Quel giorno che a Savona volevo trasformarmi in Crudelia De Mon

 

Qualche anno  fa stavo passeggiando  sotto i portici  di via Paleocapa a Savona: avevo la testa tra le nuvole e quindi non mi accorsi  di  quell’enorme deiezione canina posta sul mio  cammino come l’iceberg che affondò il Titanic.

Scivolai  con molta poca grazia e, sfortuna nella sfortuna, il mio  cappottino nuovo ne subì le conseguenze: una signora, molto  gentilmente, cercò di  ripulirmi con un fazzoletto mentre io meditavo  di  trasformarmi nella  cattivissima Crudelia De Mon del cartoon La carica dei 101.

La differenza era che non pensavo  di  farmi una pelliccia con la pelle del  cane che aveva lasciato traccia di  se sul marciapiede, quanto piuttosto  quella del  suo  proprietario (non si  dice più padrone) che non ne aveva raccolto  la deiezione.

E’ notizia di pochi  giorni  fa che la sindaca di Savona ha creato una zona off-limits per i  cani nel  salotto  buono  della città, cioè tutto  il centro  storico.

La decisione  è venuta considerando che i 7853 cani  censiti  dal  comune, produrrebbero ben ottomila litri  di pipì al giorno: stima fornita dalla Asl 2.

Adesso mi  chiedo: in base a quali  parametri l’Asl è riuscita a calcolare la portata di  questo  fiume di  urina canina?

Ha considerato la differenza tra il serbatoio di un chihuahua e quello di un cane san Bernardo?

Ed inoltre: tutti i settemilaottocentocinquantatre cani   fanno la pipì tuti  nello  stesso  istante?

Ma se il centro  cittadino diventa una zona rossa per i  cani, allora tutti i proprietari  si  dovranno  spostare in periferia  per i bisogni  dei  loro  amici  pelosetti?

Infine c’è una discriminazionequesto provvedimento è contro  i  cani e non riguarda i felini  che beatamente se la ridono perché, appunto, sono gatti e sono liberi  di  fare quello che gli pare e piace.

Naturalmente, essendo  in campagna politica, la questione ha tenuto  banco  nel  Consiglio  comunale con opposti  schieramenti e con mozioni degne del  clima politico  nazionale.

Gli altri  problemi  di  Savona?

Possono aspettare al contrario della pipì che scappa a Fidobau.

Alla prossima! Ciao, ciao………………..

 


Photographies ici et là

 

Panorama di Savona dalla Fortezza del Priamar

 

 

Savona, però…..

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Chi  mi conosce  sa perfettamente che la città del mi corazón è Genova.

Amo tutto  di  essa,….quasi tutto: escludendo  con ciò la sporcizia, il “mugugno” di  alcuni  miei concittadini, il traffico ed il rumore di  alcune sue strade.

Poi, per il resto, è amore.

Tradito, però, dall’infatuazione, neanche  leggera,  che ho nei  confronti  di una  sua antica rivale: Savona.

È piccola, è graziosa ed è  dinamicamente addormentata: nel senso che l’ossimoro è da intendersi  come una   placida oziosità: la stessa  che provo quando, dopo una camminata in  montagna, arrivando alla meta finalmente posso rilassarmi  in quella tanto  attesa  placida oziosità.

 Che sia poi  l’effetto  delle endorfine, o l’approssimarsi di un coccolone letale,  questo è un altro paio  di maniche.

Ribadisco, quindi,   che Savona non è una città  sonnolenta,  certamente non potrà competere  con la movida di  tante altre città italiane o  straniere, ma  la presenza di un campus universitario niente male (quindi con tanti  giovani  speranzosi  di  trovare un lavoro  subito  dopo la laurea), l’  essere diventata un porto   per i  croceristi delle navi  Costa (ahi, ahi..Genova cosa ti  sei persa) e, via seguendo, per tante altre piccole e grandi  cose, rendono  Savona (abbastanza) vivace da far nascere un pensiero  per un soggiorno o qualcosa di più: sempre meglio  che vivere in mezzo  alla steppa o nel  deserto  del Kalahari.

Gioiello di  architettura militare, oggi  contenitore di eventi e spettacoli, è la mastodontica fortezza del Priamar: nel  box a fine articolo un nostro  vecchio  progetto  editoriale dedicato proprio  al Priamar (i link riportati in esso non sono  più validi).

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

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