Trotula de’ Ruggiero e la sinfonia del corpo femminile

Trotula

Si tibi deficiant medici, medici  tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderata diaeta

Se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: l’animo lieto, la quiete e la modesta dieta

Scuola Medica Salernitana

  La Scuola Medica Salernitana

Mi piace aver messo una citazione in latino,  anche se del latino ne so  quanto la lingua Swahili ma, parlando  di  Scuola Medica Salernitana, non potevo rinunciare a un dogma della Scuola stessa tanto  semplice nel  concetto  quanto  efficace nell’esecuzione.

La leggenda della fondazione della Scuola Medica Salernitana
Si racconta che un pellegrino greco di nome Pontus si fosse fermato nella città di Salerno e avesse trovato rifugio per la notte sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita. Nel frattempo erano giunti altri due viandanti, l’ebreo Elinus e l’arabo Abdela. Anch’essi si dimostrarono interessati alla ferita e alla fine si scoprì che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate

Gli studi della Scuola Medica Salernitana si basavano principalmente sulla teoria ippocratica (o teoria umorale) tendendo a fornire una causa reale alle malattia superando concetti legati  alla magia e superstizione.

I quattro umori

Trotula
Schema dei quattro umori in relazione ai quattro elementi

Ippocrate di  Kos definì i quattro umori  di  base circolanti  nell’organismo umano:

BILE NERA corrispondente alla terra, ha sede nella milza

BILE GIALLA corrispondente al  fuoco, ha sede nel  fegato

FLEGMA corrispondente all’acqua, ha sede nella testa

SANGUE corrispondente all’aria, ha sede nel  cuore

Principio pitagorico della TETRAKTYS
Tale principio era basato sul numero quattro: esso faceva corrispondere le quattro qualità elementari (secco, freddo, umido e caldo) alle quattro stagioni (autunno, inverno, primavera ed estate) e alle quattro età della vita (infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia)

Seguendo lo  schema nella figura precedente si può vedere come gli umori fossero  soggetti a variazioni in base alla stagione per cui, ad esempio, il sangue prevale in primavera mentre la bile gialla in estate.

Ciò infine comportava che il buon funzionamento  dell’organismo dipendesse dall’equilibrio degli  elementi (eucrasia), mentre il prevalere di uno  di  essi era causa della malattia (discrasia).

il sistema degli umori di Ippocrate venne ampliato successivamente da Galeno il quale, basandosi su studi  scientifici in seguito alla dissezione di  animali  e osservazione dei  cadaveri  di persone morte in maniera violenta, arrivò al concetto  di pneuma (aria) , cioè il principio  fondamentale della vita corrispondente al  sangue: essendo il cuore la sede del  sangue, esso  doveva esserne anche quello della vita e dello  spirito (anima).

Galeno, inoltre, disse che la possibilità degli  elementi  di  combinarsi tra di loro era all’origine dei  diversi  caratteri riscontrabili in ogni  singolo individuo e cioè i temperamenti (melanconico, collerico, flemmatico, sanguigno) arrivando  alla fine a una teoria della personalità legata alla costituzione fisica della persona,  così  a un malinconico  (con eccesso  di  bile nera)  corrispondeva un tipo  magro, debole, pallido, avaro  e triste, mentre il collerico  (eccesso  di  bile gialla) è magro, irascibile, permaloso, generoso e superbo  (le prime tre caratteristiche   mi ricordano  qualcuno  di  mia conoscenza…)

Trotula mulier doctissima 

Le malattie delle donne prima, durante e dopo il parto
Siccome le donne sono per natura più fragili degli uomini, sono anche più frequentemente soggette a indisposizioni, specialmente negli organi impegnati nei compiti voluti dalla natura. Siccome tali organi sono collocati in parti intime, le donne, per pudore, non osano rivelare a un medico maschio le sofferenze procurate da queste indisposizioni. Per questo motivo e per la compassione verso questa loro disgrazia, mi hanno indotto ad approfondire e esaminare le indisposizioni che colpiscono più frequentemente la donna…..

il brano  è tratto  dal prologo  del primo  trattato  di  ginecologia risalente all’XI secolo  a cura di una : Trotula de’ Ruggiero

Nata a Salerno (1050?)  in una famiglia di  lignaggio  nobile qual  era i de’ Ruggiero, dotata di intelligenza e bellezza, sposò   Giovanni  Plateario (detto  il vecchio  per distinguerlo dal  figlio  Giovanni Plateario il giovane) importante medico e maestro , insieme ai  figli  Giovanni  e Matteo,  della Scuola Medica Salernitana.

La storia di Trotula non è ben chiara, qualche storico  addirittura ne dubita l’esistenza, ma già nel  XIII secolo il suo nome ha raggiunto  una certa notorietà da attribuirle la scrittura di  due opere: De ornatu  mulierum (Come rendere belle le donne) e il De passionibus mulierum ante, in et post partum.

Il primo, ovviamente, è un trattato  di  cosmesi,  mentre il  secondo (da cui  ho  tratto  la nota introduttiva) è, per l’appunto, un trattato  medico  dedicato  all’ostetricia e ginecologia (e di cui  troverete l’anteprima alla fine dell’articolo)

Naturalmente, essendo lei  stessa una mulier doctissima appartenente alla Scuola Medica di Salerno, i principi  che lei  seguiva erano dovuti  alla teoria ippocratica e agli insegnamenti  di  Galeno.

Nel  suo  trattato, seguendo  questi principii, non si parla solo dei problemi  inerenti  al momento  del parto, ma anche a quelli rivolti  alla sessualità femminile, così si  consiglia l’igiene intima dopo il coito e che un’astinenza sessuale prolungata poteva nelle donne essere causa a gravi infermità (la medicina antica, senza preamboli, consigliava il coito  o  la masturbazione).

Sempre lei, inoltre, asseriva,  che causa di  sterilità non era da attribuire solo  alla donna, ma che poteva essere un problema esclusivamente maschile.

Per concludere una curiosità: Trotula Corona è una formazione geologica di venere dedicata alla mulier doctissima.

Il libro 

Trotula

Tra il IX e il XIII secolo fiorisce a Salerno una importante scuola di medicina, dove insegnano i maggiori studiosi dell’epoca, aperta anche alle donne, sia come allieve che come magistrae.

Una di queste, vissuta attorno all’anno Mille, fu Trotula de’ Ruggiero, la cui opera maggiore, De passionibus mulierum ante in et post partum, è un trattato di ostetricia e ginecologia di grande diffusione e autorità per tutto il Medioevo.

Tradotto in molte lingue europee, pubblicato in decine di edizioni, studiato nelle università, rappresentò per secoli il riferimento cardine della medicina occidentale.

Il De passionibus inizia delineando la natura caratteristica del genere femminile, che a differenza della natura del maschio, calda e asciutta, è fredda e umida. Alle donne manca il calore necessario per dissipare gli umori cattivi, e sono dunque più deboli e soggette ad ammalarsi prevalentemente negli organi riproduttivi. Per difendersi dagli umori le mulieres hanno tuttavia una particolare purificazione, il ciclo mestruale, la cui regolarità è fonte e segno di salute, e viceversa.

Primo compito della medicina è allora diagnosticare le ragioni dell’interruzione della regolarità delle mestruazioni e individuare con la farmacopea i rimedi opportuni. Trotula suggerisce come evitare una gravidanza, o come scegliere il sesso del bambino che si concepisce; è la prima ad affermare, contro consolidate credenze, che la sterilità può avere origine anche maschile; dispensa nozioni di ostetricia sulla posizione del feto nell’utero, dà indicazioni per individuare i segni di una gravidanza, e per il regime della puerpera: particolare attenzione merita il momento del parto, che necessita di una atmosfera serena e rispettosa del pudore della donna.

Trotula pone le patologie non solo in relazione con gli umori e con le ipotesi scientifiche dell’epoca, ma anche con l’intera vita della donna: la sua salute ha a che fare con la filosofia della Natura cui si ispira l’arte medica del tempo, e aspira a un corpo sano in armonia con l’universo.

Alla prossima! Ciao, ciao…♥♥