Curcuma per la memoria, per la cucina e da leggere

Le chat est curieux mais aussi timide
Caterina Andemme ©

Può capitare di  avere un leggero  deficit di  memoria magari  dovuto allo  stress, ma anche ad una qualunque distrazione come, ad esempio, entrare in un negozio  di  scarpe e, tra un modello  e l’altro  da provare, dimenticarsi che il nostro  lui (o lei) è dall’altro  capo  della città ad aspettarci per nulla contenti del  macroscopico  ritardo  sull’orario  dell’appuntamento

Curcuma longa

 

A dare un aiuto per coadiuvare e rafforzare la memoria, secondo  uno  studio condotto dall’Università della California   (UCLA), è una spezia, cioè la curcuma o per meglio  dire uno dei  suoi  principi  attivi: la curcumina.

Come tutte le ricerche medico  scientifiche, anche in questo  caso si parla di  risultati  ottenuti su di un ristretto numero di  soggetti osservati durante i test.

In ogni  caso la sperimentazione va avanti, considerando  anche che, oltre ad avere effetti  sulla memoria e più in generale sull’umore, si  è  visto  come la curcumina può avere un effetto riducente, a livello del  cervello, della concentrazione di  proteina Tau e delle placche amiloidi responsabili dell’Alzheimer.

Una delle difficoltà che i  ricercatori devono  affrontare per quanto  riguarda  l’uso  in futuro  della curcumina in ambito  clinico  (ma non solo) risiede nel  fatto  che è scarsamente assimilabile dall’organismo per cui bisognerà studiare uno shuttle per far arrivare il principi o attivo ai  tessuti.

Questo  sarà uno  dei  problemi per il quale la soluzione adeguata è affidata alle nanotecnologie.

Interessante, vero?

Passando da questioni per così dire scientifiche a quelle più pratiche,  tralasciando l’uso  della curcuma in cucina (chiamata anche zenzero  giallo zafferano delle Indie),  in rete potete trovare tantissime ricette che utilizzano  questa spezia come componente (avete provato  il riso  al  curry?),  il mio  consiglio non è per il palato, ma quello egualmente nutriente per la mente che è la lettura.

Quindi, parlando  di  spezie, lo  scrittore e giornalista John Keay ha scritto un interessante saggio  su  come le spezie sono  arrivate da lontano  (sia fisicamente che nel  tempo) sulle nostre tavole.

Affermare che le spezie siano responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta può a prima vista apparire come uno di quei paradossi utili per conversare di storia nei salotti. Mai però paradosso corrisponde alla realtà come in questo caso. Nel corso dei secoli, infatti, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti. Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie. La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero. Come una saga esotica e avventurosa, “La via delle spezie” trasporta il lettore nel cuore di questa straordinaria vicenda, nelle guerre che da esse scaturirono, nell’epica dell’esplorazione che essa inaugurò.

Essendo uscito  nel 2005 il libro  non è facilmente reperibile (non so  se vi  sono nuove edizioni), io l’ho trovato presso  la libreria Il Libraccio di  Genova: buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 


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#artdesign #fotografia #italia #genova I trogoli di santa Brigida

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Luteina e Zeaxantina: un piacere per la vista

 

Luteina e Zeaxantina non sono  due top model ma bensì due pigmenti necessari  alla salute dei nostri occhi.

Cosa fanno  di  bello per noi  questi  due pigmenti? Intanto sono due carotenoidi liposolubili che, non essendo autoprodotte dal nostro  organismo, devono  essere assunte con gli  alimenti: cavoli, spinaci, albicocche e  kiwi , altrimenti, sempre dietro prescrizione medica,  con gli integratori.

La loro prerogativa è quella di  accumularsi nella retina, soprattutto nella parte centrale e cioè nella macula: in questo modo la proteggono con la duplice funzione di creare una specie di  schermo  naturale che assorbe le radiazioni luminose pericolose (specie quelle nello  spettro  del  blu) e  quindi  proteggendo i fotorecettori  della macula, ed un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi.

Per chi, come la sottoscritta che non può dire di  avere una vista  d’aquila (con le lenti  a contatto  ho  migliorato  parecchio: riesco  anche a leggere un cartello a due centimetri  dal  naso…..) la luteina e la zeaxantina sono un vero  toccasana per gli occhi.

Per oggi  basta così.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

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C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue sciocchezze  allo scoperto

Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato

 

Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto…
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

针刺……vuol dire agopuntura in cinese (spero)

 

APERTA PARENTESI

Essendo Paolo Villaggio nato  a Genova, quindi  mio  concittadino, dovrei  dire qualche parola sulla sua dipartita: lo hanno  fatto in tanti per cui   non ho nulla da aggiungere. 

 

Vignetta dedicata ai partecipanti uomini  del convegno  svolto  a Sulmona che, per scongiurare un colpo  di  sole, hanno usata delle ragazze come porta ombrelli (nel  senso  che reggevano  gli ombrelli) per farsi ombra.

La domanda è la seguente: ma se fossero stati  loro a scuotere la testa, cosa mai  avrebbero  sentito?

(nel  vuoto  assoluto il suono  non si  propaga).

 

CHIUSA PARENTESI 

 

 

A settembre inizierò il mio ciclo  di  agopuntura per combattere la cefalea…..lo  so  che questa notizia vi interessa quanto il problema delle acciughe in Perù, ma era solo per introdurre l’argomento  di  oggi  che è, per l’appunto, l’agopuntura e cosa succede nel nostro  corpo quando ci  sottoponiamo ad essa (senza per questo  trasformarci in donne fachiro).

Come già sapete l’agopuntura è fondamentale nella medicina tradizionale cinese e per la sua origine bisogna andare indietro a migliaia di  anni.

La medicina occidentale ha nei confronti dell’agopuntura un atteggiamento  altalenante: c’è chi  dice che sia solo una panacea mentre altri, al  contrario, la giudicano un ottimo  supporto per la cura di  determinate patologie (come, ad esempio, la cefalea).

Un recente studio che rientra in quello più generale della medicina alternativa, ha stabilito  la risposta fisiologica del nostro  corpo all’introduzione degli  aghi in specifici  punti (testo  completo  dello  studio  – in inglese – ).

Se l’agopuntura è fatta correttamente si  ha un rilascio di ossido  nitrico, superiore alla normalità, nei punti di  applicazione: l’ossido nitrico (o monossido  di  azoto) aumenta il flusso  sanguineo e stimola il rilascio  di anestetici  naturali.

Tutto  qui!

Spero proprio  che funzioni: a settembre vi  dirò com’è andata.

Alla prossima! Ciao, ciao………………..

 


 

 

Dedicato  a chi  dell’indifferenza ne fa uno  stile di  vita 

 

The Great Song Of Indifference / La grande canzone dell’Indifferenza 

 

Non mi interessa se te ne via

Non mi interessa se te la prendi  comoda

Non mi  interessa se  dici si o  no

Non mi interessa affatto.

 

Non mi importa se vivi  o  muori

Non me ne importerebbe di meno  se ridi o  piangi

Non mi interessa se ti schianti o voli

Non mi interessa affatto.

 

Non mi interessa se vieni  o vai

Non mi interessa se dici no

Non potrebbe importarmene  di meno baby, lascia correre

Perché non me ne importa affatto

 

Non mi importa se affondi o nuoti

Chiudimi  fuori  o  lasciami  entrare

Dove sto  andando o dove sono  stato

Non mi interessa affatto

 

Non mi interessa se il governo  cade

Attua altre stupide leggi

Non mi importa se la nazione va in stallo

 Non mi importa affatto

 

Non mi importa se buttano  giù alberi

Non sento  la brezza più calda

Affondo  nella polvere in punto  di morte

 Non mi importa affatto

 

Non mi interessa se la cultura si  sbriciola

Non mi interessa se la religione inciampa

Non riesco  a sentire gli  speakers bofonchiare

Non mi interessa affatto

 

Non mi interessa se il terzo mondo  frigge

La è più caldo, non me ne stupisco

Baby posso  guardare intere nazioni  morire

E non mi importa affatto

 

Non mi interessa, non mi interessa, non mi interessa

non mi interessa, non mi interessa

non mi interessa affatto 

 

Non mi interessa la paura della gente

L’autorità non ascolta più

manda un assistente sociale

E non mi interessa affatto