Hai voglia di leggere un Pulp Magazine?

The Pulp Magazine
©caterinAndemme

Pulp o non pulp?

Il pulp  è un genere letterario che propone storie dai  contenuti forti, con abbondanza di  crimini violenti, efferatezze e situazioni macabre che di norma viene apparentato con l’hard boiled, il poliziesco  e l’horror

Da questa definizione presa da Wikipedia si può dedurre che il pulp  non è roba per bambini o  adulti sensibili alle scene violente (tra cui  la sottoscritta) e da tener lontano  gli  adolescenti  (che tanto in rete  volendo trovano  questo  e quest’altro di peggio).

Eppure, chi  si  è esercitato  nel passato  a scrivere storie truculenti, non sempre è stato uno scrittore di  serie B anzi, andando indietro  agli  anni ’30 e negli  Stati Uniti si andò affermando nell’editoria..

I Pulp Magazine  

Copertina di Weird Tales maggio 1934

 

Chiamati  così sia per la qualità degli  scritti (a parte le dovute eccezioni) sia per quella della carta utilizzata per la stampa che era ricavata dalla pasta di legno (pulp che, per l’appunto, tradotto vuol dire polpa o poltiglia).

Le storie  in questo  genere di  riviste erano racconti per lo più  a puntate del  genere dei  gialli,  fantascienza, ma non mancavano certo racconti hard capostipiti di  tutte Le sfumature di  grigio moderne (ma con la medesima qualità in fatto  di  scrittura letteraria).

Le copertine di  alcune  di queste riviste erano  piccoli  capolavori di  grafica  riferite ai titoli dei  racconti  pubblicati, ad esempio, su  Weird TalesAmazing Stories , mentre gli  autori  avevano nomi di  maestri  nel loro  genere come H.P .Lovecraft,   Clark Ashton Smith, Robert Erwin Howard  tanto per citarne alcuni.

 

L’archivio in rete per i Pulp Magazine 

Se avete voglia di  leggere in originale uno  di questi capolavori del  genere pulp (e di  cui  un esempio  lo troverete alla fine dell’articolo) vi consiglio  The Pulp Magazine Archive dove sono catalogati per la consultazione (e il download) le copie d’antan  delle riviste più famose.

Comunque, buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao………….


True Stories 

 

Viaggi extragalattici organizzati a bordo di Oumuamua?

Viaggi extragalattici
© caterinAndemme

Do you remember X- Files? 

<<Visto  che la scienza non riesce a darci  delle risposte, perché non consideriamo  finalmente plausibile quello  che sembra fantastico>>

La frase, pronunciata da Fox Mulder in una delle puntate di  X-Files (serie televisiva indimenticabile, terminata con la sua undicesima stagione più un paio  di  film) sembra calzare a pennello  con ciò che gli  scienziati che lavorano  al progetto  SETI non escluderebbero  a priori: cioè  che Oumuamua (nella lingua delle Hawaii vuol dire messaggero  che arriva per primo da lontano) il primo asteroide interstellare scoperto  nel 2017,  per questo marcato  con la sigla 2017 U1, potrebbe anche  essere  un manufatto  alieno.

L’ipotesi  è suffragata anche dalla forma oblunga  dell’asteroide che farebbe, per l’appunto, pensare ad un qualcosa di  simile ad un’astronave.

Naturalmente i ricercatori  non si  aspettano che il più dei  classici  omini verdi si  affacci  da Oumuamua per far ciao ciao con la sua manina (o tentacoli, se preferite), quanto piuttosto ascoltano lo spazio  profondo per carpire qualche tipo  di  segnale radio proveniente da 2017 U1 che confermerebbe l’esistenza di tecnologia aliena.

In questa pagina del  sito della  SETI (o  del  SETI….?) il resoconto  del  tipo  di  ricerca che si  sta effettuando.

Ma loro sono già stati  tra noi? 

Pier Domenico  Colosimo (Modena, 15 dicembre 1922 – Milano 23 marzo 1984) ,  meglio  conosciuto con lo  pseudonimo  di  Peter Kolosimo, fu un famoso scrittore e divulgatore di  quella particolare scienza che va sotto il nome di archeologia misteriosa  –  vista come fumo negli occhi  dal  CICAP (Comitato  Italiano per il  Controllo  delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) – e nei  suoi libri uno  dei  temi  fondamentali (gli  altri  erano  quelli  legati  all’esoterismo) era quello riguardante un lontano passato in cui gli extraterrestri, visitando il nostro pianeta, hanno  lasciato tracce come le piramidi o le Linee  di  Nazca  se non vere e proprie civiltà poi scomparse per un’immane catastrofe e generando,  quindi,  miti  come quello  di  Atlantide  di  cui  anche Platone ne parlerebbe nelle sue opere del  Timeo  e Crizia.

Una pagina tratta dall’archivio del progetto Blue Book dell’USAF

Peter Kolosimo, e in tempi più recenti Roberto  Giacobbo  con il programma televisivo Voyager, avevano  costruito  uno show business basato, più che altro, sulla credulità di un certo pubblico (ricordiamoci  che ancora oggi  c’è chi  crede che la Terra sia piatta), ma cosa dire se è un ente militare come l’USAF (United State Air Force)  che,  desegretando ben 50.000 documenti riguardanti studi  sistematici  sull’avvistamento degli UFO ( i nostri cari  dischi  volanti) e facendoli  confluire nel progetto  Blue Book consultabile online (al momento in manutenzione).

Forse che il governo  americano  voglia aprire uno  spiraglio su  avvistamenti fino ad ora  tenuti  segreti?

Non credo  proprio, penso  che tutta quella carta digitalizzata e messa on line non nasconda nulla se non normali  rapporti  di  servizio: in poche  parole la famigerata Area 51 continuerà ad essere fonte di ispirazione per sceneggiatori  e scrittori  di  fantascienza.

 

Anche dalle parti della NASA c’è chi  asserisce che bisogna (finalmente) dire la verità sugli  alieni: lo  fa il ricercatore Silvano  Colombano  con un documento (Pdf) in cui, in maniera razionale, non esclude l’ipotesi  che ci  siano altre intelligenze sparse nell’Universo.

La Fox News ne ha subito  tratto un servizio basandosi   su  ciò che lo scienziato  della NASA ha pubblicato  e che lo  stesso  ha dichiarato successivamente di non essere d’accordo con i  giornalisti in quanto  hanno  travisato  quello  che effettivamente lui  voleva dire.

Per concludere l’anteprima del libro Incontro  con Rama dello  scrittore Arthur C. Clarke e pubblicato  nella collana Urania della Mondadori  nel 1972: la cometa descritta nel libro è del  tutto (o  quasi) uguale a Oumuamua.

Buon fine settimana 

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima del libro  Incontro  con Rama di  Arthur C. Clarke

Mi hanno spedita su Marte

Il mio biglietto per Marte (solo andata, però)

Ebbene si: questa sera sono su  Marte

Come le streghe che a cavalcioni  di una scopa volavano  verso il Sabba – ma le povere donne accusate di  stregoneria dall’Inquisizione confessavano  tutto  pur di  far cessare le torture a cui  erano  sottoposte – anch’io  questa sera atterrerò su  Marte.

Ho prenotato  questo  viaggio qualche mese fa quando  la Nasa, nell’ambito  della missione InSight ha offerto  la possibilità a chiunque di  far incidere il proprio  nome e cognome su  di un dischetto a bordo  della navicella che questa sera, verso le 21.00, ammarterà (o amarterà?).

Sarà uno  spettacolo che, in parte,  richiama alla memoria lo storico  sbarco  del primo  uomo  sulla Luna avvenuta nel ormai lontano 20 luglio 1969 con la missione Apollo 11 (anche se i  complottisti continuano  a non crederci).

Se siete appassionate agli  eventi  extramondani come questo  questa sera Focus TV verso le 20.15 offrirà la diretta dell’atterraggio  di Insight sul suolo  marziano.

Un salto al cinema prima di  partire per Marte

Film  che hanno  avuto  come soggetto il Pianeta Rosso ve ne sono  stati molti, tra questi The Martian film del 2015  diretto  da Ridley Scott con Matt Damon Jessica Chastain come interpreti principali.

Il soggetto  del  film  è preso direttamente dal libro omonimo dello scrittore statunitense   Andy Weirnel 2011 l’autore auto- pubblicò il suo  romanzo  per venderlo in formato  ebook su  Amazon – Kindle al prezzo  di 0,99 centesimi  di  dollaro. Da subito l’ebook ebbe un notevole successo attraverso  il passa – parola, fino  ad arrivare all’interessamento  della Penguin Random House che mise sotto  contratto  Andy Weir facendo  diventare il suo libro un caso  letterario internazionale.

Altre sventure lunatiche

<< Può l’uomo  sopravvivere in un ambiente privo  d’aria e quindi privo di  tutte quelle manifestazioni  vitali che dall’ossigeno traggono  soprattutto il sostentamento? John  W. Campbell junior, l’autore della vicenda che presentiamo  ai nostri  lettori, risponde affermativamente al  quesito  e con una narrativa scarna, esente da qualsiasi  retorica, racconta la vicenda avventurosa di  “naufraghi” rimasti  sulla Luna, “inferno  squallido e raggelato”, in attesa dell’astronave – soccorso che li  venga a liberare. Nel  frattempo  dovranno  strappare al pianeta spento un’esistenza.  Un esistenza che come dice il titolo  del  racconto sarà un martirio  allucinante. Ma l’uomo  non è nuovo  a certe imprese e forte di  tutte le esperienze della sua civiltà finisce per vincere la battaglia e stabilire sulla Luna un avamposto che consentirà ad altri di  continuare lungo il cammino del progresso>>

E’ l’introduzione del romanzo  di  fantascienza Martirio  Lunare dello  scrittore americano J.W. Campbell Jr. (Newark 8 giugno 1910 – Mountainside 11 giugno 1971), pubblicato  nella collana I Romanzi  di  Urania  (Mondadori) il 20 dicembre 1953  e che ho ritrovato  su  di una bancarella di libri  durante una mia personale  caccia ai  romanzi  perduti.

 Per finire tra i progetti  della Nasa per colonizzare in futuro  Marte, vi è quello di  costruire una base sulla Luna ed utilizzarla come trampolino di lancio  verso  il  Pianeta Rosso.

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao………… 

Le sfere di fuoco tra scienza e fantascienza in 4 brevissimi paragrafi

UFO
©caterinAndemme

Paragrafo 1°: la fantascienza

 

 

Nel 1954 la Mondadori  pubblicò nella sua collana di  fantascienza Urania il romanzo Sfere di  fuoco di Erik van Lihn uno dei  tanti pseudonimi  di Ramon Felipe San Juan Mario Silvio Enrico Smith Heathcourt-Brace Sierra y Alvarez-Del Rey y De Los Huerdes meglio  conosciuto come Lester del  Rey.

In questo  romanzo (di  cui  ho una copia che non cederò mai e poi mai…beh,  se fate un’offerta generosa…….) la colonia terrestre su  Mercurio  deve fare i  conti con le tempeste magnetiche del  Sole che formano delle sfere di  fuoco: una di  esse è un’entità dotata di intelligenza propria.

Fine del primo paragrafo

 

 

 

 

Paragrafo 2°: i racconti mitici 

Sembra che ogni  anno in Cambogia, sulle rive del  fiume Mekong ad ottobre, misteriose sfere di  fuoco si  alzano dalla superficie del  fiume salgono  verso il cielo  notturno  e quindi  scompaiono dalla vista.

La popolazione locale le chiamano bung fay paya nak  e sono le emanazioni  dei leggendari uomini  serpenti: i naga

Fine del  secondo  paragrafo 

 

Paragrafo 3°: quello  che dice la scienza

Per la scienza nella categoria delle sfere di  fuoco vanno  comprese i fulmini  globulari , i fuochi  fatui e altri  fenomeni  simili che appaiono in determinate circostanze, tra questi, ad esempio, quelle che noi  donne emaniamo per incenerire la mano  di  certi uomini  che, su  di un mezzo pubblico  affollato, sfiorano  con nonchalance  il nostro posteriore (o  lato B se preferite).

Comunque la scienza dice che:

Alcune sfere di fuoco sembrano essere il prodotto di organismi viventi. Il decadimento della materia organica, ad esempio, nelle paludi e in altre zone umide  porta al rilascio di gas contenenti metano e fosforo, come la fosfina, i quali possono incendiarsi spontaneamente dopo aver incontrato ossigeno nell’ atmosfera, producendo una luce tremolante sospesa a mezz’ aria. Alcuni fenomeni  sono di origine elettrica come può esserlo   una scintilla all’ interno del terreno durante un terremoto: in questo  caso  le rocce sollecitate rilasciano un flusso di elettroni in superficie dove, interagendo con l’ aria, producono lampi di luce.

Fine del  terzo paragrafo

 

Paragrafo 4°: i fulmini  globulari

Rappresentazione di un fulmine globulare in una illustrazione del XX secolo

La loro forma è perfettamente sferica e con  diametro  è variabile. Il loro  movimento può essere rapido e casuale oppure, al  contrario, rimangono  ferme nel  cielo.

La cronaca parla anche di  casi in cui il fulmine globulare entrato  in  una stanza ha ucciso lo sventurato occupante, oppure di  fulmini globulari  passeggiare lungo  la corsia di un aereo in volo (il riferimento  è ciò che l’astronomo Roger Jennison ebbe come esperienza  nel 1963 durante  un volo  notturno).

La risposta al quesito  di cosa siano in effetti i  fulmini globulari è varia (in alcuni  casi  bizzarra): micro  buchi neri, particelle calde di  silicio e blablabla 

Lo scienziato  cinese H.C. Wu, dell’Università di  Zhejiang, prendendo  spunto dall’ipotesi che le sfere potrebbe essere formate da radiazioni  a microonde, ipotizzò che:

Le microonde nascono  da un gruppo di  elettroni accelerati ad una velocità che si  avvicina a quella della luce.

Questo  avviene quando la terra è colpita da n fulmine ; in particolare gli  elettroni  sono accelerati  dal  forte campo  magnetico creato  come quando un canale di  elettroni  si muove gradualmente dalla base di una nuvola verso il suolo, appena prima del flash luminoso e cioè del  fulmine .

nella parte del fulmine che raggiunge  il  suolo, prosegue Wu, si può produrre un gruppo  di  elettroni relativistici, che a loro volta emettono  intense radiazioni a microonde.

Indipendentemente dalla fonte, le microonde atmosferiche producono  plasma caricando l’aria circostante .

La radiazione esercita una pressione sufficiente a spingere il plasma verso l’esterno in una bolla che noi  vediamo come un fulmine sferico.

Le microonde intrappolate all’interno  continuano a generare plasma e quindi a mantenere in vita la bolla per la sua breve durata.

Il fulmine, alla fine, sbiadisce appena la radiazione trattenuta all’interno  della bolla viene dissipata.

In caso  contrario la bolla si  rompe causando un’esplosione.

Semplice come bere un bicchiere d’acqua (???) 

La presenza di microonde e plasma  come componenti  del  fulmine globulare ne spiega alcune proprietà, per esempio quella di  attraversare i  vetri  delle finestre, creare un rumore udibile all’orecchio  umano e generare ozono.

Questo, sempre secondo  la teoria dello scienziato  cinese,  spiegherebbe come un fulmine globulare può entrare anche nella cabina di un aereo: gli  elettroni  ne attraversano il guscio metallico  dopo  essere stati  accelerati dall’energia prodotta da un fulmine.

Fine del 4° paragrafo

 

….ma adesso  cosa preparo  per cena?

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Era una notte buia e tempestosa quando Alhazred scoprì il Necronomicon

HPL
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NON è MORTO….

Non è morto  ciò che può vivere in eterno

E in strani  eoni anche la morte può morire

Abdul Alhazred

Prima dell’avvento  di  Maometto il poeta arabo Abdul Alhazred si  avventurò nel  deserto  arabo per scoprire la città perduta dalle mille colonne: Irem.

Dopo un lungo  e faticoso  viaggio arrivò finalmente a Irem: qui, fra le sue rovine, trovò un testo  di  magia nera  il cui nome all’inizio  era Al Azif , dove la parola Azif è una locuzione della lingua araba per indicare quei  misteriosi  suoni che si odono  nel  deserto  durante la notte e che si  dice essere la voce dei  demoni.

In seguito, quando il testo venne tradotto in greco  dall’erudito  bizantino Teodoro  Fileta, esso prese il nome di  Necronomicon: il libro  delle leggi  che governano i morti.

Abdul Alhazred, secondo alcuni  testimoni  oculari, un giorno, in una via di  Damasco, venne ucciso  divorato da un mostro  invisibile (ma se era invisibile come hanno  fatto  a vederlo?).

Torniamo  alla realtà 

Eh si, perché è ovvio che il racconto della scoperta del  Necronomiconnonché la poco  plausibile morte del  suo  scopritore, è frutto di  fantasia, direi  di quel particolare genere di  fantasia che è un misto  tra l’horror e la fantascienza  e di  cui fu maestro indiscusso Howard Philipp Lovecraft  

Premetto che la fantascienza è uno  dei  generi  letterari che preferisco ma, ahimè, i racconti di  Lovecraft (insieme a quelli  di  Edgard Allan Poe ) mi attirano quanto  ascoltare un sermone in aramaico  antico.

Forse saperlo  vi interessa quanto il problema delle acciughe in Perù, ma ci  tenevo  a precisarlo (e poi il blog è mio quindi….).

Ritornando  al Necronomicon lo stesso  Lovecraft si  meravigliò del  fatto  che i  suoi  lettori fossero  assolutamente certi che il libro  maledetto non fosse una pura invenzione letteraria ma un mistero esoterico  nascosto per secoli.

Anzi, più Lovecraft si  sforzava di dire che il Necronomicon era solo  frutto della sua fantasia, più si  rafforzava nelle persone (credulone) che egli, in questa maniera, volesse creare una sorta di  depistamento della verità.

D’altronde ancora oggi  ci sono persone che  credono  che la Terra sia piatta…

I venditori  di libri  antichi, quelli  con una certa dose di  humour, stettero al  gioco inserendo il Necronomicon nei loro  cataloghi, tra di  loro anche Philip Duchesnes, titolare di una delle librerie antiquarie più famose di  New York,  il quale mise nel 1941 a catalogo il Necronomicon con un prezzo allora astronomico di 900 dollari:  rimase meravigliato  dai numerosissimi acquirenti  che volevano ad ogni  costo il libro, offrendo anche una  cifra  superiore  a quella proposta dall’antiquario.

Il Necronomicon è un pseudobiblia cioè quei  libri  che, pur essendo  citati con tanto  di  titolo ed estratti in opere di saggistica o narrativa, hanno in comune una caratteristica che li  distingue da qualunque altro libro: semplicemente non esistono.

A coniare la definizione di pseudobiblium fu nel 1947 lo scrittore Lyon Sprague de Camp in un articolo pubblicato nel  Saturday Review of Literature,  nel  quale   metteva in risalto come queste opere per la  fama raggiunta fossero in  competizione con i libri realmente esistenti.

Se siete interessati  all’argomento  dei  pseudobiblia e volendo  andare oltre al nozionismo  in stile Wikipedia (che tra l’altro  utilizzo  molto nei link ad argomenti  vari), vi  consiglio  la lettura del  testo Leggere o non leggere (gli pseudobiblia) di Michele Santoro dell’Università di  Bologna (⇒ Pdf ⇐) .

Ma è a  voi,  amanti di racconti  di  spettri, vampiri o lupi mannari che vagano  nella notte alla ricerca di  vittime innocenti (o  che proprio  se la sono  cercata) a voi, dicevo, dedico l’anteprima de I racconti  del Necronomicon 

Buoni brividi. 

Alla prossima! Ciao, ciao………

Algoritmi mortiferi, distopia, Area 51: what else?

UFO
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L’algoritmo mortifero

Google ci  dirà quando  arriverà la nostra ora attraverso un algoritmo.

A questo punto penso  che all’approssimarsi della scadenza dettata dal  nefasto  algoritmo, saremo sommersi  dalla pubblicità dei  servizi  offerti  dalle ditte di  onoranza funebri.

Gli  scongiuri, di  qualunque natura essi  siano, sono  ammessi.

Distopia (?)

distopìa2 s. f. [comp. di dis-2 e (u)topia]. – Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi (equivale quindi a utopia negativa): le d. della più recente letteratura fantascientifica.

Definizione tratta dalla Treccani

Ad esempio  si potrebbe immaginare una società in cui i bambini vengono  separati  dai  genitori perché figli di profughi  che, scappando  dalla povertà, pensano di  dare loro un futuro migliore, ma la nazione che dovrebbe ospitarli è comandata da un egocentrico più simile ad una caricatura che ad un capo  di  stato.

O ancora l’ascesa al potere di un signor nessuno il quale, cavalcando il malcontento  delle persone, stigmatizza le paure del popolo ingigantendole a spese dei più deboli.

Ops….. mi dicono  che queste cose già accadono!

LIBRI IN VETRINA

Se c’è un genere letterario  che adoro  questa  è la fantascienza: una passione che mi  coinvolge anche nella visione dei  film con questo  tema, basta che non cadano  nel puro  horror .

In passato  sono stata una fan  di  Fox Mulder (alias l’attore David Duchovny)  e della sua partner Dana Scully (l’attrice Gillian Anderson protagonisti  di una delle più belle serie di science- fiction degli ultimi  anni e cioè X-Files 

In X-Files alieni e misteri a loro legati sono  la matrice per storie intriganti ed è a questo punto che non poteva mancare come location (odio  questa parola ma la utilizzo lo stesso) il Nevada Test Site – 51 meglio conosciuta come Area – 51 

Su  di  quest’area coperta dal  segreto militare si  sono  fatte tantissime illazioni  riguardanti soprattutto l’occultamento  da parte del governo  degli  Stati Uniti di  corpi  di  alieni incidentalmente caduti e, presubilmente,  morti in un incidente accorso  al loro  mezzo intergalattico.

A dirci cosa invece ci sia di  vero  nell’attività dell’Area 51  ci ha pensato la giornalista investigativa statunitense Annie Jacobsen  con un libro  che, guarda caso, si intitola Area 51 la verità senza censure.

Il libro, abbastanza poderoso nelle sue 490 pagine   (magari un po’  noioso  all’inizio)  è una contrapposizione alle tesi  di  coloro che, sostenitori  del  cospirazionismo, vedono (o vogliono credere) chissà quali  verità nascoste.

Un’indagine avvincente e meticolosa sul luogo più discusso e concupito da ricercatori, curiosi, fan del cospirazionismo e cronisti: l’Area 51, nel deserto del Nevada, cuore di mille intrighi e segreti, in cui si intrecciano storia, politica, spionaggio, test nucleari, esperimenti militari inconfessabili, e perfino gli Ufo. Basandosi non su illazioni ma su colloqui con piloti, scienziati, ingegneri e agenti in pensione che hanno lavorato per anni nell’Area – e che nonostante il vincolo di segretezza hanno accettato di parlare -, il libro fa luce su decenni di misteri e rivela verità assolutamente inedite, a volte davvero sconvolgenti. A partire dalla spiegazione del celebre incidente di Roswell del 1947, il crash di un oggetto volante non identificato con i suoi stranissimi e inquietanti passeggeri, che ha alimentato innumerevoli ricostruzioni e altrettante leggende.

Alla fine dell’articolo l’anteprima del libro.

 

Aspettando  che il mio alieno ritorni  a casa (la strada dall’Area – 51 è lunga da percorrere anche con un UFO) vi  saluto augurandovi un buon fine settimana (lo  so  che oggi  è giovedì, ma io domani sono impegnata in altro  e non potrò scrivere per il blog).

Alla prossima! Ciao, ciao…………..


Anteprima del  libro  Area 51 di  Annie Jacobsen