Questo è un post del cavolo

Brassica oleracea
Caterina Andemme ©

Ormai  è risaputo che i  bambini  non nascono  sotto  i  cavoli e che le cicogne si  rifiutano di  fare da corrieri per consegnare i bebè alle mamme (e i papà).

Come del  resto, avanzando il turpiloquio  nella parlata comune , la parola cavolo  ( nella frase ma che cavolo) è diventata desueta sostituita da quella che nella lingua italiana di  registro  colloquiale basso  indica, in senso  proprio, il pene. 

Ritengo, comunque, che quella parola di  registro  colloquiale basso  abbia una sua giustificazione come temporaneo  sfogo per eventi  accidentali non sempre dipendenti  dalla nostra volontà o  quasi.

Ad esempio:

Sto  attraversando  sulle strisce pedonali, quando il tizio alla guida della sua auto non solo non rispetta il mio  diritto a passare indenne dall’altra parte della strada, ma centra quella pozzanghera che mi inzaccherà  tutta quanta.

Appunto: ma che ******!

Allora considerando il titolo del post, cioè è un post del  cavolo, vi parlerò della:

Brassica oleracea (cioè il cavolo  in tutte le sue varianti)

 

Tabella dei valori nutrizionali del cavolo

L’origine del cavolfiore è incerta: taluni pensano che sia originario del Medio Oriente, anche perché il primo a parlarne fu l’agronomo Ibn-al-Awan, vissuto in Spagna nel XII secolo e autore di una monumentale opera composta da 31 volumi  sull’agronomia, il quale dava per certa l’origine in quei luoghi dell’ortaggio.

In seguito, con lo  sviluppo della navigazione, il problema dello  scorbuto   dovuto  alla carenza di  vitamina c venne risolto, oltre che all’utilizzo  degli  agrumi, anche con quello  del cavolfiore ricco  di  vitamina c  mangiato  crudo perché cuocendo  la vitamina si  degrada.

La cottura del  cavolfiore è una nota dolente per via dell’odore che si  sprigiona, dovuto  alle componenti  solforate del  vegetale.

 

 

 

La conclusione di  quest’articolo non può che essere altrimenti una ricetta del  cavolo:

 

Foglie di cavolo ripiene

Ingredienti per 6 persone 

  • 6 larghe foglie di cavolo  cappuccio
  • Olio extravergine q.b.

Per il ripieno

  • 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva
  • 4 cipollotti finemente tritati
  • 1 spicchio  d’aglio schiacciato
  • 2 cucchiai di concentrato  di pomodoro
  • 120 g di uva di  Corinto
  • 2 cucchiai di mandorle a scaglie
  • 1 cucchiaino di semi  di  cumino
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere (facoltativo)
  • 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato
  • 500 g di riso a grana lunga cotto in precedenza
  • 250 ml di  brodo  di pollo oppure vegetale

Salsa allo  yogurt

  • 500 g di yogurt bianco naturale
  • 1 cucchiaino di cumino in polvere
  • 1 cucchiaino di menta fresca tritata

Preparazione

Ungiamo con l’olio una pirofila dai bordi  alti.

Scottiamo in acqua bollente le foglie di cavolo per una decina di secondi affinché diventino  tenere.

Scoliamo ed eliminiamo la parte dura del gambo mettendolo  da parte.

Preriscaldiamo il forno a 190°

Per il ripieno riscaldiamo l’olio in una padella rosolandovi i cipollotti e l’aglio per una trentina di  secondi a fuoco  medio. Aggiungiamo il concentrato  di pomodoro, l’uva di  Corinto, le mandorle, i semi  di  cumino, la cannella (facoltativa), il prezzemolo  ed il riso.

Mescoliamo bene il tutto.

Leviamo dal fuoco e lasciamo intiepidire. Quindi mettiamo tre cucchiai di ripieno al centro di ogni foglia di cavolo ed arrotoliamola ripiegando i bordi  verso l’interno.

La salsina allo  yogurt va preparata solo  al momento  di  essere servita con gli involtini.

La preparazione è molto semplice: in una ciotola uniamo lo  yogurt con il cumino  e la menta e mescoliamo.

Serviamo gli involtini freddi oppure caldi accompagnandoli con la salsina guarnita con ciuffi di menta e coriandolo.

Bon appétit

 

Alla prossima! Ciao, ciao………………

 


In the corner

Di mestieri ce ne sono tanti, anche fare la pornostar può essere considerato al limite un mestiere.

Ma fare la vittima non è un mestiere, è subire una violenza e basta.

Questo  anche una persona come la Balzerani, che ha scelto il terrorismo  come mestiere, dovrebbe capirlo.

Forse è chiedere troppo.

Out of the corner