Parole per un sor(riso)

041116

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APERTA  PARENTESI

Tre ipotesi  sul perché delle parole dette dal  direttore di un emittente radiofonica, che NON è Radio Bettina, sulla causa del terremoto in centro  Italia, e cioè: << Il terremoto  è il castigo  divino per aver permesso  le unioni civili>>.

1° Ipotesi

L’uomo è un mitomane: pensa di  aver un filo  diretto  con l’Alto nei Cieli (nella fattispecie potrebbe anche essere Buddha, Zoroastro oppure Amon – Ra), per cui spaccia come proclami  divini le sue elucubrazioni farneticanti.

2° Ipotesi

Fuma roba molto pesante.

3° Ipotesi

Le sinapsi del  suo  cervello sono  così scadenti che i  neuroni  (pochi) hanno  deciso uno  sciopero ad oltranza.

Ad ogni modo il mio (ed immagino  anche vostro) abbraccio sincero   a tutte quelle persone colpite da una calamità naturale e non da un dio vendicativo  come qualcuno  vorrebbe che fosse.

CHIUSA PARENTESI

 

Ma con quali argomenti mi  tocca riaprire il blog!

Anche se ho messo fra parentesi l’apertura, adottando  come sempre uno stile leggero per mettere alla berlina dichiarazioni esse stesse incredibili, mi spaventa l’idea che in giro ci  siano  persone di  tale rozzezza culturale.

Tanto più quando esse, ricoprendo ruoli di una certa caratura, hanno  la possibilità di  amplificare la trasmissione del  loro messaggio tra il pubblico che, ovviamente, può anche accettarlo come veritiero (anche se, francamente, in questo  caso sarebbe come precipitare in pieno  Medioevo  quando  si mandavano  povere donne al rogo per stregoneria).

Va bene,  basta così: il titolo  dell’articolo era appunto Parole per un sor(riso), considerando che c’è poco  da sorridere, il resto  delle parole le lascio  per la ricetta del risotto all’arancia.

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

Ingredienti per 4 persone:
· 350 g di riso
· 2 arance (preferibilmente del tipo sanguinella)
· 1 cipolla rossa
· 40 g di burro oppure olio d’oliva.
· Dado vegetale liofilizzato
· Sale e pepe q.b.

 

Preparazione:
Portare a bollore 1 litro di acqua e sciogliere un misurino di dado liofilizzato, tenere al caldo il brodo.
Lavare bene le scorze delle arance, asciugarle, tagliare sottilmente la scorza di una sola arancia e tritarla finemente con la mezzaluna.
Spremere le due arance.
Tritare finemente la cipolla rossa.
Sciogliere il burro o far scaldare l’olio in una casseruola, aggiungere la cipolla e farla rosolare lentamente mescolando con un cucchiaio di legno.
Unire il riso, far tostare per 2 minuti mescolando.
Aggiungere il succo delle arance e far asciugare.
Quindi proseguire aggiungendo un mestolo alla volta il brodo precedentemente preparato.
Quando il riso è giunto a cottura, spegnere il fuoco, pepare(eventualmente salare) ed aggiungere al riso le scorze d’arancia tritate.
Mescolare bene, lasciare riposare il risotto coperto per due minuti, quindi servire.

bon appétit

 

 


 

Un invito  a godersi il silenzio (ogni  tanto  fa bene):

 

 


 

Riso e funerali (made in China)

 

100716

 

Dove vanno  a finire i  cinesi  quando muoiono in Italia?

Quando mi  è stata posta la domanda, ho  pensato  subito  che il mio interlocutore avendo preso qualche sostanza allucinogena, o forse per il caldo, avesse momentaneamente il cervello in tilt.

D’altronde,  io  stessa, prigioniera  di un treno che con un ritardo  sulla partenza calcolato in ere (e con la temperatura interna prossima alla fusione di un qualunque corpo  solido, compreso quello umano), potevo permettermi l’unica risposta che al momento  mi sembrava più logica: “sottoterra!?

Lui, era un lui ma non quello  mio, incalza: “Hai  mai  visto un funerale cinese?”

In effetti non ho mai  visto un funerale cinese, neanche uno  tibetano o quello  di un abitante di  Brooklyn: e poi, perché mai  dovrei  presenziare a funerali di perfetti  sconosciuti?

A rigor di logica avrei potuto replicare che i cinesi residenti in Italia appartengono alle nuove generazioni per cui, presumibilmente, hanno  ancora una lunga vita davanti  a se. Gli  anziani, invece, per tradizione, quando  sentono arrivare il momento del commiato dalla vita, preferiscono morire dove sono nati: In Cina, per l’appunto.

Va bene, forse ho dato  al  racconto un po’ di  “romanzata”. In verità, al pari  delle “scie chimiche”, anche quella sul dove vanno  a finire gli  anziani  cinesi  quando muoiono in Italia ha raccolto  tante bufale da diventare una mandria.

Comunque la domanda mi è stata fatta e la persona che l’ha posta non ha terminato il suo  viaggio perché io nella prima galleria………………..

Alla prossima! Ciao, ciao……………..

Di  seguito  troverete la ricetta per un perfetto  riso  alla cantonese

ingredienti per due persone (lei e lui, lui e lui, lei e lei)

  • 200 g di riso basmati o thai
  • 2 uova
  • 100 g di prosciutto  cotto
  • 125 g di piselli finissimi freschi (vanno  bene anche quelli surgelati)
  • 6 cucchiai  di olio extravergine d’oliva

Preparazionerisocuore

Laviamo il riso  per togliere l’amido e lo  versiamo in una casseruola coprendo  con l’acqua sopra il livello  del  riso stesso. Saliamo e poniamo sul fuoco.

Nel frattempo tagliamo il prosciutto  cotto a dadini  regolari e sbollentiamo i piselli in acqua salata.

Sbattiamo le uova con poco  sale e le cuociamo in una padella antiaderente sufficientemente unta d’olio, ne verrà fuori una piccola frittata molto  sottile che taglieremo  a striscioline.

Scaldiamo il wok (chi non ha un wok in casa?) oppure in una larga padella, sempre antiaderente, e vi rosoliamo il prosciutto per pochi istanti, quindi uniamo i piselli, il riso  cotto, le striscioline di  frittata, sale e pepe.