What else? I would say a cup of coffee

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Nonostante che il bel  Clooney (George)   si sia speso a più non  posso per convincerci che il caffè in cialda sia migliore di  quello preparato  con la più tradizionale   moka , gli  italiani danno  la loro preferenza a quest’ultima.

Quindi, nel confronto moka vs cialda, esce vittoriosa la più che ottuagenaria  invenzione dei  signori Luigi De Ponti  e Alfonso  Bialetti.

D’altronde non ce ne voglia Clooney: vuoi  mettere il piacere del  borbottio  della caffetteria e l’aroma che si  sprigiona da essa  spandendosi  per casa?

Cosa che quell’  ingombrante tabernacolo non potrà mai supplire.

Dove per ingombrante tabernacolo  s’intende l’apparecchio e non l’attore.

Anzi, se il bel  George    passasse dalle nostre parti, si potrebbe sempre  offrirgli  una tazzina di  caffè e, quelle che tra di noi  sono meno  inibite (magari  anche sentimentalmente anche più libere), potrebbero sempre domandargli : <<What else?>>.

Lasciando  ad ognuna la libertà di  fantasia, concludo  con una ricetta un po’ particolare ma gustosa al palato: Mousse di  melanzane e grissini al  caffè…..What else

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

Ingredienti per quattro persone

  • 2 melanzane
  • 1 spicchio  d’aglio
  • 4 cucchiai  di olio  extravergine
  • 2 cucchiai di semi  di  sesamo
  • 1 cucchiaino di  caffè
  • 1 confezione di grissini rubatà
  •  Sale e pepe

Preparazione

Tagliamo  a metà le melanzane, ne saliamo  e pepiamo la superficie praticando delle piccole incisioni in cui inserire dei  pezzetti d’aglio.

Disponiamo le melanzane in una teglia e cuociamole a 180° circa per un’ora.

Una volta sfornate le spolpiamo e frulliamo la polpa aggiungendo l’olio  fino  ad ottenere una mousse.

Tostiamo i semi  di sesamo in padella unendovi il caffè.

Ungiamo i grissini  con poco  burro e poi li passiamo nei  semi  aromatizzati al  caffè.

Serviamo  la mousse con i grissini.

Montagna + acciughe = Valle Maira

Valle Maira
Valle Maira

 

Una delle più belle valli  di  Cuneo è senz’altro  la Valle Maira.

Considerata da molti come il “piccolo Nepal” per l’ambiente e per una fitta rete di sentieri che, partendo dai  600 metri  di  quota ed arrivando  ai 2700 metri,  soddisfano  ogni  esigenza degli  escursionisti.

Va bene: ho fatto lo spot pubblicitario  per questa valle, ma credetemi lo  merita veramente.

D’altronde, se proprio  si è pigri, e l’idea di una sana sgambata in montagna ci  attrae quanto attraversare un deserto in eskimo, la Valle Maira offre notevoli spunti  culturali riferiti, in maniera particolare alla cultura occitana.

Tale cultura identificativa di un popolo, quello  occitano  per l’appunto, si  è storicamente dipanata attraverso  tre nazioni  d’origine: Spagna, Francia ed Italia.

Sono  tanti  gli  argomenti legati  alla cultura occitana che non ci penso  neanche un po’ a scriverne: Wikipedia lo  fa molto  meglio  di  me, si può partire dalla sua pagina dedicata all’Occitania per poi fare ulteriori ricerche.

Io preferisco  invece parlarvi  di  acciughe che, in un modo  o  nell’altro, hanno un legame con la Valle Maira.

Tra l’Ottocento  ed il Novecento il consumo  di  acciughe sulle tavole più povere degli  abitanti della Valle andò aumentando fino  a diventare un importante voce per l’economia locale.

Per cui  molti valmairesi (no so  se si  chiamano  così) diventarono anchoier: acciugai in lingua occitana.

C’è però dell’altro: la diffusione delle acciughe si legò con il traffico clandestino  di  sale.

Una volta il sale serviva per la conservazione dei  cibi diventando, quindi, un elemento indispensabile. Siccome i  governi di  allora, al pari  di  quelli  attuali, avevano  la mano pesante con i tributi, anche il sale ebbe una tassazione molto  forte.

Fu  allora che qualcuno  pensò di  beffare i gabellieri iniziando un commercio  di    acciughe che funzionasse come paravento per il traffico  di  sale: i  barili che li  contenevano venivano  riempiti solo per metà di  pesce, tutto il resto  era sale da vendere contrabbando.

Sarà andata veramente così? Ho qualche dubbio, ma è certo  che le acciughe sono entrate a far parte dei piatti montanari.

Di  seguito  troverete una ricetta doc della Valle Maira: Melanzane saltate all’acciuga.

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 

Ingredienti:

  • Due grosse melanzane
  • 4 acciughe salate
  • 1 pomodoro
  • Basilico, aglio e un rametto  di  rosmarino
  • Sale e pepe

Preparazione

Tagliamo  le melanzane a cubetti piuttosto  grossi e le facciamo  rosolare in padella con olio  extravergine e l’aglio privato  del  germoglio interno.

Aggiungiamo  le acciughe ed il pomodoro  tagliato a dadini, il rosmarino ed il basilico.

Saliamo  e pepiamo mettendo  a cuocere a fuoco  basso  e coprendo la padella con un coperchio (aggiungiamo  dell’acqua se è necessario).

 

Può anche essere servito come antipasto.