Parlare di case chiuse? Meglio discutere sulla sessualità negata ad alcuni

 

L’amore fa bene.

Sulla dichiarazione di  Matteo  Salvini, appunto che l’amore faccia bene, non si può che essere d’accordo: peccato che lui  faccia un po’  di  confusione tra amore e sesso  a pagamento.

La sua idea (purtroppo  condivisa da tanti  altri) è che per combattere la prostituzione bisogna riaprire le case chiuse (fa niente che sia un ossimoro).

In pratica sarebbe come dire che la donna, oltre che madre e moglie (nonché fidanzata) avrebbe anche il ruolo  istituzionalizzato  di prostituta.

Per avere la mia simpatia (ovviamente per quello  che conta) Matteo Salvini invece di parlare di  case chiuse (e dei proventi  da tassare), avrebbe fatto  meglio a discutere di  femminicidio e di inasprimento  delle pene nei  confronti  dei  violenti, di protezione dei  diritti  delle donne (allargata a tutte le sfumature dell’orientamento  sessuale), di tutte quelle cose che rendere il nostro  Paese ancora più bello  da poterci  vivere.

Ma lui  è Matteo Salvini e questi ragionamenti  non fanno  parte del  suo  bagaglio culturale (viaggia molto  leggero).

Sessualità:

 

Nel genere umano, il complesso dei fenomeni psicologici e comportamentali relativi al sesso. Tali comportamenti sono diretti alla ricerca del piacere fisico e dell’appagamento psicologico mediante l’attivazione delle funzioni fisiologiche proprie degli organi genitali maschili e femminili, nonché l’insieme delle percezioni, istinti e desideri legati alla consapevolezza del proprio sesso. La sessualità giunge a maturazione insieme al realizzarsi della funzione riproduttiva degli organi genitali, all’epoca della pubertà, quando i meccanismi ormonali determinano la comparsa dei caratteri sessuali secondari. In quest’età della vita, anche gli istinti sessuali divengono particolarmente intensi e sono corroborati dall’attrazione per persone di sesso opposto (eterosessualità) o omologo (omosessualità).

Ho preso  questa definizione dalla pagina relativa del  sito dell’Enciclopedia Treccani (altre fonti, più o  meno,  danno lo stesso  significato).

Adesso  vi  domando  questo: secondo  voi nelle donne o negli uomini disabili la sessualità è morta?

E’ una di  quelle domande retoriche che non si  dovrebbero neanche porre, ma è anche vero  che questo  problema (se vogliamo  definirlo in questa maniera) è il più delle volte trascurato, o  nascosto, da chi ha una condizione di  vita definita come normale.

E’ naturale che, in questo  caso le difficoltà da affrontare non siano  solo  quelle fisiche ma anche, forse soprattutto, psicologiche.

In molti  paesi  europei tra cui Germania, Olanda, Danimarca e Svizzera, esiste la figura di assistente sessuale  cioè quella figura professionale che, dopo un percorso  formativo specifico, aiuta le persone disabili nel  riprendersi  la gioia dell’erotismo  e della sessualità.

In Italia, a parte un disegno  di  legge del 2014,  l’argomento è fuori  da ogni  discussione o intervento politico  (si preferisce parlare di case chiuse), lasciando che sia solo l’iniziativa di progetti,  come quelli   di  Max Ulivieri con il sito Lovegiver   e il video  Because of my body del  regista Francesco Cannavà, per sensibilizzare verso un altro  diritto  negato.

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 

 


Ma la pornografia regala emozioni?

 

021017 by 24Cinque

 

<<Rocco chi?>> .

E’ la risposta che darei  a chiunque mi  chiedesse se ho  visto Rocco, il documentario di  Netflix sulla vita di  Rocco  Siffredi: chi  sia e, soprattutto, cosa faccia di mestiere lo  sapete già da voi.

D’ accordo: qui la questione è se il mio  diniego sia una forma di  snobismo neo – puritano nei  confronti della pornografia e dei  suoi interpreti (in questo  caso il Siffredi Rocco), oppure se effettivamente il cinema hard  rientra nei mei  interessi quanto può esserlo conoscere il colore delle mutande del re.

Diciamo  che la verità, dal mio punto  di  vista, è quella linea di  demarcazione che stabilisco  a priori fra pornografia ed erotismo.

Non c’è un confine secondo  voi?

Cioè pornografia ed erotismo  sono la stessa faccia della sessualità?

In un certo  senso  avete ragione: in fin dei  conti si  tratta di  soddisfare un bisogno basilare (quello  sessuale), quindi entrambe le cose potrebbero  andare bene.

Prendiamo, però, ad esempio un altro  bisogno essenziale e cioè quello di  nutrirci: in questo  caso cosa scegliamo  tra un untuoso  panino farcito  con un hamburger di carne di dubbia qualità, oppure un piatto cucinato  con tutti i  crismi di una cucina salutare?

Così è per la pornografia (sempre dal mio  punto di  vista): un abbuffarsi  di immagini di  corpi che ripetono in loop le poche variazioni  sul tema, il tutto per un pubblico (prevalentemente maschile) che,  come dice Ligabue in Certe Notti,  si  accontenta e gode così così (magari lui pensava ad altro significato per le sue parole). 

Lei  regala emozioni: lei è una porno – attrice che di  se stessa ha questa opinione e, proseguendo nell’intervista rilasciata  qui, dichiara che se non ci  fossero  donne come lei, ci  sarebbero più uomini tristi.

A parte il fatto che uomini che   consumano gli occhi  su siti hard, di  per se sono  già un po’  tristi (parlo  di  quelli  che, appunto,  ne fanno una malattia), è il modello  di  donna – kleenex  proposto che contesto: un modello di  donna sottomessa all’uomo e ai  suoi desideri (sessuali) che, una volta soddisfatti, ti gettano  via, appunto come un fazzolettino  di  carta usato.

Fino  adesso  ho parlato  di  pornografia, ma di  erotismo?

Di questo non ne parlo  perché ognuna di  noi  sa già quello  che avviene nell’intimità con il proprio compagno (o  compagna): ed è proprio in quei  momenti che le emozioni  sono  quelle genuine.

P.S. Pur non avendo  guardato il documentari  su  Rocco (Siffredi), ho  trovato in rete quest’ottima recensione di Valentina D’Amico  su Movieplayer.it

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

Adesso, però, ritorniamo  ad essere più sentimentali……………..

 

 

Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Sollevami come un ramoscello d’ulivo e sii la colomba che mi riporta a casa
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore .

Oh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni se ne saranno andati
Fammi sentire che ti muovi come fanno a Babilonia
Fammi vedere lentamente quel che oso appena immaginare
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi ora alle nozze, conducimi ora e poi ancora
Conducimi molto dolcemente e conducimi molto a lungo
Siamo entrambi al di sotto del nostro amore, entrambi al di sopra
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi ai figli che chiedono di nascere
Conducimi oltre il drappo che i nostri baci hanno consunto
Ora innalza una tenda che ci protegga, anche se ogni filo è spezzato
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Toccami con le nude mani oppure toccami con i guanti
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore

 


 

Se lei mi dice: mi piaci!

 

Gironzolando in rete, come una pesciolina finita in rete, mi capita di  trovare una pagina di un sito che si prodiga di  consigli  per sapere se la  nostra (mia)  migliore amica è lesbica.

A leggere il vademecum mi è venuto  subito  da pensare: <<Perché mai dovrei  interessarmi, o meno, dell’orientamento  sessuale della mia (migliore) amica? >>.

Questo perché penso  che sia inviolabile il giardino  segreto di una persona, se lei  stessa non mi ammetta alla conoscenza dei  fiori  che in esso  coltiva.

(WOW! Gente: qui  la poesia si  spreca….).

Cosa accadrebbe, però, se questa  ipotetica amica  confesserebbe un certo interesse nei miei confronti?

Avrei,  come prima reazione,  quella di  arrossire, sintomo di un subitaneo imbarazzo.

Seguirebbe un balbettamento composto  da espressioni del  tipo : Ah…! Oh….!Uhm……!

Quindi quel ma dai….usato il più delle volte come perplessità verso una cosa appena ascoltata, nel mio  caso  diventerebbe un My  – day affinché  l ‘intervento di un angelo  celeste, oppure della Fata Turchina o  Harry Potter, mi  consentirebbe il dono dell’ubiquità facendomi trasferire nell’immediato  sulla Luna.

Però, c’è sempre un però, penso  che in fin dei  conti, nel profondo  del mio essere, in quell’indistricabile groviglio  della psiche umana (quindi  anche della mia), mi sentirei  lusingata per  essere al  centro di un sentimento, puro  e crudo senza secondi  o terzi  fini.

Ho posto  la stessa domanda al mio  “lui“: <<Cosa faresti se un tuo caro  amico  ti  dicesse cha ha una cotta per te?>>

Si è messo a ridere e, alzando il sopracciglio destro, ha detto: <<…Ma dai …>>.

Alla prossima! Ciao, ciao……….

P.S. Nella cerchia delle nostre amicizie abbiamo  anche delle coppie gay: condividiamo  lo  stesso  cielo  e respiriamo la stessa aria: in fin dei  conti  siamo  solo  esseri umani.

 


 

Sense8,  serie televisiva delle sorelle transgender Lana e Lilly Wachowski (Matrix vi  dice nulla?), oltre che essere un ottimo racconto corale del  genere science-fiction, è soprattutto l’invito a pensare che l’umanità non si  divide solo in cromosomi  XX e XY, ma è un arcobaleno  di  colori.

 

 

 


 

 

Non ne hai voglia? E’ colpa degli ftalati

 

Gli ftalati sono una famiglia di composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, ovvero come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Il PVC è la principale materia plastica (in termini di volume di produzione) in cui vengono impiegati.

tratto  da Wikipedia

 

Lo  so  che lo  sapete, ma qualcosa devo  pur scrivere!

Dunque gli ftalati: praticamente non esiste un oggetto in plastica che non presenti  tale elemento  chimico: dai  contenitori per il cibo, fino  alle tende per la doccia.

Ovviamente la legislazione vigente ne limita il contenuto negli oggetti, ma l’attenzione è massima, specie se in casa abbiamo  dei  bambini.

 

CONSIGLI  DEL MINISTERO  DELLA SALUTA PER LA  TUTELA DEI  BAMBINI – PdF 

 

Anche la nostra sessualità ne può risentire a causa della presenza degli  ftalati.

Infatti, attraverso  la respirazione, minuscole particelle di  questi  composti una volta inalati interagirebbero con gli ormoni  sessuali.

Una ricerca della Rochester School of Medicine prese in esame 360 donne incinta di  età compresa fra i venti  e trent’anni.

Furono  esaminate le loro  urine per stabilire il dosaggio dei  ftalati, dopodiché fu loro  consegnato un questionario per conoscere il loro  grado di libido nei  mesi  precedenti  alla gravidanza.

Il risultato fu  che le donne con un alto  dosaggio  di  ftalati avevano  un calo  di interesse per il sesso.

Quindi, mie care amiche, invece di  ricorrere al  desueto mal  di  testa, quando il vostro partner presenta quel  tipo  di  interesse nei  vostri  confronti , potete sempre dire loro:  << Caro, adesso  no, ho gli  ftalati  alti>>.

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

Volete conscere una  curiosità su Tom’s Diner di  Suzanne Vega? andate su 24Cinque

 

 

Tom’s Diner

 

Sono seduta di mattina
alla tavola calda all’angolo
Sto aspettando al bancone
che l’uomo mi versi il latte
E mi riempie solo metà bicchiere
E prima ch’io possa ribattere
guarda fuori dalla finestra
qualcuno che sta entrando
‘È sempre bello vederti’
dice l’uomo dietro al bancone
alla donna che è appena entrata
Lei scuote il suo ombrello
E mi giro dall’altra parte
mentre loro si salutano baciandosi
Fingo di non vederli,
e invece verso il latte.
Apro il giornale,
c’è la storia di un attore
che è morto mentre stava bevendo.
Era uno che non avevo mai sentito.
Così vado all’oroscopo
e poi cerco le barzellette,
quando mi sento osservata
così alzo la testa.
C’è una donna che da fuori
sta guardando dentro
Mi vede?
No, non mi vede davvero,
perché sta guardando il suo riflesso.
E cerco di non notare
che si sta lisciando la gonna.
E mentre si aggiusta i collant,
i suoi capelli si stanno bagnando.
Oh, questa pioggia continuerà
tutto il giorno.
Mentre sento le campane della cattedrale,
ripenso alla tua voce…
e al picnic a mezzanotte
tanto tempo fa
prima che iniziasse la pioggia…
Finisco il mio caffè,
è ora di prendere il treno.

 


Adult baby? No, Adult….(CENSORED)

– Between us -/©24Cinque

 

Quando la mia amica me lo  ha detto, ho subito  pensato  alla solita bufala che gira in rete: esistono luoghi in alcun città italiane dove gli uomini   si  spogliano degli abiti  da adulto per indossare pigiamini  e pannoloni e, come ogni (vero) bambino,  giocare con i peluche oppure colorare album da disegni  con un ciuccio  in bocca.

Come ogni  asilo  che si  rispetti vi  sono  anche le maestrine il cui  compito è quello di  accudirli, magari leggendo loro  delle favole, e all’occorrenza cambiare il pannolone su maxi – fasciatoi, con borotalco  profumato  compreso.

I responsabili  di  questa iniziativa assicurano  che non vi  è nessun fine sessuale a questo  tipo  di  regressione, ma è solo un modo per far fronte allo  stress quotidiano e recuperare il bambino  che è in noi.

Ammetto la mia ignoranza: utilizzando solo i servizi  streaming mi sono  persa l’inchiesta  delle Iene sugli  Ab (Adult baby), ma YouTube ha colmato  questa lacuna: ancora adesso ne porto  i  segni, neanche se fosse il video di The Ring: non è possibile che degli uomini si  riducano  in quello  stato oppure, essendo purtroppo  possibile, l’unica soluzione sarebbe quella della cura psichiatrica.

Lo so, ognuno  è libero  di  fare le esperienze che vuole, ma, accidenti, a tutto  c’è un limite…..

Alla prossima! Ciao, ciao…………


 

Dedicato  a coloro  che vogliono essere solo Adult (e non baby):

 


 

Notizie qua e là, ma sempre del cavolo…….

– News – /©24Cinque

 

Premettendo  che l’omosessualità NON è una malattia, quando  ho  letto  la notizia di  Wired, riferita ad una cura omeopatica che guarirebbe le donne dall’essere lesbiche, ho pensato  che a Carnevale ogni  scherzo  vale.

Purtroppo, però, la notizia è vera quanto l’esercizio  commerciale che mette in vendita lo (pseudo) farmaco.

Che dire?

Ci sarà pure, da qualche parte, un farmaco contro l’oscurantismo dilagante ( o meglio: l’idiozia dilagante).  

L’ARTICOLO  DI  WIRED

 

Dalle pagine del sito  di  Marie Claire leggo  invece che, secondo una ricerca di  vattelappesca, i fratelli  maggiori  sono migliori  della progenie che segue.

Cioè, loro  sono: più intelligenti, più leali, più saggi, più blablabla…………….

Sarà che, essendo sia “lui” che la sottoscritta  secondogeniti, rigettiamo in toto queste affermazioni essendo  esse solo  frutto  di illazioni prive di ogni  fondamento  reale.

 

L’ARTICOLO  DI  MARIE CLAIRE

 

Secondo i ricercatori  della Nottingham Trent University (se è  a Nottingham è ovvio  che sia un’università  inglese), un uomo che indossa una t-shirt con sopra stampata una T ha più probabilità di  sedurre una donna.

Questo perché la T richiamerebbe alla mente femminile la forma del  torace maschile corrispondente a spalle larghe e vita sottile.

A questo punto, penso  che:

  • I ricercatori della NTU non hanno di  nulla di  meglio  da fare.
  • La qualità dell’erba che di solito  fumano  è pessima.
  • Noi donne non ci lasciamo  ingannare da una lettera dell’alfabeto anzi, per alcuni  tipi  maschili, non basterebbe l’intero  alfabeto  (compreso le lettere J, K, W, X e Y) a farcelo desiderare.
  • Se poi uno ha il fisico di  Woody Allen……

Alla Prossima! Ciao, ciao…………………

 


 

Eh si cara Caro  Emerald: è proprio quell’uomo…..(magari  senza T-Shirt)  

 

 


 

 

SessoFollie

 

Smentita la notizia che il 25 febbraio prossimo sarebbe stata la fine del mondo, quindi nessun asteroide avrà un têtê-â-têtê con il nostro pianeta (la notizia è l’ultima catastrophic-hoax che gira in rete), potete rilassarvi e, magari, continuare nella lettura dell’articolo.

Sesso follie, e non follie del  sesso: queste ultime sono circoscritte a quel particolare modo  di  far passare il tempo  che, una coppia di individui  adulti (e consenzienti), decide di  fare.

Sarebbe ovvio, ma qui  lo voglio   sottolineare: quando  parlo  di  coppia non necessariamente parlo di una lei e di un lui, ma potrebbe anche essere quella formata da una lei con un’altra lei oppure lui con un altro  lui (tralascio  volutamente tutte le sfumature   che possono  esserci tra l’essere una lei ed essere un  lui).

La prima sesso follia l’ho trovata sulle pagine de La Lettura, supplemento  culturale del  Corriere della Sera: parlando  con Emily Witt e del  suo libro Future sex – A new Kind of free love (non ancora edito in Italia) si è giunti  alla definizione di meditazione orgasmica.

L’autrice, che sembra averla provata, la descrive così: <<La meditazione orgasmica è una pratica che si può fare fra due amici o due amanti, in cui  la donna si  spoglia dalla vita in giù e l’uomo le accarezza il clitoride per quindici  minuti, senza che si  arrivi  ad un rapporto  sessuale. Scaduti i quindici  minuti si  discutono le proprie sensazioni, la donna si  riveste ed entrambi vanno per la propria strada>>.

Chissà perché dopo  aver letto  queste righe mi è venuta in mente una frase della canzone di  Ligabue Certe Notti: “Non si può restare soli, certe notti qui, che se ti  accontenti godi, così così

Emily Witt vive e lavora a New York. Scrive per il New Yorker, il  New York Times, CQ e la London Review Books

 

Apprezzo  molto Gwyneth Paltrow come attrice, a partire dall’interpretazione che fece nel  film Sliding Doors del  regista Peter Howitt.

Molto  meno, anzi per niente affatto, la Gwyneth che, dal  suo  blog Goop (no, il link non lo metto), da lezioni  di  salutismo e, molto  furbamente vende prodotti di  dubbia uilità.

Come l’ultimo: lo jade eggs (uovo di  giada) che, inserito nella vagina e portato  tutto il giorno ed anche durante il sonno, dovrebbe milgiorare il tono muscolare, favorire gli orgasmi, purificare l’utero  (????) ed aumentare l’energia femminile (quale che essa sia).

Il tutto  al modico  prezzo di  qualche decina di  sterline (66 sterline per la precisione).

A parte che andare in giro  con un uovo inserito lì, se pur di  giada, mi farebbe sentire tanto  chioccia,  sono le virtù da lei  indicate che mi lasciano  qualche dubbio.

Che poi, come dice lei  dal  suo blog, queste uova venivano usate dalle concubine cinesi, mi fa solo pensare a quelle povere donne che, oltre alla deformazione del piede per discutibili  canoni  estetici  dell’epoca, dovevano  subire anche il fastidio  e la pericolosità di un oggetto la cui igienicità lasciava molto  a desiderare.

Quest’ultima, cioè l’igiene di un uovo  di  giada, ha fatto lanciare un allarme da parte dei  ginecologi perché, appunto, potrebbe essere portatrice di infezioni  vaginali.

Queste sono solo  delle mie opinioni, poi ognuno scelga quello che considera il meglio  per la propria vita (ma se cammini sui  binari, prima o poi, un treno arriverà….)

Alla prossima! Ciao, ciao………..

 


 

Come dire: non c’è sesso  senza amore:

 

 

 

 

 

Transrivoluzionario: quando la diversità è un valore

 

 

Vaghe rassomiglianze – /©24Cinque

 

Dunque, facendo un po’  di  ordine riguardo  all’identità sessuale, esistono diverse definizioni di genere, e cioè:

Agender, Cisgender, Genderfluid, Genderqueer, Transgender

Per poi  continuare con:

LGBTQ, Queer ….

Tutte queste definizione hanno una cosa in comune: e cioè che dietro  di esse vi  sono  delle persone che hanno  tutto il diritto  di  vivere la loro  vita (sessuale e no) come desiderano, senza essere colpevolizzati  da una morale precostituita di pregiudizi.

Mi domando il perché della necessità di  costruire steccati  dove la diversità è un valore e non una colpa.

Perché io, donna, convivente con un uomo, mi  dovrei  sentire minacciata da chi costruisce una famiglia con un’appartenente allo  stesso  sesso, oppure con persone che, forse per semplicità, vengono  definite con i termini  di  cui  sopra?

Eppure vi sono persone che, forti del loro  ruolo  pubblico (ma intellettualmente deboli), si prodigano  per istituire sportelli anti – gender.

Lo  stesso  sforzo dovrebbe essere  indirizzato  verso il problema della violenza sulle donne, verso la protezione dei minori  contro  la pedofilia, un male che la Chiesa,tra le sue fila, tende a sottovalutare.

Lo spunto per questa mia esternazione  (Bleah!!…che brutto  temine, ma non ho  trovato  altro) è dovuto alla lettura dell’ultimo  numero della rivista del National  Geographic: vi  consiglio  di  acquistarlo perché molto transrivoluzionario.

 

 


 

Adesso, per ridere un po’….

Più o  meno così ho  conquistato il mio  “lui” (beh…molto, ma molto meno):

 


 

Un motivo (?) per imparare la danza del ventre

La danzatrice

 

Una ricerca di  qualche giorno  fa (per la precisione settecentonovanta , giorno più giorno  meno) della Flinders University (Adelaide, South  Australia) ha stabilito che la danza del ventre fa aumentare in noi  donne il grado  di  soddisfazione verso il nostro corpo riducendo, al  contempo, complessi  e sensi  d’ inadeguatezza.

Saltando il dubbio  del perché proprio un’università australiana si  è interessata alla danza del  ventre, la ricerca ha evidenziato  che questa particolare disciplina fornisce un <<positivo  senso  di controllo del  corpo, in cui  la percezione è contraria all’auto – oggettivazione dove, in quest’ultimo  caso, vi è un adeguamento della persona al modello che si pensa essere quello per cui  gli  altri  vorrebbero  vederci>>.

Traducendo: si  diventa oggetto  del  desiderio allo  sguardo maschile.

Potrebbe anche essere definita la danza del  ventre, attraverso  la sua forte valenza erotica, l’affermazione del  nostro io….nel  senso  che: io ballo  da sola?

Confesso  che lontano  da occhi  indiscreti ( i suoi, quelli di  “lui”) un giorno,  chiudendomi in camera da letto, mi sono  specchiata, scoprendo  la pancia (pancina, pancina…..pancetta?!) dando vita alla mia personale interpretazione della danza del  ventre.

Devo  dire che, pur essendo un’interpretazione molto  soggettiva, mi è servita a scaricare un po’  di  tensione accumulata.

Se mi  vesto da odalisca, lui apprezzerà o mi chiederà: <<Cosa hai  messo  nel  tè oltre allo  zucchero?>>.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


LUCY HA SEMPRE RAGIONE

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Qui si parla di olfatto (e di eros)

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Non c’è nulla da fare: odorano!

Le nostre ascelle, se non adeguatamente igienizzate attraverso  l’utilizzo  di  sapone e deodorante, diventano un supplizio per chi  ha la sventura di  trovarsi  “alla portata di naso” da esse.

Il responsabile occulto di  questi odori sgraditi   è un gene denominato Abcc11 che è attivo  nel 98 per cento  della popolazione mondiale (nuove ricerche forniscono  altri valori  non del tutto  dissimili), il restante 2 per cento che ha il gene inattivo si  trova soprattutto in Asia.

Comunque sia gli  odori non sono uguali per tutti.

Una ricerca del 2014 dell’ Philadelphia University stabilì che il 30 per cento dei  recettori  dell’olfatto  (oggi  sono di  percentuale) sia diverso per ogni individuo: la conclusione sarebbe che, per ognuno  di noi, la percezione di uno  stimolo  odoroso sarebbe lievemente diverso.

Da considerare, poi, che il meccanismo  della percezione olfattiva umana è comunque complesso e che, quindi, non riguarda una semplice “cattura” dell’odore da parte dei  recettori.

Essi presentano  una varianza nella composizione degli  amminoacidi da cui  sono  composti e, conseguentemente, abbiamo una certa variabilità nella percezione olfattiva.

Inoltre, al pari  degli  animali, anche noi  ce ne andiamo  in giro  spargendo  ferormoni steroidei: estratetraenol e androstadienone   rispettivamente quello  femminile e quello  maschile.

La funzione di questi  messaggeri  chimici sarebbe quella di informare il partner della nostra (o  sua) disponibilità ad accoppiarsi.

In rete è possibile trovare in commercio profumi aromatizzati agli  steroidi: ma penso che l’amore si possa fare anche se si  ha il naso  tappato  dal  raffreddore.

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

Per restare in tema: L’odore di  Giorgio Gaber