Il Santuario di Oropa tra fede e (piccoli) misteri esoterici

Santuario di Oropa – vista  parziale
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Santuario di  Oropa: un hospitale a cinque stelle

La prima volta che arrivai  al Santuario  di  Oropa ne rimasi alquanto  sconcertata questo  perché viaggiando  al  buio, nel  senso di non averne mai  visto  neanche un’immagine, le sue dimensioni mi fecero pronunciare quel proverbiale WOW! che sintetizza uno  stato  di meraviglia mista ad incredulità.

Insomma, pensavo  a un santuario montano (in fin dei  conti ci  troviamo  a 1.180 metri  di  altezza) di modeste proporzioni raccolto tra i monti e non una gigantesca fabbrica di  fede.

Con il tempo, ed una frequentazione maggiore (più come escursionista che pellegrina) ho imparato ad apprezzare la pace di  quel luogo  dopo  una certa ora verso  sera, quando il numero  di  turisti si  riduce drasticamente e rimane solo chi è ospite del Santuario.

Non è una cella monastica
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Nel  sottotitolo ho accennato al  fatto  che il Santuario si merita un cinque stelle per quanto  riguarda la sistemazione alberghiera che può arrivare anche ad ospitare fino  a 700 persone tra ostelli per gruppi organizzati  e vere e proprie camere d’albergo: non lasciatevi ingannare dalla foto a lato, perché  dietro  quella porta vi è una suite  con tutti i confort per un piacevole soggiorno.

Per quanto  riguarda la ristorazione c’è solo l’imbarazzo  della scelta tra bar e ristoranti di  buona qualità.

Naturalmente non mancano  botteghe per la vendita di  souvenirs ed altro.

Piccola storia del  santuario  di  Oropa 

E’ la meta di pellegrinaggio  più famosa nel  biellese ma anche il punto  di partenza per molte escursioni da quelle più facili  a quelle più impegnative (prossimamente ne parlerò con un articolo  dedicato all’itinerario  che collega il Santuario  di  Oropa a quello  di  San Giovanni d’Adorno).

Secondo la tradizione la sua origine risale al IV secolo, quando  sant’Eusebio, vescovo  di  Vercelli, si  sarebbe rifugiato in queste montagne per sfuggire alle persecuzioni  contro  i cristiani.

Egli  avrebbe portato  con se una statua lignea raffigurante una Madonna nera che, nella leggenda,  si  vorrebbe opera dell’evangelista Luca ma in realtà risalente al XII secolo e di  scuola valdostana.

La galleria con gli ex-voto (e una pellegrina che cerca la propria stanza)
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La statua venne posta da Eusebio su di un masso  erratico  dove, successivamente, venne costruito un piccolo  tempio che si ingrandirà nel  tempo  fino ad arrivare alle forme attuali all’inizio  del  Seicento: la Basilica Antica venne costruita per un voto  dei  cittadini  di  Biella fatto  durante la pestilenza del 1599, in seguito si  avviò la costruzione delle cappelle del Sacro Monte che terminò nel 1744.

A riprova della venerazione del luogo  vi sono  gallerie   stracolme di  ex – voto le quali, oltre che essere testimonianza religiosa, sono fonte di  ricerche storiche ed antropologiche (personalmente mi mettono  addosso una certa ansia mista a tristezza, sempre nel  rispetto di  chi ha fede nei miracoli).

 

Prima di  concludere guardate questa foto:  

 

La svastica in questo caso non è il simbolo del nazismo.
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Prima di  concludere con una piccola galleria fotografica, vorrei condurvi  in un piccolo  mistero  che riguarda l’aspetto  esoterico incentrato in un piccolo  tempio a monte del  santuario.

 Non c’è nulla di particolare nella costruzione, anzi  si può dire che, architettonicamente parlando, è piuttosto povera se non insignificante,

Sennonché, ponendosi  di  fronte ad essa, appare in alto uno  dei  simboli  più odiati nella storia moderna e cioè la svastica.  

Ma non lasciamoci ingannare: prima che i nazisti  ne fecero  simbolo della loro  dittatura (in questo  caso con i bracci  della croce uncinata rovesciati) la svastica era un simbolo  esoterico utilizzato  anche nella Società Teosofica fondata nel 1875 a New York da Helene Blavatsky.

Se amiamo  i misteri non c’è bisogno  di andare fino  a New York, perché c’è un filo  che lega il tempietto (quindi il simbolo  della svastica) a Rosazza a pochi  chilometri  dal Santuario  di Oropa, al  Gran Maestro  Venerabile della massoneria biellese ( e membro  della Giovine Italia di  Mazzini) Federico Rosazza Pistolet.

Dai  che siete incuriosite!

Siccome non amo  fare i copia-incolla da altri  siti (e non mi piace, a mia volta, essere copiata-incollata) vi  rimando  a questa pagina per saperne di più.

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao……


 

Galleria fotografica (click per ingrandire…so  che lo  sapete già)