20…30….40….50…….ad ogni età il suo sport (magari con un po’ di ozio)

 

Era una domenica mattina quando  durante il mio  allenamento  di nordic walking abbiamo incrociato un gruppo  di  ciclisti in sosta.

Uno  di  loro, rivolgendosi  agli  amici ed incurante che fossi  a portata d’orecchio, disse: <<Mi  devono  dire a che **** servono  quei  bastoni>>.

Mi sarei  voluta fermare per dirgli  che quei bastoni, al pari  delle ruote della sua bicicletta, servono per fare attività fisica, necessaria anche per ossigenare il cervello e magari tenere a freno  la lingua.

Avrei  voluto  dire tutto  questo, solo  che il mio lui si  stava rapidamente  trasformando  in un pittbull, pronto  ad azzannare i polpacci del malcapitato  chiacchierone e quindi non mi  è restato che mettere su il passo norvegese per allontanarmi ( il termine nel  nordic walking non esiste: l’ ho inventato per indicare un aumento  del ritmo della camminata).

Dopo questo lungo preambolo, utile più che altro a riempire la pagina, arrivo  al punto:

Una ricerca di  qualche tempo  fa della JAMA Internal  Medicine assegnava ad ogni fase della vita di una donna una specifica attività fisica e cioè, incominciando  dalle ventenni:

A loro  viene consigliato  di fare al meno  trenta minuti di  esercizio  moderato come, ad esempio, una camminata veloce per prendere il treno  e sedersi  accanto  al  ragazzo che tanto gli piace e che non la filerà neanche un po’..(può sempre ucciderlo entrando in galleria, non prima di  aver sabotato l’impianto luci  del  treno.

Alle ventenni  è ancora consigliato  la pratica dello  yoga (perché solo  a loro?) per scacciare lo stress e la depressione causata dal  tizio di  cui  sopra (..proprio non ti vuole).

Passiamo  alle trentenni :

Ahi, ahi…..siamo  nell’età in cui  il metabolismo incomincia a rallentare: ciò può comportare un aumento  di peso e, conseguentemente, l’azione della gravità verso il basso  esercitato  sul nostro  lato  B.

Si  consiglia, oltre a quello  già detto per la fascia d’età precedente, di  aggiungere l’esercizio moderato  con i pesi.

In questa maniera, aumentando  la massa muscolare, potete spezzare in due quel mentecatto che ha fatto dell’ironia sulla vostra silhouette. 

Quarantenni :

Qualsiasi esercizio  fisico  è consigliabile: running, nordic walking, nuoto, spinning, canottaggio, boxe, taekwondo, lancio  del peso.

In questa maniera non vedrete l’ora di  arrivare sane  e salve ai  cinquant’anni.

Appunto, le cinquantenni :

Tennis, danza, escursionismo, con queste pratiche anche il cervello invecchia bene e vi  fa chiedere: perché non ci  ho  pensato prima di  ammazzarmi  di  fatica con gli  altri  sport?

Alla prossima! Ciao, ciao…..

 


 

In realtà io avrei  voluto  trattare quel  ciclista come l’uomo nel  video di Gabriella Cilmi….

 

 

Guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile il clima di una vita perfetta
guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile, i miei sorrisi valgono un centinaio di bugie

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me

 

le onde blu si infrangono
come passa il tempo, è così difficile fermarlo
ed è anche così regolare, non è tutto qui
perché non guida la mia parte di pista?

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me

 

Alle ragazze geco piace la libertà

 

 

La mia amica, nonché collega di lavoro, Gabriella T. (per distinguerla dalle altre mie amiche Gabriella C. e Gabriella B.) è una fortissima free – climber:  d’altronde con un fisico  come il suo, minuto, ma allo stesso  tempo muscoloso, tanto  da avere al posto  dei  tendini  del  fil  di  ferro, il free – climbing non poteva essere che il suo  sport.

L’ho  vista nelle fotografie ritratta durante uno  dei   suoi  allenamenti: una cosina attaccata a pareti  strapiombanti  come un geco. Ed è qui  che ho  pensato  a due cose: la prima è che mai  e poi  mai mi azzarderò ad arrampicarmi lungo  una parete che non sia quella della camera da letto  per togliere la polvere dal lampadario (comunque uso  la scala). La seconda è che il peso del mio fondoschiena (anche se rientra nelle misure standard), sarebbe un impedimento alla leggerezza necessaria a quel  tipo  di attività sportiva.

D’altronde,  come scrive Enrico  Brizzi nel  suo  libro Il sogno del  drago, mi sento piuttosto orizzontalista che verticalista (presto  scriverò le mie impressioni  su  questo  libro chiarendo  la differenza tra  i due termini, anche se la cosa è facilmente intuibile).

Il desiderio  di parlare delle ragazze – geco (spero  che a Gabriella sia simpatico quest’animaletto) mi è venuta quando, scartabellando nell’archivio cartaceo del mio “lui“, ho trovato un articolo di  D – Donna (supplemento  al  femminile del  quotidiano  La Repubblica) riguardante l’alpinista iraniana Nasim Eshqi.

La similitudine principale  con la mia amica, oltre ovviamente alla passione per le scalate, è dovuta al fatto  di  avere pressoché la stessa età, cioè di  qualche anno (?!) più giovani  della sottoscritta (…………….sigh!).

Nasim Eshqi prima di  diventare scalatrice è stata per dieci  anni  campionessa di Thai Kickboxing (tra i suoi  idoli  di  allora l’immancabile Bruce Lee).

Poi, all’età di  23 anni, la scoperta della montagna: appende i  guantoni  da boxe al  chiodo per indossare le scarpine per l’arrampicata.

Anche in questo  caso  lo  fa da campionessa: apre più di  70 vie su  roccia e scala montagne   come il Damavand la montagna più alta dell’Iran (5.610 mslm),

 

Nasim Eshqi impegnata sulla parete del Pole Khab, nella provincia di Teheran

Ma non è delle sue doti  atletiche di cui  voglio  parlare, per questo  basta fare una ricerca in rete ed avere un quadro  completo dell’atleta, voglio invece parlarne dal punto  di  vista di donna che vive in uno stato dove l’Islam è religione di  stato.

Se la polizia religiosa non può controllare il suo  abbigliamento  durante le ascensioni, perché scalare con il velo e tunica è altamente sconsigliabile, è anche vero che la condizione femminile in Iran non è delle più rosee:  se a Teheran e nelle città più moderne dell’Iran, è  possibile vedere donne che indossano  hijab che lasciano  scoperto  parte della testa, make up e jeans come qualsiasi  giovane occidentale, purtroppo vi  sono  ancora fortissime limitazioni alla libertà femminile.

Le tensioni  che l’Iran si  trova ad affrontare, non ultima l’uscita di  Donald (Duck) Trump che ha annullato  gli  accordi  sul nucleare voluti  da Barak Obama,   si  riflettono sulle aperture che il riformatore (molto  moderato) Hassan Rohuani aveva posto  per aprire il  suo Paese  al mondo. Quindi anche i  diritti  civili ne escono  penalizzati e le donne lo sono  ancora di più. 

Nasim Eshqi è consapevole di  essere un simbolo per  tutte le donne iraniane, soprattutto le più giovani, che chiedono  ciò che per loro  è lecito chiedere: maggiore libertà e  più uguaglianza tra uomo  e donna.

A questo punto ho  notato  che la mia narrazione ha preso un’altra strada rispetto  all’argomento iniziale.

Poco  male, ma se siete arrivate fin qui  vi  prego  di  continuare la lettura per un appello molto  importante:

L’ appello di  Amnesty International riguardante la vita del  ricercatore Ahmadreza Djalali detenuto in Iran da diciotto mesi, sul quale pende una condanna a morte per presunto  spionaggio.

Ahmadreza Djalali ricercatore esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara. è stato condannato a morte da un tribunale iraniano con l’accusa di “spionaggio”.

Djalali è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz.

Si è visto ricusare per due volte un avvocato di sua scelta.

Lo scorso dicembre, le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava”di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi.

Per protesta, Djalali aveva iniziato uno sciopero della fame il 24 febbraio. Tuttavia, a causa dell’ulteriore peggioramento della sua salute che ne aveva causato il ricovero, Djalali ha deciso di interrompere lo sciopero della fame il 6 aprile.

Grazie.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 

Mira Rai che afferrò la foglia nel fiume

120617/ 24Cinque ©

 

Una possibilità è come una foglia in un fiume, si  deve afferrare velocemente, o  andrà via per sempre.

Mira Rai  

 

Lei, Mira Rai, è oggi  la mia superwoman: nepalese, ventottenne, campionessa del  mondo  di  corsa in montagna.

Il National Geographic l’ha insignita del titolo  di Adventurer 2017 e qui  apro una piccola parentesi  su  quello che una pubblicità, di una nota marca di  auto,  definisce come carattere di  avventura:

Ti svegli, ti alleni, caffè, giacca, corri  al  lavoro

riunioni, mangi  ti  fermi.

Ti svegli, ti  alleni, ti incontri, caffè, ritardi  riunioni,

mangi, ti  fermi.

Ti svegli, nuovo  lavoro, giacca, ti  alleni, mangi,

non ti  fermi.

L’avventura è la nostra routine 

L’avventura è la nostra routine? A me sembra piuttosto il viatico per una vita stressata e nevrotica: tutto  si  riduce al  semplice fatto  che non è  posando  i glutei  sul sedile di  un SUV  che si  diventa automaticamente avventurieri.

Mira Rai, invece,  essendo nata in una famiglia non certo  ricca, ed essendo la prima di  cinque figli, aiutava a sei  anni ad accudire un gregge di  capre. Diventando poco  più grande, trasporta sulle sue spalle sacchi  di  frutta, riso ed altro verso i mercati più vicini:  questo vuol dire, ricordandoci  che siamo  in Nepal, giorni  di  cammino e dislivelli  da coprire.

A 14 anni  per sfuggire a questa routine (notate il senso ironico  con  cui  ho  scritto  la frase in riferimento alla pubblicità di  cui  sopra?) si  arruola nell’esercito rivoluzionario  maoista, rimanendovi  per due anni e, dice lei, senza mai  sparare un colpo.

Nel 2014 avviene la svolta, quella possibilità di prendere al  volo  la  foglia che scorre in un fiume: partecipa ad una competizione di  ultra running, la Kathmandu West Valley Rim 50 (la cronaca  dice che corre   scalza) arrivando, unica donna, al  traguardo.

La sua tenacia conquista il cuore di  due persone che l’aiuteranno: Richard Bull, organizzatore della SkyRace Trial Running Nepal e l’italiana Tite Togni (campionessa di  corsa in montagna) che se la porta sulle nostre Dolomiti  per allenarla.

Da allora in poi  un successo  segue l’altro, fino  ad arrivare seconda sfiorando il titolo mondiale alle Skyrunner World Series.

A monte di  tutto c’è il suo  impegno ad aiutare le giovani  donne nepalesi ad emanciparsi  attraverso lo sport: capite perché l’ho inserita fra le mie superwoman?

Alla prossima! Ciao, ciao……………..

 


 

Al Trento Film Festival è stato proiettato in anteprima il film – documentario  Mira Rai per la regia di Lloyd Belcher: 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le notizie che vanno “Su” e quelle che vanno “Giù”

 

Donna accovacciata con zaino e cappello -/©24Cinque

 

L’ispirazione nel  dare il nome  a questa mia nuova rubrica mi è venuta guardando una barca in mare: il suo “Su e Giù” tra le onde che può essere quello di un benevolo  cullarsi oppure, al contrario, quello che porterà al malevolo mal  di  mare (di  cui sono  vittima, anche  se fossi a bordo di una portaerei).

Dalla Russia (senza amore per le donne):

Un nuovo testo di legge rimuove dal  Codice penale russo il  “reato  di percosse in famiglia” declassandolo  ad un illecito amministrativo punibile con una cifra compresa tra i cinquemila e i  trentamila rubli (80 – 470 euro).

Tale ammenda è trasformata in pena detentiva se la violenza domestica è ripetuta più volte nello  stesso  anno.

In pratica il marito o convivente chiederà alla propria partner di  tenere il  conto di  quante volte è stata da lui  malmenata nell’arco  di un anno e, quindi,  se può farlo pagando  una semplice multa pari  ad un divieto  di  sosta.

Se il seno  che allatta disturba…….

Dopo il recente fatto  accaduto in un ufficio postale di  Biella,  dove una mamma è stata rimproverata   perché allattava in pubblico il suo bambino, la ministra per la Pubblica amministrazione Marianna Madia ha annunciato una direttiva per allattamento  negli uffici  pubblici.

C’è da dire che le Poste Italiane hanno  subito smentito  la notizia dicendo  che hanno offerto  alla neo – mamma un luogo più appartato per allattare.

Comunque, non è la prima volta che una donna   trovandosi in quella situazione più che naturale, venga additata come una esibizionista se non peggio.

Ad essere, per così dire imbarazzati dalla vista di un seno in vista, sono più gli uomini che le donne. Gli stessi  che non lo sono  quando il corpo di una donna viene messo in parte o  completamente a nudo su  di un manifesto pubblicitario.

Nell’agonismo sono  solo  gli uomini ad essere “veri  atleti”?

È quello  che pensa un dirigente Fidal  quando, commentando una gara campestre svolta in Sardegna, ha annunciato in questa maniera l’evento clou della manifestazione: “Dopo le donne, i  veri  atleti”.

Dopo questa ennesima stupida frase sessista come punire il colpevole di  questo episodio? Come minimo  con quaranta giri  di  campo di  corsa e una doccia fredda, ancora meglio  se gelata.

Tutto qui.

Alla prossima! Ciao, ciao…………


 

 Continuiamo  ad essere felici………….

 

Ecco una canzoncina che ho scritto
forse ti andrà di cantarla nota per nota
non preoccuparti, sii felice

ognuno di noi nella vita ha dei problemi
ma se ti preoccupi i problemi si raddoppiano
non preoccuparti, sii felice

non preoccuparti, sii felice ora
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non c’è posto dove poggiare la testa
qualcuno è arrivato e si è preso il tuo letto
non preoccuparti, sii felice

il proprietario della casa
ha detto che sei in ritardo con l’affitto
potrebbe farti causa
non preoccuparti, sii felice

guardami, sono felice
non preoccuparti, sii felice

ti do il mio numero di telefono
quando sei preoccupata chiamami
ti renderò felice

non preoccuparti, sii felice

non hai contanti, non hai stile
non hai nessuna ragazza
che ti faccia sorridere
ma non preoccuparti, sii felice

perchè quando sei preoccupato
il tuo volto si incupisce
e questo porterà tutto giù
quindi non preoccuparti, sii felice

non preoccuparti, sii felice ora

non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice

adesso c’è la canzone che ho scritto
spero che l’hai imparata nota per nota
come fanno i bravi bambini

non preoccuparti, sii felice

ascolta quel che dico
nella tua vita, aspettati dei problemi
ma se ti preoccupi i problemi si raddoppiano
non preoccuparti, sii felice, sii felice ora

non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice
non preoccuparti, sii felice

no no non preoccuparti, non farlo
sii felice, metti un sorriso sul tuo viso
non abbattere tutti così

non preoccuparti, presto passerà,
qualsiasi cosa sia,
non preoccuparti, sii felice
io non sono preoccupato