La libertà femminile è anche scelta nell’intimo


La biancheria intima è fastidiosa…e il mio  corpo  deve respirare

Jean Harlow 

La libertà delle donne è anche  scelta nell’intimo (reggiseno oppure no?)

E’ più importante aver salvato  delle vita umane, oppure non indossare il reggiseno?

La risposta, insieme alla mia solidarietà nei  confronti  di  Carola,  l’ho già data nella mia pagina di  Facebook (Caterina Andemme Logbook) quindi vi  faccio  un’ altra domanda:

Di  solito qual è la biancheria intima che indossate (o non indossate)?

E’ ovvio che nessuna di  voi mi risponderà (ci  mancherebbe altro), allora vi  dirò l’intimo  che io non indosserò mai e che odio  profondamente, cioè  il tanga: quella specie di  filo interdentale per natiche (scultoree o meno  che esse siano)!

Adesso mi direte che il sacrificio  di  indossare quella sottile (e fastidiosa) strisciolina di  tessuto tra le…(tra le chiappe: OPS!!!) viene compensato dall’essere un indumento  seducente, provocante e alludente: in poche parole ci  trasformerebbe in bambolone super sexy per la felicità di  chi  ci  guarda (che sia un lui, una lei  o una leilui) prima di passare ai preliminari propedeutici  a una conoscenza più intima.

Il consiglio delle più esperte in sexy lingerie è, se il tanga proprio non ci piace, possiamo optare per le culotte trasparenti o quelle di pizzo: l’effetto  erotizzante (dicono le esperte) è lo  stesso  assicurato.

 

Se le culotte vi  fanno pensare  a qualcosa di  vecchio o fuori moda, sono  le donne più giovani (ma noi tutte nate dopo la regina Nefertiti possiamo considerarci ragazze) a dire esattamente il contrario: le nuove tendenze dicono che le giovani donne oggi sono propense a indossare l’intimo comodo e, solo  dopo, anche sensuale (le culotte, appunto).

E’ ovvio  che questa tendenza sia diventato terreno  di  caccia dei più o meno  noti  brand del  settore che, seguendo il  tema dell’  ecosostenibilità, producono  capi in cotone vegetale (soia, cotone bio e canapa,  se non addirittura il bambù) o fibre tecnologiche come il Tencel  (prodotto partendo dalla polpa di legno  degli  alberi  di  eucalipto)   che riutilizza il totale dell’acqua consumata nel  suo  ciclo  di produzione.

Uno spazio (anche divertente) per dare un calcio agli  stereotipi dell’immaginario  maschile (ma anche in parte femminile) e dove tutte possono  contribuire condividendo post e suggerimenti è Freeda:

Freeda  è donna, arte, rivoluzione, coraggio, in una parola: libertà.
Ma Freeda è anche un progetto, e un mondo, fatto di persone che vogliono cambiare le cose, rompere gli schemi e dar vita a una nuova era per il mondo femminile.
Persone che credono nel cambiamento, nella parità, nell’inclusione, nel supporto reciproco, nelle donne, negli uomini e nel potere delle loro storie.

Per concludere alla fine dell’articolo troverete l’anteprima del libro Storia illustrata della moda e del  costume scritto  da Laura Cocciolo  e Davide Sala

Culotte con il pizzo o solo due gocce di  Chanel N° 5? 

Alla prossima! Ciao, ciao..


Anteprima del libro Storia illustrata della moda e del  costume di Laura Cocciolo e Davide Sala 

 

LGBT, transgender: perchè discriminare?

Identità non omologate © caterinAndemme
Identità non omologate
© caterinAndemme

Ogni  essere umano  è unico: rispettarne la diversità  equivale a difendere la propria e altrui libertà

Emanuela Breda

Identità di  genere : una (NON) questione

 

Osservando il panorama politico  attuale del  nostro  Paese, tendente a un ritorno verso il passato  in cui  il colore nero  non era solo  una questione cromatica e dove parte della morale viene relegata nel  solito  BLABLABLA del  DioPAtriaFAmiglia  ad uso  essenzialmente politico, posso  essere tranquilla sul fatto che la lungimiranza (nonché democrazia intesa come difesa dei  diritti) che lEnte Turismo Sloveno  ha avuto  nei  confronti  delle comunità LGBT non avrà per il momento nessun riscontro  simile nella nostra società.

La questione, pura e semplice è questa: perché le persone con diversa identità di  genere devono  subire delle discriminazioni e additate come perverse (da chi, evidentemente, della sua ignoranza ne fa una bandiera).

Quante sono queste identità?  

Nel  volume Teaching Transgender Toolkit (traducibile in Manuale per comprendere il transgender) scritto  da Eli R. Green e Luca Maurer viene riportato un glossario  con diversi termini: nella tabella  seguente ne ho  scelto cinque che ho ritenuto  essere tra i più  indicativi.

XX oppure XY? Quando un gene si  mette di mezzo

E’ il gene SRY a dire se l’embrione nel  suo  sviluppo  diventerà maschio o femmina: ma non è sempre così!

Tutto qui.

Alla prossima! Ciao, ciao….