Olbicella – Tiglieto – Olbicella: un anello contro il brooding

La femme lisant…..

 

PRIMA, PERO’:

Broodingnelle scienze cognitive indica quello  stato  d’animo in cui dentro  di noi  continuiamo  a rimuginare un evento  negativo  legato  alla nostra vita.

Questa situazione, protratta nel  tempo, può essere causa di depressione o stati ansiosi gravi.

Molti  studi condotti  da diverse università, indicano  negli  abitanti  di  grandi  metropoli i  soggetti più a rischio  di  questa condizione.

Il consiglio che viene dato per alleviare questo particolare stato  d’animo è quello  di immergersi nella natura, con lunghe camminate.

Sembra che funzioni.

 

Giuro che prima di leggere una rivista dedicata all’escursionismo (Trekking & Outdoornon mi pagano per farne la pubblicità), non sapevo  assolutamente cosa fosse il brooding.

Adesso  che lo  so, posso  dire che i miei pensieri scorrono  via come l’acqua di un torrente.

Comunque se l’argomento  vi interessa  in questa pagina ne troverete un ulteriore approfondimento (il sito è in inglese).

Dopodiché partiamo  con l’argomento  di  quest’articolo, cioè l’anello  escursionistico  Olbicella – Tiglieto – Olbicella.

Per raggiungere il  paese di  Olbicella , partendo da Genova, abbiamo  due alternative: la prima, la più lunga,  è quella di uscire al  casello  di  Ovada, proseguire in direzione di  Molare e quindi  raggiungere Olbicella.

La seconda, sempre percorrendo l’autostrada A10, è prendere l’uscita di  Masone, quindi  proseguire verso  Rossiglione e da qui verso  Tiglieto. Da Tiglieto  ci  porteremo  verso la Badia e, proseguendo lungo  la strada, raggiungeremo  Olbicella.

Noi, per l’andata abbiamo preferito percorrere la strada da Ovada, mentre per il ritorno  quella che porta a Rossiglione (così anche in auto si  farà un’anello).

 

Ad Olbicella si  parcheggerà l’auto presso un parco  giochi  ed il cimitero (il paese è molto piccolo  e lo spazio  è quello  che è).

Dalla chiesa di Olbicella, per circa un chilometro, si prosegue su  asfalto fino  ad arrivare al ponte sul torrente omonimo: qui, alla nostra sinistra, il primo  dei  segnavia dell’itinerario 531  che seguiremo fino a Tiglieto (l’anello intero si percorre in un tempo pari  all’incirca cinque ore, come sempre dico  che dipende dal passo  che si  ha).

Il tratto che stiamo  percorrendo è parte di un più lungo itinerario che da Acqui Terme porta a Tiglieto

 

Lo  stradello inghiaiato risale il corso  dell’Olbicella fino  ad una passerella sul torrente Orba

 

 

Oltre il ponte il sentiero proseguirà in salita dapprima su  fondo  lastricato  e poi, mano  a mano che si  inerpica, su  fondo  più sconnesso ma facilmente percorribile.

 

Il sentiero prosegue regalandoci  scorci panoramici sul  corso  dell’Orba, quindi, prendendo  la direzione a nord, raggiungerà il crinale che segna il confine tra la Liguria ed il Piemonte.

Dopo un bivio, piegando  a sinistra (facendo  attenzione ai  radi  segnavia bianco – rossi) il sentiero  si  allarga fino  ad arrivare (all’incirca dopo  un’ora) al Passo  della Crocetta: su  asfalto, per due chilometri  fino  a Tiglieto.

Da Tiglieto proseguiremo  fino alla Badia dove possiamo sostare per un meritato panino  e fare rifornimento  d’acqua (è l’unica possibilità lungo  tutto il percorso  ad anello).

ciao………

Dopo la sosta non resta che proseguire sulla strada asfaltata (la stessa che ripercorreremo in auto)  verso  Olbicella.

Anche qui gli  scorci  del panorama sono caratteristici  e piacevoli

 

Particolare del panorama da “Il balcone dei campanili”

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Caterina vi consiglia i “Sentieri napoleonici” nel Parco del Beigua

 

Sono passati  quasi  duecentodiciassette anni da quando francesi  ed austriaci con i loro  eserciti si  scontrarono su  quelle cime che oggi  fanno  parte del  Parco  del  Beigua: era il 10 aprile 1800, la battaglia terminò sei  giorni  dopo e cioè il 16 aprile.

Molti (tanti) anni  dopo, sempre nel  mese di  aprile, nasceva la sottoscritta………..va bene, non vi interessa………..

Comunque, in ricordo  di quel periodo  storico, l’Ente Parco  del  Beigua ha dedicato due percorsi  escursionistici chiamandoli, per l’appunto, i Sentieri  Napoleonici.

L’inizio di  entrambi i sentieri è presso l’area picnic Pian di  Stella, a 1250 metri di quota, poco  prima della cima del  monte Beigua che misura 1287 metri.

 

L’ingresso dell’area picnic a Pian di Stella dove iniziano i due sentieri

 

Per arrivare a Pian di  Stella, partendo da Varazze, si  percorre la strada provinciale 57 fino al borgo  di  Alpicella.

Dalla piazza di  Alpicella, praticamente l’unica, si  seguono le indicazioni  per il monte Beigua.

Come ho  già detto in altri  articoli, sempre parlando dei percorsi  escursionistici del  Parco, la strada è molto  stretta e quindi  bisogna fare molta attenzione. Nei periodi  invernali, a parte la neve, è frequente la presenza di  nebbia.

Intuendo dalle foto, abbiamo effettuato l’escursione in periodo  invernale: questo  vuol dire che la temperatura in inverno  della riviera ligure è quasi  tropicale (esagerando, ovviamente), quando  si  arriva in cima si  attiva quel processo  di ibernazione che, partendo dalla punta delle dita dei piedi, presto  si propagherà al resto  del  corpo.

È  comunque un processo  reversibile dopo  una ventina di minuti di  camminata sostenuta.

Altro avvertimento è un simpatico  cartello posto  sulla staccionata che avverte della presenza di  cani  rinselvatichiti e, quindi, consiglia di non farsi prendere dal panico se mai  ne incontriamo  uno, ma di  agire con calma.

A me è capitato di incontrarne uno, sempre nel  Beigua, che era un diretto  discendente del mastino  dei Baskerville: a parte il fatto che “lui” (il mio “lui”, non il cane) mi disse di proseguire ignorandolo, ma ricordo  ancora che la bestiaccia mi seguì per un po’ ringhiando a pochi  centimetri  dal mio  fondo schiena.

I  due percorsi  sono  contraddistinti  da un segnavia rappresentato  da un’omega stilizzato, uno di  colore rosso, misurato in  due ore  di percorrenza  e l’altro  giallo di lunghezza pari  a due ore e trenta.

Volendo i due itinerari si possono  unire in un unico  anello seguendo un punto  di  congiunzione all’intersezione di  essi.

 

SENTIERO GIALLO – ITINERARIO

SENTIERO ROSSO – ITINERARIO

 

Non vi  sono particolari  dislivelli se, riferendoci  all’itinerario giallo, non vogliamo  fare una piccola deviazione verso il monte Ermetta: qui  ci  aspetta una ripida salita ma, tutto  sommato, abbastanza breve

Verso il Monte Ermetta

 

La bellezza dei due sentieri, sia dal punto di  vista paesaggistico  che quello  naturalistico, è indiscutibile, alcune piccole deviazione segnalate da appositi cartelli conducono  a punti  panoramici  da non tralasciare se desideriamo vedere il mare e la costa ai nostri piedi

 

La vista da uno dei punti panoramici che incontreremo lungo il percorso

A conclusione della giornata, volendo riemettere in corpo qualche calorie che abbiamo  perso  durante l’escursione, vi  sono due ristoranti: quello più vicino  ai percorsi si  trova in cima al monte Beigua che, se pur deturpato  da una selva di  antenne, è pur sempre l’incrocio  verso  altri  sentieri.

L’altro  ristorante si  trova ad un paio  di  chilometri (forse meno) in località Pra Riondo. Anche da qui vi è un’ampia possibilità di effettuare escursioni seguendo l’Alta Via dei  Monti Liguri.

Buon cammino.

Alla Prossima! Ciao, ciao…………….