Pioniera dell’aviazione: Beryl Markham

Non ti  chiedo miracoli o  visioni, ma la forza di  affrontare il quotidiano.

preservami  dal  timore di poter perdere qualcosa della vita.

Non darmi  ciò che desidero ma ciò di  cui  ho  bisogno.

Insegnami l’arte dei piccoli passi.

Tratto  da Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry

Ma chi  era Beryl Markham?

Beryl Markham
Beryl Markham

Se IL Blog di  Caterina riesce a trovare (quasi) sempre spunti  per nuovi  articoli è anche grazie ai  suggerimenti preziosi di  amiche e amici.

In questo  caso l’aiuto per superare lo  scoglio  della pagina bianca è arrivata da Rita (Tororò – cincischio  ergo  sum è il suo  blog) la quale ha colmato una mia lacuna riguardo a un personaggio  femminile di  tutto  riguardo: Beryl Markham 

Beryl Markham è nata il 26 ottobre 1902 a Ashweel (contea di Rutland, Inghilterra), all’età di  quattro  anni  suo padre, Charles Baldwin Clutterbuck  noto allevatore di  cavalli, decise di  trasferire tutta la famiglia (Beryl aveva anche un fratello: Richard Alexander) in Kenia che allora faceva parte dell’Africa orientale britannica.

Qui  suo  padre, come era ovvio, mise in piedi un allevamento  di  cavalli e Beryl poté crescere imparando la cultura locale e, a diciassette anni,  diventare lei  stessa una brava allevatrice di  cavalli.

Il cognome Markham è quello  del  suo  secondo  marito  (si  sposò per ben tre volte): l’imprenditore Mansfield Markham da cui  ebbe il figlio Gervase.

Trovò anche il tempo  per avere una relazione con il principe Enrico duca di  Gloucester, figlio  di re Giorgio  V (la famiglia reale non vide di  buon occhio la frequentazione del principe).

In Africa divenne amica di  Karen Blixen (GOSSIP ⇒e quando  la scrittrice smise di  frequentare il fidanzato (ormai  ex) Denys Finch Hatton, pilota e cacciatore lei si prodigò subito  per riempire il vuoto  nel  cuore dell’uomo che morì il 14 maggio 1931 in un atterraggio particolarmente sfortunato.

Fu  naturale per lei acquisire dal  suo  sfortunato  fidanzato  la passione per il volo  e quindi  prendere il  brevetto  di pilota al punto  che, una volta diventata esperta nel pilotaggio, decise di  essere la prima donna a compiere un volo in solitaria sull’Atlantico da Abingdon in Inghilterra fino  a New York.

Il 4 settembre 1936, dopo un volo  durato venti ore, il suo  Vega Gull (chiamato  The Messenger)   a causa di problemi alla carburazione si  schiantò sul  suolo  di Cape Breton Island in Canada: niente paura perché lei  si  salvò morendo il 3 agosto 1986 all’età di ottantaquattro  anni.

In seguito  a questa impresa Beryl Markham venne celebrata come pioniera dell’aviazione essendo stata la prima donna a volare da est a ovest sull’Atlantico, dall’Inghilterra al  Nord America, in solitaria e senza scalo.

All’incirca un anno  dopo e cioè il 2 luglio 1937, la famosa aviatrice statunitense Amelia Earhart scomparve in un incidente sull’Oceano Pacifico  durante il tentativo  di  fare il giro  del mondo.

Ancora oggi non sono  stati ritrovati  i resti dell’aviatrice e del  suo  co-pilota Fred Noonan.

La dinamica della tragedia non è ancora stata chiarita e sono  state fatte solo  alcune ipotesi.

A riguardo  di  Amelia Earhart ho  scritto  questo post

A occidente con la notte 

Beryl Markham mise per iscritto la sua vita avventurosa nel  libro  autobiografico A occidente nella notte  (anteprima alla fine dell’articoloche inizialmente non ebbe molto  fortuna tanto  da non essere più stampato.

Nel 1982 casualmente in una raccolta di lettere di  Ernest Hemingway ne venne trovata una  in cui lui  lodava la scrittura di Beryl Markham

…hai letto il libro  di Beryl Markham West with the Night? E’  scritto  meravigliosamente bene tanto  da farmi  vergognare me stesso  come scrittore.

Sentivo  di  essere un semplice falegname con le parole, ma questa ragazza ha scritto un libro  dannatamente meraviglioso.

In realtà nella lettera originale  di  Hemingway oltre alle lodi c’è una buona dose di  sciovinismo  maschile nei  confronti  della donna descritta  con termini non propriamente eleganti.

Comunque, l’anno  dopo  e cioè nel 1983, la casa editrice californiana North Point Press ne fece la ristampa con ottimo successo  di  critica e vendita.

Nel  frattempo  Beryl Markham, che viveva a Nairobi in assoluta povertà (era rientrata in Africa nel 1952) venne raggiunta dal  successo  e quindi vivere i  suoi  ultimi  anni in agiatezza.

A suo  ricordo L’Unione Astronomica Internazionale ha dedicato  a lei il nome di un cratere d’impatto sul pianeta Venere .

Tutto  qui.

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima del libro A occidente con la notte di Beryl Markham 

Qualcuno  dice che la prosa elegante usata nel libro  sia dovuta ad alcune modifiche nella stesura suggerite da Antoine De Saint Exupéry altro  amante di  Beryl (Markham) 

Buona 💋 lettura 

Aphra Behn: una donna emancipata del XVII secolo

<<Che cosa pretende d’essere, che cosa vuole sembrare?

Dove vuole arrivare?>>

La risposta è molto  semplice:

alla parità con l’uomo in tutte le cose,

trattare con lui e sopra uno stesso piano

i problemi che interessano  tutti  e due.

Tratto dalla poesia La donna con i pantaloni di  Aldo  Palazzeschi  

Aphra Behn: scrittrice, poetessa e drammaturga 

Il 24 ottobre 1929 fu pubblicato per la prima volta il saggio  di  Virginia Woolf  Una stanza tutta per sè:  scritto  nelle sue pagine la cronaca di  due conferenze che la scrittrice e attivista britannica tenne a Newnham e Gritton  college femminili  dell’Università  di  Cambridge.

Le parole di  Virginia Woolf  avevano lo scopo di  rivendicare per il genere femminile la possibilità di  essere ammesse a una cultura totalmente (con pochissime eccezioni) appannaggio dell’uomo in una società, come quella inglese dell’epoca, di  stampo prettamente maschilista.

In Una stanza tutta per sè (il titolo  allude al concetto  che ogni  donna dovrebbe avere una stanza tutta per se per poter scrivere liberamente e senza condizionamenti) Virginia Woolf scrive quello  che potrebbe essere una dedica ad una donna del XVII secolo  che ha saputo emanciparsi  con la sua arte dello  scrivere:

E tutte le donne insieme dovrebbero cosparge di  fiori la tomba di  Aphra Behn, che si  trova assai  scandalosamente, ma direi  giustamente, nell’abbazia di  Westminster, perché fu lei  a guadagnare loro il diritto di  dar voce alla loro  mente.

E’ lei – questa donna ombrosa e amorosa – che questa sera mi permette di  dirvi abbastanza realisticamente: guadagnatevi  cinquecento  sterline l’anno  con il vostro  talento.

Aphra Behn in un ritratto del pittore Peter Lily (1670 circa)

Dunque le parole sono per Aphra Behn  (Canterbury, 10 luglio 1640 – 16 aprile 1689).

Le sue origini  sono incerte: qualche fonte dice di  essere stata figlia di un aristocratico altre, diametralmente opposte per quanto  riguarda il ceto  sociale,  dicono  che suo  padre era un barbiere.

Ma, penso,  che a noi  questo non interessa se non il suo  genio.

Pur avendo una biografia lacunosa sappiamo che lei, fra il 1658 e il 1663, quando era molto  giovane, visse nel  Suriname colonia inglese dell’America meridionale che passerà sotto il dominio olandese nel 1667.

Il suo  ritorno  a Londra avviene nel 1663 per sposare (dietro l’insistenza dei parenti) un commerciante olandese da cui  prese il cognome Behn.

Il destino due anni dopo , nel 1665,   la liberò (in un certo  senso)  da questo matrimonio forzato in quanto il marito  morì per la peste che imperversava nella capitale inglese.

Da qui  in poi la vita di  Aphra Behn  prese una svolta a dir poco  avventurosa: il  governo inglese l’assoldò come spia da inviare ad Anversa.

Purtroppo  per lei l’allora servizio segreto inglese non era quello  di James Bond nei  romanzi di  Ian Fleming: in pratica non le pagò quanto pattuito e lei  finì in galera per i  debiti.

Fin qui  la storia della sua vita sembra essere più che altro la trama di un feuilleton, mentre più seria e veritiera è quella che riguarda la sua attività di  romanziera e commediografa: il  suo  primo  successo, la commedia The Forced Marriage (ispirata al  suo precedente matrimonio) la spinse a proseguire in questa carriera scrivendo  commedie sempre più libertine che tanto piacevano a un certo pubblico  teatrale.

Eppure, nonostante questo  successo,  venne considerata una donna depravata, menzognera e sconcia: questi  giudizi  poco  lusinghieri (degni di una mentalità becera e maschilista)  non furono  pronunciate da uomini del suo  tempo  ma dallo  scrittore Ernest A. Baker nel 1901.

La sua vita proseguì alternando periodi  felici  a quelli decisamente più tristi: le sue commedie per essere messe in scena dovevano passare con il consenso della critica asservita al potere politico  che esercitava il diritto  di  censura.

Comunque la sua ultima commedia The Lucky Chance fu l’ennesimo  successo seguito, quando lei  era ormai stanca e malata, quello  che è considerato il suo  romanzo autobiografico: Oroonoko.

A proposito  di  questo  romanzo  e della  sua presunta autobiografia, molti  critici  moderni avanzano  dei  dubbi  sulla veridicità di  Oroonoko (che ricordo  essere il nome di un africano  ridotto in schiavitù) considerando  che la descrizione fatta, molto intima, tra la scrittrice e l’eroe di  colore   che guidò una rivolta  degli  schiavi, sembra essere molto  fantasiosa.

Aphra Behn muore nel 1689 e la sua tomba si  trova tra quella dei poeti inglesi  a Westminster.

Prima di  concludere voglio  fare un piccolo  omaggio  a Virginia Woolf inserendo  alla fine dell’articolo l’anteprima di  Una stanza tutta per sè.

Alla prossima! Ciao, ciao…


Anteprima del libro Una stanza tutta per sè di  Virginia Woolf