Se proprio volete un’arma questa è la poesia

La farfalla
©caterinAndemme

Se pensate che oggigiorno  la poesia sia superflua, allora..

…..allora un bel  accidente!

La poesia è più viva che mai:  anche  in questo Paese dove, a volte,  si preferisce l’urlo  alla parola sussurrata, la poesia  è capace di  radicarsi nel pensiero stimolandone la crescita….ecc…ecc…

Va bene, lo ammetto: mi  sono  lasciata prendere dall’argomento  e sono  diventata prolissa.

Comunque che la poesia goda di  ottima salute è testimoniata anche dal  successo  di programmi  radiofonici  come Parole Note (di  cui  sono  un’autentica fan) trasmesso in serata da Radio  Capital.

Non solo  la radio, ovviamente, ma anche incontri  pubblici  dal  vivo, esempio i festival  ad essa dedicati o i Poetry Slam che non sono  altro che competizioni a suon di  rime.

Quando  i social media diventano una vetrina per i poeti

Rupi Kaur mentre legge le sue poesie tratte dalla raccolta Milk and Honey – Vancouver 2017 – Credit: Joe Carlson

Si diventa famose se si  è brave, si diventa note utilizzando  la vetrina dei  social media come, ad esempio Instagram ( a proposito, anch’io sono su  Instagram), ed è questo il caso  della ventiseienne canadese (ma nata in India)  Rupi Kaur la quale, ancor prima di  pubblicare le sue poesie su  carta,  lo ha fatto  su Instagram.

La sua prima poesia, postata sul social è del 2013, ebbe  duemila like nel  giro  di pochissimo  tempo  per non parlare di altre che, in seguito,  superarono le centinaia di migliaia di like (cosa che la sottoscritta riuscirà ad ottener in qualche eone di  tempo).

Ma il rapporto  della giovane poetessa con Instagram non è stato  sempre  facile: nel 2015 una sua immagine che ritraeva una donna ripresa di  spalle con i pantaloni sporchi  di  sangue mestruale, fu immediatamente rimossa dagli amministratori del  sito perché ritenuta oscena: un chiaro  segno di misoginia legato  al  tabù del  ciclo mestruale che ebbe la capacità di  creare un’onda di  forte dissenso delle donne contro Instagram (a riguardo l’articolo  di  Cosmopolitan)

Le poesie di  Rupi Kaur hanno come soggetto la vita delle donne, del nostro  desiderio  di  amare, di  sesso  e di dolore provocato  dalla violenza.

Al  termine di  questo post (articolo) troverete un’anteprima delle sue poesie raccolte nel libro Milk and Honey 

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..


Anteprima di  Milk and Honey  di Rupi Kaur

 

Fragile, opulenta donna: le parole di Alda Merini per tutte le donne

 

Immagine e grafica: Caterina Andemme
Parole di Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

A tutte le donne – Alda Merini

Milano – Naviglio Grande
credit: Archivio 24Cinque P&B

Quella sera, passeggiando  per i Navigli  di  Milano, mi era venuta in mente che lì  a pochi  passi, presso la Casa delle Arti vi era uno  spazio dedicato  ad Alda Merini.

Mi è bastato poco  per convincere Sara e Michele (un po’ di più lui) a fare quella deviazione per una visita alla riproduzione della  stanza, con molti  oggetti  appartenuti  alla poetessa, quando  lei  abitava in Ripa Ticinese al  numero  47.

Chi  sia Alda Merini ed il valore delle sue opere non sarò certo io a doverlo  dire, tanto più che in rete (magari  anche qualche libro, perché leggere non fa mai male) si  trova tutto  e di più sulla sua vita (io mi  sono  limitata ad  un solo  link per le note biografiche).

Apro una piccola parentesi su  Milano: ho  già detto  che questa città (metropoli)  ormai ha acquistato  nel  tempo   una notevole valenza turistica tanto da primeggiare con altre località quali, ad esempio, Firenze o Torino (Genova è al palo anche se sta guadagnando  posizioni nelle preferenze dei  turisti). A dimostrarlo è anche l’interesse del  pubblico verso  queste piccole chicche di  cultura  come, appunto, la Casa delle Arti – Spazio Alda Merini (prima mi  sono dimenticata di  mettere per intero il nome del piccolo museo  e ritrovo  di poeti e no).

La stanza di Alda Merini presso  lo  Casa   delle Arti
credit: Archivio 24Cinque P&B

La stanza è piccola,  anche molto più ordinata rispetto  a quella reale dove la confusione era, come dire, di casa:  la si può guardare solo attraverso  un vetro messo  a protezione degli oggetti  e dei  suppellettili, ma la visione è stata sufficiente per avermi  data l’emozione (se pur in spirito) di  aver incontrato una grande e tenace donna.

Concludo aggiungendo  altre sue parole:

C’è un posto nel mondo, dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato  per quanta emozione provi; dove il tempo  si  ferma e non hai più l’età. Quel posto è tra le tue braccia in cui  non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai  di  sognare.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 

 

Caro amico ti scrivo……………ti scrivo?

– Se un giorno ti scriverò – /24Cinque©

 

APERTA PARENTESI

Avevo  già scritto un post su 24Cinque Diary riguardo alle farneticazioni di  quello  sceicco saudita che ha detto: <<Le donne non possono  guidare l’auto perché hanno  solo una quarto  di  cervello>>.

Subito  dopo  ho  cancellato il mio intervento con un atto  di  auto – censura ritenendolo un po’  troppo  al di  sopra delle righe.

Ma tant’è, come il  classico tarlo  nel  cervello, l’idea di  lasciare impunita una simile sfrontatezza mi ha spinto a scrivere allo  sceicco  quello  che segue:

Caro il mio  sceicco ti  rendi  conto del  fatto che, essendo il tuo cervello direttamente collegato al  tuo  apparato  genitale, ogni  qualvolta vai in bagno  a far la pipì perdi un considerevole numero  di  neuroni?

Adesso sto molto  meglio!

CHIUSA PARENTESI 

 

Peccato  che lo sceicco non leggerà mai  queste mie parole, comunque mi servono  lo stesso per introdurre l’argomento  dell’articolo  chiedendovi: quando è stata l’ultima volta che avete scritto o ricevuto   una lettera?

Se siete moooolto giovani, quindi WhatsApp e Snapchat sono  le uniche vostre fonti di  comunicazione (anche se siete una di  fronte all’altra), una lettera ha per voi  lo stesso  significato  dei papiri egiziani.

Comunque,  pur essendo io  stessa non coeva di  Cleopatra,  l’ultima lettera che ho  scritto, o magari  ricevuto,   risale a quando  Napster era agli  albori: adesso non mettetevi  a fare il conto  sulla mia età!

La cassetta delle lettere è da tempo un posto dove crescono   ragnatele, tanto  che ho  pensato di inviarmi una cartolina per tenerle compagnia.

Già:  le cartoline che, insieme alle diapositive, sono ormai demodé.

A dir la verità, pensando  alla tortura inflitta (e subita)  attraverso  la visione di migliaia e migliaia di  tramonti al mare  o in montagna (più al mare), di  quest’ultime non ne sento la mancanza.

Il settimanale  D – Donna, allegato al quotidiano  La Repubblica in edicola il sabato, mi informa, però, che un genere di lettere (magari inviate via mail)  non demorde: quelle della famigerata Posta del  Cuore.

Cosa ancora più strana  – si  continua a leggere nell’articolo – che a rispondere, cercando nel  contempo  una soluzione ai  mali  del cuore   (ovviamente non si  parla di  patologie cardiache, ma di  quelle dell’anima) sono anche gli uomini: attori, scrittori e giornalisti.

Così abbiamo Haruki Murakami (scrittore) che dell’esperienza ha tratto ben  otto  libri (che mai  avrà avuto  da scrivere?); Jon Hamm (il Don Draper della serie televisiva Mad Men) e Carlo Rossella…..per quest’ultimo ho dei  seri  dubbi: se mai  dovessi  chiedere un consiglio  preferirei  il responso dato  dai  Tarocchi.

Alla prossima! Ciao, ciao……………….

 


 

Ci sono lettere particolari, come quelle di un padre al  figlio (IF di Rudyard Kipling):

 

 

Se riesci a non perdere la testa quando tutti
Intorno a te la perdono, dandone la colpa a te.
Se riesci ad avere fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
Ma anche a tenere nel giusto conto il loro dubitare.
Se riesci ad aspettare senza stancarti dell’attesa,
O essendo calunniato, a non rispondere con calunnie,
O essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
Pur non mostrandoti troppo buono, né parlando troppo da saggio.

 

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se riesci, incontrando il Trionfo e la Sconfitta
A trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare il sentire le verità che hai detto
Travisate da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
O vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E chinarti e ricostruirle con i tuoi strumenti logori.

 

Se riesci a fare un cumulo di tutte le tue vincite
E a rischiarlo tutto in un solo colpo a testa o croce,
E perdere, e ricominciare dall’inizio
Senza dire mai una parola su ciò che hai perso.
Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi tendini
A sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
E di conseguenza resistere quando in te non c’è niente
Tranne la tua Volontà che dice loro: “Resistete!”

 

Se riesci a parlare con le folle mantenendo la tua virtù
O a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
Se né nemici, né affettuosi amici possono ferirti;
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto
Con un momento del valore di sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!