Jane Austen, l’intramontabile di cui non si sa nulla

Jane Austen

<< Non voglio  che la gente sia troppo simpatica, così mi risparmia il fastidio  di cercare di piacergli>>

Jane Austen 

Sono una Austenolatry 

Ho fatto  da poco una scoperta e cioè che sono afflitta dall’essere un’ Austenolatry cioè un’idolatra dell’intramontabile scrittrice inglese nata a Steventon il 16 dicembre 1775 lasciando  questo mondo  orfano  dei suoi scritti (ovviamente anche di  lei  stessa) il 18 luglio 1817 a Winchester

Il termine Austenolatry venne coniato nel 1900 (più o meno)  da Leslie Stephen  che, oltre ad essere un critico letterario, filosofo  e alpinista era anche  il papà della pittrice e arredatrice Vanessa Bell  e di  sua sorella (indubbiamente più famosa) Virginia Woolf.

La biografia di  Jane Austen 

Jane Austen
Albero genealogico della famiglia Austen

Anche Rudyard Kipling venne affascinato  dalla figura di Jane Austen tanto  da dedicarle il libro The Janeites (ne ho scritto  in questo  articolo  dove troverete anche l’anteprima del libro) mentre altri in tempi  più recenti si sono lanciati in una improbabile biografia dell’autrice come, ad esempio, il libro  di Claire Tomalin Jane Austen – La vita (prima edizione inglese 1997)

Jane Austen

Una biografia all’altezza di Jane Austen: un libro che irradia intelligenza, ironia e introspezione” The New York Times.

Di lei abbiamo solo un ritratto a matita, qualche lettera, gli scritti giovanili e sei meravigliosi romanzi. Eppure, tanto è bastato a rendere Jane Austen una delle scrittrici più celebri e amate di tutti i tempi. Si è spesso detto che la sua “è stata una vita priva di eventi significativi”, ma Claire Tomalin, nella sua monumentale biografia, dimostra il contrario: ogni singolo dettaglio ha contribuito a formare la Jane scrittrice, a ispirarne personaggi e ambientazioni.

Un viaggio di quasi cinquecento pagine nell’Inghilterra di fine Settecento e inizio Ottocento, tra complessi intrighi familiari che sono già materia da romanzo: Jane Austen è insieme osservatrice e protagonista incontrastata, talvolta concentrata su carta e calamaio nella sua camera tappezzata di azzurro, oppure alle prese con un ballo o una rappresentazione teatrale, in visita da amici e parenti nella campagna dell’Hampshire e del Kent, o immersa nella vita mondana di Bath e Londra.

Alla fine del’articolo troverete l’anteprima del  libro  con il testo in inglese (utile per il ripasso di  questa lingua)

Perché ho  detto che la biografia è improbabile?

Per il semplice fatto che di  Jane Austen abbiamo  veramente poco che testimoni  la sua vita e una sua biografia può essere solo il frutto  di  supposizioni di una scrittrice (per quanto  brava come Claire Tomalin)  non sia la verità assoluta.

Io non penso, come qualcuno vuol far credere,  che Jane Austen abbia avuto una vita monotona e noiosa e di aver scritto i suoi  romanzi  come antidoto  alla noia, tutt’altro: sicuramente avrà avuto il carattere necessario  per andare contro corrente rispetto  ai tempi in cui  ha vissuto  di una persona ribelle nei  confronti della morale di  allora (lo  dico  e affermo  anche per quella  ironia e arguzia con cui  descrive i  suoi  personaggi).

D’accordo, forse pecco  anch’io  di presunzione nell’affermare quanto  ho scritto, ma cosa volete farci: sono una Austenolatry…. 

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

La fuga di Bernadette (ma solo tra le pagine di un libro)

Dicono che fuggire non sia un gesto molto  nobile.

peccato, è così piacevole

Amèlie Nothomb 

 

Mille e un perché fuggire

Fuggiamo dal  dolore, fuggiamo per il dolore.

Fuggiamo per amore, fuggiamo per odio

Fuggiamo perché inseguite

Fuggiamo dalla noia delle solite ore

Fuggiamo perché l’insolito  ci  spaventa

Fuggiamo nella notte affinché nessuno ci  veda

Fuggiamo  senza lasciare un biglietto  d’addio

Fuggiamo  da sole

Fuggiamo  fino  al giorno  dopo

Fuggiamo perché ci  va di  farlo.

Eppure, a volte, siamo  ancora qui.

C.A.

Ognuna di  noi, almeno  una volta nella vita, avrà sperimentato il desiderio di  fuggire per  quei mille e un perché  che sono i motivi imperscrutabili della nostra esistenza.

Se siete tra le fuggitive è ovvio che non avete il tempo  di proseguire nella lettura di  ciò che mi  accingo  a scrivere, per tutte le altre (magari  anche qualche uomo  passa di  qua) lo  spunto di  questo  sproloquio sulla fuga mi è arrivato da un libro e dal film tratto  da esso (nel  contempo ciò mi ha salvata dal  fatto  che non sapevo che accidenti scrivere oggi, che poi era ieri, forse domani)

Tutto parte da un’intervista che il settimanale D – La repubblica delle donne ha fatto  alla bella e brava, magari  brava e bellaCate Blanchett di  quello  che penso  sia un’altra sua magistrale interpretazione nel  film Che fine ha fatto  Bernadette? per la regia di Richard Linklater

 

 

Non ho visto il film, ma da quello  che il trailer offre, mi sembra che l’intento sia quello  di  farci passare una serata piacevole al  cinema o in casa, utilizzando le piattaforme che offrono lo  streaming.

Ovviamente è un film adatto  a tutta la famiglia  (anche nonni  e zie compreso il gatto): la trama la potete leggere nel  box sottostante ed è offerta da Mymovies.it 

 

che fine ha fatto Bernardette

Non  ho  mai  letto  nulla della scrittrice Maria Semple e mi  riprometto  di leggere almeno  Where’d You go Bernardette (in italiano Dove vai Bernadette?per cui  mi  accomodo in poltrona per leggere  con voi  l’anteprima che troverete  alla fine dell’articolo.

Alla prossima! Ciao, ciao…

 

 


Anteprima del  libro  Dove vai Bernadette? di  Maria Semple