Berthe Morisot: l’impressionista

Berthe Morisot au bouquet de violettes
Giovane donna in tenuta da ballo (1879) olio su tela – Berthe Morisot

L’Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia  a Parigi il 15 aprile 1874 quando un gruppo  di  giovani  artisti dopo  che le loro opere venivano  rifiutate dalle gallerie d’arte parigine, decisero  di  riunirsi e realizzare una mostra non ufficiale presso  lo  studio del  fotografo  Felix Nadar al n. 31 di Rue d’Anjou

Tra i mostri  sacri  si  aggira una fanciulla 

Claude  Monet, Edgard Degas Pierre-August Renoir  e ancora altri illustri pittori del movimento  artistico  degli impressionisti: ma le donne?

Non è facile per una donna della seconda metà dell’Ottocento entrare a far parte dell‘entourage del mondo  dell’arte, ovvero: non è per nulla facile, direi impossibile, se provieni da una famiglia di estrazione sociale modesta ( = povera), tutt’altra cosa se i tuoi  genitori  sono  benestanti, in questo  caso il tuo  estro  artistico si potrà rivelare a pochi  intimi, sempre in un contesto privato perché il mondo  accademico ti è precluso: nella Francia di  quell’epoca, ad esempio, l’Ècole des beaux-arts  era off-limits per le fanciulle (questo  divietò crollerà nel 1897).

Malgrado  tutto, se hai  carattere e determinazione non esistono  ostacoli  che possano  fermarti, è il caso di Berthe Morisot (Bourges, 14 gennaio 1841 – Parigi, 2 marzo 1895)

Berthe Morisot ancora sedicenne si  appassiona all’arte seguendo corsi  di  disegno insieme alle due sorelle Yves e Edma. La sua prima esposizione al  Salon Nadar  avviene nel 1864 a cui  seguirà, l’anno  dopo una seconda esposizione.

Entrando  a far parte del  gruppo  degli impressionisti dal 1874 in poi partecipò insieme a loro a varie manifestazioni.

L’incontro al Louvre 

Berthe Morisot au bouquet de violettes
Berthe Morisot au bouquet de violettes (1872) – Èdouard Manet

Una mattina di un imprecisato  giorno  di un imprecisato  mese del 1867, Berthe insieme alla sorella Edma si  trova nelle sale del  Louvre per copiare Lo scambio  di  Principesse di  Rubens .

Ed è qui  che incontra per la prima volta Èdouard Manet : il gossip d’antan  dice che il pittore rimase folgorato dalla giovane Berthe ma essendo  già sposato  si  deve accontentare di  chiedere alla fanciulla se vuole diventare sua modella per alcuni  quadri.

Èdouard Manet realizzò tra gli  anni 1869 e 1874 ben 12 ritratti  ad olio di  Berthe, più numerose incisioni.

Nel 1874 Berthe sposa Eugène Manet da cui  avrà una figlia e con il quale stabilì un matrimonio  all’insegna della felicità, tanto  che lei  scrisse a riguardo  del proprio  marito:

 

 

«Ho trovato un brav’uomo, onesto, e sono sicura che mi ama sinceramente. Dopo aver vissuto per tanto tempo inseguendo chimere ho cominciato a vivere una vita vera»

Con il cognato proseguì un rapporto  basato sulla reciproca ispirazione artistica che, nel pittore, si  esprime anche in una malinconica storia d’amore non realizzata visibile in alcuni  quadri  con soggetto  femminile dove si  può vedere una rassomiglianza nel  volto  di  Berthe.

Nel 1883 Èdouard Manet morirà.

Dodici  anni  dopo, il 2 marzo  1895 Berthe Morisot morirà di polmonite:  venne sepolta nella tomba di  famiglia dei  Manet e sulla sua lapide fu  scritto semplicemente:

Berthe Morisot, vedova di  Èugene Manet  

Il comune di Parigi le ha dedicato  nel 1999 un giardino  pubblico: il Giardino  Berthe Morisot nel XIII arrondissement nel  quartiere della Gare.

Alla fine dell’articolo  una galleria con le opere della pittrice.

Alla prossima ! Ciao, ciao….


SHAKESPEARE AND COMPANY: una libreria very english a Parigi

La Ville Lumière
©caterinAndemme

Paris mon amour

E’ il sottotitolo  più scontato  che ci  sia parlando  di  Parigi, ma non posso  farne a meno considerando che una parte del mio  clan è nato nella Ville Lumière, continua a viverci e, qualcun altro…..

Quindi frequentando questa meravigliosa città posso  dire   che il Louvre è il Louvre, la Torre Eiffel è la Torre Eiffel, Notre Dame è Notre Dame e blablablainsomma luoghi che sono  universalmente conosciuti da tutti i turisti, compresi  da quelli  che provengono  da Marte ( a proposito  avete letto il mio  articolo sul  Pianeta Rosso?)

Eppure, giustificato  solo  dal  fatto che Parigi è immensa e qualcosa può sfuggire all’attenzione, vi  sono  delle piccole perle assolutamente da non trascurare o perdere, come ad esempio una libreria sulla Rive gauche 

Shakespeare and Company

L’interno della libreria: adoro questa confusione mista all’odore dei libri

Trattandosi della Rive gauche la Shakespeare and Company non può essere una libreria qualunque in quanto sia nel passato  che nel presente è il luogo  ideale per incontrare di persona  scrittori più o  meno noti – quelli  che lo  sono  meno hanno la possibilità di  avere un luogo  per dormire qualche notte nella libreria in cambio di  lavoro  manuale tra gli  scaffali: una stima al  ribasso, forse esagerata, dice che dagli  anni ’50 ad oggi  vi  abbiano  dormito più di 30.000 persone  – e, quindi, partecipare agli  eventi particolari  come il sunday tea ascoltando, tra un sorso  di te e qualche biscotto, gli autori  leggere alcuni  brani  dei loro  libri o poesie.

Una breve, brevissima, storia  

Tutto inizia quando una giovane donna americana, figlia di un pastore presbiteriano, arriva a Parigi  nel 1919.

Il suo nome era Sylvia Beach  (Baltimora, 14 marzo 1887 – Parigi, 5 ottobre 1962) come prima cosa pensò ad un luogo aperto ai  giovani bohème  (per lo più scrittori  squattrinati) oltreché un punto  di  riferimento per l’incontro della cultura oltreoceano  con quella europea.

Tra l’altro lei ebbe il coraggio  e la forza di  pubblicare nel 1922 un’opera come  l’Ulisse di James   Joyce messa al  bando  in America e Gran Bretagna per oscenità (in Irlanda verrà pubblicato  solo nel 1966).

Nel 1941 Shakespeare and Company grazie agli invasori  nazisti  deve chiudere i  battenti.

Passano  gli  anni e, nel  dopoguerra,  a Parigi  arrivano  altri  giovani intellettuali, tra loro George Whitman (New Jersey, 12 dicembre 1913 – Parigi, 14 dicembre 2011)  il quale, oltre ad avere una visione tendenzialmente socialista della vita  e della società,  ama i libri quanto li poteva amare Sylvia Beach.

Nel 1951, con un capitale di 500 dollari,  George Whitman acquista nei pressi di  Notre Dame un piccolo   locale adibendolo  a libreria con il nome Le Mistral: alla morte di  Sylvia Beach, avvenuta nel 1962in suo ricordo  la libreria cambierà il nome in Shakespeare and Company.

Non poteva essere diversamente: infatti la passione per i libri  e la letteratura,  la visione di una società molto liberal che aveva George Whitman era pari a quella che poteva essere anche considerata la sua ispiratrice.

Nel solco  della tradizione anche la nuova   Shakespeare and Company  fu il luogo  dove approdarono intellettuali e artisti  spiantati, tra loro Allen Ginsberg, Henry Miller, William Burroughs (a lui  si  deve l’invenzione del  sunday tea), Bruce Chatwin e l’elenco potrebbe continuare.

In conclusione

I created this bookstore like a man would write a novel, building each room like a chapter, and I like people to open the door the way they open a book, a book that leads into a magic world in their imaginations.George Whitman

Ho creato questa libreria come se un uomo  scrivesse un romanzo, costruendo ogni  stanza come un capitolo, e mi  piace che le persone aprano la porta nel modo in cui  aprono un libro, un libro  che conduce in un mondo  magico nella loro immaginazione

C’è una fotografia sul sito della libreria che ritrae George Whitman con sua figlia Sylvia  bambina (è lei che oggi  segue la tradizione paterna nella conduzione di Shakespeare and Company e forse il suo nome è un’ulteriore omaggio a Sylvia Beach)  dalla  quale si sprigiona un’aurea di  serenità, quasi  a dire al mondo che non è poi così difficile essere felici seguendo  ciò che si  ha in mente di  fare nel  bene (tralasciando, ovviamente, il male).

Nel 2016 è uscito il libro (dal  titolo  chilometrico) Shakespeare and Company, Paris: a history of the Rag & Bone,  shop of the hearth pubblicato dalla stessa S&C al prezzo  di 35 euro per quasi  400 pagine piene di  fotografie con tutta   la storia di  questa preziosa libreria nel  cuore della Villa Lumière (su  Amazon è reperibile).

Buon fine settimana.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..