Anche l’Uomo Ragno avrà bisogno del Tx 2-6?

I’m watching you
©caterinAndemme

Odio scrivere la frase secondo  le statistiche..

..eppure secondo  le statistiche il 40 per cento  della popolazione maschile mondiale ha problemi di  erezione (e quando  dico erezione capiamo  tutti  quale sia il riferimento).

Da buona blogger dovrei dare la fonte da cui si  evince che il problema riguarda quasi  la metà della popolazione maschile (centenari  compresi), siccome però il dato è abbastanza generico e come donna mi riguarda fino  a un certo punto (anche qui si  comprende bene quale sia la soglia di  quel  fino a un certo punto), confesso di  aver preso  quel numero  da un articolo  a caso  dei  miliardi   di articoli  che trattano la disfunzione erettile.

Sappiamo  che a sopperire questo deficit erettile da ormai più di  vent’anni si  ricorre alla chimica di quella pillolina blu che va sotto il nome di  Viagra (a dire il vero  vi  sono  altri prodotti ma, immagino, che il viagra vada per la maggiore).

Ragno brasiliano errante (Phoneutria nigriventer)
..simpatico, vero?

Adesso rivolgendomi  ad un ipotetico  lettore che ha qualche problema di  quel  genere, e che nello  stesso  tempo  voglia stupire la sua partner con un rimedio molto  naturale, gli consiglio di procurarsi  un esemplare  di ragno  brasiliano errante (Phoneutria nigriventere farsi mordere per avere quasi  istantaneamente un erezione che durerà abbastanza per soddisfare quel  genere di  attività fisica che tanto ci piace.

Unica controindicazione è che  il morso è molto  doloroso  e  si può anche morire.

Niente paura: gli  scienziati hanno pensato  di  estrarre dal  veleno  del  ragno il peptide che causa l’erezione (quel Tx 2-6 nel  titolo).

Una volta estratto lo hanno iniettato, attraverso un micro dispositivo inserito  nel pene di  cavie (si  tratta di  topi  e non uomini)  e quindi  misurata la variazione di  pressione dovuto  all’aumento  di  flusso  di  sangue nei  vasi  sanguinei  interni  al pene degli animali.

La ricerca non dice se dopo  i  topi  si  siano  dati  ad orge sfrenate, ma si è evidenziato un aumento  dell’ossido  nitrico nei  corpi  cavernosi (ricordo  che l’ossido nitrico è un importante neurotrasmettitore con effetto  vasodilatante ).

Inoltre l’effetto del peptide inizia in una fase precoce del processo  di  erezione a differenza del  viagra  e dei  famaci  similari.

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao….

 

Curcuma per la memoria, per la cucina e da leggere

Le chat est curieux mais aussi timide
Caterina Andemme ©

Può capitare di  avere un leggero  deficit di  memoria magari  dovuto allo  stress, ma anche ad una qualunque distrazione come, ad esempio, entrare in un negozio  di  scarpe e, tra un modello  e l’altro  da provare, dimenticarsi che il nostro  lui (o lei) è dall’altro  capo  della città ad aspettarci per nulla contenti del  macroscopico  ritardo  sull’orario  dell’appuntamento

Curcuma longa

 

A dare un aiuto per coadiuvare e rafforzare la memoria, secondo  uno  studio condotto dall’Università della California   (UCLA), è una spezia, cioè la curcuma o per meglio  dire uno dei  suoi  principi  attivi: la curcumina.

Come tutte le ricerche medico  scientifiche, anche in questo  caso si parla di  risultati  ottenuti su di un ristretto numero di  soggetti osservati durante i test.

In ogni  caso la sperimentazione va avanti, considerando  anche che, oltre ad avere effetti  sulla memoria e più in generale sull’umore, si  è  visto  come la curcumina può avere un effetto riducente, a livello del  cervello, della concentrazione di  proteina Tau e delle placche amiloidi responsabili dell’Alzheimer.

Una delle difficoltà che i  ricercatori devono  affrontare per quanto  riguarda  l’uso  in futuro  della curcumina in ambito  clinico  (ma non solo) risiede nel  fatto  che è scarsamente assimilabile dall’organismo per cui bisognerà studiare uno shuttle per far arrivare il principi o attivo ai  tessuti.

Questo  sarà uno  dei  problemi per il quale la soluzione adeguata è affidata alle nanotecnologie.

Interessante, vero?

Passando da questioni per così dire scientifiche a quelle più pratiche,  tralasciando l’uso  della curcuma in cucina (chiamata anche zenzero  giallo zafferano delle Indie),  in rete potete trovare tantissime ricette che utilizzano  questa spezia come componente (avete provato  il riso  al  curry?),  il mio  consiglio non è per il palato, ma quello egualmente nutriente per la mente che è la lettura.

Quindi, parlando  di  spezie, lo  scrittore e giornalista John Keay ha scritto un interessante saggio  su  come le spezie sono  arrivate da lontano  (sia fisicamente che nel  tempo) sulle nostre tavole.

Affermare che le spezie siano responsabili dell’esplorazione del nostro pianeta può a prima vista apparire come uno di quei paradossi utili per conversare di storia nei salotti. Mai però paradosso corrisponde alla realtà come in questo caso. Nel corso dei secoli, infatti, i sovrani hanno messo in gioco il loro prestigio, i navigatori rischiato le loro vite, non nella ricerca dell’oro o nella brama di potere, ma per ridistribuire a volte una quantità minima di quei prodotti vegetali che appaiono oggi inessenziali e quasi irrilevanti. Che si trattasse di andare oltre i confini del mondo conosciuto verso est, come per Vasco de Gama, o verso ovest, come per Cristoforo Colombo e Ferdinando Magellano, i grandi pionieri del Rinascimento navigarono sempre e comunque in cerca di spezie. La scoperta delle Americhe, della circumnavigazione dell’Africa e di quel collegamento mancante nella circonferenza del mondo che fu il Pacifico, furono, perciò, tutte conseguenze inaspettate dell’ossessiva ricerca di odori forti e fragranze. Come anche lo sviluppo dell’ingegneria navale, della scienza della navigazione e di quella balistica che, col tempo, diede alle potenze marinare dell’Europa occidentale la superiorità sulle altre nazioni e la possibilità della fondazione di un impero. Come una saga esotica e avventurosa, “La via delle spezie” trasporta il lettore nel cuore di questa straordinaria vicenda, nelle guerre che da esse scaturirono, nell’epica dell’esplorazione che essa inaugurò.

Essendo uscito  nel 2005 il libro  non è facilmente reperibile (non so  se vi  sono nuove edizioni), io l’ho trovato presso  la libreria Il Libraccio di  Genova: buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao…………….

 


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