Cinque inutili consigli per sopravvivere in ufficio

 

Archiviato il breve periodo  di  ferie natalizie ed aspettando  quelle più lunghe che dalla fine dell’anno ci porteranno  fino  al  giorno della Befana (non è una giornata a me dedicata), il ritorno  al  lavoro è piacevole quanto calpestare la cacca di un cane poco  prima di  entrare in ufficio.

Dopo  questa breve nota introduttiva sintomatico  esempio  di  quanto io  non odio  i  cani, ma i loro  proprietari che non rimuovono  le deiezioni dei loro  amici  pelosetti (adesso  che ci penso  anche un grizzly è pelosetto), vi propongo  i suggerimenti  che una ricerca americana sul  come affrontare al meglio le ore di lavoro.

  • Fare almeno un quarto  d’ora di  riposo  ogni  ora lavorativa.

Dunque, se io  lavoro  otto  ore al  giorno, sommando i quarti  d’ora, dovrei  fare due ore di riposo in aggiunta a quella della pausa pranzo: licenziata in tronco.

  • Meditazione, scarabocchiare o camminare semplificano l’attività cerebrale entrando in uno stato in cui le idee si schiariscono e diventiamo più creative. Si  consiglia, inoltre, una breve chiacchierata con un amica/o o  guardare un video online.

Se meditare in ufficio può essere interpretato come il più puro  oziare escludo, quindi, anche la visione di  video  hard (più congegnale ai  maschiettie messaggiarsi  con le amiche attraverso  WhatsApp: la Settimana Enigmistica  può aiutarmi  a diventare più creativa?

  • La pausa non deve essere solitaria ma fatta insieme con i colleghi.

Ma va!

  • La pausa pranzo può anche essere un momento adatto per la meditazione.

OOOOOMMMMMMM…….cos’è quella cosa che esce fuori  dal mio  panino travestita da foglia d’insalata?

  • È dimostrato che anche solo dieci  minuti  di corsa prima di  arrivare al  lavoro protegge dalla depressione e rischi  per la salute

Una corsa per prendere il treno: sono in ritardo ma anche il treno  è in ritardo: che corro  a fare?

Arrivata in stazione giù di  corsa per le scale per non farmi  travolgere dagli  altri pendolari che vanno giù di  corsa per le scale per non farsi  travolgere dagli altri  pendolari  che vanno  giù di  corsa per…..

Dribblo un centinaio  di  questuanti che mi  hanno  eletta loro  bancomat: credo di  essere abbastanza generosa, ma non ho  in tasca una tonnellata di monetine da dare in beneficenza.

Perché il cappuccino  del  bar ha sempre una temperatura prossima ai  mille gradi? Lo  so che non c’entra nulla con la corsa, ma ve lo  chiedo  lo stesso.

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 


Fare l’amore con una sessantenne? Sbraitava una volta il mio amico  Roberto al  caffè. Per carità, non è proprio  il caso. Però – aggiungeva, rettificando l’interrogativa retorica, Paola non ha solo  i sessant’anni  di oggi, è anche la quarantenne, la trentenne, la venticinquenne con cui  ho  vissuto i mei  giorni. La media, dunque, indica un’età giovane e la indicherà anche domani

Non mi  chiamo  Paola e non ancora sessant’anni (se non fra qualche anno): ma mi è piaciuto moltissimo il libro Danubio di  Claudio  Magris da cui è tratta questa frase.

Ve ne consiglio  la lettura.

 

(Cliccando  su Leggi  questo libro  aprirete la pagina di  Google Libri  con un’anteprima del libro  stesso)