Ma i gatti soffrono d’insonnia come noi umani?

 

Per mia fortuna non soffro  d’insonnia, anzi ho un sonno molto  profondo tanto  che, quando  lavoravo in trasferta, dovevo  mettere due sveglie per destarmi in tempo.

Oggi, utilizzo sempre due sveglie: una, quella classica, l’altra è “lui” che, avendo la prerogativa di  svegliarsi  al battito  d’ala di una farfalla, mi avverte che la mia  sveglia sta inutilmente tentando  di portarmi  via dal mondo dei  sogni.

Qual è il vostro  rapporto con il sonno?

Siete ghiri, oppure….non mi viene in mente nessun animale come paragone, quindi  proseguiamo (tanto immagino  che, essendo  fatti  vostri, non me lo  direte mai se siete ghiri  o altro).

Per ovviare all’insonnia i medici  dicono  che ricorrere ai  sonniferi è una soluzione da prendere con le dovute cautele in quanto alla lunga è controproducente per la qualità del  sonno che, in questo  caso, è indotto  e non naturale.

Se il dormire viene ostacolato  da disagi   di  natura psicologici, il consiglio dei  medici  è quello  di  ricorrere ad uno  psicologo  per delle sedute di  psicoterapia cognitivo – comportamentale per cercare di  risolvere questo  tipo  di problematica (si può sempre fare un sonnellino  sul lettino  dello psicoterapeuta).

Comunque, se i pensieri  ci  assillano, non bisogna iniziare a rigirarsi  nel  letto: molto  meglio  alzarsi  per distrarsi, dove per distrazione dal pensiero  ricorrente s’intende, per esempio, la lettura di un libro  e non ricorrere alla televisione o internet (quindi niente YouPorn per i maschietti).

Naturalmente, tralasciando le (costose) terapie di uno  psicologo, i  consigli propedeutici e molto elementari, per un buon riposo sono  molteplici.

Ad esempio  si può pensare ad un bagno  caldo, perché il calo  della temperatura corporea che si  ha  dopo  essere usciti  dalla vasca piena di  acqua calda, fornisce quel torpore preludio  al  sonno.

In questo  caso, però, bisogna avere l’accortezza che la differenza tra la temperatura dell’acqua e l’esterno  non sia tale da procurarci  una broncopolmonite fulminante: in questo  caso  l’unica predisposizione sarebbe quella di  osservare le margherite dalla parte delle radici.

Anche lo  sport può aiutare, ma solo  quello in forma   dolce come gli  esercizi  yoga. La corsa o il sollevamento pesi (di notte?!) non farebbe che aumentare l’adrenalina e, quindi, addio sonno.

Dicono  che l’aroma di  lavanda in camera da letto concilia il riposo, mentre i  calzini  sporchi  del vostro  “lui” decisamente no!

La melatonina, sotto  forma di  compresse,  combatte  il jet lag, ma è  indubbio che andare dalla cucina alla camera da letto non comporta nessuna differenza di  fuso  orario.

Anche il tè, a differenza del caffè che contiene caffeina (ma va), può aiutarci, soprattutto se la preparazione di  esso  segue il rituale originale giapponese che dura quel  tanto da farci  addormentare.

Va bene, lo so che a questo punto vi  aspettate che vi parli  della soluzione principe per un sonno piacevole: …..dai  che lo sapete cos’è: è quella cosa che, di  solito, si  fa in due, con il vostro “lui“, oppure “lei”, o anche “luilei o leilui”: una partita a scarabeo, cosa pensavate?

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

 

Ulla Pirttijärvi: Lullaby….è per me una dolce ninna – nanna