Wanderlust? A me piace…..

 

Freud oppure Jung?

No, leggendo  Mind la nuova rivista di psicologia e neuroscienze, che ha preso  il posto  di  Mente & Cervello, non diventeremo  mai eredi dei  due illustri psicanalisti del passato, ma certo aiuterà  a comprendere un po’ di più i  meccanismi della nostra mente, anche quelli più profondi.

 

Nel primo numero, in vendita ad un prezzo  di  lancio  di un euro che diventeranno  sei   dal  numero  di  gennaio 2018, ampio  spazio viene dato  all’intelligenza emotiva, mentre altri  articoli spaziano dalla psichiatria nutrizionale (in pratica siamo  quello  che mangiamo e possiamo  migliorare mangiando  bene) alle discussioni  aperte sul  caso  Weinstein (ricordiamoci  che i colpevoli sono  coloro che usano il loro  potere per far violenza e non le donne che la subiscono).

Come ho  già scritto,  in questo  numero si parla principalmente di  emozioni, anche di  quelle che, pur avendole sperimentate almeno una volta nella  vita, non hanno un nome nella nostra lingua che le indichi.

Ad esempio:

AWAMBUK

 

Per la tribù dei Baining, Nuova Guinea, l’ospite è più che sacro e, quando lui partirà, lascerà a chi lo ha ospitato un senso  di  vuoto  e di  malinconia……

Mi  ricorda “lui” quando, dopo  la partenza di  Frederique (la mia cuginetta parigina) e dei  suoi  due figli  Matthieu ed Alexandre, i quali    avevano  condiviso  i nostri  spazi per qualche giorno di  qualche estate fa, si  sentì  malinconicamente solo, senza potersi  spiegare il perché, considerando che la parola folla per lui corrisponde a sei persone allocate in dieci  miglia quadrate.

SCHADENFREUDE

E’ il nostro  mal  comune mezzo  gaudio che in tedesco, per l’appunto,  si traduce nelle parole schaden (danno) e freude (piacere)…..

Anche questo  sentimento non fa parte delle mie esperienze emotive….beh, forse mi  è capitata una volta, due….magari  tre….

Qui, però, esiste il termine in italiano  e cioè  aticofolia, termine derivato  dal  greco  che avrebbe piuttosto il significato  di  attrazione verso la sfortuna (altrui).

Per terminare, quello  che ci piace più di  tutti  gli  altri  termini, è questo:

WANDERLUST 

E’ l’ossessione per il cammino: l’eterno viaggiare degli irrequieti……

Qualcuno  dice che la (il) wanderlust colpisce coloro che hanno  qualche problema di  salute mentale che li  spinge al  vagabondaggio eterno: in fin dei  conti non mi sembra così male, per cui auguro un buon wanderlust a tutte voi.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….. 

 


 

 

La Ghostwriter di  Babbo  Natale è il libro che la scrittrice Alice Basso  regala ai  suoi  lettori  ed a quelli  che lo  diventeranno.

 

Buona lettura!

 

 

 

 

 

 

Adult baby? No, Adult….(CENSORED)

– Between us -/©24Cinque

 

Quando la mia amica me lo  ha detto, ho subito  pensato  alla solita bufala che gira in rete: esistono luoghi in alcun città italiane dove gli uomini   si  spogliano degli abiti  da adulto per indossare pigiamini  e pannoloni e, come ogni (vero) bambino,  giocare con i peluche oppure colorare album da disegni  con un ciuccio  in bocca.

Come ogni  asilo  che si  rispetti vi  sono  anche le maestrine il cui  compito è quello di  accudirli, magari leggendo loro  delle favole, e all’occorrenza cambiare il pannolone su maxi – fasciatoi, con borotalco  profumato  compreso.

I responsabili  di  questa iniziativa assicurano  che non vi  è nessun fine sessuale a questo  tipo  di  regressione, ma è solo un modo per far fronte allo  stress quotidiano e recuperare il bambino  che è in noi.

Ammetto la mia ignoranza: utilizzando solo i servizi  streaming mi sono  persa l’inchiesta  delle Iene sugli  Ab (Adult baby), ma YouTube ha colmato  questa lacuna: ancora adesso ne porto  i  segni, neanche se fosse il video di The Ring: non è possibile che degli uomini si  riducano  in quello  stato oppure, essendo purtroppo  possibile, l’unica soluzione sarebbe quella della cura psichiatrica.

Lo so, ognuno  è libero  di  fare le esperienze che vuole, ma, accidenti, a tutto  c’è un limite…..

Alla prossima! Ciao, ciao…………


 

Dedicato  a coloro  che vogliono essere solo Adult (e non baby):

 


 

Un motivo (?) per imparare la danza del ventre

La danzatrice

 

Una ricerca di  qualche giorno  fa (per la precisione settecentonovanta , giorno più giorno  meno) della Flinders University (Adelaide, South  Australia) ha stabilito che la danza del ventre fa aumentare in noi  donne il grado  di  soddisfazione verso il nostro corpo riducendo, al  contempo, complessi  e sensi  d’ inadeguatezza.

Saltando il dubbio  del perché proprio un’università australiana si  è interessata alla danza del  ventre, la ricerca ha evidenziato  che questa particolare disciplina fornisce un <<positivo  senso  di controllo del  corpo, in cui  la percezione è contraria all’auto – oggettivazione dove, in quest’ultimo  caso, vi è un adeguamento della persona al modello che si pensa essere quello per cui  gli  altri  vorrebbero  vederci>>.

Traducendo: si  diventa oggetto  del  desiderio allo  sguardo maschile.

Potrebbe anche essere definita la danza del  ventre, attraverso  la sua forte valenza erotica, l’affermazione del  nostro io….nel  senso  che: io ballo  da sola?

Confesso  che lontano  da occhi  indiscreti ( i suoi, quelli di  “lui”) un giorno,  chiudendomi in camera da letto, mi sono  specchiata, scoprendo  la pancia (pancina, pancina…..pancetta?!) dando vita alla mia personale interpretazione della danza del  ventre.

Devo  dire che, pur essendo un’interpretazione molto  soggettiva, mi è servita a scaricare un po’  di  tensione accumulata.

Se mi  vesto da odalisca, lui apprezzerà o mi chiederà: <<Cosa hai  messo  nel  tè oltre allo  zucchero?>>.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


LUCY HA SEMPRE RAGIONE

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