Quando il “Muscolo (è) di Grano” il sapore è garantito (soprattutto per i vegani)

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APERTA PARENTESI

TRE A UNO, TRE A UNO, TRE A  UNO…………….scusatemi, non sono una tifosa sfegatata, ma quando il mio GENOA vince stracciando  la capolista…..TRE A UNO, TRE A UNO, TRE A UNO………….

CHIUSA PARENTESI

 

Idealmente, sedendomi  come imputata in un tribunale vegano, confesso  la mia colpa: io  mangio  la carne.

Se può servirmi  per una riduzione di pena, pena da condividere con il mio  “lui” anch’egli  carnivoro, posso  aggiungere che consumiamo  carne una o due volte (al massimo) alla settimana.

Però, leggendo  qua e là, mi ha incuriosito la notizia riguardante il Muscolo  di  Grano, cioè una specie di  hamburger vegano composto  da farina di  grano e farina di lenticchie con un valore proteico, a detta di  chi lo produce, completo  simile alla carne.

Ad avere inventato  questo nuovo  prodotto non è uno dei  soliti (presuntuosi) guru  dell’alta cucina, dove per mangiare un loro uovo  fritto  devi  aprire un mutuo, ma una laureata in dietetica, Lucia Marascio, la quale a Isca sullo Jonio (Calabria), gestisce l’azienda agricola Muscolo  di  Grano.

Questa è una bella notizia perché lei  è una giovane donna imprenditrice che, coraggiosamente, propone un diverso aspetto  della cucina dove i  sapori  mediterranei sono  quelli  tradizionali.

Il fatto  poi che  la promozione dei  suoi  prodotti avvenga anche, e soprattutto,  attraverso il sito è la voglia e desiderio di  aprirsi al commercio non legato esclusivamente  al  territorio (siete andato  a visitarlo? No…? Secondo  voi  perché metto i link?).

Alla prossima! Ciao, ciao………….


 

UN AUGURIO SINCERO

Il 28 aprile scorso ho pubblicato  su  questo  blog un articolo  riguardante una nostra escursione sul monte Saccarello.

Nello  stesso  articolo, come suggerimento per un pernottamento, ho indicato il B&B Il Rifugio  del  Ramingo ma, soprattutto, vi ho parlato  della cortesia dei  gestori (Cinzia e Giuseppe) dalla quale è nata un’amicizia.

Purtroppo, a causa dei recenti fatti  alluvionali, il Rifugio  del Ramingo  (che ricordo essere a Monesi  di  Mendatica) è rimasto  gravemente danneggiato.

Noi siamo sicuri che le difficoltà che oggi  appaiono  insormontabili, un domani saranno superate ed il Bed And Breakfast di  Cinzia e Giuseppe riaprirà ai  suoi  ospiti, accogliendoli  con tutto il loro calore ed ospitalità.

È anche un invito per tutti nel continuare a visitare quella Liguria montana che è tanto  diversa da quella costiera, ma che è altrettanto, se non di più, ricca di storia, arte e natura.

 

 

Che cavolo!

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Che cavolo!

Non ditemi  che non faccio in tempo  ad affezionarmi ad una delle protagoniste di una serie TV che lei  muore prima delle fine della prima serie*.

Che cavolo!

Perché se un treno  viene annunciato con cinque minuti  di  ritardo, poi i minuti  diventano dieci, quindi venti ed infine il treno viene soppresso (magari  senza i pendolari  a bordo)?

Che cavolo!

Ho  dimenticato  di  ricaricare il telefonino, ho dimenticato anche il carica-batteria a casa, ho dimenticato  di  avvisare “lui” che le mie chiavi  di  casa sono nella borsa insieme al  carica – batteria…AIUTO!

Che cavolo!

Tu, che guidi e nello  stesso  tempo  stai  messaggiando con il tuo  nuovo  giocattolino, ricordati  che se sono  sulle strisce pedonali ci  sarà pure un motivo. Forse perché voglio  arrivare indenne dall’altra parte della strada?

Che cavolo!

Perché esistono le zanzare? E soprattutto perché scelgono  sempre me per i loro pasti?

Potrei  continuare all’infinito  elencando tutta una serie dii “Che cavolo!”.

Preferisco  terminare con una ricetta….del  cavolo

* la serie TV in questione è trasmessa su Netflix,  il titolo è composto  da tre lettere di  cui  la prima è una zeta e l’ultima una o…..

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 

Foglie di cavolo ripiene

 

Ingredienti per 6 persone:

  • 6 larghe foglie di cavolo  cappuccio
  • Olio extravergine q.b.

Per il ripieno:

  • 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
  • 4 cipollotti finemente tritati
  • 1 spicchio  d’aglio schiacciato
  • 2 cucchiai di concentrato  di pomodoro
  • 120 g di uva di  Corinto
  • 2 cucchiai di mandorle a scaglie
  • 1 cucchiaino di semi  di  cumino
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere (facoltativo)
  • 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
  • 500 g di riso a grana lunga cotto in precedenza
  • 250 ml di  brodo  di pollo oppure vegetale

Salsa allo Yogurt

  • 500 g di yogurt bianco naturale
  • 1 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 cucchiaino di menta fresca tritata

Preparazione

Ungiamo con l’olio una pirofila dai bordi  alti.

Scottiamo in acqua bollente le foglie di cavolo per una decina di secondi affinché diventino  tenere.

Scoliamo ed eliminiamo la parte dura del gambo mettendolo  da parte.

Preriscaldiamo il forno a 190°

Per il ripieno riscaldiamo l’olio in una padella rosolandovi i cipollotti e l’aglio per una trentina di  secondi a fuoco  medio. Aggiungiamo il concentrato  di pomodoro, l’uva di  Corinto, le mandorle, i semi  di  cumino, la cannella (facoltativa), il prezzemolo  ed il riso.

Mescoliamo bene il tutto.

Leviamo dal fuoco e lasciamo intiepidire. Quindi mettiamo tre cucchiai di ripieno al centro di ogni foglia di cavolo ed arrotoliamola ripiegando i bordi  verso l’interno.

La salsina allo  yogurt va preparata solo  al momento  di  essere servita con gli involtini.

La preparazione è molto semplice: in una ciotola uniamo lo  yogurt con il cumino  e la mente e mescoliamo.

Serviamo gli involtini freddi oppure caldi accompagnandoli con la salsina guarnita con ciuffi di menta e coriandolo.

 


Per concludere sul serio:

L’origine del cavolfiore è incerta: taluni pensano che sia originario del Medio Oriente, anche perché il primo a parlarne fu l’agronomo Ibn-al-Awan, vissuto in Spagna nel XII secolo e autore di una monumentale opera composta da 31 volumi  sull’agronomia, il quale dava per certa l’origine in quei luoghi dell’ortaggio.

TABELLA DEI  VALORI NUTRITIVI  DEL CAVOLFIORE

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Hummus e non humus (mio caro)

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Quando ho proposto per cena un piatto  di  hummus, vi  è stato un momento in cui  “lui” ha frainteso pensando  a quel humus nutrimento per le piante.

Ciò sarebbe coerente nel  caso in cui  decidessi  di piantarlo, ma il est l’amour de ma vie….

Ritornando  all’hummus (quello  con due “emme”) l’idea mi  è arrivata guardando il trailer di un film israeliano incentrato sulle figure di un ebreo  ortodosso,  che gestisce un ristorante vicino ad una stazione di  servizio,  e quella  di una donna musulmana il cui  hummus è leggendario  per chi  ha la fortuna di  assaggiarlo (il trailer lo potete vedere a fine articolo).

Non mi resta che lasciarvi  con la ricetta dell’Humus……scherzavo, volevo  dire dell’Hummus.

Alla prossima! Ciao, ciao………..

ingredienti

1 tazza di  ceci

3 tazze di  acqua

1/4 tazza di  succo  di limone

1/4 tazza di olio  d’oliva extravergine

2 cucchiai  extra di  acqua

2 spicchi  d’aglio  grossolanamente tritati

1/2 cucchiaino di  sale

paprika dolce in polvere per guarnire

preparazione

Mettiamo  i ceci  a bagno  per almeno  quattro ore.

Dopodiché li  scoliamo  e li mettiamo in una pentola piena d’acqua.

Portiamo ad ebollizione, lasciando  cuocere a fuoco lento, per un’ora, quindi  li  scoliamo.

Mettiamo i ceci, il succo  di limone, l’acqua, l’aglio e il sale nel  mixer avviandolo  fino  ad ottenere un composto omogeneo.

spolveriamo di paprika e serviamo  con pane pita



POST SCRIPTUM 

 

La tragedia della donna  che, non reggendo allo  sciacallaggio dei  social – media, si è suicidata e quella della ragazza di Rimini violentata e messa alla gogna sul web dalle sue stesse amiche (amiche?), oltre a farci sentire partecipe al  dolore delle vittime, deve farci  riflettere sul fatto che taluni percepiscono la vita umana come una qualunque fiction da condividere violando l’intimità della persona.

Nutrendo  seri  dubbi sull’intelligenza e la sensibilità degli  autori  di  queste sciagurate bravate, spero solo che nella loro  coscienza (se ne hanno una), si annidi un auspicabile senso  di  vergogna.