
guardo il pannello per le affissioni
mi sono messo anche a correre
valutando le persone
verificando la razza
facendo quel che sto facendo
e sentendomi fuori luogo

camminando, camminando sotto la pioggia

mi sento come una donna
ma sembro un uomo
con l’idea di dire continuamente no,
lo faccio quando posso
fischiettando nel buio
splendendo nella luce
arrivo ad una conclusione:
chi ha potere può fare quel che vuole

entrate, voi buffoni
entrate, voi stupidi
sedetevi, no, no
orco, demoni
accendete questa luce, fantastico
muovete a ritmo di musica quei fianchi girevoli
arrivate ad una conclusione:
cucitevi le labbra!

Native Advertising: quando la pubblicità non distrae

 

Qualche giorno fa , tra le mail che ricevo, una in particolare mi ha interessato: si  tratta della richiesta di  collaborazione  da parte di una società (che per ovvi motivi  non citerò) che avrebbe coinvolto il mio blog.

Si  trattava, in pratica, di inserire un articolo seguendo la mia linea editoriale, in cui  veniva inserito un link fornito  dalla società stessa e riguardante un sito o un prodotto non ben specificato.

Per questo, oltre al  fatto che non si  era ancora giunti  a parlare di  compensi, ho rifiutato  l’offerta: non volevo  essere coinvolta in un traffico illegale di porcellini  d’india.

Mi è comunque rimasta la curiosità per questo  tipo di forma pubblicitaria, senz’altro più raffinata dei  fastidiosi  banner che si  aprono  a sorpresa visitando un sito…..si, d’accordo: li  uso  anch’io  per il mio  blog: tra un miliardo  di  anni, quando avrò raggiunto  una somma considerevole, potrò dedicarmi  totalmente ai  viaggi, a comprarmi un paio  di  scarpe al  giorno (è una fissa di noi  donne, o per lo  meno la mia), magari  regalare un’auto  nuova al mio “lui“, sempre che si  decida a sposarmi.

Appunto: fra un miliardo  di  anni.

Ho divagato, scusatemi: dicevo  che questa forma di pubblicità ha un nome: Native Advertising.

In pratica, se con la pubblicità tradizionale, appunto i  famosi  e noiosi  banner, noi  veniamo  distratti dalla lettura di un testo che, senz’altro, ci interessa di più rispetto all’acquisto  di porcellini  d’india (ma anche canguri  australiani), con il Native Advertising la pubblicità segue il contesto  dell’articolo  che stiamo leggendo.

Wikipedia ne da questa definizione:

Il Native advertising (o pubblicità nativa) è una forma di pubblicità sul world wide web che, per generare interesse negli utenti, assume l’aspetto dei contenuti del sito sul quale è ospitata. L’obiettivo è riprodurre l’esperienza-utente del contesto in cui è posizionata sia nell’aspetto che nel contenuto.

Un esempio pratico è l’articolo  che Vanity  Fair scrive per il World Hearth Day 2017 (a proposito, seguite le linee guida per mantenere il vostro  cuore sempre efficiente?): scorrendo  nella lettura (interessante) si  arriverà ad una parte di  testo in cui  è inserito  un link che, inviandoci  alla pagina di un altro  sito,  reclamizza la vendita di un prodotto, in questo  caso inerente all’argomento cuore.

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao……………….. 

 


Beh si, forse qualcosina hanno  fumato prima di  girare il video…………..

Ho avuto una piccola ragazza, lei è nella mia mente
Niente da dire è molto bella
È la miglior ragazza che io abbia mai avuto
a volte sa farmi stare molto male

Silenzio, silenzio
Ho pensato di sentirla pronunciare il mio nome
Silenzio, silenzio
Mi ha spezzato il cuore ma la amo ancora
Silenzio, silenzio
Ho pensato di sentirla pronunciare il mio nome
Silenzio, silenzio
Ho bisogno del suo amore ma non le do colpa

 

Amore, amore
L’hanno avuto presto la mattina
Amore, amore
L’hanno avuto tardi la sera
Amore, amore
Bene, lo voglio, mi serve
Amore, amore
Oh, Lo avrò

 

Il suo amore sprofonderà come nelle sabbie mobili
Un solo tocco dalla sua mano
è bastato a mandarmi fuori di testa e sono così triste
che non riesco a mangiare né a dormire

 

Ascolto
Silenzio, silenzio
Ho pensato di sentirla pronunciare il mio nome
Silenzio, silenzio
Mi ha spezzato il cuore ,ma la amo ancora
Silenzio, silenzio
Ho pensato di sentirla pronunciare il mio nome
Silenzio, silenzio
Ho bisogno del suo amore ma non le do colpa

 

Amore, amore
L’hanno avuto presto la mattina
Amore, amore
L’hanno avuto tardi la sera
Amore, amore
Bene, lo voglio, mi serve
Amore, amore
Oh, Lo avrò

 


 

La colonna in…fame (di click)

 

APERTA PARENTESI

Ogni  qualvolta sento parlare di  razza mi viene in mente il Grande Pelatone, e quei buffi signori che si nascondono  sotto un lenzuolo  bianco con due buchi per gli occhi adepti di  quella pseudo setta chiamata Ku Klux Klan.

Eppure il grande Albert (Einstein) aveva detto  che esiste una sola razza:  la razza umana.

Adesso, quando una giovane esponente di un partito che si  fa chiamare (anche) Democratico, afferma che: <<Se uno vuole continuare la nostra razza (razza ?!) bisogna dare un sostegno  concreto alle mamme>>.

Il che farebbe pensare, considerando l’intento di  voler salvaguardare le mamme, che si è trattato  di una momentanea disconnessione neurale del  soggetto.

Oppure, essendo lei responsabile del  dipartimento del  Pd per la difesa degli  animali (non sapevo  neanche che ne esistesse uno) ha avuto  quello  che normalmente viene definito  come lapsus freudiano: in effetti  stava pensando  alle razze canine (o feline).

Le parole di  Patrizia Prestipino le potete ascoltare in questo suo intervento  registrato 

CHIUSA PARENTESI 

 

La colonna in fame di  click è quella che solitamente si trova sulla destra di un sito  d’informazione e che, cliccandoci  sopra, non fa che aumentare il traffico del  sito  (ed i  suoi  guadagni in pubblicità).

Alcuni  titoli:

  • Qui  i ballerini si  affittano per le bare. Il boom delle richieste per i  funerali   

Tango? Walzer? Rumba? Mambo? Salsa…………si  tratta comunque sempre dell’ultimo  ballo (al  meno  nessuno  ci  pesterà i piedi).

  • Una suora a tutta velocità in bici. I 2 (è scritto proprio  cosìnon credono  ai loro  occhi. 

I due erano  Thor ed Iron Man. La suora era invece   Wonder Woman la quale, dopo aver portato il suo  costume in lavanderia, ha trovato solo  quel  tipo  di  abito per coprirsi (dicono  che il costumista sia stato licenziato).

  • C’è un Diavolo  della Tasmania (il link è se siete curiosi  di  sapere cosa diavolo  sia un Diavolo  della Tasmania) che si  comporta come un cucciolo  di  cane.

Bau…..bau..

  • Regalo  di  compleanno per il cane:  nella scatolo  c’è un cucciolo.

Avrà pensato ad uno  scherzo: “…..sono  anni  che non faccio  sesso  e questo non è mio”.

Queste notizie sono  riprese da due dei  maggiori  quotidiani  online dei  quali non faccio nome ma dico  solamente che hanno  davanti al titolo l’articolo determinativo  “La….”

Anche sul mio  sito, ovviamente nella versione desktop, troverete una colonna con cose mooolto interessanti: cosa aspettate a cliccarci  sopra?  

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


 

Dalla colonna infame a quella sonora di  The  Hunger Games (The hanging tree – L’albero  degli impiccati)