Consigli di lettura per le mamme da una donna che mamma non è

She walks in the rain but is no longer alone
©caterinAndemme

Ma quanto  siamo infelici 

Il World happiness report ogni  anno misura la felicità globale nel mondo considerando  anche il fenomeno  dell’immigrazione tra i  Paesi.

Sono stati esaminate 156 nazioni e la tra le prime quattro figurano (in ordine decrescente) Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda.

Per trovare dove è posizionata l’Italia dobbiamo  scendere in basso  fino  al 47°  posto dietro  alla Thailandia e prima dell’Equador.

Il Pdf ⇐  è a vostra disposizione se siete interessate alla lettura dell’intero  report (molto poderoso  e in lingua inglese).

Adesso  qualche pignolo potrebbe farsi  avanti dicendo  che in queste isole felici della nostra Europa il  tasso  di  suicidi tra la popolazione è piuttosto  rilevante, sarà anche vero ma la questione alla fine si  riduce a dati  statistici oppure a tesi scientifiche tutte da provare (sembra, in quest’ultimo  caso, che c’entri molto la questione della scarsità di luce solare nel periodo  invernale).

Suicidi  a parte, è da invidiare il loro modello  di  società felice?

Personalmente, pur mantenendo la mia italianità, posso   dire di  esserne attratta considerando alcuni  parametri  fondamentali di questo stile di vita.

Uno per tutti: l’empatia, ad esempio, che oggigiorno  sembra essere merce rara.

Il  metodo  danese per l’educazione dei  figli

Lo ammetto: sono  stata piuttosto prolissa prima di scrivere quello  che è il contenuto principale del post di oggi, cioè Il nuovo  metodo  danese per educare i  bambini dalla giornalista  Jessica Joelle Alexander   (anteprima alla fine dell’articolo).

Alcune mamme, molto probabilmente, si  sentiranno  già navigate nel  loro  mestiere di  genitore da poter pensare che sia superfluo leggere un libro che parla di  educazione di  bambini, per giunta  danesi:  ma non è così perché il libro non vuole dare consigli, ma parla, appunto, di un metodo  che può essere applicato a bambini  italiani, kenioti, magari  marziani.

<<Ma tu non hai  figli quindi  non puoi  capire >>: questa di  solito  è la frase bavaglio che alcune mamme, non tutte ovviamente, utilizzano  quando a parlare di educazione di  figli è una donna che figli non ha.

A parte che non avere figli può essere una libera scelta, nulla impedisce ad una persona di  parlare di  educazione in senso generale o in quello particolare riguardante i  bambini.

D’altronde esempi di  maleducazione proprio fra i più piccoli è indice che l’adulto (genitore) è un po’ latitante nel  dare le indicazioni  basilari per la vita futura della propria progenie.

Piccolo  sfogo  della zia Caterina


Perché i bambini danesi sono così educati e felici? Non fanno bizze, sono sereni e i loro risultati scolastici sono eccellenti. Un congedo di maternità più lungo e un reddito pro capite alto contribuiscono a formare genitori meno stressati, ma siamo sicuri che la questione possa essere liquidata così facilmente? La verità è che il modello educativo di alcuni Paesi sembra essere fermo da decenni, e ci troviamo a confrontarci, a scuola e in famiglia, con strumenti appartenuti ai nostri nonni, incapaci di far fronte a problemi tipici del nostro tempo, come l’eccessiva competitività o il bullismo. Desideriamo preservare i bambini dall’ansia e dallo stress, ma spesso otteniamo l’effetto contrario, trasmettendo paure che rendono difficile un sano cammino verso l’autonomia. In questo libro Jessica Joelle Alexander ci apre le porte di scuole e abitazioni danesi. Senza mitizzare il modello del Paese più felice del mondo, ci invita, con esempi, confronti e suggerimenti, a percorrere una nuova strada per accompagnare i nostri figli e diventare grandi, e felici, insieme.

Buona lettura.

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima del libro Il nuovo  metodo  danese per educare i  bambini

 

La sculacciata: da presunta goliardata fino alla criptomoneta

 

A volte mi chiedo  dove sia il confine tra lecito  ed illecito e se esso sia così labile da non essere facilmente individuabile.

La sculacciata data da un dirigente ad un’impiegata deve essere interpretata come violenza alla persona, oppure semplice goliardata?

Per quanto mi riguarda  se un individuo si  azzarda a darmi una sculacciata,  lo  stesso seduta stante  perirà   sotto il mio sguardo malefico.

D’altro  avviso  è il pensiero  di un giudice del tribunale di  Vicenza che, assolvendo un capo ufficio reo  di  sculacciate inopportune  nei confronti di un’mpiegata, ha derubricato il tutto a semplice goliardata.

Per questo immagino  che in quel  tribunale non vige l’austerità dovuta al luogo, ma anzi vi  alleggia uno spirito allegro dove , dai  giudici agli  avvocati e fino  all’ultimo  degli  uscieri, si  salutano tutti  dandosi  reciprocamente grosse pacche sul sedere: più vigorose tra uomini e leggere se il sedere è femminile (il bon ton lo  richiede).

Per concludere  se volete fare un investimento  in criptovalute, la rivista Wired in quest’articolo  ci informa l’azienda SpankChain, specializzata in intrattenimento per adulti (indovinate quale), ha lanciato una sua ICO (Initial coin offering)   basata su  Ethereum, il nome di  questa nuova criptomoneta è Spankcoinla moneta della sculacciata.

P.S. La mia conoscenza del mondo  delle criptovalute è pari a quella che ho nei  confronti  della fisica quantistica (….prima o poi  mi daranno il Nobel

Alla prossima! Ciao, ciao……