Picatrix, ovvero: il fine del saggio è nell’occulto

Occulto è il  termine che deriva dal latino occultus  e si riferisce alla conoscenza di ciò che è «nascosto», o anche alla conoscenza del soprannaturale, in antitesi alla «conoscenza del visibile», ovvero alla scienza ufficiale.

Il fine del  saggio 

Non credo all’occultismo, ai talismani  o  amuleti  che siano, oppure alle forze ctonie che governano (o  che dovrebbero  governare) il nostro  destino: forse sono troppo  prigioniera della razionalità per varcare quel  confine tra realtà e forma occulta del pensiero.

Non sempre, però: smentendo  quello  che ho  appena scritto, a volte ho l’impressione che la nostra vita è come la buccia di un frutto dove la sostanza la troveremo nel  frutto  stesso una volta che ci  siamo liberate dal  suo involucro.

Dunque, per varcare questo confine invisibile possiamo  rivolgerci a negromanti, maghi e maghesse, chiromanti e medium con il risultato  di  vederci  svuotare il portafoglio, se non il conto in banca, da truffatori  e truffatrici: quindi  attenzione se vogliamo intraprendere questa via per la conoscenza.

<<Sappi, fratello  carissimo che il più grande e nobile dono che Dio  fece agli uomini di  questo mondo è la conoscenza, poiché conoscendo  acquisiamo notizia dei  fatti più antichi e di quali siano le cause di  tutte le cose di  questo mondo; di  quali  cause siano le prossime alle cause di  altre cose e del modo in cui  una cosa si  accorda con un’ altra, sicché veniamo  a conoscenza di  tutto  ciò che esiste e di come esiste, di  quale sia la gerarchia in cui  una cosa deve essere posta e in che luogo sia colui  che è fondamento  e principio di  tutte le cose di  questo mondo e per mezzo  del quale tutto è separato e di  tutto, antico  o nuovo, noi  abbiamo conoscenza>>.

Queste parole sono tratte dall’introduzione del Picatrix un’opera tradotta  in lingua latina scritta fra il  tardo  Medioevo e Rinascimento e di fondamentale importanza per l’occultismo, specie quello di  natura astrologica.

Intanto  voglio  subito  chiarire che Picatrix non è uno pseudobiblia come il famoso  Necronomicon nato  dalla geniale fantasia di  H.P. Lovecraft (ne ho parlato in questo post) ma l’autore è realmente esistito  e il suo nome era Abū- Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn ‘Abd al-da’im al-Majrītī  (se preferite la traslitterazione del nome in arabo: أبو القاسم مسلمة بن أحمد المجريطي‎).

La diffusione del Picatrix in Europa 

La diffusione del  Picatrix in Europa fu una traduzione dall’arabo in lingua spagnola e in  latino  voluta da Alfonso X di Castigliadi  questa versione è rimasta solo  quella in latino mentre quella in spagnolo  è andata perduta nel  tempo.

In seguito, nel  Rinascimento, gli studi  sul Picatrix vengono ripresi  da personaggi  come Marsilio  FicinoGiovanni Pico  della Mirandola e Agrippa von Nettesheim  (Cornellius Agrippa).

Il Picatrix non venne mai  stampato, ma solo diffuso  con manoscritti ed è probabile, quindi, che vi  siano state delle versioni diverse di  esso.

Comunque ebbe una grande diffusione tra il XV e il XVI secolo: una traduzione dal latino in volgare fu  fatta dal veneziano Gianbattista Anesio, cappellano  delle monache di  san Martino  di  Murano, il quale, nel 1630, aveva ripreso il testo  dal  filosofo ebreo Giovanni Picatrix (e voilà: ecco  svelato il perché del  fatto  che il fine del  saggio  diventa Picatrix)

Conclusione

Pur ritrovandomi  con una copia del  Picatrix tra i miei libri (sono un’aspirante strega) devo  confessare di non essere andata molto oltre nella lettura perché, trattandosi di un testo occulto, quello  che il significato  effettivo intrinseco  nei  suggerimenti (o  anatemi che dir si  voglia) rimane appannaggio  dei  soli iniziati, ad esempio si  suggerisce questo  rimedio per far innamorare una donna:

<< Prendi cervello  di  cavallo, grasso  di porco  e sangue di lupo. Mescola il tutto  e dà il  cibo a chi  vuoi tu una porzione media di  quello  che hai  ottenuto; i risultati  saranno  sempre i medesimi>>.

Ovviamente, applicando  alla lettera quanto è scritto  nella formula, si otterrà come risultato la morte prematura della persona amata.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

 

L’indagatore dell’occulto? Ma è Jules de Grandin

Fuga da Arkham
© CaterinAndemme 

Se vi  chiedo 

Se vi  chiedo  quale personaggio dei  fumetti vi  viene in mente dicendo  indagatore dell’occulto sono  certa che la vostra risposta (se siete appassionate di  fumettologia) sarà quello  di  Dylan Dog creato dalla matita di  Tiziano  Sclavi .

Adesso, ripetendo  la domanda, vi  chiedo invece qual è l’indagatore dell’occulto che non è più un personaggio  dei fumetti ma della serie di  romanzi gotici?

tic…tac…tic…tac… il tempo  passa ma non voglio aspettare che qualcuno  mi  dia la risposta giusta, quindi vi parlerò di

Jules de Grandin 

Il primo numero di Weird Tales pubblicato nel marso 1923

Nato dalla  creatività dello  scrittore (nonché avvocato  di  buona fama) Seabury Quinn (Washington, 1 gennaio 1889 – 24 dicembre 1969) il quale pubblicò, nel periodo  intercorso  tra il 1923 fino al 1954, ben 143 romanzi sula storica rivista dedicata all’horror e alla fantascienza Weird Tales.

Di questa mole di  racconti  ben novantatré erano  dedicati  alle avventure di Jules de Grandin ed ambientate tutte nella città di Harrisonville dove, mischiati  agli  esseri umani, vivono lupi mannari, vampiri, fantasmi e, tanto per non farci  mancare nulla, gruppi  di  satanisti evocano  il demonio (un luogo tranquillo  da poterci vivere).

Nella realtà la città di  Harrisonville esiste trovandosi nel  Missouri, ma Seabury Quinn nella finzione la traslò nello  stato  di  New York.

Nel 1925 venne pubblicata su  Weird Tales la prima avventura di  Jules de Grandin dal  titolo Horror on the Links, altri  dieci  racconti  invece fecero parte di un’antologia questa volta pubblicata dalla casa editrice Arkham House (ovvio  riferimento  allo  scrittore principe  del genere fantastico Howard Philips Lovecraft).

Come per Dylan Dog  esiste una spalla come supporto per le indagini, cioè l’eccentrico Groucho,  anche Jules de Grandin nella lotta al  soprannaturale si  fa aiutare dal  medico, nonché amico, Trownridge a dir la verità ciò lo fa assomigliare più al dottor Watson di Sherlock Holmes che all’indagatore dell’occulto  di  Tiziano  Sclavi.

L’intero ciclo  delle avventure di Jules de Grandin fu  pubblicato in tre volumi nel 2003 dalla casa editrice Ash-Tree Press (l’anteprima del  secondo  volume, in inglese, lo trovate   come sempre alla fine dell’articolo).

Odo rumore di  catene e gelidi  sospiri….. (l’invito è per  leggere quello  che ho  scritto sulla casa stregata di  Hill House)

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima delle avventure di Jules de Grandin (in inglese)