Casa, dolce casa (ma l’inquinamento indoor?)

Cento uomini possono creare un accampamento, ma serve una donna per fare una casa.

Proverbio  cinese

Basta un uomo  per fare della casa un accampamento

Caterina Andemme  

Casa dolce casa? Attenti  all’inquinamento indoor 

Ma tutto  dipende dall’uomo con cui  condividete vita e appartamento: c’è il tizio irrimediabilmente disordinato e quello  moderatamente disordinato. in ogni  caso, non essendoci  speranza nell’educare l’Homo  casalingus  all’ordine,  non possiamo attribuirgli  le colpe dell’inquinamento indoor se non quando si ostina a fumare in casa oppure a grigliare l’unico pesce che, nella sua vita da pescatore, è riuscito a pescare  (magari  si  trattava di un pesce suicida per amore)

 

Inquinamento indoor

 

Naturalmente per rendere la nostra casa appunto una Casa, dolce casa possiamo  seguire i  semplici  consigli che l’Istituto  Superiore di  Sanità ha evidenziato  nel  seguente opuscolo

 

Opuscolo_Aria_Indoor

 

A questo possiamo  aggiungere un’altra lista di  cose da fare, e cioè:

  • Non eccediamo con i prodotti  di pulizia domestica (quindi niente autobotte e idranti)
  • Una o  due candele profumate possono  dare una bella sensazione nirvanica, di più sembrerà di  vivere in una serra a 50° all’ombra con i fiori marcescenti
  • Cambiamo  frequentemente l’aria di  casa, anche d’inverno, anche se piove o nevica (ma poi mettete i pinguini  alla porta)

Le piante in casa sono un beneficio all’ambiente indoor 

Non c’è bisogno  di  trasformare la casa nella foresta amazzonica per avere indubbi  vantaggi  sulla salubrità dell’ambiente domestico.

Kamal Meattle, attivista ambientalista e CEO del Paharpur Business Center & Software Technology Incubator Park di  Nuova Delhi ha indicato in tre specie di piante quelle più adatte allo  scopo:

La Palma areca ( Dypsis lutescens); la Lingua della suocera (non c’entra nulla con la vostra suocera, ma si tratta dell’epiphyllum)  e infine l’Epripremnum aurureum

Ovviamente, oltre alle tre specie citate, tutte le piante, oltreché essere belle da vedere, aiutano in misura diversa contro l’inquinamento indoor.

Alla fine dell’articolo troverete l’anteprima del  libro Fiori  e piante: da coltivare in casa, terrazzo, giardino  e in campagna di Luciano Cretti.

Alla prossima! Ciao, ciao… 


Anteprima del libro Fiori e piante: da coltivare in casa, terrazzo, giardino e in campagna di  Luciano Cretti 

 

Camminare ascoltando i nostri piedi: è il Barefooting

Liberare i piedi  è alla base del  Barefooting, filosofia che sta raccogliendo sempre più seguaci.

Perché piace? perché è liberatoria.

All fine di una giornata sui  trampoli, non a caso, il godimento più grande è lanciare le scarpe fuori  dal radar.

Ma c’è di  più.

Camminare scalzi è salutare.

A cosa serve?

Concordano  gli  esperti: alla circolazione del sangue, ai piedi  stessi che si  rafforzano, a migliorare la termoregolazione e la postura, permette un massaggio naturale soprattutto su  superficie ruvide.

Ma soprattutto, ha il potere di  regalare pace alla mente.

Irene Maria Scalise  

Camminare, camminare e ancora camminare ascoltando i nostri  piedi 

Non so se quell’uomo vestito  elegantemente, che ho incrociato in un mattino di  novembre nella via principale di Genova (via XX settembre per chi  di  Genova non è) fosse un cultore  del  Barefooting, ma quel  suo  camminare a piedi  nudi – a parte un anello nel minolo,  cioè il quinto dito  del piede partendo  dall’alluce – mi ha lasciata alquanto perplessa perché, notoriamente, le strade delle nostre città non sono i  luoghi igienicamente più soddisfacenti per una simile pratica.

Cosa ben diversa se le nostre estremità assaporano la tenerezza dell’erba o l’acqua (quasi  sempre gelida) di un torrente.

D’altronde i  nostri antenati camminavano a piedi  nudi (ben prima dell’invenzione del famigerato  tacco 12) e chissà quante cacche di  mammut hanno calpestato..

Il piede: componenti

 

I nostri piedi, quindi  sono autentiche macchine da guerra, strutture complesse che dobbiamo riscoprire: anche camminando  a piedi  scalzi in casa.

In ogni  caso non possiamo pretendere di  camminare ovunque a piedi  nudi: no ai marciapiedi  delle città, tanto  meno  su  sentieri che richiedono calzature adatte a percorrerle, ancora meno camminare a piedi  nudi  sui  carboni  ardenti  (pratica che trovo un pochino  idiota).

Il Barefooting ha i  suoi  luoghi nati appositamente dove poterlo  praticare in tutta sicurezza e tranquillità, ad esempio il Trentino offre 8 percorsi di Natural Wellness ai piedi  delle Dolomiti, oppure spostandoci più a sud nel  Lazio a Vitorchiano (nella Tuscia) c’è il Parco  dei  5 sensi che offre giornate di  benessere con camminate a piedi  nudi, yoga e musica all’aperto  (ovviamente si  mangia bio).

Sul Barefooting si sono scritti  anche dei libri: per l’anteprima di  fine articolo ho scelto Con la terra sotto i piedi  di  Andrea Bianchi

Buona lettura, buon fine settimana e (eventualmente) buone camminate a piedi  nudi.

Alla prossima! Ciao, ciao...

Anteprima del libro  Con la terra sotto  i piedi  di  Andrea Bianchi

Copertina del libro Con la terra sotto i piediPerché, e come, una camminata a piedi nudi negli spazi di un antico giardino, sulla neve e sulle rocce dolomitiche d’alta quota o lungo le alture riarse di un’isola della Grecia può farci tornare bambini, nuovamente in contatto con le energie primordiali di una Madre Terra a cui la nostra vita è intimamente connessa?

Andrea Bianchi ci aiuta a rispondere a questa domanda attraverso un viaggio nella Natura, ma anche verso le radici profonde della nostra Anima: levandoci le scarpe per togliere ogni possibile filtro al contatto con gli elementi naturali, ci troveremo su un percorso la cui traccia invisibile emerge un passo dopo l’altro. Un cammino lungo il quale si sviluppano l’attenzione mentale e l’equilibrio del corpo, il radicamento con la Terra e la capacità di volare lontano, “al di là dei confini del mondo”, come i trenta uccelli di cui narra la poesia mistica persiana. Incontreremo così i temi più attuali dell’ecologia – la biofilia, l’amore innato dell’uomo per la vita – e gli insegnamenti spirituali della Filosofia perenne, e assisteremo al colloquio in una notte senza tempo con il centenario Spiro Dalla Porta Xydias, lo scrittore e alpinista cantore del “sentimento della vetta”.

Giungeremo infine, a piedi nudi, nelle Terre Alte, al limitare del punto di ascolto perfetto, da cui si possono udire le vibrazioni più sottili di quell’armonia universale che ci fa sentire vivi.

Un viaggio e un racconto dopo il quale ripartirete subito alla ricerca del sentiero erboso più vicino per togliervi le scarpe, e camminare con la Terra sotto i piedi.

Quando il silenzio non si fa ascoltare

Shhh! © caterinAndemme
Shhh!
© caterinAndemme

Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del  mare

e il silenzio della città  quando  si placa

e il silenzio  di un uomo  e di  una vergine

e il silenzio  con cui  soltanto la musica trova linguaggio.

Il silenzio  dei  boschi

prima che sorga il vento  di  primavera

e il silenzio  dei  malati quando  girano  gli occhi  per la stanza,

e chiedo per le cose profonde a che serve il linguaggio.

Tratto  da Ho  conosciuto il silenzio di Edgar Lee Masters  

Reinhold Messner VS Jovanotti (silenzio  o  musica?)

La querelle nata tra il re degli ottomila e Jovanotti è per via del  concerto  che quest’ultimo  terrà l’estate prossima sulla cima di Plan de Corones a 2.275 metri  di  altezza violando, in questa maniera e secondo  Reinhold Messner, la sacralità della montagna che è anche silenzio.

Da parte di  Jovanotti vi  sono  tutte le rassicurazioni affinché non vi  sia nessun dubbio  sul fatto  che l’evento avrà tutte le accortezze necessarie per realizzare non solo  una grande giornata di  goduria collettiva ma anche comportamenti ecosostenibili e di  equilibrio umanità – pianeta (parole sue)

Adoro la musica ma ancora di più il silenzio condizione che, nella cacofonia quotidiana,  diventa merce rara.

La montagna, un bosco, hanno già i loro rumori  (naturali),  quindi perché aggiungere decibel artificiali anche se solo per un giorno?

Quella goduria collettiva di  cui  parla il cantautore può farne a meno dei 2.275 metri  di una montagna e rimanere in quei luoghi più congeniali  ad essa come una spiaggia o uno stadio.

(E queste sono le mie  parole)

Decibel per la misura del  rumore

Scala dei decibel (fonte Wikipedia)
Scala dei decibel (fonte Wikipedia)

Osservando  la tabella posta qui  a fianco, pur essendo i valori  puramente indicativi, possiamo  avere un’idea (espressa in decibel) del fastidio che si può provare ascoltando  un aereo  al decollo (appena sotto la soglia del  dolore) o una radio  ad alto  volume.

Se avete qualche dubbio sui  dB provocato dallo  schiocco della chela di un Gambero  Pistola (Alpheus heterochaelis), cosa che, in effetti ha lasciato  anche me un po’ perplessa, sappiate che l’animale riesce a produrre un rumore inversamente proporzionale alle sue dimensioni di  appena cinque centimetri (qui  termina il mio  momento – Quark)

Il 3 marzo  scorso si  è celebrato il World Hearing Day  (Giornata mondiale dell’Udito) che già nelle edizioni  passate aveva lanciato  l’allarme sule condizioni  di ipoacusia e sordità riguardanti il 5 per cento della popolazione mondiale (cioè 360 milioni di persone all’incirca) e dei pericoli ingenerati da comportamenti  lesivi  per l’udito  come, ad esempio  tra i  giovani,  ascoltare la musica ad alto  volume con le cuffie (senza cuffie il fastidio è per chi è vicino e soggetto  a condividerne la futura sordità).

Nell’edizione di  quest’anno del World Hearing Day le linee guida per evitare la sordità sono  state accompagnate dal  lancio  dell’app hearWHO (per Android e iOS scaricabile gratuitamente dai  relativi  store) strumento necessario per controllare l’udito, in special modo per coloro  che lavorano  in ambienti rumorosi oppure, guarda un po’, per chi  si  spara musica ad alto  volume nelle orecchie.

Silent Start

Sembra che sia l’ultima moda per ritrovare il silenzio: lanciata da Jeff Bezos per gli impiegati  di  Amazon e fatta propria  da altre società, in pratica si  tratta di un periodo  di  tempo (della durata di  trenta minuti) dedicati  al più assoluto  silenzio e concentrazione prima di un incontro  aziendale (sembra che favorisca anche la pennichella se il  silent start segue al dopo  pranzo)

Altrimenti,  se non lavoriamo  per Jeff (Bezos)ma vogliamo una serata fuori  casa con  cena silenziosa dobbiamo  andare in Spagna dove recentemente è nata la moda dei ristoranti  silenziosi  dietro alla campagna nazionale Comer sin Ruido (mangiare senza rumore).

Per chi invece ha una vocazione ascetica l’ultimo grido (scusate il gioco  di parole) alla ricerca del  silenzio è una tecnica di meditazione indiana vecchia di duemilacinquecento anni: il Vipassana consistente nel rimanere in silenzio per nove giorni e parlare solo al  decimo.

Per imparare il Vipassana vi sono  dei  corsi: se il vostro partner (o  la vostra partner) vi iscrive ad uno  di  essi significa che vi  sta lanciando un messaggio riguardante il vostro  rapporto.

Alla prossima! Ciao, ciao...

Il sano sonno

Donna che si  addormenta leggendo un libro ©caterinAndemme
Donna che si addormenta leggendo un libro
© caterinAndemme

Io dormo  nuda, altrimenti  non prendo  sonno: ma non pensare che sia un invito, perché se solo  respiri nella mia direzione t’inchiodo il cetriolo a quella trave.

Non frugare tra la mia roba, non rompermi  le palle, e sono sicura che andremo  d’accordo.

Sogni  d’oro.

Tratto  dal  film Innamorati cronici 

Mai  di  sera 

Una volta e cioè quando ancora   esisteva  Carosello, le ore ventuno sancivano  la messa a nanna di  tutti i bambini.

Oggi  che Carosello è argomento  di  archeologia televisiva e i  bambini  a letto  ci  vanno  quando  gli  pare (almeno  a me sembra così), potremmo, dovremmo, applicare tale regola allo spegnimento di smartphone, tablet, ebook reader, monitor e BLaBlaBla: tutti  quei device che, emettendo  luce blu, hanno la proprietà di inibire il rilascio  di  melatonina il cosiddetto ormone dl  sonno.

Secondo quanto  scritto in questo articolo , pubblicato su  Repubblica.it, la luce blu non causerebbe danni  diretti  alla vista ma solo il problema riguardo  alla qualità del nostro sonno.

Quando il sole tramonta (e Dracula incomincia a svegliarsi)

ghiandola pineale
Posizione della ghiandola pineale

Quando il sole tramonta la ghiandola pineale posta nel  cervello (vedi  la figura a lato- click per ingrandire -)  incomincia a produrre melatonina la quale, come ho  scritto in precedenza, ci prepara al  sonno, nel  senso  che prima di  addormentarci ed entrare nel mondo dei  sogni  bisogna passare quella fase (della durata di una ventina di  minuti) in cui  siamo  in uno  stato  di  dormiveglia: si perde il contatto  con la razionalità, la percezione dell’ambiente che ci  circonda è distorta e il cervello fa associazioni non razionali del  tipo farvi  credere che colui  (o colei) che vi  dorme accanto sia il pronipote dello Yeti.  

 

Secondo  alcuni  ricercatori è proprio nella fase del  dormiveglia che la creatività può aver un’impennata e portarci  ad intuizioni  geniali (quanto potrei  ricavarci vendendo la pelliccia del  pronipote dello  Yeti?).

Cosa succede quando  le pecore che abbiamo contato sono  finalmente nell’ovile? 

La temperatura del  nostro  corpo gradualmente si  abbassa (così come la frequenza cardiaca e la pressione sanguinea), ma non solo: secondo  una ricerca del  2013 effettuata dal Centro  di  neuromedicina dell’Università  di  Rochester, è a questo punto che il sistema glinfatico  dell’encefalo  (alternativo  a quello linfatico) si  attiverebbe per smaltire i  rifiuti  metabolici  del  cervello  (vedi l’articolo pubblicato  sul sito  de Le Scienze)

I cicli del  sonno

Ogni  ciclo  del  sonno ha la durata di 90 – 120 minuti  che si  alternano  in tre fasi: nelle prime due il sonno diventa sempre più profondo fino  ad arrivare alla terza fase che è quella del  sonno Rem  (rapid eye movements) dove appunto  sogniamo.

Dalle tre di notte  in poi le fasi  Rem si  allungano e possono  arrivare a durare anche 50 minuti  nelle prime ore del  mattino: per questo motivo è più facile ricordare i  sogni del primo  mattino  che quelli  nella notte fonda.

Il risveglio  graduale nell’uomo corrisponde a un aumento  del  testosterone e conseguente incremento del  desiderio  sessuale (il suo) mattutino: se avete dormito male, oppure volete continuare a dormire e il sesso  è per voi l’ultima cosa a cui  pensare, potete ricorrere alla minaccia che Meg Ryan proferisce nel  film Innamorati  cronici (la stessa che ho riportato  all’inizio  dell’articolo).

Quanto  dobbiamo  dormire? 

La cosa è soggettiva: c’è  chi  si  accontenta di poche ore di  sonno (4 o 5) senza riscontrare un calo  delle performance durante la giornata e chi, al  contrario, deve dormire almeno  otto  ore.

Io appartengo  a quest’ultima categoria perché meno  di otto  ore di  sonno  per me equivalgono a poter sostenere il ruolo  di uno  zombie in The Walking Dead  

Alla prossima! Ciao, ciao…