Catherine & Catherine & Caterina (la blogueuse)

 

Oui, je suis Caterina la blogueuse

 

Sono  perfettamente consapevole del fatto che aggiungere il mio nome a quello delle più famose Catherine, cioè  Catherine Deneuve attrice e  Catherine Millet scrittrice, possa sembrare  un’associazione alquanto  azzardata, ma cosa volete farci: Je suis Caterina e questo è il mio blog.

Ma non è la competizione tra donne quello  di  cui  oggi voglio  parlare,  ma della loro  adesione ad un manifesto, , insieme ad un altro  centinaio  di  donne francesi,  contro  la campagna internazionale  #MeToo (in francese #BalanceTonPorc) in riferimento  a ciò che accaduto  dopo  la nota vicenda Weinstein, cioè le aggressioni  sessuali  a danno di molte (moltissime, troppe) donne.

Loro, le anti #MeToo, affermano  che si  sta dando  atto  ad una caccia alle streghe (in questo  caso, parlando  di uomini, si  dovrebbe dire caccia agli  stregoni) che impedirebbe al  maschio di  esprimere il  suo  diritto alla seduzione.

Fin qui  potevo  anche essere d’accordo  con loro, poi, forse da qualche parte si è esagerato (forse), come del  resto è esagerato quando Catherine (Deneuve)  parla di  neo – puritanesimo che affosserebbe la sessualità fra uomo  e donna (ma anche quella tra uomo  e uomo, donna e donna con tutte le sfumature LGBT ).

Il mio parziale accordo  a questa tesi  è svanito come una bolla di  sapone leggendo che, secondo quanto  detto  e riferito  dalla cronaca, Catherine & C. in pratica sono favorevoli alla libertà dell’uomo  di importunare una donna.

Non dico  che, se un uomo mi  fa un complimento elegante e non   volgare, la cosa mi lascia indifferente, ma se lo stesso mi poggia la sua mano  sul sedere (o altra parte del  corpo) la sua libertà di importunarmi va a farsi  friggere, mentre io mi prendo  la libertà di  rifilargli un manrovescio (oppure, diventando  ancora più cattiva, rifilargli un calcio lì, proprio lì). 

Alla fine dell’articolo  un piccolo  sondaggio a cui  siete invitate a rispondere (non costa nulla, ma se proprio volete contribuire al sostentamento de Il Blog di  Caterina il mio Iban è IT123456*****)

Alla prossima! Ciao, ciao

 

 

Stupro con scadenza

 

stupro (ant. strupo) s. m. [dal lat. stuprum, di origine incerta]. – Atto di congiungimento carnale imposto con la violenza (corrisponde al termine giuridico violenza carnale)

Dal vocabolario  Treccani  

 

Sono  consapevole che il titolo dell’articolo è come ricevere uno  schiaffo  in faccia.

Ma è nulla di  fronte al  dolore e alla rabbia di una donna quando  viene violentata.

Ho da poco  scoperto  che il nostro  codice penale prevede un termine per presentare la denuncia per violenza sessuale: sei  mesi.

Come se il corpo  di una donna abusata avesse un codice a barra che ne indichi una scadenza dopo l’abuso.

Sei  soli mesi per fagocitare il dramma, per mettere da parte la paura di non essere creduta o l’ansia di un’aula di  tribunale dove avvocati di parte la metteranno  in soggezione con domande  non pertinenti, anche assurde (ricordate quello  che ho  scritto  riguardo  all’interrogazione delle due ragazze americane, in seguito all’episodio  di  violenza accaduto  a Firenze?).

Il Governo, per voce del ministro  della giustizia Andrea Orlando, dice che valuterà se sia necessario  una riforma del  codice sulle violenze sessuali (da La Repubblica 03 dicembre 2017).

Valuterà se sia necessario?

In base a cosa valuterà se sia necessario?

Termino con le parole del procuratore aggiunto di  Roma, Maria Monteleone coordinatrice del pool che si  occupa dei  reati  contro  donne e minori, riportate sempre nello  stesso  articolo:

<<La violenza sessuale dovrebbe essere perseguibile d’ufficio. Se il  reato  c’è, ed è un reato indiscutibilmente grave, non si può lasciare alla scelta della vittima che venga perseguito  o meno>>.

Alla prossima! Ciao, ciao………………

 

 

RispettandoMI AMI (fermiamo la violenza sulle donne)

 

Qualche tempo  fa vi  fu  una campagna contro  la violenza sulle donne, in cui si chiedeva di  scrivere una frase sul tema  su di  un paio  di mutandine.

Vi  aderii come tante altre donne, scrivendo per l’appunto:

RISPETTANDOMI AMI  

Era implicito nel messaggio che l’amore verso  la donna è consequenziale al  rispetto verso  di lei.

E’ passato  del  tempo, neanche tanto poi, da quella campagna: allora Weinstein era solo  il nome di  un produttore cinematografico  statunitense.

Poi  sono  arrivate le denunce di  violenza sessuale che lui, forte del  suo potere, ha consumato a danno di giovani  attrici.

Dopodiché, come se si  fosse rotta una diga, le denunce di  violenze si  sono moltiplicate, non solo per Weinstein, ma in ogni  caso in cui  una donna ricopriva un ruolo  subalterno all’uomo.

Dopo  queste denunce, cosa credete che sia successo?

Il solito  blablabla in cui  la donna da vittima è passata ad essere colpevole: “lei, in fin dei  conti ci  stava perché aveva il suo bel  tornaconto”.

Anche quando  la violenza è talmente ed  odiosamente palese, non si  rinuncia a trovare quel  cavillo in cui, in fondo, è sempre lei  a provocare il povero  uomo  preda delle sue incontrollabili  pulsioni.

Mi riferisco al processo per violenza sessuale ai  danni  di  due giovani  studentesse americane da parte di  due (spero  ex)  carabinieri: gli  avvocati  della difesa non hanno  trovato  di meglio  che chiedere alle due sventurate se trovassero sexy  uno dei loro violentatori, oppure se le due donne  indossassero o meno gli  slip  (per gli  avvocati è indice di una disponibilità ad avere rapporti  sessuali).

Naturalmente, essendo  il processo  ancora in corso, anche per i  due carabinieri vige il principio  giuridico della presunzione d’innocenza.

Se saranno  giudicati  colpevoli, sinceramente e come per tutti i casi  di violenza, spero  che la pena sia quella massima.

Troppo severa?

Il quarto  rapporto  Eures sul fenomeno  del  femminicidio in Italia dice che, dall’inizio  di  quest’anno, 114 donne sono  state uccise un dato, purtroppo, in linea con quello  dell’anno precedente.

Oggi  si  celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne:  tutti insieme, donne ed uomini, facciamo  si che la violenza sulle donne si  azzeri.

1522 è il numero che dovete chiamare se avete la necessità di denunciare qualsiasi  tipo  di  abuso.


 

 


Alla prossima! Ciao, ciao……………

Un Oscar anche per gli zombie

 

Posso  comprendere la delusione del cast di  La La Land quando  si sono visti  soffiare il premio  Oscar l’altra sera.

È successo  qualcosa di  simile anche a me, quando presentandomi  ad una edizione di  Miss Universo l’annunciatore disse: <<The winner is Caterina******>>.

Per poi, aggiungere subito  dopo: <<Ops!!….excuse me, I’m wrong….is not she…(shit, who  is Caterina******?)>>.

Certo  che da quando  alla Casa Bianca c’è Donald (Duck) Trump di  cose strane e spiacevoli  ne stanno  accadendo negli  Stati Uniti.

Come, del resto, anche in Italia.

Non dico quasi  ogni  giorno, ma quasi, come l’episodio  accaduto  recentemente a Follonica, dove due ragazzi  addetti  al supermercato  Lidl, approfittando  del fatto  che il loro  cervello era in sciopero  a tempo indeterminato, hanno  rinchiuso due donne di  etnia rom in una sorta di  gabbia, sghignazzando  e filmando  la loro  prodezza da zombie.

Ovviamente, nel  bailamme che  ne è seguito, Matteo  Salvini ha preso subito le difese dei  due zombie.

D’altronde lo  sappiamo: il nostro  caro  Matteo non può lasciarsi  sfuggire nessuna occasione per polemizzare (dalle palme di  Milano  fino alle bravate degli  zombie) e far emergere la sua voce dal coro  degli  altri  politicanti.

Peccato  che sia così stonato!

Quello  che però più mi  fa pensare – Cogito ergo  sum: grazie Cartesio per il suggerimento –  è che nei  soliti  social si  è letto  di  tutto contro  queste due  povere donne ingabbiate.

Qualcuno, persino, si  è spinto nel  richiedere il taglio  delle mani come deterrente per le ruberie.

A parte che in giro si  vedrebbero tanti nostri  connazionali monchi  di una mano se non due, ma il taglio dell’arto non è previsto nella sharia?

Vuoi  vedere che,  sotto  sotto, qualcuno tra di noi, professandosi anti islamico, ne apprezza invece alcuni  costumi.

Magari specie quello  che riguarda la sottomissione delle donne.

Prima che si  dica che la sottoscritta è una buonista, essendo  stata già vittima in tempi  passati  delle attenzioni  di  alcune ragazzine rom in piena via XX settembre a Genova, quando ne vedo  la figura all’orizzonte, scatta in me un riflesso pavloviano che mi mette nella condizione di  ALLERTA ROSSO.

Questo  nulla toglie al  fatto  che ogni  persona, bianca, nera, gialla oppure a pois, ha in se il diritto  al  rispetto.

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao…………


 

A “lui” i musical  piacciono  quanto  avere l’orticaria, quindi per il momento  tralascio La La Land e mi accontento  di  questo  grande classico:

 

 


 

 

Centosedici

©24Cinque
©24Cinque

 

Centosedici.

Perché questo numero  nel  titolo?

È il numero  delle donne uccise in Italia dall’inizio  di quest’anno.

Centoventotto le donne uccise l’anno precedente.

Sono morte non per mano  di  sconosciuti, ma vittime dei  loro mariti, fidanzati, compagni.

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro  la violenza sulle donne.

È bene ricordare questa data, ancora meglio sarebbe  farlo ogni giorno affinché il numero  delle donne uccise sia ZERO.

Alla prossima! Ciao, ciao………..

E che….architette

* VEDI NOTA
* VEDI NOTA

 

APERTA PARENTESI

Lo so che sto per scrivere qualcosa di poco  condivisibile, ma la notizia di  quel ragazzo   che acquistava merendine per poi  rivenderle ad un prezzo inferiore, rispetto  a quello  delle macchinette della sua scuola (l’Itis Pininfarina di  Moncallieri), mi ha fatto pensare ad un piccolo genio dell’economia.

Certo l’azione andava punita (???), ed in effetti  gli sono stati inflitti  dieci giorni  di  sospensione, ma, a pensarci  bene, lui non ha fatto  altro  che rompere un monopolio all’interno  della sua scuola e cioè quello  delle macchinette sforna merendine asfittiche.

Ha creato un business formato  da 1.500 coetanei del  suo  istituto (magari  anche qualche insegnante o bidello) molto  felici  di  risparmiare qualche centesimo sull’acquisto  della brioche.

Possiamo  scommetterci  che tra qualche anno  questo  ragazzo lo  ritroveremo a dirigere chissà quale affare di  ampio guadagno.

Oppure no!….Non sono mica un’indovina!

CHIUSA PARENTESI

 

ArchitettE: non per nulla la “E” è evidenziata in quanto vi  parlo  di  architettura al  femminile, e lo faccio  con una punta di  rimpianto per non averne continuato  gli studi (Sigh! Sob!:  e quant’altro che rappresenti  un  triste suono onomatopeico).

Lo   sapete che in Liguria su 3.000 iscritti  all’Ordine degli  Architetti all’incirca la metà è donna?

E che tra di loro  vi è anche Guendalina Salimei la quale  ha ispirato il film “Scusate se esisto” di Riccardo  Milani.

E che Guendalina (Salimei) ha partecipato  alla mostra L’architettura è femmina insieme ad altre sedici  colleghe architette con altrettanti progetti di  architettura urbana?

E che la mostra proseguirà fino  al 2 dicembre presso lo spazio dei  Giardini  Luzzati nell’ambito della giornata mondiale contro  la violenza sulle donne del (25 novembre)?

E che….cavolo: quanti  “e che”!

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 

Le autrici  ed i progetti presentati:

  • Autore Progetto: Arch. Caterina Patrocinio
    Descrizione:
    appartamento in città
    Localizzazione:
    Genova – Sestri Ponente
    Anno inaugurazione:
    2015
  • Autore Progetto: Arch. Roberta Poma
    Descrizione:
    progetto della sistemazione in superficie dell’autorimessa interrata adiacente al Politecnico di Milano
    Localizzazione:
    Milano
    Anno inaugurazione:
    2012
  • Autore Progetto: Spazio e Stile Arch. Caterina Patrocinio e Roberta Poma
    Descrizione:
    Concorso d’idee Sopraelevata
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2013
  • Autore Progetto: Arch. Giorgia Zunino
    Descrizione:
    The Conscious Hospital
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2013 – in corso
  • Autore Progetto: Arch. Antonella Pugno
    Descrizione:
    Composizione in foglie di vetro montate su struttura in ottone alta 7 metri
    Localizzazione:
    La Murrina, Palazzo Costa, Genova
    Anno inaugurazione:
    2010
  • Autore Progetto: Arch. Gloria Droghi
    Descrizione:
    Restauro conservativo
    Localizzazione:
    Genova, Albaro
    Anno inaugurazione:
    2011
  • Autore Progetto: Arch. Riccarda Giordano
    Descrizione:
    Nuovo complesso di alta qualificazione diagnostico-terapeutico ad orientamento oncologico
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2006
  • Autore Progetto: Arch. Guendalina Salimei
    Descrizione:
    Campus Universitario di Scienza e Tecnologia (USTH)
    Localizzazione:
    Hanoi, Vietnam
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Isabella Puliafito
    Descrizione:
    Ricostruiamo un’ architettura dei valori
    Localizzazione:
    Il mondo
    Anno inaugurazione:
    1987 – 2016
  • Autore Progetto: Arch. Barbara Ansaldo
    Descrizione:
    Recupero funzionale di piccolo edificio storico
    Localizzazione:
    Calvisio Veccia – Finale Ligure
    Anno inaugurazione:
    giugno 2015 – in fase di costruzione
  • Autore Progetto: Arch. Avandino Carnesecchi Sessarego
    Descrizione:
    Progetto di studio di architettura in edificio industriale nel porto di Genova
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2012
  • Autore Progetto: D2G studio di architettura Maria Letizia Grasso
    Descrizione:
    casa famiglia
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2016
  • Autore Progetto: Arch. Angela Gambardella
    Descrizione:
    Progetto del paesaggio per complesso residenziale
    Localizzazione:
    Cota – Dip. Cundinamarca- Colombia (2.600 m. s. l. m.)
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Cora Canonici
    Descrizione:
    il libro suggerisce riflessioni sul rapporto che esiste fra noi e la casa che abitiamo e su come adeguare spazi e funzioni ai cambiamenti della nostra vita
    Localizzazione:
    Casa editrice Franco Angeli s.r.l. – Milano Collana: Le Comete
    Anno inaugurazione:
    2014
  • Autore Progetto: Arch. Nicoletta Rossi
    Descrizione:
    Appartamento in città
    Localizzazione:
    Genova
    Anno inaugurazione:
    2015

 


Ho realizzato questo  disegno  quando  ero una matricola presso  la facoltà di  Architettura: era un’esercitazione esterna riguardante alcuni palazzi  del  centro  storico  di  Genova…..ovviamente ci  divertivamo  un mondo!

 

 

 

 

E se leggermente ti uccidessi?

080616

 

Figuriamoci: io uccidere qualcuno?

Non ci  penso proprio  a diventare violenta, mai  e poi  mai  riuscirei  ad uccidere un semplice insetto, piuttosto lo  accompagno fuori  di casa, figuriamoci  far del male ad un essere umano.

Eppure….

Va bene, prima che tutto  sconfini nelle “mie confessioni” (ma non ho  nessun crimine da  confessare), vi  dico  subito  che il titolo l’ho preso in prestito  da una campagna partita da un gruppo di  donne pakistane contro quello che propone il Consiglio  dell’ideologia islamica (organo che vigila sulle legge governative affinché esse non violino  quelle islamiche): permettere ai mariti di picchiare “leggermente” le proprie mogli per scopi  educativi.

Questo è aberrante.

Agghiacciante è invece la fine di quelle povere dodici  donne yazide che, ribellandosi  allo stupro  dei loro carcerieri, sono  state arse vive. Tale nefandezza non  poteva essere che perpetrata da quegli  esseri  senza cervello che vanno  sotto il nome di “combattenti  dell’Isis”.

D’accordo,  adesso  qualcuno  potrebbe obiettare che ciò accade solo lì dove Islam (magari l’interpretazione erronea dell’Islam) ed ignoranza vanno a braccetto.

E’ vero, ma in parte.

Perché, ad esempio, nella nostra bella Italia, dall’inizio  dell’anno  una sessantina di  donne sono  state uccise dai loro  ex (fidanzati, mariti, conviventi) : praticamente una decina al mese, una ogni tre giorni.

Dove la notizia dell’ennesimo  orrore, come quello della povera ragazza uccisa  e bruciata,  viene riportata da un quotidiano  nazionale con la frase “nella capitale arrostiscono una ragazza di 23 anni”.

Come se questa povera ragazza fosse stata una pannocchia di  grano da arrostire alla brace.

Momentanea imbecillità del  giornalista di  turno? Lo spero!

Quindi, io non farei  mai  del  male ad un altro  essere umano….eppure!

Alla prossima! Ciao, ciao…………..  


L’immagine rielaborata ad inizio  articolo è quella di  due donne soldato  curde.