Integrare agli integratori l’uso corretto

Studio su immagine di donna
Caterina Andemme ©

Ho mal di  gola, il naso è chiuso  per il raffreddore, ieri  ho  avuto  mal di  testa e per questo  ho  riposato  male: forse mi sto  lamentando  troppo?

Il fatto è che mi  sono concessa un paio  di  righe per descrivere la mia sofferenza e mettere la mani  avanti nel  caso  che l’articolo (che sto  tentando  di  scrivere) sia alla fine un po’  così così.

Di  cosa volevo  parlarvi  prima dello  sproloquio di  cui  sopra?

Del  fatto  che in Europa siamo  al primo posto per consumo  di vitamine e integratori: spendiamo ogni  anno un mare di  soldi per integratori e vitamine il più delle volte (quasi  sempre) perfettamente inutili e sostituibili  da una dieta bilanciata.

E’ ovvio  che in certi  situazione l’assunzione di  vitamine ed integratori è necessaria, penso all’acido  folico per le donne in gravidanza, oppure la vitamina D per  i neonati allattati  al  seno, ma è altrettanto ovvio  che dietro a queste prescrizioni  vi  sia sempre un consiglio  di un medico  anziché l’affidarsi  al  fai  da te.

La Fondazione GIMBE, il cui scopo è quello di  diffondere le conoscenze  e migliorare la salute – le più brave di  me userebbero  la parola inglese  mission, ma la sottoscritta ama la lingua italiana e la usa quando può  e come può –  ha rilasciato il dossier, dal  titolo  più che esplicativo: Alimenti, diete ed integratori: la scienza della nutrizione tra miti, presunzioni  ed evidenze  che troverete nel  box a fine articolo.

Domani  inizia il fine settimana e come (quasi) sempre mi prendo una licenza dal  blog.

Quindi, augurandovi un buon fine settimana, non mi resta che dirvi:

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


Far shopping fa bene alla salute. Si, ma……

Shopping
Caterina Andemme ©

 

Se seguite il mio  blog (lo seguite, vero!), vi  ricordate certamente che avevo  scritto un articolo sul libro di Sophie Kinsella  I love shopping, in cui si parlava di acquisti  compulsivi da parte della protagonista principale  che la portavano ad indebitarsi oltre modo.

Ovviamente essendo un romanzo virante al  rosa,  per di più apri – pista di una serie che l’autrice ha dedicato  al  suo  personaggio, il vissero  felici  e contenti è assicurato.

Ma voi, qui  mi  rivolgo  anche agli uomini, nel  caso di qualche acquisto che va oltre  il budget che vi  siete prefissate, come vi  sentite dopo?

La sottoscritta, considerando un  conto  bancario  del genere yoyo, qualche scrupolo lo ha…subito  superato dalla delizia e contentezza di  calzare quel paio di  scarpe che in vetrina aspettavano proprio  me.

Eppure, sapendo  che faccio  del  bene al mio fisico, non dovrei  avere più nessun rimorso.

Si, perché è la scienza che lo dice e  cioè che

Lo shopping è terapeutico, riduce lo stress, fa aumentare l’autostima e, dulcis in fundo, fa anche dimagrire. 

Parlando  di  ricerca scientifica è altresì ovvio  che dietro  vi  sia una pubblicazione su  di una rivista specializzata, in questo  caso il Journal of epidemiology and community health, ma il  dubbio, leggendo appunto  l’analisi  di  questa ricerca, è che ogni  tanto  questi scienziati hanno  voglia di  divertirsi alle nostre spalle.

Qualche esempio  riferito a questa tesi dello shopping curativo?

  • Gli  scienziati  hanno  scoperto  che fra le over 65 che si  dedicano agli  acquisti almeno  sei  giorni su  sette, il tasso di mortalità è inferiore del  28 per cento rispetto  a chi preferisce risparmiare. Questo perché uscire e girare fra negozi permette di  fare costante esercizio  fisico e aumenta il buonumore. 

Non so  come  sia il welfare australiano  (la ricerca è appunto  stata fatta in Australia), so per certo che qui  in Italia io potrò sperare di  andare in pensione più o  meno verso i novant’anni quindi, dovendo  lavorare fino a tarda età, non potrò girare per negozi sei  giorni  su sette.

A questo punto mi chiedo se le over – 65 della ricerca non siano  tutte appartenenti  all’upper-class, perché girare per negozi quasi  tutta la settimana significa non aver proprio  niente da fare se non spendere (….poverine).  

  • Lo shopping riduce l’ansia ed è una forma di  divertimento che in qualche  caso può combattere la solitudine e il malessere esistenziale.

Che ci provino  a fare shopping durante i  saldi: vorresti  essere sola per scegliere in santa pace il capo in offerta e non guerreggiare con l’altra predatrice che ha visto lo stesso abito  che tu  stringi in mano (anche se non lo  acquisterai  perché di  due misure più piccola della tua).

  • La ricerca evidenzia come coloro  che facevano  acquisti  erano  almeno  tre volte più felici  di chi  guardava solo  le vetrine.

Ma va! 

  • Passeggiare per tre ore fra una vetrina e l’altra permette di  bruciare 350 calorie (500 evitando  ascensori  e scale mobili).

Considerando  che lo  shopping si  fa in città, può anche essere vero che consumo 350 o 500 calorie, ma quanto  smog inalo?

Meglio  il mio Nordic Walking in mezzo  ai  boschi

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Divagazioni poco serie sul sesso

Amore protetto
Caterina Andemme ©

Si può fare sesso  all’aperto  quando  la temperatura segna zero  gradi?

La risposta la delego  volentieri a chi  ne ha provato  l’esperienza (magari  l’ultima della sua vita) quanto piuttosto devo  dire che la domanda mi è sorta leggendo che a Minsk (Bielorussia) un migliaio di uomini hanno  corso a petto  nudo in quella che è definita la Marcia dei  veri  uomini.

A ciò si  aggiunge un’altra mia domanda: perché gli uomini devono fare queste dimostrazioni per affermare di  essere veri? Penso  che sia colpa di un’errata calibrazione fisiologica del testosterone (comunque ho  visto il video: tra qualche fisico  degno  di nota, ho visto molte pance traballanti  e non so  se per il freddo).

Adesso, avendo messo  la parola sesso nel  titolo  (riconosco  che è un espediente becero per attirare qualche visitatore in più, forse  anche visitatrici), cosa ci  guadagniamo  nel  farlo oltre che al più puro dei piaceri  fisici?

La scienza, la medicina, la psicologia o  quello  che più vi  garba dice che:

  • Il sesso  riduce lo  stress 

E’ risaputo (ma allora perché lo scrivo?), in un rapporto  sessuale l’organismo produce dopamina, endorfine e ossitocina: un cocktail che azzera lo  stress e ci  fa vedere il mondo  in armonia.

Peccato  che passato  l’effetto  tutto  torna come prima: il rimedio  è ripetere l’esperienza il più presto possibile.

  • Il sesso  brucia calorie

Non è particolarmente vero, comunque sembrerebbe che fare sesso per tre volte alla settimana (scienziati ottimisti nella maggiore delle ipotesi) può bruciare fino a 7.500 calorie in un anno.

Allora, nel  dopo, possiamo  coccolarci con del  cioccolato  senza per questo  avere rimorsi per la silhouette. 

  • Il sesso  aiuta il nostro  sistema immunitario 

Se tra colleghi  ed amici ho avuto una moria di persone influenzate, cosa devo pensare? Che hanno  fatto poco  sesso, oppure che lo hanno  fatto all’aperto  a zero  gradi?

  • Il sesso  aiuta il cuore

I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che fanno  sesso  regolarmente (tre volte alla settimana?) hanno il 45 per cento in meno  di probabilità di  soffrire di  malattie cardiache.

Quindi, se il nostro partner ci  dice mi spezzi il cuore,  è da intendersi: <<Cara, facciamo poco  sesso!>>.

  • Il sesso  allevia il dolore

In ogni  caso io ho  sempre mal  di  testa.

  • Il sesso aiuta noi  donne a rinforzare i muscoli pelvici 

Sperimentare….sperimentare….

  • Il sesso  ti  aiuta a dormire bene

Anche una camomilla….

  • Il sesso  ti rende dieci  anni più giovane

Non illudiamoci: le rughe ci  sono  e non vanno via neanche applicando il kamasutra dall’ A alla Z ( note a piè di  pagina comprese).

Alla prossima! Ciao, ciao…………….. 

 


Caterina Andemme = Instagram 

 

 

Piccoli consigli per rendere il nostro Sistema immunitario efficiente

 

Morte imminente, tragedia cosmica, ineluttabilità del proprio  destino: bastano  due lineette di  febbre per trasformare alcuni  uomini in cataplasmi  viventi.  

Non dobbiamo, però, prendercela tanto con loro  perché, come ipotizza  una ricerca della Karolinska Institute di  Stoccolma, se noi donne riusciamo  a sopportare di più il dolore è grazie a quella classe di  ormoni tipicamente femminili,  cioè gli  estrogeni.

Fortuna a parte (nascere donne, s’intende),  ad aiutare  sia uomini che donne  ad affrontare anche un semplice male di  stagione, come può essere ad esempio quello provocato  dal  virus dell’influenza (virus, non batteri, quindi gli  antibiotici in questo  caso sono  inutili) è il Sistema immunitario.

Affinché esso  funzioni  al  meglio dobbiamo  essere noi  stessi averne cura.

Lasciando  perdere molti  consigli  a dir poco  bislacchi  che troviamo in rete, altri, di  facile attuazione, possono  aiutarci in questo  compito:

  • Dormire il giusto  

Ovviamente il parametro del giusto è individuale: io, ad esempio,  se non dormo le fatidiche otto  ore divento una zombie intrattabile (o  quasi, non esageriamo…).

  • Mangiare tanto  aglio 

Sono  d’accordo  con voi: questo consiglio potrebbe rientrare in quelli bislacchi di  cui ho  accennato in precedenza. Solo  che a dirlo  è uno  studio dell’University of Maryland Medical  Center che ha evidenziato  come l’aglio aiuta a prevenire le malattie cardiache.

Oltre che, aggiungo io, allontanare da noi  zanzare,  amiche ed amici, partner di ogni  genere ed anche Dracula.

  • Miele, curcuma,  zenzero, limone  sono indispensabili 

I primi  tre sono potentissimi antiossidanti e sono  coadiuvanti alla lotta contro le infezioni  croniche.  Il limone, oltre ad essere la guarnizione per un bicchiere di  tequila, è una fonte di  vitamina C che non fa mai  male (perché  comprare in farmacia delle compresse di  vitamine quando  la natura ci  pensa già a fornircene?).

  • Te

Specie nelle  varietà di  te verde troviamo   antiossidanti ed elementi anticancro.

Volendo  dedicarci  al Cha no yu (Cerimonia del  tè) e, quindi, ad  un’antica forma zen, sappiate che occorrono  all’incirca due o  tre anni  per impararne la filosofia, un tempo indefinito  per metterla in pratica: meglio il nostro  te in bustine molto  più pratico e  per nulla filosofico.

  • Yogurt per colazione 

Lo  yogurt, quello  bianco  e non quello con sapori  che imitano  quello  della frutta, è ricco di probiotici utilissimi  per rafforzare il  sistema immunitario.

Ed infine, il consiglio  più utile penso  che sia questo:

  • Prendere la vita con  un sorriso 

Sorridere allontana lo  stress e avvicina chi  ti vuole bene

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 


Due parole tra noi

 

 

Il mio  blog è parte indipendente  di un’idea,  nata tempo  addietro, per dare modo  che le parole   ed immagini  di  due persone avessero un luogo nella rete dove poter essere condivise.

Alda Merini disse una volta:

Mi  piace

chi  sceglie con cura 

le parole da non dire

Noi speriamo di  aver scelto le parole giuste per continuare nel nostro progetto.

Om..adesso fai un bel respiro (ma che sia consapevole)

 

La colonna dei  gattini  è  quella serie di notizie  poste  sulla destra di un sito d’informazione: la loro funzione non è  tanto  quella di  riportare storie dei nostri  amici  a due o  quattro  zampe (se sono  più di  quattro, oppure strisciano  come i serpenti, trovo  difficile considerarli  amici), quanto  quella di farti subire della pubblicità prima che il video in questione parta.

Di  solito, quindi,  evito le storie del  gatto miciomiao che fa amicizia con una salamandra, oppure di  Fidobau che ulula alla luna quando  vede certi politici  in televisione (in questo  caso  ha tutta la mia comprensione).

Ma è per la   storia di  Nigel  che ho  fatto un’eccezione: Nigel era    un esemplare di  Sula  che, nel 2015,  arrivò  nell’isola di  Mana (Nuova Zelanda) scegliendo come compagna per il suo nido una statua raffigurante un esemplare della sua specie.

Ha vissuto  accanto  ad essa per tre anni, senza mai  tradirla  con un suo  simile, fino   a quando pochi  giorni  fa hanno  trovato Nigel morto accanto  alla sua compagna di pietra: gli ornitologi del luogo  l’avevano  definito  come l’uccello marino più solo  al mondo. 

Ebbene, è stata proprio  questa solitudine votata ad un amore, indubbiamente non corrisposto, che mi  ha fatto  arrivare quel lieve pizzicore alla base del naso preludio ad una lacrima (anche due) di  commozione.

Om…adesso  fai un bel respiro

E’ naturale che respirare significa vivere, il suo  contrario  ci porterebbe alla condizione in cui è stato  trovato il povero  Nigel.

Respirare però non basta, per alcuni scienziati o maestri yoga (anche per il Maestro  Jedi   Obi – Wan Kenobi) bisogna farlo in maniera consapevole.

Tanto più il discorso  riguarda noi  donne quanto più lo stress ci  colpisce: una ricerca dell’American Psychological Association  (APA), ha evidenziato un incremento nell’ansia nei  soggetti  femminili dell’esperimento rispetto  all’uomo.

Non so  come sono  riusciti ad ottenere tale incremento, magari chiedendo  alle sfortunate di infilare una mano in una scatola con dentro  una tarantola  viva, ma la conclusione che, per far abbassare lo  stress, bisogna fare esercizi  di  respirazione per almeno venti minuti  al giorno.

Non potendo  disporre di un qualunque Maestro  Jedi  all’occorrenza, possiamo  affidarci  alla tecnologia che ci  regala un’applicazione come RespiRelax + (disponibile sia su Google Store che Apple).

L’applicazione permette di  impostare manualmente il tempo  di inspirazione da 3 ad 8 secondi, si può anche avere una musica di  sottofondo per accompagnare gli esercizi  (se è musica new age  il rischio  di  addormentarsi è alto).

Dunque cosa aspettiamo?

Om….adesso  fai un bel  respiro!

Alla prossima! Ciao, ciao…….


Images d’Instagram

 

20…30….40….50…….ad ogni età il suo sport (magari con un po’ di ozio)

 

Era una domenica mattina quando  durante il mio  allenamento  di nordic walking abbiamo incrociato un gruppo  di  ciclisti in sosta.

Uno  di  loro, rivolgendosi  agli  amici ed incurante che fossi  a portata d’orecchio, disse: <<Mi  devono  dire a che **** servono  quei  bastoni>>.

Mi sarei  voluta fermare per dirgli  che quei bastoni, al pari  delle ruote della sua bicicletta, servono per fare attività fisica, necessaria anche per ossigenare il cervello e magari tenere a freno  la lingua.

Avrei  voluto  dire tutto  questo, solo  che il mio lui si  stava rapidamente  trasformando  in un pittbull, pronto  ad azzannare i polpacci del malcapitato  chiacchierone e quindi non mi  è restato che mettere su il passo norvegese per allontanarmi ( il termine nel  nordic walking non esiste: l’ ho inventato per indicare un aumento  del ritmo della camminata).

Dopo questo lungo preambolo, utile più che altro a riempire la pagina, arrivo  al punto:

Una ricerca di  qualche tempo  fa della JAMA Internal  Medicine assegnava ad ogni fase della vita di una donna una specifica attività fisica e cioè, incominciando  dalle ventenni:

A loro  viene consigliato  di fare al meno  trenta minuti di  esercizio  moderato come, ad esempio, una camminata veloce per prendere il treno  e sedersi  accanto  al  ragazzo che tanto gli piace e che non la filerà neanche un po’..(può sempre ucciderlo entrando in galleria, non prima di  aver sabotato l’impianto luci  del  treno.

Alle ventenni  è ancora consigliato  la pratica dello  yoga (perché solo  a loro?) per scacciare lo stress e la depressione causata dal  tizio di  cui  sopra (..proprio non ti vuole).

Passiamo  alle trentenni :

Ahi, ahi…..siamo  nell’età in cui  il metabolismo incomincia a rallentare: ciò può comportare un aumento  di peso e, conseguentemente, l’azione della gravità verso il basso  esercitato  sul nostro  lato  B.

Si  consiglia, oltre a quello  già detto per la fascia d’età precedente, di  aggiungere l’esercizio moderato  con i pesi.

In questa maniera, aumentando  la massa muscolare, potete spezzare in due quel mentecatto che ha fatto dell’ironia sulla vostra silhouette. 

Quarantenni :

Qualsiasi esercizio  fisico  è consigliabile: running, nordic walking, nuoto, spinning, canottaggio, boxe, taekwondo, lancio  del peso.

In questa maniera non vedrete l’ora di  arrivare sane  e salve ai  cinquant’anni.

Appunto, le cinquantenni :

Tennis, danza, escursionismo, con queste pratiche anche il cervello invecchia bene e vi  fa chiedere: perché non ci  ho  pensato prima di  ammazzarmi  di  fatica con gli  altri  sport?

Alla prossima! Ciao, ciao…..

 


 

In realtà io avrei  voluto  trattare quel  ciclista come l’uomo nel  video di Gabriella Cilmi….

 

 

Guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile il clima di una vita perfetta
guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile, i miei sorrisi valgono un centinaio di bugie

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me

 

le onde blu si infrangono
come passa il tempo, è così difficile fermarlo
ed è anche così regolare, non è tutto qui
perché non guida la mia parte di pista?

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me

 

Luteina e Zeaxantina: un piacere per la vista

 

Luteina e Zeaxantina non sono  due top model ma bensì due pigmenti necessari  alla salute dei nostri occhi.

Cosa fanno  di  bello per noi  questi  due pigmenti? Intanto sono due carotenoidi liposolubili che, non essendo autoprodotte dal nostro  organismo, devono  essere assunte con gli  alimenti: cavoli, spinaci, albicocche e  kiwi , altrimenti, sempre dietro prescrizione medica,  con gli integratori.

La loro prerogativa è quella di  accumularsi nella retina, soprattutto nella parte centrale e cioè nella macula: in questo modo la proteggono con la duplice funzione di creare una specie di  schermo  naturale che assorbe le radiazioni luminose pericolose (specie quelle nello  spettro  del  blu) e  quindi  proteggendo i fotorecettori  della macula, ed un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi.

Per chi, come la sottoscritta che non può dire di  avere una vista  d’aquila (con le lenti  a contatto  ho  migliorato  parecchio: riesco  anche a leggere un cartello a due centimetri  dal  naso…..) la luteina e la zeaxantina sono un vero  toccasana per gli occhi.

Per oggi  basta così.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Acquista su  Amazon gli integratori a base di luteina e zeaxantina

 


 

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue sciocchezze  allo scoperto

Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato

 

Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto…
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

Pancino…pancetta (e vitamina D)

La danzatrice / 24Cinque ©

 

A meno  di non essere affette  da vampirismo, per cui  la nostra immagine non viene riflessa in uno specchio, ogni  qualvolta che  ci  specchiamo, magari nude,  il nostro  sguardo va giù, appena sotto l’ombelico, per misurare la prominenza della pancia.

Può anche capitare che, per amor proprio, bariamo quel  tanto affinché vi  sia calma piatta da quelle parti e cioè trattenendo il respiro  e spingendo in dentro  la pancia incollandola alla spina dorsale (in ogni  caso, in questa maniera, la postura è quella giusta per rassodare i muscoli  addominali).

Ma se siamo  gravate da quella dolce collinetta  che si è formata  sul nostro  addome, che non sia però una mongolfiera, segno che all’attività sportiva preferiamo il dolce far nulla, sappiate che non tutto il male viene per nuocere.

In pratica, quello  strato  di  adipe, è un’indispensabile dispensa di  vitamina D.

Per meglio  dire si  dovrebbe parlare di un gruppo  di  vitamine che, dalla D1 alla D5, sono essenziali  per la nostra salute: fissano il calcio  nelle ossa e nei  denti, è un regolatore delle funzioni  dei  nostri organi.

Solo  che, per nostra sfortuna, solo  il 20 per cento di  questa preziosa vitamina può derivare dagli  alimenti quali pesci (sardine, tonno, merluzzo, acciughe, pesce spada ecc.ecc.), tuorlo d’uova, parmigiano, provolone e ricotta. Il restante 80 per cento è frutto  dell’azione solare sulla nostra pelle: essere abbronzate non è solo  una componente del nostra sex appeal, ma anche una cartina tornasole del nostro  stato  di  salute.

Ricordando  che sono  i  raggi solari del  tipo  UVB ad essere i principali   benefattori per la nostra abbronzatura – ma un’esposizione prolungata e senza protezioni, specie per le pelli  chiare, trasforma la tintarella nell’effetto carne alla brace – anche d’inverno, in quelle giornate particolari e cioè quando il sole vince sul cielo  grigio, possiamo beneficiare dell’irraggiamento solare per fare il pieno  di  vitamina D.

Quindi , un soggiorno  in montagna, non può che far del  bene: chiedete allo  Yeti perché ha un pelo  così lucido.

Allora, cosa ne dite, avere  un po’  di  pancetta (pancino….pancetta) non è poi  così un dramma.

Adesso potete respirare.

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

 

 

Ma i gatti soffrono d’insonnia come noi umani?

 

Per mia fortuna non soffro  d’insonnia, anzi ho un sonno molto  profondo tanto  che, quando  lavoravo in trasferta, dovevo  mettere due sveglie per destarmi in tempo.

Oggi, utilizzo sempre due sveglie: una, quella classica, l’altra è “lui” che, avendo la prerogativa di  svegliarsi  al battito  d’ala di una farfalla, mi avverte che la mia  sveglia sta inutilmente tentando  di portarmi  via dal mondo dei  sogni.

Qual è il vostro  rapporto con il sonno?

Siete ghiri, oppure….non mi viene in mente nessun animale come paragone, quindi  proseguiamo (tanto immagino  che, essendo  fatti  vostri, non me lo  direte mai se siete ghiri  o altro).

Per ovviare all’insonnia i medici  dicono  che ricorrere ai  sonniferi è una soluzione da prendere con le dovute cautele in quanto alla lunga è controproducente per la qualità del  sonno che, in questo  caso, è indotto  e non naturale.

Se il dormire viene ostacolato  da disagi   di  natura psicologici, il consiglio dei  medici  è quello  di  ricorrere ad uno  psicologo  per delle sedute di  psicoterapia cognitivo – comportamentale per cercare di  risolvere questo  tipo  di problematica (si può sempre fare un sonnellino  sul lettino  dello psicoterapeuta).

Comunque, se i pensieri  ci  assillano, non bisogna iniziare a rigirarsi  nel  letto: molto  meglio  alzarsi  per distrarsi, dove per distrazione dal pensiero  ricorrente s’intende, per esempio, la lettura di un libro  e non ricorrere alla televisione o internet (quindi niente YouPorn per i maschietti).

Naturalmente, tralasciando le (costose) terapie di uno  psicologo, i  consigli propedeutici e molto elementari, per un buon riposo sono  molteplici.

Ad esempio  si può pensare ad un bagno  caldo, perché il calo  della temperatura corporea che si  ha  dopo  essere usciti  dalla vasca piena di  acqua calda, fornisce quel torpore preludio  al  sonno.

In questo  caso, però, bisogna avere l’accortezza che la differenza tra la temperatura dell’acqua e l’esterno  non sia tale da procurarci  una broncopolmonite fulminante: in questo  caso  l’unica predisposizione sarebbe quella di  osservare le margherite dalla parte delle radici.

Anche lo  sport può aiutare, ma solo  quello in forma   dolce come gli  esercizi  yoga. La corsa o il sollevamento pesi (di notte?!) non farebbe che aumentare l’adrenalina e, quindi, addio sonno.

Dicono  che l’aroma di  lavanda in camera da letto concilia il riposo, mentre i  calzini  sporchi  del vostro  “lui” decisamente no!

La melatonina, sotto  forma di  compresse,  combatte  il jet lag, ma è  indubbio che andare dalla cucina alla camera da letto non comporta nessuna differenza di  fuso  orario.

Anche il tè, a differenza del caffè che contiene caffeina (ma va), può aiutarci, soprattutto se la preparazione di  esso  segue il rituale originale giapponese che dura quel  tanto da farci  addormentare.

Va bene, lo so che a questo punto vi  aspettate che vi parli  della soluzione principe per un sonno piacevole: …..dai  che lo sapete cos’è: è quella cosa che, di  solito, si  fa in due, con il vostro “lui“, oppure “lei”, o anche “luilei o leilui”: una partita a scarabeo, cosa pensavate?

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

 

Ulla Pirttijärvi: Lullaby….è per me una dolce ninna – nanna  

 

Stevia o zucchero? Per me un caffè amaro, grazie!

 

APERTA PARENTESI:

Di  diete se ne parla anche fin troppo:, in maniera intelligente il più delle volte, in maniera stupida il più delle volte quando si propongono metodi per dimagrire che, solo  volendo  essere gentili, possono  definirsi  fantasiosi.

Ma quando  si  istiga un’adolescente all’anoressia non c’è spazio per il ragionamento: qui  vi  è solo la consapevolezza di  voler far del male a qualcuno.

CHIUSA PARENTESI

 

Alzi  la mano  chi  conosce Mosè Giacomo Bertoni (non è valido  andare subito  al link), il botanico italiano (su  Wikipedia dicono sia svizzero) che per primo  classificò la pianta di Stevia rebaudiana alla fine degli  anni’20 del  secolo  scorso in Paraguay.

Tolta la curiosità di  chi  fosse Mosè Bertoni – confesso  di non averne mai saputo  nulla di lui, almeno  fino  ad oggi – è inutile dire la Stevia rebaudiana è  oggi ampiamente utilizzata come dolcificante al posto  dello  zucchero.

Già in passato  gli indigeni  Guarani utilizzavano  la kaa – he ( o erba dolce nome dato  alla pianta di  Stelvia nella loro lingua) per diversi  utilizzi quali trattamento per le ustioni, per le coliche e anche per contraccetivo (forse più come abortivo, penso).

Ma il nome di  erba dolce è dovuta al  fatto che ne masticavano  le foglie per la delizia del  loro palato.

 La Stevia, a parità di  concentrazione, è duecento volte più dolce dello  zucchero, ma non apporta calorie.

Di più: recenti  ricerche (da avvalorare con ulteriori  studi) sembrerebbero indicare la pianta come coadiuvante per la cura del  diabete di  tipo  2. Ancora, altra proprietà della Stevia  è quella di  abbassare la pressione sanguinea.

Tutti contenti allora nell’utilizzare la Stevia al posto  dello  zucchero?

Ebbene, gli  scienziati  che sembrano  divertirsi un mondo  a smontare le certezze della vita, dicono  che la mancanza di  calorie in un determinato  elemento, in questo  caso  la Stevia, non è sinonimo  di perdita di peso.

Una decina di  anni  fa una ricerca condotta sui  topi, a cui  venivano  somministrati  dei  dolcificanti a basso tenore calorico  (se non nullo), ha portato  a scoprire che essi, alla fine, mangiavano  di più, ipotizzando quindi  che la fame era, per l’appunto, stimolata dalla mancanza assunzione di  calorie.

Lapalissiano, non vi  pare?

Per contro (vi  ho  già detto  come gli scienziati si  divertono a non darci  delle certezze) altre ricerche hanno  evidenziato un basso livello  di glicemia in persone che hanno  consumato  cibo dolcificato  con la Stevia al  contrario  di coloro  che hanno utilizzato  lo zucchero.

La FDA (Food and Drug Administration) mette piuttosto in discussione l’utilizzo  di  derivati  della Stevia come additivi  negli  alimenti, pur permettendo  l’utilizzo di  estratti  della pianta come il Rebaudioside A, di  cui  lo steviolo ne è un metabolita riconosciuto  come mutageno, ma senza evidenti dati  statistici  in riferimento  all’incidenza di  tumori nelle popolazioni  che fanno  uso abbondante di  Stevia e suoi  derivati.

Stevia, oppure no, io il caffè lo bevo  amaro…..

Alla prossima! Ciao, ciao…………..