Piampaludo e la Pietra Scritta: l’anello escursionistico

Piampaludo

Piampaludo tra natura e archeologia

Se dico  arte rupestre sono certa che il vostro primo  pensiero  va verso quella riferita alla  Val Camonica, al  Monte Bego oppure alla Valle delle Meraviglie in Francia (per quest’ultima vi invito a leggere il mio  articolo La Valle delle Meraviglie: un itinerario per ammirare le incisioni rupestri ).

Eppure le testimonianze di  arte rupestre nel  nostro  Paese sono in numero  tale da soddisfare ogni  tipo  di  esigenza culturale, da quella di uno  studioso  fino  alla persona mossa da semplice curiosità.

Se poi questi  siti  sono immersi in un ambiente naturale allora potremo  dire che l’utile si unisce al  dilettevole.

In questo  articolo  vi  parlerò della Pietra Scritta di  Piampaludo nel  Parco Naturale Regionale del Monte Beigua (ovviamente in Liguria).

Ovviamente non mi  soffermerò nel  descrivere l’aspetto  puramente archeologico del  sito  (l’archeologia può essere una mia curiosità, ma non il mio  mestiere), mi limiterò solo  a dare alcune indicazioni  di  natura escursionistica e turistica se volete.

Piampaludo
Piampaludo è una frazione del comune di Sassello (in provincia di Savona) da cui dista 19 chilometri. E’ posto su di un altopiano a circa 880 metri sul livello del mare, ed è formato da un insieme di piccoli nuclei composti da poche case. Piampaludo si trova all’interno del Parco Naturale Regionale del Monte Beigua

La pietra scritta 

Nell’area del  Parco del Parco  del  Beigua la presenza di  graffiti  su  rocce prevalentemente ofiolitiche non è limitata a Piampaludo, ad esempio  altre testimonianze sono  visibili  nella zona di  Alpicella e del monte Faie, citando infine i graffiti presenti nel  finalese (Ciappo delle Conche) a cui  dedicherò un articolo  più avanti.

La datazione di questo  reperto ricopre un periodo  che va dall’Età del  ferro  fino  a epoca più moderna, quindi, nella fase più antica si ipotizza che il sito fosse dedicato  a un culto mentre, in quella più moderna,  rappresentava il luogo  d’incontro  dei pastori ove potevano scambiarsi informazioni riguardanti  la gestione dei pascoli stigmatizzate sulla roccia.

L’itinerario 

Piampaludo
Immagine tratta da Il taccuino dell’Archeologo ed. Parco del Beigua

Una volta giunti  a Piampaludo provenendo  da Sassello,  dobbiamo  recarci presso  Casa Buschiazzi  (localmente conosciuta come Casa del  Che) ed è qui  che un pannello indicatore dà l’inizio  al percorso che si immerge in un bosco  di  faggi e  si  sviluppa lungo  tre chilometri complessivi.

Data l’esigua lunghezza dell’itinerario, e avendone voglia, si può pensare, di prolungare la visita percorrendo uno  dei  sentieri diretti verso il  Monte Beigua o il Monte Rama seguendo  rispettivamente i  segnavia della FIE contraddistinti  da una e una croce entrambe di  colore giallo (si prevedono  per il primo  itinerario due ore di  cammino, mentre per il secondo le ore salgano a tre, ovviamente solo andata).

Piampaludo
La Torbiera del Laione

Lungo il percorso è consigliata la visita alla Torbiera del  Laione molto interessante per la fauna li presente.

Per i più piccoli, ma non solo per loro 

Il Parco  del  Beigua ha pubblicato come guida Il taccuino  dell’archeologo dedicata a chi vuole avere la conoscenza dei primi  rudimenti per immedesimarsi nella professione di  archeologo (il pdf si può scaricare a questo indirizzo). 

sentiero archeologico taccuino

Alla prossima! Ciao, ciao…..♥♥