I fantasmi da intrattenimento (nei libri e al cinema)

fantasmi

” I mostri  sono reali, e lo  sono  anche i  fantasmi.

Vivono  dentro  di noi, e alle volte hanno  la meglio”.

Stephen King

Fantasmi e incubi sono la stessa cosa (?)

Quando  è stata l’ultima volta che avete visto un fantasma?

E di  che tipo  era?

Per caso un  chiassoso poltergeist oppure un semplice ectoplasma?

C’è chi, inoltre, li classifica in medianici, fantasmi  domestici  (al pari di  averne uno  al posto  di un cane o un gatto?),  o elementali cioè quelli  che popolano le fonti, i  boschi o  altri luoghi dei  quali  la frequentazione se ne può fare a meno  se si è sensibili  alle dicerie.

Ne esistono tante altre forme di  cui evito  di  dilungarmi, se proprio  vi interessa Wikipedia ne fa un esauriente   excursus in questa pagina.

Per definire cosa sia un incubo basta fare una ricerca in rete: tralasciando la sua natura etimologica la definizione più elementare è la seguente:

Sogno angoscioso, spesso accompagnato da sensazioni di oppressione o soffocamento

Robert Smith (The Cure) ne da un esempio  nel  video tratto  da   Lullaby

Odo  rumore di  catene e gelidi  sospiri 

Dunque, se mi  chiedete se credo  nei  fantasmi la mia risposta è NO!

Se la stessa domanda mi viene posta durante una permanenza in una casa isolata ai margini di un bosco, con lupi che ululano  alla luna, il vento che soffia lugubre (non so  come il vento  debba soffiare lugubre….comunque), le persiane delle finestre che sbattono, le assi di  legno  del pavimento  che scricchiolano (si, il pavimento  è di legno), il rintocco  del pendolo a mezzanotte  e infine , tanto per rendere più chiara la situazione, in questa casa sono l’unica presenza umana, ebbene, pur non volendo  credere ai  fantasmi  per partito  preso, una qualche mia certezza ne risentirebbe.

Per mia fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di  vista) vivo in città e tutt’al più mi devo  solo preoccupare di  ladri, truffatori e pazzoidi di ogni genere, ma come diceva l’indimenticabile Giorgio Gaber:

Com’è bella la città
Com’è grande la città
Com’è viva la città
Com’è allegra la città
Vieni, vieni in città
Che stai a fare in campagna?
Se tu vuoi farti una vita
Devi venire in città

I fantasmi  di  Hill House 

 

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René Magritte – L’impero della luce (1953 – 1954)

Ho sempre trovato  affascinante e al tempo  stesso inquietante questo  dipinto  di René Magritte, sarà per il contrasto  tra il chiarore del cielo e l’oscurità della casa appena rischiarata dalla luce del lampione  e, soprattutto, mi sono sempre chiesta chi mai  abiterà dietro  quelle finestre illuminate, quale sarà la storia che nasconde questa casa? 

Senz’altro  mi è utile alla descrizione delle parole introduttive del  racconto  di Shirley Jakson L’incubo  di  Hill House 

Nessun organismo  vivente può mantenersi  a lungo  sano  di  mente in condizioni  di  assoluta realtà; persino  le allodole e le cavallette sognano, a detta di  alcuni.

Hill House che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno  al  buio; si  ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto  continuare per altri ottanta.

Shirley  Jakson scrisse L’incubo  di  Hill House nel 1959 (morì l’8 agosto 1965, all’età di  quarantotto  anni, per un arresto  cardiaco  durante il sonno) e, come quasi in tutte le sue opere, anche in questo romanzo si può intravedere il tema della ribellione verso una certa condizione femminile di  allora (e in certi  casi  non solo  di allora, purtroppo)  che voleva la donna relegata ai  ruoli  classici  di madre e casalinga e nient’altro, oltre a un suo personale disagio dovuto  al rapporto  pessimo  che ebbe con sua madre.

Infatti, nella trama di L’incubo  di  Hill House, si legge:

Eleanor Vance è una donna la cui  vita scorre monotona e senza stimoli, per questo sente in se il desiderio di  rompere quella tristezza che l’accompagna da tempo.

L’occasione le viene data dal professor John Montague, studioso  di  fenomeni paranormali, che l’invita, insieme ad un gruppo  di  altre persone con determinate abilità psichiche (ma non sono eroi  della Marvel) ad un progetto  che include la permanenza in una casa infestata da presenze ultraterrene: Hill House.

Eleanor, mano  a mano che si  addentra nei  misteri  di  Hill House, verrà psicologicamente tormentata dall’entità demoniaca lì presente, fino  all’inevitabile tragica conclusione e cioè la sua morte.

Nel 1963 il regista Robert Wise trasse dal libro l’idea per girare The Hauting (in italiano  Gli invasati) con interpreti  quali Julie Harry, Claire Bloom e Richard Johnson.

Nel 1999 il regista Jan de Bont diresse il remake omonimo con Liam Neeson, Catherine Zeta – Jones e Owen Wilson che, però, non ebbe un buon giudizio  di  critica cinematografica.

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La locandina di The Haunting of Hill House

Diverso è il discorso per The Hauting of Hill House, buon  prodotto  seriale televisivo, compreso in una trilogia tratta da libri  horror,  diretta da  Mike Flanagan (The Hauting of Hill House in Italia si può vedere in streaming su  Netflix): in questa versione la storia tratta dal libro di  Shirley  Jackson viene spostata nel  tempo iniziando  nell’estate del 1980, quando  la famiglia Crain, composta da genitori  entrambi  architetti  e cinque figli tra maschi  e femmine (praticamente una tribù) si  trasferisce a Hill House per una lavoro  di  ristrutturazione della casa che, inutile dire, rientra in quei  canoni standard dei  film horror che vuole la dimora antica, con innumerevoli  stanze, posta in un luogo solitario  dove anche i  custodi  si  rifiutano  di  dormirvi  di notte.

Una notte il padre prende con se i  figli  abbandonando  nella casa la moglie in preda a…(no spoiler, please)

Visto  che ho  parlato  tanto  de L’incubo  di  Hill House, eccovi  l’anteprima

I fantasmi  di  Lisa Morton

Lisa Morton non è una medium ma una scrittrice e sceneggiatrice horror  statunitense (è nata a Pasadena l’11 dicembre 1958), la sua ultima opera si intitola Fantasmi  ( in Italia viene pubblicata dalla casa editrice Il Saggiatore): non si tratta di una raccolta di  racconti  del soprannaturale, ma un ripercorrere la storia che lega il mondo dei  vivi  a quello  dei morti inserendovi una lunga antologia sui metodi  utilizzati  per evocare gli  spiriti  o  per scacciarli (anteprima )

 

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L’atmosfera sinistra di una vecchia casa abbandonata o di un cimitero, una sensazione improvvisa di gelo, rumori inspiegabili, una figura evanescente percepita con la coda dell’occhio: l’apparizione di un fantasma è da sempre ben radicata nel nostro immaginario.

Se c’è un elemento comune a tutte le culture del pianeta è proprio la credenza in queste manifestazioni soprannaturali, presenze inquietanti che suscitano timore, protagoniste di leggende popolari, miti e tradizioni arcaiche.

Nella storia i fantasmi hanno assunto molteplici forme: gli spiriti dei defunti temuti e onorati nel mondo antico, dall’Egitto alla Grecia; le ombre degli avi evocate da Ovidio nei Fasti; gli spaventosi draugar del folclore norreno che infestano i tumuli; i bhuta del continente indiano, pericolose e sempre affamati; le apparizioni del Medioevo cristiano, talvolta miracolose e angeliche, talvolta inganni del demonio.

Nessuna epoca, racconta Lisa Morton, sfugge a questa fascinazione: in pieno, razionale XIX secolo esplode la mania dello spiritismo, in cui confluiscono tecniche scientifiche,trucchi teatrali, truffe plateali e il sincero desiderio di entrare in contatto con i propri cari estinti. E se in passato era soprattutto la letteratura a tramandare la figura del fantasma, oggi sulle case infestate abbondano soprattutto leggende urbane, film horror e programmi televisivi dedicati ai cacciatori di ectoplasmi e ai loro bizzarri strumenti.

Spaziando da Amleto a Il sesto senso, in Fantasmi Lisa Morton stila una vera e propria enciclopedia spettrale che raccoglie miti, racconti e testimonianze di eventi inspiegabili, narrando così la storia delle nostre paure più profonde – e più affascinanti.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

Piccole storie (presunte) di fantasmi

Poltergeist © caterinAndemme
Poltergeist
© caterinAndemme

Ogni  apparenza e forma sottratta alla terra,

ogni  accidente di  nascita e specie erano  ormai  scomparsi

Non c’era traccia di nulla su  quel  viso  di luce,

da sotto  la pietra spaccata

si  levava soltanto  lo  spirito  di  lei;

lei, proprio  lei, soltanto lei  splendeva visibilmente,

attraverso il suo corpo

Fantasima (1805) di Samuel  Taylor Coleridge

Quali  fantasmi?

Che i  fantasmi  siano  passati  di moda?

La domanda mi  sembra essere  pertinente  considerando il fatto che, avendo lo sguardo puntato sulle ultime notifiche del  nostro  smartphone e le orecchie occupate da cuffie dove la musica sparata a palla ci  regalerà un futuro  da sordi ( a proposito dai un ‘occhiata al mio  articolo), il nostro povero  fantasma converrà che ectoplasmi e rumore di  catene non hanno più spazio  nell’era contemporanea.

A meno  che:

  trovandoci  in una casa isolata,  in mezzo a una foresta, dove non vi  è copertura per la rete telefonica , di  notte, con un temporale e con la sola luce di una candela (colpa di un fulmine che ha polverizzato  la centralina elettrica), vi  viene in mente quello  che ha raccontato la vostra amica riguardo ad una misteriosa uccisione avvenuta proprio lì (nella casa) e vi  state chiedendo se è solo  fantasia quei  passi strascicati che salgono  la scala verso  la vostra camera da letto..

A questo punto, se non siete morte prima di  spavento (diventando  voi  stesse fantasma), tutta la modernità di  questo mondo non vi  servirà a scacciare quelle paure ancestrali insite nel nostro  DNA mentale.

Comunque, ritenendo  di  aver esagerato con la descrizione di  cui  sopra,  può anche essere che, in un condominio  moderno, in centro  città, dove tutto  funziona e la luce della strada nasconde quella delle stelle, abbiate la visita di un poltergeist  

Anche in questo  caso niente paura: la scienza ci  dice che si  tratta di illusione e…basta credere a ciò che ci  dice la scienza.

Piccole storie di  fantasmi  

Nel 1998 Vic Tandy, ricercatore presso l’Università di Coventry (Regno Unito) e il suo  collega Tony Lawrence, furono chiamati  ad esaminare uno  strano  caso  di presenze ultraterrene in una ditta che si occupava della produzione di  apparecchiature mediche (quindi niente  casa nel  bosco).

Gli impiegati interrogati  dai  due scienziati  riferirono di  avere la sensazione di una presenza invisibile nell’ambiente in cui  lavoravano.

Vic Tandy, essendo uno scienziato  e quindi votato  alla razionalità, liquidò il tutto come psicosi  collettiva.

Finché una notte, mentre stava facendo  ulteriori  verifiche nei locali  della ditta, avvertì un calo  della temperatura e l’apparire di una figura spettrale in un angolo  della stanza.

Ripresosi, la storia non dice quanto  tempo  dopo e se era fuggito buttandosi  giù da una finestra, ritornò ad essere lo  scienziato razionale che era: verificò che non vi  fossero perdite nei  contenitori  di  gas utilizzati per le apparecchiature mediche. Accertato che questa non era la causa della sua visione, passò ad esaminare altri  strumenti  che producevano  infrasuoni  

Questi  strumenti, avendo una frequenza di  vibrazione inferiore ai 20 Hz, quindi  non udibile dall’orecchio umano, generava a livello  neurofisiologico quello  che poteva essere definito un fantasma mentale.

Due anni  dopo, questa volta in Canada, Michael Persinger della Laurentian University, utilizzò i  campi  magnetici  per stimolare il cervello  di un paziente dell’età di  45 anni che accusava la fastidiosa visione di  spiriti  di ogni  genere.

Attraverso  questo  tipo di  stimolazione Persinger e colleghi riuscirono  a evocare nella mente del  soggetto in cura la visione di un fantasma (come se non bastassero  quelli  che  già vedeva): gli  scienziati  ebbero conferma della loro  tesi  e cioè che era l’effetto  di un campo magnetico a produrre le visioni.

La conferma arrivò esaminando un secondo  caso  dove questa volta ad essere vittima di  oscure presenze  era una ragazza, in precedenza colpita da una lesione cerebrale,   che sentiva sulla sua spalla sinistra la presenza di un bambino.

La causa di questa manifestazione venne trovata in un orologio  elettrico posto  accanto  al  letto della ragazza: gli impulsi  magnetici  emessi  dall’apparecchio andavano in qualche modo  a colpire la zona in cui  era presente la lesione cerebrale della donna.

Dunque non abbiate paura: quell’ectoplasma che vi  sta di  fronte se chiudete gli occhi  sparirà…forse.

Alla fine dell’articolo  troverete l’anteprima del libro L’ora degli spettri una raccolta di  racconti  di  diversi  autori dalla metà dell’Ottocento  fino  alla metà del  Novecento.

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao...


Anteprima del libro  L’ora degli  spettri