Far shopping fa bene alla salute. Si, ma……

Shopping
Caterina Andemme ©

 

Se seguite il mio  blog (lo seguite, vero!), vi  ricordate certamente che avevo  scritto un articolo sul libro di Sophie Kinsella  I love shopping, in cui si parlava di acquisti  compulsivi da parte della protagonista principale  che la portavano ad indebitarsi oltre modo.

Ovviamente essendo un romanzo virante al  rosa,  per di più apri – pista di una serie che l’autrice ha dedicato  al  suo  personaggio, il vissero  felici  e contenti è assicurato.

Ma voi, qui  mi  rivolgo  anche agli uomini, nel  caso di qualche acquisto che va oltre  il budget che vi  siete prefissate, come vi  sentite dopo?

La sottoscritta, considerando un  conto  bancario  del genere yoyo, qualche scrupolo lo ha…subito  superato dalla delizia e contentezza di  calzare quel paio di  scarpe che in vetrina aspettavano proprio  me.

Eppure, sapendo  che faccio  del  bene al mio fisico, non dovrei  avere più nessun rimorso.

Si, perché è la scienza che lo dice e  cioè che

Lo shopping è terapeutico, riduce lo stress, fa aumentare l’autostima e, dulcis in fundo, fa anche dimagrire. 

Parlando  di  ricerca scientifica è altresì ovvio  che dietro  vi  sia una pubblicazione su  di una rivista specializzata, in questo  caso il Journal of epidemiology and community health, ma il  dubbio, leggendo appunto  l’analisi  di  questa ricerca, è che ogni  tanto  questi scienziati hanno  voglia di  divertirsi alle nostre spalle.

Qualche esempio  riferito a questa tesi dello shopping curativo?

  • Gli  scienziati  hanno  scoperto  che fra le over 65 che si  dedicano agli  acquisti almeno  sei  giorni su  sette, il tasso di mortalità è inferiore del  28 per cento rispetto  a chi preferisce risparmiare. Questo perché uscire e girare fra negozi permette di  fare costante esercizio  fisico e aumenta il buonumore. 

Non so  come  sia il welfare australiano  (la ricerca è appunto  stata fatta in Australia), so per certo che qui  in Italia io potrò sperare di  andare in pensione più o  meno verso i novant’anni quindi, dovendo  lavorare fino a tarda età, non potrò girare per negozi sei  giorni  su sette.

A questo punto mi chiedo se le over – 65 della ricerca non siano  tutte appartenenti  all’upper-class, perché girare per negozi quasi  tutta la settimana significa non aver proprio  niente da fare se non spendere (….poverine).  

  • Lo shopping riduce l’ansia ed è una forma di  divertimento che in qualche  caso può combattere la solitudine e il malessere esistenziale.

Che ci provino  a fare shopping durante i  saldi: vorresti  essere sola per scegliere in santa pace il capo in offerta e non guerreggiare con l’altra predatrice che ha visto lo stesso abito  che tu  stringi in mano (anche se non lo  acquisterai  perché di  due misure più piccola della tua).

  • La ricerca evidenzia come coloro  che facevano  acquisti  erano  almeno  tre volte più felici  di chi  guardava solo  le vetrine.

Ma va! 

  • Passeggiare per tre ore fra una vetrina e l’altra permette di  bruciare 350 calorie (500 evitando  ascensori  e scale mobili).

Considerando  che lo  shopping si  fa in città, può anche essere vero che consumo 350 o 500 calorie, ma quanto  smog inalo?

Meglio  il mio Nordic Walking in mezzo  ai  boschi

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Espatriare da ogni dove per ogni dove

Fuga da Arkham
Caterina Andemme ©

Cento motivi reclamano la partenza. Si parte per entrare in contatto con altre identità umane, per riempire una mappa vuota. Si parte perché si è ancora giovani e si desidera ardentemente essere pervasi dall’eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali nella polvere; si va perché si è vecchi e si sente il bisogno di capire qualcosa prima che sia troppo tardi. Si parte per vedere quello che succederà.

Colin Thubron

Il mio biglietto per Marte (solo andata)

Tra poco  più di un mese partirò per Marte e ancora non so  decidere cosa mettere in valigia: optare per uno  stile casual, oppure  qualcosa di più  adatto  alle occasioni mondane (anche se mi  dicono  che di  occasioni per divertirsi   su  Marte sono veramente poche)?

Il  viaggio, più che altro metaforico,  è stato organizzato dalla NASA che, con il lancio  della sonda InSight   il prossimo maggio, porterà a bordo un database contenente i nomi delle persone che hanno  aderito all’iniziativa dell’Ente spaziale americano.

Purtroppo i  biglietti sono andati  esauriti  per la chiusura del  botteghino (spaziale)  lo  scorso  novembre: ma non preoccupatevi forse ci  sarà un’altra occasione….

 

Cose più serie

Espatriare è sempre fonte di  preoccupazione, tanto più se sei una donna che, per un motivo  o per l’altro, ha necessità di  farlo.

Quindi, un aiuto come quello  fornito   dal sito  Expatclic , può essere  l’inizio per una nuova vita nel Paese di  accoglienza.

Expatclic è un portale internazionale gestito da un gruppo di volontarie che vivono all’estero da anni. Nel nostro lavoro siamo aiutate da un numero crescente di collaboratrici che arricchiscono il sito con articoli, informazioni dai loro paesi, traduzioni, e molto ancora. Tutte insieme formiamo una comunità estesa, vivace e solidale, che aiuta donne espatriate in tutto il mondo a installarsi felicemente e a instaurare un rapporto aperto, sereno e positivo con i loro paesi d’accoglienza.

Nei  punti  dettati  dal manifesto (indicati  nel  sito) vi è  tutta la serietà della proposta d’aiuto alle donne che desiderano  espatriare.

Alla prossima! Ciao, ciao…….


Libri in Vetrina

Una volta tanto  devo  dire che il  film tratto  da un libro è stato  decisamente migliore.

Ho trovato nella lettura di  The Martian una noia che è rara per me trovare in un libro (solo un centinaio  di  casi), mentre il film omonimo,  scorre piacevolmente via, forse anche per la presenza di un attore come   Matt Damon che,  quasi inutile dirlo, è tra i  mei  preferiti.

Comunque, per non essere accusata di  faciloneria nel  dare il giudizio  su  di un libro (ne ho  sempre la facoltà) alla fine dell’articolo ne troverete un’anteprima.

Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il momento di gloria è durato troppo poco. Un’improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, hanno abbandonato il pianeta rosso per fare ritorno sulla Terra. Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base. E in ogni caso i viveri non basterebbero fino all’arrivo di una nuova spedizione. Nonostante tutto, con grande risolutezza Mark decide di tentare il possibile per sopravvivere. Ricorrendo alle sue conoscenze scientifiche e a una gran dose di ottimismo e tenacia, decide di affrontare un problema dopo l’altro senza perdersi d’animo. Fino a quando gli ostacoli si faranno insormontabili… Il bestseller tradotto in tutto il mondo da cui è stato tratto l’omonimo film per la Twentieth Century Fox 1 milione di copie solo negli USA «Ogni atto del protagonista è logico e dettagliatamente spiegato, è questo il segreto del successo del romanzo di Andy Weir.» la Repubblica «Una descrizione tra le migliori su come potrebbe davvero essere la vita su Marte.» L’Espresso «Una lettura obbligatoria.» La Domenica de Il Sole 24 ore «Un esordio straordinario. Una storia avvincente che appassionerà non solo i lettori di fantascienza.» Publishers Weekly «La storia di un coraggioso Robinson Crusoe del ventunesimo secolo su Marte. Avvincente.» Booklist (Questo romanzo è stato precedentemente pubblicato con il titolo L’uomo di Marte) Andy WeirHa iniziato a lavorare come programmatore in un laboratorio all’età di 15 anni e da allora ha sempre lavorato come ingegnere del software. Appassionato di ingegneria aerospaziale, fisica relativistica, meccanica orbitale, storia dell’esplorazione spaziale. Sopravvissuto. The martian è il suo primo romanzo.

Anteprima 

Genova è la città più gioiosa: non lo dico io ma Twitter.

The colored city
Caterina Andemme ©

 

Genova una città triste?

I genovesi sempre a mugugnare su  qualunque cosa e quindi  si  autocondannano all’infelicità?

Non è per nulla vero e la sorpresa (almeno  da parte mia) non esce da un uovo  di  Pasqua in vendita a sottocosto,  ma dalla ricerca dell’Università degli  studi  Milano attraverso il suo  spin-off Voices from the blogs 

Attraverso l’indice da loro  sviluppato, iHappy, si  sono  analizzati  i post di  Twitter pubblicati  dagli  utenti  italiani – tra essi Caterina Andemme, cioè la sottoscritta – stimando  il loro  relativo  livello  di  felicità o  tristezza quotidiana.

In quale maniera ci  riescano è per me uno  dei  tanti misteri insondabili  della vita, per cui non mi resta che linkare (guarda un po’  cosa ho imparato  a scrivere) la pagina del  sito  di Voices from the blogs dove viene spiegato  tutto per filo  e per segno molto  meglio di  come potrei  farlo io.

Se non vi  accontentate della lettura della sola pagina direttamente dal  sito e siete vittime del  download compulsivo, è pronto  per voi un ebook (in formato  Pdf)   pronto  da scaricare.

Non ho  detto una cosa molto importante: in questa ricerca Genova si piazza al Primo Posto come città più gioiosa, mentre Milano all’undicesimo posto e Torino al nono (il famoso triangolo, ormai penso ex, delle città industriali  chiamato  Ge.Mi.To.)  

A questo punto  vi  domanderete quale sia la città classificata come ultima: non è nessuna città del sud, nessuna delle isole, ma….rullo  di  tamburi…..the loser is Aosta

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 


PLAYLIST

 

Sono vulnerabile
Ma non ti piaccio più?
Stai scivolando via da me
Stai allontanandoti da me

Sono vulnerabile
Ma non ti piaccio più?
Stai scivolando via da me
Stai allontanandoti da me

Frenami
Sta scappando via da me
Sta scappando via da me
Sta scappando via da me

Il testo tradotto in italiano per intero  la trovate in questa pagina

Amplessi al silicone

Studio su figura femminile
Caterina Andemme ©

 

La lettura del  seguente articolo è consigliato ad un pubblico adulto per il suo contenuto lievemente a luci  rosse.

Se c’è una cosa che mi turba è vedere una giovane donna prostituirsi  ai  bordi  di un marciapiede, di notte (in alcuni  luoghi  anche alla luce del  sole), con indosso il  vestiario minimo, che sia inverno  o  estate, per mostrare il suo  corpo  ridotto  a mercanzia.

Ed è qui che, decidendo  di  scrivere quest’articolo, mi  viene un dubbio: è giustificabile l’utilizzo di  una sex doll  da parte di un uomo per dare sfogo al suo  desiderio  di  fare sesso e, in questa maniera, ipotizzare di salvare le donne dal  marciapiede?

La mia risposta è univoca: in entrambi  i  casi provo una profonda tristezza diversificandola, però, in  quella  riferita alle donne costrette a prostituirsi, da quella di uomini che, in ogni caso, considerano  la donna come oggetto.

La prostituzione è una faccenda molto  antica, ma ho  scoperto  che anche utilizzare un surrogato  come una bambola sessuale non è roba recente. Infatti già dal XVII secolo  andavano  diffondendosi tra i  marinai  le dames de voyage realizzate in stoffa e con fattezze, ovviamente,  femminili.

Oggi le sex doll,   certamente più sofisticate delle loro  antenate, sono un prodotto commerciale, se pur di nicchia considerando il loro  prezzo che va da quello  di una piccola utilitaria salendo  fino  alla somma per acquistare un  SUV.

Che possono fare per il loro proprietario, oltre che a fare (crudamente)  sesso?

Matt McCullen, fondatore di Realdoll  (un po’ la Maserati nell’ambito dei  fabbricanti  delle  sex doll), nell’intervista sull’ultimo  numero de Il Venerdì  afferma che fare sesso con le sue bambole è solo il dieci  per cento dell’utilizzo  che se ne può fare.

Al pari  del  giornalista che ha fatto l’intervista, mi resta  difficile immaginare in cosa consista il restante novanta per  cento  delle sue capacità.

Certo  che se il cliente ha qualche decina di migliaia di  euro  da spendere, può optare per il top  di  gamma: una lei (essa?!) perfettamente configurabile attraverso una semplice app sullo  smartphone che, in base a diversi  parametri, ne cambia le forme: una sera appagare  il desiderio per una donna (simulacro  di  donna) con seni abbondanti, un altra sera un po’ più in carne se non più muscolosa.

Magari,  se per una volta non si  ha voglia di  fare sesso, la si può programmare come una servizievole androide  che chiede con voce petulante, all’uomo che rincasa dopo  una giornata di  lavoro: Ciao caro  com’è andata oggi?

Per quanto  possa essere sofisticata  il più recente modello  della   sex dolls sono ancora dozzinali rispetto ai modelli immaginari dei film di  fantascienza:  come non ricordare la sensualissima Rachel di  Blade Runner (interpretata dall’attrice Sean Young), oppure i  sinth della fortunata serie televisiva inglese Humans   .

L’ultima nata tra i  replicanti  (androidi, sinth chiamateli  come volete) è  Alita: il regista Robert Rodriguez  (magnifico  il suo Sin City) continuando un progetto  di James Cameron  ha da poco  completato  le riprese di  Alita: Angelo  della battaglia (Rosa Salazar nel ruolo  principale) dove Alita, per l’appunto, è una cyborg tutta occhioni che tra mille vicissitudini cerca il perché della sua esistenza.

Il film uscirà nelle sale italiane la prossima estate.

Alla prossima! Ciao, ciao…. 

P.S. Ma credevate davvero  che questo  fosse un articolo  a luci  rosse? 


Trailer

 

8 marzo? Si, ma con #wetoogether

80318
Caterina Andemme ©

Chissà se nel 2118, quando ormai  il mio  sorriso sarà quello  del  ghigno  di un teschio (è macabro, ma per il momento non ho  ancora il dono(?)  dell’immortalità), si  festeggerà ancora l’8 marzo come lo  conosciamo oggi.

Certo,  andando  a ritroso  di un anno  dall’ 8 marzo  2017 ad oggi, c’è ben poco  da festeggiare per noi  donne: l’articolo  de La Repubblica  ne fa un  elenco  tragico  che si  aggiunge a quello  degli anni passati.

L’8 marzo 2018  mette da parte le mimose per uno sciopero  globale delle donne in settanta  nazioni, Italia compresa: i motivi  sono innanzitutto la lotta contro la violenza sulle donne ed il sessismo, a cui  si  aggiunge quello  della parità salariale (perché una donna deve prendere uno  stipendio  inferiore rispetto  a quello  di un uomo  che ricopre lo stesso ruolo?).

Con l‘hashtag #WeToogether ( evoluzione di #MeToo) l’associazione femminista   Non Una Di  Meno  chiama tutte noi ad una presa di netta posizione per cambiare le regole di questo  sistema.

Buon 8 marzo 

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 

 

L’odio delle anime perse

Chiamatela pure vanità, ma anch’io ci  sono  cascata: se Taylor Swift ha un profilo  su  Instagram per dialogare con la gatta Olivia (presumo  sua), perché non aprire un profilo  tutto mio su  questo  social?

Certo, fatte le dovute differenze tra il pubblico della cantante ed il mio, si può ben immaginare l’ago  della popolarità puntare verso  la celebrità, ma cosa importa: io  ho  voi.

Chiudendo  questa parentesi molto personale, vengo  al  dunque:

Le anime perse sono  quelle degli individui che riempiono  il loro vuoto  con l’odio  verso gli  altri.

Odio  per il differente colore della pelle.

Odio  per le donne.

Odio per chi ha un differente orientamento  sessuale.

Odio  di  religione.

E’ tanto  facile odiare,  tanto che il pretesto per farlo non è mai difficile a  trovarlo.

Poi, quando  l’odio  viene usato dai professionisti  dell’opportunismo, la ragione è miseramente messa al  bando, ci  si nutre di  rancore e pregiudizi e non ci  si  accorge che a lui, l’opportunista, nulla importa se non il proprio rendiconto.

Ogni  riferimento a fatti e/o persone è voluto.

Alla prossima! Ciao, ciao………….


Playlist

 

Lui lo chiama zio Clint, io  Clint Eastwood, loro ne hanno  fatto il titolo di una canzone

 

 

Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Non sono felice, ma mi sento allegro

ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Sta arrivando
Sta arrivando
Sta arrivando

Yeah… Ha Ha!
Finalmente qualcuno mi ha lasciato uscire dalla gabbia
ora il tempo per me non significa nulla perchè io non conto gli anni
ora io potrei non esserci
non dovresti essere spaventato
sono bravo a rimediare
sono esposto ad ogni insidia
intangibile
scommetto che tu non la pensi così
così io ti ordino di avere una visione ampia
guarda, io sarò docile
prendi e scegli
siedi e abbandona
tutte le tue combriccole
ragazzini e dandy
chi credi che stia veramente creando queste armonie?
il ritratto che tu stai estraendo da un tubetto di pittura
proprio come quando accendi una miccia
credi che sia romanzato
mistico? forse
spirituale
esaudibile
ciò che appare in te è una chiara visione perchè tu sei troppo insano
senza vita
per conoscere la definizione del termine vita
senza prezzo
per te, perchè io ti ho abituato alle stravaganze più esagerate
ti piace?
pistole che sparano a gettoni
veggenti tra di loro
ti possiedono con un solo colpo

Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Non sono felice, ma mi sento allegro
ho rinchiuso i raggi di sole, in una valigia
sono inutile, ma non per molto ancora
il futuro mi viene incontro
Sta arrivando
Sta arrivando
Sta arrivando

l’essenza, le basi
riesci a vivere senza
permettimi di esserlo
bambino, come in natura
ritmo
lo hai o non lo hai, è una credenza errata
ci sono in mezzo
ogni albero germogliante
ogni bambino in sè
ogni nuvola che vedi
la vedi con i tuoi occhi
vedo la distruzione e la morte
la corruzione nell’inganno
derivante da questa maledetta impresa
ora sto credendo alle tue maledette bugie
attraverso Russ, benchè non siano i suoi muscoli ma le percussioni che da
con me come guida
ma tutti voi potete vedermi ora perchè non guardate con i vostri occhi
percepite con la vostra mente
che è la parte più profonda
così me ne vado in giro con Russ e sono un mentore
con poche maledette rime
ricorda dove ha sede il pensiero
io li ho analizzati tutti
perciò tu non puoi sopravvivere qaundo la legge è senza legge
sentimenti, sensazioni che tu pensavi fossero morte
non strillare, ricorda
(che è tutto nella tua testa)

……….

Qui siamo messi proprio male

 

Salto ogni  preambolo  e vengo  subito  al  dunque.

In due classifiche relative all’anno  2017 l’Italia si posiziona nella parte bassa e cioè:

Il 52° posto su 180 nazioni  analizzate   per quanto  riguarda la libertà di  stampa (report da Reporters Without Borders ).

Invece, per quanto  riguarda l’indice di  corruzione  (Corruption Perception Index – CPI),  riferito  all’anno  2016, Transparency  International  assegna al nostro  Paese il 60° posto  su  180 nazioni  analizzate.

 

Se per la classifica di Reporters Without Borders  vi  sono alcuni  dubbi per la metodologia utilizzata per stillarla (vedi l’articolo de Il Post), per quanto  riguarda la corruzione è da credere che la realtà, percepita anche attraverso  i media, sia propri  quella.

Perché ho  scritto  tutto  questo?

Perché credo  nella libertà dell’informazione e perché voglio  credere che non ci possiamo  arrendere di  fronte a fenomeni  quali  la corruzione e la criminalità vanno  spesso, se non sempre, a braccetto.

Anche perché penso che votare e non astenersi, ci  dia il permesso  di  criticare le scelte future che riguardano  tutti noi.

Per oggi  basta così (si  sono proprio  arrabbiata, anche se non si  vede).

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


 

 

 

La sculacciata: da presunta goliardata fino alla criptomoneta

 

A volte mi chiedo  dove sia il confine tra lecito  ed illecito e se esso sia così labile da non essere facilmente individuabile.

La sculacciata data da un dirigente ad un’impiegata deve essere interpretata come violenza alla persona, oppure semplice goliardata?

Per quanto mi riguarda  se un individuo si  azzarda a darmi una sculacciata,  lo  stesso seduta stante  perirà   sotto il mio sguardo malefico.

D’altro  avviso  è il pensiero  di un giudice del tribunale di  Vicenza che, assolvendo un capo ufficio reo  di  sculacciate inopportune  nei confronti di un’mpiegata, ha derubricato il tutto a semplice goliardata.

Per questo immagino  che in quel  tribunale non vige l’austerità dovuta al luogo, ma anzi vi  alleggia uno spirito allegro dove , dai  giudici agli  avvocati e fino  all’ultimo  degli  uscieri, si  salutano tutti  dandosi  reciprocamente grosse pacche sul sedere: più vigorose tra uomini e leggere se il sedere è femminile (il bon ton lo  richiede).

Per concludere  se volete fare un investimento  in criptovalute, la rivista Wired in quest’articolo  ci informa l’azienda SpankChain, specializzata in intrattenimento per adulti (indovinate quale), ha lanciato una sua ICO (Initial coin offering)   basata su  Ethereum, il nome di  questa nuova criptomoneta è Spankcoinla moneta della sculacciata.

P.S. La mia conoscenza del mondo  delle criptovalute è pari a quella che ho nei  confronti  della fisica quantistica (….prima o poi  mi daranno il Nobel

Alla prossima! Ciao, ciao……

 

Parlare di case chiuse? Meglio discutere sulla sessualità negata ad alcuni

 

L’amore fa bene.

Sulla dichiarazione di  Matteo  Salvini, appunto che l’amore faccia bene, non si può che essere d’accordo: peccato che lui  faccia un po’  di  confusione tra amore e sesso  a pagamento.

La sua idea (purtroppo  condivisa da tanti  altri) è che per combattere la prostituzione bisogna riaprire le case chiuse (fa niente che sia un ossimoro).

In pratica sarebbe come dire che la donna, oltre che madre e moglie (nonché fidanzata) avrebbe anche il ruolo  istituzionalizzato  di prostituta.

Per avere la mia simpatia (ovviamente per quello  che conta) Matteo Salvini invece di parlare di  case chiuse (e dei proventi  da tassare), avrebbe fatto  meglio a discutere di  femminicidio e di inasprimento  delle pene nei  confronti  dei  violenti, di protezione dei  diritti  delle donne (allargata a tutte le sfumature dell’orientamento  sessuale), di tutte quelle cose che rendere il nostro  Paese ancora più bello  da poterci  vivere.

Ma lui  è Matteo Salvini e questi ragionamenti  non fanno  parte del  suo  bagaglio culturale (viaggia molto  leggero).

Sessualità:

 

Nel genere umano, il complesso dei fenomeni psicologici e comportamentali relativi al sesso. Tali comportamenti sono diretti alla ricerca del piacere fisico e dell’appagamento psicologico mediante l’attivazione delle funzioni fisiologiche proprie degli organi genitali maschili e femminili, nonché l’insieme delle percezioni, istinti e desideri legati alla consapevolezza del proprio sesso. La sessualità giunge a maturazione insieme al realizzarsi della funzione riproduttiva degli organi genitali, all’epoca della pubertà, quando i meccanismi ormonali determinano la comparsa dei caratteri sessuali secondari. In quest’età della vita, anche gli istinti sessuali divengono particolarmente intensi e sono corroborati dall’attrazione per persone di sesso opposto (eterosessualità) o omologo (omosessualità).

Ho preso  questa definizione dalla pagina relativa del  sito dell’Enciclopedia Treccani (altre fonti, più o  meno,  danno lo stesso  significato).

Adesso  vi  domando  questo: secondo  voi nelle donne o negli uomini disabili la sessualità è morta?

E’ una di  quelle domande retoriche che non si  dovrebbero neanche porre, ma è anche vero  che questo  problema (se vogliamo  definirlo in questa maniera) è il più delle volte trascurato, o  nascosto, da chi ha una condizione di  vita definita come normale.

E’ naturale che, in questo  caso le difficoltà da affrontare non siano  solo  quelle fisiche ma anche, forse soprattutto, psicologiche.

In molti  paesi  europei tra cui Germania, Olanda, Danimarca e Svizzera, esiste la figura di assistente sessuale  cioè quella figura professionale che, dopo un percorso  formativo specifico, aiuta le persone disabili nel  riprendersi  la gioia dell’erotismo  e della sessualità.

In Italia, a parte un disegno  di  legge del 2014,  l’argomento è fuori  da ogni  discussione o intervento politico  (si preferisce parlare di case chiuse), lasciando che sia solo l’iniziativa di progetti,  come quelli   di  Max Ulivieri con il sito Lovegiver   e il video  Because of my body del  regista Francesco Cannavà, per sensibilizzare verso un altro  diritto  negato.

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 

 


Ius soli: una mancata lezione di democrazia

– Between us –

 

Non scrivo  volentieri  di politica, non perché essa non mi interessi a tal punto da considerarla superflua ad ogni considerazione, ma solo per il  fatto  di non farmi  trascinare in quel blablabla  di opinioni unidirezionali, nel  senso  che non si  dialoga più di politica, ma si vuole imporre all’interlocutore che l’errore sta nel non comprendere che il proprio  punto  di  vista sia unico  e inconvertibile.

E’ ovvio  che da qui  a marzo  dell’anno prossimo, a meno  di non emigrare su  Marte, la campagna elettorale sarà pregna di promesse, insulti, bugie, urla e….poca politica.

Andrò, comunque, a votare, magari  turandomi il naso, perché  mugugnare e basta penso  che sia una scelta sbagliata.

Invece mi  arrabbio quando  ad essere calpestati  sono i diritti  delle persone, specie quando  il negare questi  diritti è il risultato di pura opportunità per i propri  interessi.

Sulla questione dei  diritti  abbiamo  fatto due passi importanti, l’uno riguardante le unioni civili delle coppie omosessuali  (peccato che non si è fatto  altrettanto per le convivenze delle coppie etero) e l’altra, l’ultima in ordine di  tempo, quella del  Biotestamento.

Nulla da fare per lo Ius soli (e Ius culturae) che avrebbe esteso  la cittadinanza italiana a 800.000 giovani  nati in Italia figli  di immigrati  regolari.

La paura, ben orchestrata da chi  era e continua ad essere contrario  alla legge,  è che lo Ius soli avrebbe aperto le porte a chissà quale forma di  invasione migratoria.

Ma tante erano  le condizioni  affinché la cittadinanza venisse concessa che, alla fine, non era poi  così scontata ottenerla:

  • La cittadinanza viene data solo  se uno  dei  due genitori  si  trova legalmente in Italia da almeno  cinque anni con un regolare permesso  di  soggiorno.

  • Si può avere la cittadinanza, nel  caso  dello  Ius culturae, se il richiedente è arrivato in Italia prima di  aver compiuto 12 anni, frequentato  la scuola per cinque anni  almeno e superato un ciclo  scolastico  (medie o  superiori)

C’è da dire che questa legge è stata approvata dalla Camera nell’ottobre del 2015 (nonostante l’opposizione del  centrodestra e l’astensione del  M5s), ma è naufragata in Senato  grazie agli  emendamenti presentati  dal leghista Calderoli e dal  M5s che ha dichiarato  di non volerla votare .

Tutto  qui!

Alla prossima! Ciao, ciao………….



 

 


SE VI INTERESSA IL TESTO IN ITALIANO, LO  TROVATE QUI