Quando il viaggio diventa Trip (TripAdvisor e Google Trips)

Le nostre valige  erano  di  nuovo  ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare.

Ma non importava, la strada è la vita.

Jack Kerouac 

Quando il viaggio  diventa Trip (Advisor) 

Da uno a dieci: di  quanto  vi  fidate delle recensioni su  hotel  e ristoranti fatte da comuni  utenti su  TripAdvisor?

Per quanto mi riguarda se dovessi  seguire i  consigli  degli utenti, e quindi  orientando  le mie scelte, lo farei dando un voto  di  fiducia dallo zero fino al massimo  di  due (se sono in buona giornata).

Questo non perché sono spocchiosa o presuntuosa ( pur non considerandomi  tale, altri  termini  dispregiativi  che terminino  in osa non mi vengono in mente) ma solo e semplicemente perché credo che siamo  esseri unici e di  conseguenza con diversi  punti  di  vista.

Per semplificare guardate i commenti che hanno  rilasciato due persone sulla medesima struttura alberghiera (ovviamente ho volutamente nascosto  il nome o nickname dei  due utenti  e quello  dell’albergo)

 


A chi  dobbiamo credere? 

Quello  che ho  scritto  fin qui sono  considerazioni personali e nulla ha a che vedere con il gigante creato  da mr. Stephen Kaufer nel 2000 e che si  avvia a voler diventare il più grande social network dei  viaggi  nel mondo  (senza contare che altri  giganti  come Google premono per essere i primi  nel  settore ) e cioè attraverso  quella parolina magica che è propria dei  social media: la condivisione di  tutto  quello  che concerne il viaggio (foto, guide, suggerimenti e altro  ancora) con persone a cui diamo  la nostra fiducia (o  amicizia).

 

I numeri di TripAdvisor

 

Quando  il viaggio  diventa (Google) Trips

A differenza di  TripAdvisor dove sono  le recensioni  quelle che contano,  l’ app  Google Trips può essere considerato  come un coltellino  svizzero (ma se vogliamo  essere più tecnologici è meglio  definirla come una applicazione all-in-one)  dove l’utente potrà avere a disposizione  sul suo  smartphone o  tablet  tutte le informazioni  necessarie al  suo  viaggio e cioè potrà consultare gli orari  degli  aerei  e dei  treni, fare prenotazioni,  utilizzare di  dati  di  Google Maps (quindi  visualizzare i  commenti  di  altri), avere a disposizione delle guide turistiche Ad personam e  (molto) altro  ancora, il tutto  consultabile anche offline.

Naturalmente il perfetto  funzionamento di  Google Trips passa attraverso l’integrazione con l’account mail di  Google.  

Nulla potrà comunque togliere l’esperienza di  esplorare il mondo  attraverso i nostri occhi  (talvolta anche per mezzo  del  naso)

 Alla prossima! Ciao, ciao…

La lettura sociale in 140 caratteri

La lettura © caterinAndemme
La lettura
© caterinAndemme

Talvolta penso  che il paradiso  sia leggere continuamente senza fine

Virginia Woolf

Quello che dice l’Istat riguardo  all’editoria

Con il report pubblicato nel  dicembre del 2018, ovviamente riferito all’anno precedente, l’Istat  ci informa che:

Nel 2017 si rileva un netto segnale di ripresa della produzione editoriale: rispetto all’anno precedente i titoli pubblicati aumentano del 9,3% e le copie stampate del 14,5%.

Un dato  che, a mio  avviso,  è molto importante (perché si  diventa lettori  da piccoli) è questo:

L’editoria per ragazzi è in forte crescita rispetto al 2016: +29,2% le opere e +31,2% le tirature, ma è l’editoria educativo-scolastica a incrementare di più la produzione, raddoppiando sia i titoli sia il numero di copie stampate.

Quante sono le case editrici in Italia e quanto pubblicano ogni  anno lo potete vedere dalla seguente infografica (apprezzate il mio sforzo per crearla e lasciate perdere l’estetica)


 

Se poi siete assetate di dati, l’intero  report dell’Istat lo trovate in questo Pdf, molto più  interessante di un bugiardino sull’uso  di un farmaco oppure di un post scritto  da Chiara Ferragni (ve lo  giuro: non sono  assolutamente invidiosa della medesima).

La lettura sociale in 140 caratteri 

All’inizio  era Twitter il posto ideale per confrontarsi  con  altri lettori, parlando  di libri e scambiandosi le reciproche impressioni su  questo  o  quell’altro  autore.

Purtroppo  i  social media sono  diventati l’arena per il lancio  di insulti  tra gli odiatori  di professione (i Tarlucoencefalus) e  politici  che  tengono molto  a far sapere cosa mangiano o  bevono (per nostra  fortuna essi evitano, per il momento,  di informarci  se soffrono  di  stipsi).

Ma la passione per i libri non conosce i confini  dei  social e così nasce il progetto  di un’associazione culturale come TwLetteratura  e la sua app-creatura Betwyll.

Ad essere più precise tutto è iniziato  nel  2016, quando  la casa editrice Pearson  decise insieme a TwLetteratura (e l’utilizzo  della sua app Betwyll) di  lanciare un progetto rivolto  alle scuole di  secondo  grado per far appassionare i  ragazzi  alla lettura e, quindi, creare comunità di utenti con lo scopo di interagire nella forma più appropriata ai  canoni  del  social  reading (o lettura sociale).

In pratica nell’esperimento insegnanti  e alunni hanno  dapprima letto alcuni  testi  tra i più famosi  della letteratura e, in seguito, agli allievi  è stato chiesto  di commentare quanto letto  con messaggi non più lunghi  di 140 caratteri (in pratica il vecchio  tweet che in questo   caso prende il nome di twyll)  parafrasando il brano e sintetizzarne il contenuto.

Così, per esempio, alcuni  utenti  hanno commentato La sera del dì di  festa di  Giacomo  Leopardi:

Tu dormi: io questo  ciel, che si  benigno/ appare in vista, a salutar m’affaccio,/ e l’antica natura onnipossente, che mi  fece all’affanno

Il commento degli  allievi:

Nella quiete notturna, Leopardi  vede il  volto di  chi  ha voluto  la sua sofferenza, quella Natura che pure, tanto dolci  sonni altrui  dona

(@4bt) 

natura onnipossente; la natura per il poeta passa dall’essere l’artefice delle illusioni all’essere maligna: rapporto  conflittuale

(@victoria)

L’app Betwyll è gratuitamente scaricabile dal Play Store di  Google e Apple Store: una volta attivato creando il propri  profilo si potrà partecipare alle discussioni letterarie.

Dai  commenti  che ho  letto  di  chi  ha scaricato Betwyll sembra che l’app  abbia ancora bisogno di un bon rodaggio  per funzionare al  meglio.

Io  invece ho  bisogno di una buona cena e di  andare a letto presto per dedicarmi alle pagine di un libro  prima di  addormentarmi.

Alla prossima! Ciao, ciao…

Ultrasuoni spia: l’ultima frontiera dei trojan?

Spy Story © caterinAndemme
Spy Story
© caterinAndemme

la definizione classica degli ultrasuoni  è quella che descrive le onde meccaniche sonore: le frequenze che caratterizzano  gli ultrasuoni sono  superiori  a quelle mediamente udibili da un orecchio umano. Convenzionalmente la frequenza utilizzata per discriminare le onde soniche da quelle ultrasoniche  è fissata in 20 KHz

Tratto  da Wikipedia 

Exodus & C.

Dunque ammettiamolo: ossessionati  dalla privacy riguardante la nostra vita, molto  volentieri  cediamo  al  fascino del like postando i fattacci nostri su un qualunque social media che ben  volentieri ci darà lo spazio  necessario in cambio di  ciò che si nutre per il suo  business: pedinarci in maniera costante per scoprire quali  siano le nostre preferenze, proprio  com una pulce che, attaccandosi  al pelo  di un cane,  ne succhia il sangue.

Solo che in questo  caso si  tratta di  vampiri  tecnologici  e, al posto  del  sangue,  quello  che viene a noi  tolto sono i  fantomatici  dati privati della nostra vita.

Naturalmente in questo  caso siamo  (quasi) consapevoli di  questa specie di  baratto.

Molto  meno, anzi per nulla, quando l’azione è puramente criminale come nel  caso dei  famosi trojan horse   fraudolentemente inoculati nei  nostri device digitali.

Caso  emblematico è il trojan dal nome biblico  Exodus: software spia prodotto  da un’azienda italiana  con sede a Catanzaro  (se proprio  volete conoscere il nome dell’azienda vi  rimando  all’articolo  di  Punto Informatico) ad uso per le indagini  di polizia (carabinieri  e Guardia di  Finanza) che, non si  sa bene come, è  entrato in qualche decina di  app gratuite per migliorare le prestazioni  dello  smartphone  scaricabili dal Play Store di  Google.

Cosicché, qualche migliaio  di nostri  connazionali, si  sono ritrovati  ad essere spiati, derubati  dei propri  dati e, dulcis in fundo,  il tutto  è conservato in un server di Amazon (affitta i  server a terze parti) in Oregon località notoriamente lontana dalla giurisdizione italiana.

La procura di  Napoli  ha aperto  un’inchiesta,  mentre il Garante per la privacy, Antonello  Soro, attraverso una richiesta inviata a tutte le cariche istituzionali dello Stato, chiede una modifica della legge sulle intercettazioni voluta dal precedente governo.

Gli ultrasuoni al  servizio  degli  spioni 

 

L’immagine che ho  creato non è il massimo per una spiegazione sullo  spettro del  suono per tanto, se la cosa vi interessa la facoltà di  Scienze dell’Università di  Verona ha pubblicato  questo Pdf sull’argomento.

Ultrasonic cross-device tracking: dietro  a questa definizione si  nasconde una tecnologia che consente  il tracciamento  della nostra posizione e la conoscenza di  altri  dati semplicemente utilizzando il microfono  del nostro  smartphone (ma anche quello  del PC o  dei  portatili).

In pratica potrebbe capitare che un segnale ultrasonico, emesso da un sito  oppure da un app, comunichi l’ordine di  spiarci attraverso un’altra applicazione del nostro  telefonino, senza averne alcuna percezione.

Per il momento  sembra che il metodo  venga (veniva o  verrà) utilizzato  per fini  di  marketing: pensiamo  a un semplice spot trasmesso  dalla cara e vecchia radio: mentre ascoltiamo il jingle il segnale ultrasonico farà partire l’ordine di portare un attacco  alla nostra privacy che è sempre lo  stesso e cioè raccogliere i nostri  dati  e catalogarci.

La difesa da questo  tipo  di  attacco è la più semplice che  ci  sia (oltre a qualche sound firewall): non concedere alle app. o per lo  meno non a tutte, l’utilizzo del microfono.

Tutto qui.

Alla prossima! Ciao, ciao..♥ 

 

 

Quando il silenzio non si fa ascoltare

Shhh! © caterinAndemme
Shhh!
© caterinAndemme

Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del  mare

e il silenzio della città  quando  si placa

e il silenzio  di un uomo  e di  una vergine

e il silenzio  con cui  soltanto la musica trova linguaggio.

Il silenzio  dei  boschi

prima che sorga il vento  di  primavera

e il silenzio  dei  malati quando  girano  gli occhi  per la stanza,

e chiedo per le cose profonde a che serve il linguaggio.

Tratto  da Ho  conosciuto il silenzio di Edgar Lee Masters  

Reinhold Messner VS Jovanotti (silenzio  o  musica?)

La querelle nata tra il re degli ottomila e Jovanotti è per via del  concerto  che quest’ultimo  terrà l’estate prossima sulla cima di Plan de Corones a 2.275 metri  di  altezza violando, in questa maniera e secondo  Reinhold Messner, la sacralità della montagna che è anche silenzio.

Da parte di  Jovanotti vi  sono  tutte le rassicurazioni affinché non vi  sia nessun dubbio  sul fatto  che l’evento avrà tutte le accortezze necessarie per realizzare non solo  una grande giornata di  goduria collettiva ma anche comportamenti ecosostenibili e di  equilibrio umanità – pianeta (parole sue)

Adoro la musica ma ancora di più il silenzio condizione che, nella cacofonia quotidiana,  diventa merce rara.

La montagna, un bosco, hanno già i loro rumori  (naturali),  quindi perché aggiungere decibel artificiali anche se solo per un giorno?

Quella goduria collettiva di  cui  parla il cantautore può farne a meno dei 2.275 metri  di una montagna e rimanere in quei luoghi più congeniali  ad essa come una spiaggia o uno stadio.

(E queste sono le mie  parole)

Decibel per la misura del  rumore

Scala dei decibel (fonte Wikipedia)
Scala dei decibel (fonte Wikipedia)

Osservando  la tabella posta qui  a fianco, pur essendo i valori  puramente indicativi, possiamo  avere un’idea (espressa in decibel) del fastidio che si può provare ascoltando  un aereo  al decollo (appena sotto la soglia del  dolore) o una radio  ad alto  volume.

Se avete qualche dubbio sui  dB provocato dallo  schiocco della chela di un Gambero  Pistola (Alpheus heterochaelis), cosa che, in effetti ha lasciato  anche me un po’ perplessa, sappiate che l’animale riesce a produrre un rumore inversamente proporzionale alle sue dimensioni di  appena cinque centimetri (qui  termina il mio  momento – Quark)

Il 3 marzo  scorso si  è celebrato il World Hearing Day  (Giornata mondiale dell’Udito) che già nelle edizioni  passate aveva lanciato  l’allarme sule condizioni  di ipoacusia e sordità riguardanti il 5 per cento della popolazione mondiale (cioè 360 milioni di persone all’incirca) e dei pericoli ingenerati da comportamenti  lesivi  per l’udito  come, ad esempio  tra i  giovani,  ascoltare la musica ad alto  volume con le cuffie (senza cuffie il fastidio è per chi è vicino e soggetto  a condividerne la futura sordità).

Nell’edizione di  quest’anno del World Hearing Day le linee guida per evitare la sordità sono  state accompagnate dal  lancio  dell’app hearWHO (per Android e iOS scaricabile gratuitamente dai  relativi  store) strumento necessario per controllare l’udito, in special modo per coloro  che lavorano  in ambienti rumorosi oppure, guarda un po’, per chi  si  spara musica ad alto  volume nelle orecchie.

Silent Start

Sembra che sia l’ultima moda per ritrovare il silenzio: lanciata da Jeff Bezos per gli impiegati  di  Amazon e fatta propria  da altre società, in pratica si  tratta di un periodo  di  tempo (della durata di  trenta minuti) dedicati  al più assoluto  silenzio e concentrazione prima di un incontro  aziendale (sembra che favorisca anche la pennichella se il  silent start segue al dopo  pranzo)

Altrimenti,  se non lavoriamo  per Jeff (Bezos)ma vogliamo una serata fuori  casa con  cena silenziosa dobbiamo  andare in Spagna dove recentemente è nata la moda dei ristoranti  silenziosi  dietro alla campagna nazionale Comer sin Ruido (mangiare senza rumore).

Per chi invece ha una vocazione ascetica l’ultimo grido (scusate il gioco  di parole) alla ricerca del  silenzio è una tecnica di meditazione indiana vecchia di duemilacinquecento anni: il Vipassana consistente nel rimanere in silenzio per nove giorni e parlare solo al  decimo.

Per imparare il Vipassana vi sono  dei  corsi: se il vostro partner (o  la vostra partner) vi iscrive ad uno  di  essi significa che vi  sta lanciando un messaggio riguardante il vostro  rapporto.

Alla prossima! Ciao, ciao...

Il mistero del lago di Vostok ( ovvero un racconto che è il mio primo esperimento usando Sway)

Indizi naturali
©caterinAndemme

Piccoli  esperimenti

Sfruttando tutto  ciò che può essermi  di  aiuto per la costruzione e la funzionalità del mio  blog (possibilmente in maniera gratuita),  sto provando  a costruire delle storie utilizzando  servizi come Sway della Microsoft.

La funzione di  Sway è quella di  essere uno  strumento (o App)  finalizzato  alla realizzazione di presentazioni visualmente  accattivanti , dagli  albi  di  fotografie o il racconto di  storie personali  e tanto  altro  ancora, il tutto visibile a chiunque senza limitazioni.

A questo punto non mi resta che indicarvi  questa pagina della Microsoft tutte le informazioni  a riguardo  di  Sway.

Per la mia prima storia (spero  che non sia l’ultima) utilizzando l’app, ho scelto un argomento al limite degli  X-Files (bellissima serie di  fantascienza di  cui  un giorno vorrei parlarne) e cioè: Il mistero del lago  di  Vostok

Mi farebbe piacere se qualcuno  di voi mi dicesse se la cosa può funzionare (grazie).

Domani  inizia un weekend lungo  quindi arrivederci  a lunedì

Alla prossima! Ciao, ciao


Il mio primo  racconto utilizzando Sway