Ecosia: il motore di ricerca che pianta alberi

Bytes © caterinAndemme
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Nell’ambito delle tecnologie di Internet, un motore di  ricerca (in inglese search engine) è un sistema automatico che, su richiesta, analizza un insieme di  dati e restituisce un indice dei  contenuti (SERP Search Engine Result Page) classificandoli in modo  automatico in base a formule statistico – matematico  (algoritmi)

Tu ricerchi, loro piantano  alberi

Sono tre i punti  fondamentali su  cui  si  basa l’idea di  Ecosia e cioè:

Essere completamente trasparente

La società proprietaria di  Ecosia pubblica mensilmente un report sull’impiego  dei profitti generati  dalla pubblicità

Ecosia è stata fondata a Wittenberg  (Germania) da Christian Kroll il 7 dicembre 2009: non è una onlus ma una società a scopo di lucro che dichiara di  donare l’80 per cento dei  propri  guadagni (ricavati  dalla pubblicità online) a programmi  di  riforestazione nel mondo  tramite il WWF.

L’attuale sede della società è a Berlino

Partner del  progetto, oltre che il WWF, sono Bing (Microsoft) e Yahoo.

  Di  utilizzare energia alternativa prodotta da pannelli  solari per alimentare i propri  server, riducendo in questa maniera l’emissione di  anidride carbonica nell’aria

⇒  Di essere rispettosi  della privacy dell’utente

Ecosia si  impegna a tutelare i  diritti dell’utente non vendendo i dati agli inserzionisti, non utilizzando  trackers di  terze parti e di rendere anonime tutte le ricerche nel  giro  di una settimana.

Come funziona Ecosia? 

La ricerca può essere effettuata direttamente dal  sito  della società oppure, soluzione più logica, scaricare l’estensione disponibile per tutti i  tipi  di browser diventando in questa maniera il motore di  ricerca predefinito  del vostro  sistema.

Naturalmente Ecosia non è paragonabile al  gigante di  Mountain View (Google) ma, considerando le dovute differenze sia finanziare che quelle di persone impiegate (Ecosia ne ha appena 13), forse c’è lo spazio  per la crescita di  questo  browser alternativo.

Spinta dalla curiosità ho testato sia Ecosia che Google utilizzando  come termine di  ricerca IL Blog di  Caterina (what else?), i risultati sono i seguenti (la ricerca effettuata  il giorno 3 aprile 2019):

Ecosia
Il risultato della ricerca fatta tramite Ecosia

Come potete vedere  IL Blog di  Caterina risulta essere la prima voce (WOW!!!) e la terza su 1.710.000 risultati

Il risultato da Google

Nel  caso  di  Google IL Blog di  Caterina (visualizzato  con il mio nome) è ancora la prima voce (doppio WOW!!!) ma questa volta  su 19.100.000 risultati: una bella differenza.

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao… 

TinEye alla ricerca di immagini in rete

io, Caterina
io, Caterina
© caterinAndemme

Non è forse la vita una serie di immagini che cambiano solo  nel modo di  ripetersi?

Andy Warhol  

Copyright

Naturalmente essendo una semplice blogger (è solo  falsa modestia) penso  che le immagini pubblicate sul mio  blog -contraddistinte dalla firma © caterinAndemme quindi proprietà intellettuale della sottoscritta – non sono appetibili da essere  utilizzate in maniera fraudolenta senza il mio  consenso, cosa per altro  che mi è già capitata con qualche foto  pubblicata sul mio profilo Instagram (cercate appunto  Caterina Andemme se siete curiose di  vedere ciò che pubblico).

La proprietà intellettuale rappresenta il primo  diritto  del creatore, dell’artista e dell’inventore.

Tale diritto sottende qualsiasi  creazione e nasce con la creazione dell’opera stessa.

TinEye alla ricerca di immagini 

Naturalmente quando si tratta di  fare ricerche Google è per antonomasia il motore di  ricerca (con buona pace per gli  altri  che arrivano  secondi) e questo è valido  anche quando il nostro interesse è rivolto a una immagine.

Ma c’è lo spazio  anche per altri  servizi che, in un certo  senso, possono  anche risultare migliori dei classici  motori  di  ricerca.

E’ il caso  di TinEye il cui  utilizzo è gratuito e che può essere  anche un’ estensione per i  browser principali.

Come fare la ricerca è semplicissimo:

TinEye

Dalla home page del  sito nella casella di  ricerca possiamo  fare l’upload di una nostra foto  oppure inserire l’url  dell’immagine 

Una volta caricata l’immagine  TinEye in breve ci  dirà se è stata utilizzata impropriamente da altri (per l’esempio  ho  utilizzato  una mia creazione che non  è stata minimamente presa in considerazione da nessuno…)

Tutto qui.

Alla prossima! Ciao, ciao…

No, la Terra non è piatta

Earth 2019 © caterinAndemme
Earth 2019
© caterinAndemme

Ci  sono più cose in cielo  e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia

William Shakespeare – Amleto 

Quando l’algoritmo  suggerisce che la Terra sia piatta

Non ho la presunzione di salire in cattedra per dire che ciò  a cui  credo  sia la verità assoluta, ma per favore non venitemi  a dire che la nostra cara vecchia Terra anziché rassomigliare ad un magnifico  globo  azzurro che si  staglia nel  nero  dell’universo, abbia la forma di  una frittella, anzi  che sia proprio  piatta tanto  che circumnavigare il globo sarebbe un rischio  assoluto  trovandoci, alla fine, a penzolare nell’infinito.

Prima dell’avvento  di Internet nella forma che conosciamo oggi – e che Sir Timothy John Berners – Lee   propone un ritorno  alla origini (articolo) – i fautori della Terra piatta potevano  solo  sbandiera la loro  bibbia a sostegno  di questa tesi e cioè il libro di Samuel Birley Rowbotham (ciarlatano  di professione deceduto  nella Londra del dicembre  1884) dal titolo più che eloquente Zetetic astronomy: Earth Not a Globe.

Dopodiché i terrapiattisti sembravano  prossimi all’estinzione (per cause naturali o internamento in un manicomio) ma, al contrario, hanno  ritrovato nuova energia proprio grazie alla rete: nel 2015 i video sulla Terra piatta  erano all’incirca 50. mila (pur sempre un bel  numero), nel 2018 sono saliti a 19,4 milioni naturalmente custoditi e visibili  principalmente su  YouTube.

La colpa degli algoritmi  di  Google sarebbe quella di attirare l’attenzione  delle persone su  di un determinato  argomento (la Terra piatta, ad esempio) associando  contenuti fra loro simili e, con una specie di  osmosi, far si che questi  contenuti recepiti da una particolare categoria di  utenti (i terrapiattisti, appunto) vengano riproposti attirando  consensi da chi è già predisposto  a recepire questo  tipo  di informazione come vera.

Ashley Landrum
Ashley Landrum

 

Nel  recente incontro  annuale dell’American Association fo  the Advancement of Science tenutosi  a Washington, la dottoressa Ashley Landrum  (Texas Tech  University) ha riportato il risultato di un suo  studio teso  a comprendere di  come determinati eventi  culturali possano influenzare la comprensione umana nei  riguardi  della scienza: dall’intervista che lei ha condotto presso  qualche decina di  terrapiattisti è emerso  che queste persone si  sono  convinte che la Terra sia piatta unicamente dopo aver visto  dei  video  su  YouTube.

 

 

 

 

 

Eppure, settantatré anni  fa 

 

la terra vista dallo  spazio - 24 ottobre 1946
La prima foto della Terra dallo spazio, preso 24 ottobre 1946. Immagine: US Army / Laboratorio White Sands Missile Range / Fisica Applicata

 

Il 24 ottobre 1946 un razzo  V2  fu  lanciato  dalla base di  White Sands Missile Range nel   New Mexico.

A bordo  di  questo  razzo  era installata una cinepresa da 35 millimetri che immortalò per la prima volta il nostro pianeta visto  dal  di  fuori.

Vi sembra che la Terra sia piatta?

Alla prossima! Ciao, ciao…

Ping e fu il primo vagito di Internet in Italia

Aidoru
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Adoreremo le immagini  proposte dai  media e saranno queste a definire la nostra personalità.

Gli  idoli  elettronici ci  sembreranno più veri  del  vero perché la realtà sarà interamente definita in base alle nostre percezioni.

Dalla prefazione del  romanzo  Aidoru di William Gibson 

Il primo  vagito 

Le persone che sono  nate il 30 aprile 1986 oggi  hanno quasi  trentatré anni, ma non è del  loro primo  vagito di  cui  voglio parlare.

Sono certa che pensando a quel  fatidico  aprile del 1986, precisamente al 26 aprile,  viene in mente la maionese impazzita della centrale nucleare di  Chernobyl con tutte le conseguenze del dopo.

Ma non è questo  di  cui  vi  voglio  parlare.

Il 30 aprile 1986 a Pisa, precisamente in via santa Maria presso  la sede del  CNUCE  (Centro Nazionale Universitario  di  Calcolo Elettronico) partì il primo  messaggio che avrebbe collegato  l’Italia a quella grande rete informatica che prenderà il nome di  Internet.

Posso  immaginare che ai  Millennials, abituati all’utilizzo  delle tecnologie e sempre  interconnessi, questa notizia possa essere utile quanto sapere del  perché della crisi  delle acciughe in Perù, per tutti  gli  altri, cioè voi, se avete voglia seguitemi leggendo il resto  dell’articolo  (o post se preferite).

Una precisazione sul termine Millennials: in Italia siamo  abituati  a considerare questa generazione come i  nati nell’anno 2000 e dopo tale data.

In effetti  la generazione Y, appunto i Millennials è quella dei  nati fra l’inizio  degli  anni ’80 e la fine degli  anni ’90.

La caratteristica che li  contraddistingue dalla generazione precedente è quella di avere una maggiore familiarità con le tecnologie digitali.

Io, ad esempio, che sono nata il****** (vi piacerebbe saperlo!) e quindi BLABLABLA…

Dunque: questo primo  segnale parte dalla sede del  CNUCE e, attraverso un cavo  telefonico,  arriva alla stazione di  Frascati dell’ Italcable (la concessionaria per l’Italia che gestiva i  servizi  di  telecomunicazioni  internazionali fino  al 1994 quando divenne parte della Telecom), da qui il segnale venne inviato a Fucino  (Abruzzo) dove un’antenna di  Telespazio  lo fece rimbalzare a sua volta nello  spazio  verso il satellite Intelsat IV e, finalmente,  raccolto dalla stazione satellitare del  Comcast in Pennsylvania: in pratica era il primo  collegamento  di un ente italiano  con  quella rete di  computer che allora si  chiamava Arpanet.

Cosa c’era scritto in quel messaggio, cioè in  quel  primo  vagito?

Semplicemente PING a cui  seguì un’altrettanta semplice risposta americana:  OK.

Uomini e protocolli

All’inizio non esisteva un’unica rete ma esistevano diverse reti  con un proprio linguaggio che impediva ad esse di interconnettersi, per questo motivo nel 1972 Vinton Gray  Cerf e Robert  Kahn unirono le loro  conoscenze per progettare un linguaggio  comune a tutte le macchine (computer) collegate in rete: il protocollo di Internet TCP/IP (Pdf)

Nel 2005 il presidente degli  Stati  Uniti  George W. Bush ha insignito i due ricercatori  del  riconoscimento Presidential Medal of Freedom la più alta delle onorificenze americane

Nell’ottobre 1990 nasce il World Wide Web, con l’implementarsi  dell’HTML, per opera di Sir Timothy John Berners – Lee

A questo punto, risalendo indietro  nel  tempo e cioè nel 1971, non posso non citare Ray Tomlinson(Amsterdam, 23 aprile 1941 – Lincoln, 5 marzo 2016) inventore della posta elettronica (la mail di uso  comune)

E gli italiani?

Non mi sono  assolutamente dimenticata di loro e per questo  cito i nostri  due pionieri della rete e cioè Luciano Lenzini e Stefano Trumpy

Conclusione

Oggi è il compleanno  di  Facebook, infatti  il social – network per antonomasia è nato il 4 febbraio 2004.

Nessuno, da quel giorno  di  aprile del 1986, poteva immaginare cosa sarebbe diventata la rete con l’ingresso di protagonisti del  calibro di  Facebook (e Instagram), Google, Amazon e altre società che diventano  sempre più grandi (quasi  come degli  stati) commerciando per mezzo di intrusioni nella nostra privacy.

Siamo più liberi, oppure prigionieri di un mondo virtuale in cui  predomina il chiudersi in un recinto dove condividiamo  le nostre idee solo  con gruppi  di persone che la pensano  come noi tralasciando, quindi, il confronto.

La rete che conosciamo  oggi  non è quella pensata dai  suoi  padri, cioè la trasmissione del  sapere in maniera democratica: fake news, odio, razzismo sono i temi  che dominano nelle chat e nei  social.

Forse sarebbe il caso  di  ritornare indietro e ripensare a quello che la rete doveva essere.

Alla prossima! Ciao, ciao………..