Vasilij Grossman e il destino di un romanzo

Vasilij Grossman

La nebbia copriva la terra. il bagliore dei  fanali  delle automobili rimbalzava sui  fili  dell’alta tensione che correvano lungo  la strada.

Non aveva piovuto ma all’alba il terreno  era umido  e, quando  si  accendeva il semaforo, sull’asfalto  si  spandeva un alone rossastro

Tratto  dal  romanzo  Vita e destino  di  Vasilij Grossman

 Destino  (e censura) di un romanzo 

Quando Vasilij Semënovič Grossman  scrisse nel 1959 quello  che viene considerato uno dei  più famosi  romanzi della letteratura russa del 20° secolo, Vita e destino, non avrebbe certo immaginato  che l’allora KGB l’anno  seguente avrebbe sequestrato sia il manoscritto  originale che tutte le copie dattiloscritte.

Il perché di tale accanimento era motivato, secondo  la logica poliziesca del  regime,  dal  fatto  che il romanzo  poteva arrecare un danno  d’immagine all’URSS.

Ambientato durante la Seconda guerra mondiale nel periodo della Battaglia di  Stalingrado, Grossman fa trasparire dando  voce ai  suoi personaggi una certa similitudine del regime sovietico,  sotto  la dittatura di  Stalin, con quello hitleriano.

Meno  credibile è la storia per cui il sequestro  venne ordinato da Nikita Sergeevič Chruščëv per una semplice vendetta in quanto lo scrittore (ricordo  che era anche un giornalista) si  rifiutò di fare un’intervista quando questi  era commissario capo del  partito per le operazioni di  guerra durante la campagna di  Stalingrado.

Vasilij Grossman fu corrispondente di  guerra per l’Armata  Rossa trascorrendo  tre anni in prima linea, descrivendo in maniera essenziale (ma anche straziante) tutto  ciò che i  suoi  occhi  vedevano.

Uno dei  suoi  più famosi  reportage, la liberazione del lager di  Treblinka, fu  usato  come prova durante il Processo  di  Norimberga.

Ritornando al  romanzo  Vita e destino, Grossman ebbe comunque la prontezza di  consegnare poco  prima del  sequestro una copia dattiloscritta al  suo  amico e scrittore  Semen Lipkin il quale la nascose nella sua dacia a Peredelkino.

Nel 1974, dieci  anni  dopo la morte di  Grossman per tumore, Lipkin porterà clandestinamente la copia microfilmata  in occidente consegnandola nelle mani  della ricercatrice Rosemarie Ziegler la quale, arrivata a Parigi, a sua volta li passò al  critico Efir Etkind

Questa, che sembrava essere una corsa con il passaggio  di  testimone, fu  vana: nessuno  degli  editori  francesi  si  sentì di pubblicare il romanzo.

Allora Etkind pensò di rivolgersi  all’editore di  origine serba Vladimir Dimitrijevic a Losanna in Svizzera: questa fu  la volta decisiva perché nel 1980, a sedici  anni  dalla morte di  Grossman, Vita e destino venne finalmente pubblicato.

Nel 1990 anche in Russia il libro  fu  dato  alle stampe.

Anteprima di  Vita e destino 

Oggi  tocca a me pubblicare l’anteprima di  questo  romanzo

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥