Dorothea Lange che fotografò la Grande depressione

Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, persone che sanno  vedere e altre che non sanno nemmeno guardare

Nadar 

Dorothea Lange: una piccola biografia

Dorothea Lange nel 1936
Dorothea Lange nel 1936

Quando doveva rispondere alla domanda cosa fosse per lei  il suo mestiere di  fotografa, Dorothea Lange rispondeva con questa massima:

La macchina fotografica è uno strumento  che insegna alle persone come vedere senza macchina fotografica.

Questo  a significare che prima bisogna imparare a guardare le persone con la propria mente, combinando  in quest’azione sensibilità e empatia, per poi passare allo scatto  vero  e proprio.

Dorothea Lange (in realtà Lange è il cognome della madre che lei  adottò al posto  di  quello  paterno Nutzhorn) iniziò a studiare fotografia quando, poco  meno  che ventenne, si  trasferisce a New York per seguire i  corsi  di Clarence White membro  fondatore del  movimento Photo Secession.

L’intento del movimento  Photo Secession era quello  di  promuovere la fotografia come forma d’arte e, quindi, il fotografo era libero di  manipolare l’immagine per realizzare una sua visione soggettiva.

Dopodiché inizio a lavorare come fotografa presso diversi  studi  fotografici, tra cui  quello  di Arnold Genthe famoso  per le foto  della Chinatown  di  San Francisco.

Nel 1918 partì per un viaggio intorno  al mondo allo  scopo  di  fotografare i diversi  aspetti delle popolazioni incontrate: tale viaggio  durò fintanto che si  ritrovò a corto  di  denaro, quindi rientrò a San Francisco  ( qui  vi  rimase per tutta la vita) aprendo un proprio  studio  fotografico.

Al  contrario dell’idea alla base del movimento  Photo Secession,  per Dorothea Lange la fotografia non doveva essere in nessun modo  manipolata dall’autore, quindi le venne naturale aderire alla Straight photography da cui  nascerà la figura del  fotoreporter.

Dorothea Lange morirà all’età di  70 anni a San Francisco l’11 ottobre 1965  a causa di un male incurabile.

Dust Bowl 

tra il 1931 e il 1939 Stati Uniti  e Canada vennero  colpiti da inusuali  tempeste di  sabbia, appunto  le Dust Bowl che, in aggiunta a tecniche di  agricoltura inappropriate, rappresentò un disastro  ecologico che costrinse migliaia di agricoltori ad abbandonare le proprie case per cercare fortuna altrove.

Nel 2014 il regista Christopher Nolan nel  film Interstellar descrisse una situazione ecologica analoga su  scala mondiale con la necessità per gli  abitanti  della Terra a spingersi  nello  spazio  alla ricerca di  nuovi  mondi  da abitare.

Dorothea Lange aveva già fotografato in passato i diseredati  delle grandi  città  americane durante il periodo  della Grande depressione, per questo  fu incaricata dall’economista Paul Schuster Taylor di  documentare con fotografie la situazione di  estrema povertà degli ex – agricoltori.

Le foto

Migrant mother ph. Dorothea Lange

Tra le foto che realizzò questa è forse  la più famosa: Migrant mother nel 2002 venne venduta a un’asta di  Christie al prezzo  di  141.500 dollari.

La Migrant mother si  chiamava Florence Leona Christie Thompson: al momento  dello  scatto  aveva 32 anni  ed era madre di  sette figli.

La fotografia originale di  Migrant mother è conservata presso la Library  of Congress:  dall’originale (foto in basso) si può vedere il taglio (metaforico) del  dito in basso a destra per migliorare la resa dell’inquadratura.

Nella piccola galleria fotografica che segue le immagini possono  essere ingrandite facendo  click su  di  esse (ma questo lo  sapete già, vero?).

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥