Quel giorno che a Savona volevo trasformarmi in Crudelia De Mon

 

Qualche anno  fa stavo passeggiando  sotto i portici  di via Paleocapa a Savona: avevo la testa tra le nuvole e quindi non mi accorsi  di  quell’enorme deiezione canina posta sul mio  cammino come l’iceberg che affondò il Titanic.

Scivolai  con molta poca grazia e, sfortuna nella sfortuna, il mio  cappottino nuovo ne subì le conseguenze: una signora, molto  gentilmente, cercò di  ripulirmi con un fazzoletto mentre io meditavo  di  trasformarmi nella  cattivissima Crudelia De Mon del cartoon La carica dei 101.

La differenza era che non pensavo  di  farmi una pelliccia con la pelle del  cane che aveva lasciato traccia di  se sul marciapiede, quanto piuttosto  quella del  suo  proprietario (non si  dice più padrone) che non ne aveva raccolto  la deiezione.

E’ notizia di pochi  giorni  fa che la sindaca di Savona ha creato una zona off-limits per i  cani nel  salotto  buono  della città, cioè tutto  il centro  storico.

La decisione  è venuta considerando che i 7853 cani  censiti  dal  comune, produrrebbero ben ottomila litri  di pipì al giorno: stima fornita dalla Asl 2.

Adesso mi  chiedo: in base a quali  parametri l’Asl è riuscita a calcolare la portata di  questo  fiume di  urina canina?

Ha considerato la differenza tra il serbatoio di un chihuahua e quello di un cane san Bernardo?

Ed inoltre: tutti i settemilaottocentocinquantatre cani   fanno la pipì tuti  nello  stesso  istante?

Ma se il centro  cittadino diventa una zona rossa per i  cani, allora tutti i proprietari  si  dovranno  spostare in periferia  per i bisogni  dei  loro  amici  pelosetti?

Infine c’è una discriminazionequesto provvedimento è contro  i  cani e non riguarda i felini  che beatamente se la ridono perché, appunto, sono gatti e sono liberi  di  fare quello che gli pare e piace.

Naturalmente, essendo  in campagna politica, la questione ha tenuto  banco  nel  Consiglio  comunale con opposti  schieramenti e con mozioni degne del  clima politico  nazionale.

Gli altri  problemi  di  Savona?

Possono aspettare al contrario della pipì che scappa a Fidobau.

Alla prossima! Ciao, ciao………………..

 


Photographies ici et là

 

Panorama di Savona dalla Fortezza del Priamar

 

 

Qui siamo messi proprio male

 

Salto ogni  preambolo  e vengo  subito  al  dunque.

In due classifiche relative all’anno  2017 l’Italia si posiziona nella parte bassa e cioè:

Il 52° posto su 180 nazioni  analizzate   per quanto  riguarda la libertà di  stampa (report da Reporters Without Borders ).

Invece, per quanto  riguarda l’indice di  corruzione  (Corruption Perception Index – CPI),  riferito  all’anno  2016, Transparency  International  assegna al nostro  Paese il 60° posto  su  180 nazioni  analizzate.

 

Se per la classifica di Reporters Without Borders  vi  sono alcuni  dubbi per la metodologia utilizzata per stillarla (vedi l’articolo de Il Post), per quanto  riguarda la corruzione è da credere che la realtà, percepita anche attraverso  i media, sia propri  quella.

Perché ho  scritto  tutto  questo?

Perché credo  nella libertà dell’informazione e perché voglio  credere che non ci possiamo  arrendere di  fronte a fenomeni  quali  la corruzione e la criminalità vanno  spesso, se non sempre, a braccetto.

Anche perché penso che votare e non astenersi, ci  dia il permesso  di  criticare le scelte future che riguardano  tutti noi.

Per oggi  basta così (si  sono proprio  arrabbiata, anche se non si  vede).

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


 

 

 

La sculacciata: da presunta goliardata fino alla criptomoneta

 

A volte mi chiedo  dove sia il confine tra lecito  ed illecito e se esso sia così labile da non essere facilmente individuabile.

La sculacciata data da un dirigente ad un’impiegata deve essere interpretata come violenza alla persona, oppure semplice goliardata?

Per quanto mi riguarda  se un individuo si  azzarda a darmi una sculacciata,  lo  stesso seduta stante  perirà   sotto il mio sguardo malefico.

D’altro  avviso  è il pensiero  di un giudice del tribunale di  Vicenza che, assolvendo un capo ufficio reo  di  sculacciate inopportune  nei confronti di un’mpiegata, ha derubricato il tutto a semplice goliardata.

Per questo immagino  che in quel  tribunale non vige l’austerità dovuta al luogo, ma anzi vi  alleggia uno spirito allegro dove , dai  giudici agli  avvocati e fino  all’ultimo  degli  uscieri, si  salutano tutti  dandosi  reciprocamente grosse pacche sul sedere: più vigorose tra uomini e leggere se il sedere è femminile (il bon ton lo  richiede).

Per concludere  se volete fare un investimento  in criptovalute, la rivista Wired in quest’articolo  ci informa l’azienda SpankChain, specializzata in intrattenimento per adulti (indovinate quale), ha lanciato una sua ICO (Initial coin offering)   basata su  Ethereum, il nome di  questa nuova criptomoneta è Spankcoinla moneta della sculacciata.

P.S. La mia conoscenza del mondo  delle criptovalute è pari a quella che ho nei  confronti  della fisica quantistica (….prima o poi  mi daranno il Nobel

Alla prossima! Ciao, ciao……

 

Catherine & Catherine & Caterina (la blogueuse)

 

Oui, je suis Caterina la blogueuse

 

Sono  perfettamente consapevole del fatto che aggiungere il mio nome a quello delle più famose Catherine, cioè  Catherine Deneuve attrice e  Catherine Millet scrittrice, possa sembrare  un’associazione alquanto  azzardata, ma cosa volete farci: Je suis Caterina e questo è il mio blog.

Ma non è la competizione tra donne quello  di  cui  oggi voglio  parlare,  ma della loro  adesione ad un manifesto, , insieme ad un altro  centinaio  di  donne francesi,  contro  la campagna internazionale  #MeToo (in francese #BalanceTonPorc) in riferimento  a ciò che accaduto  dopo  la nota vicenda Weinstein, cioè le aggressioni  sessuali  a danno di molte (moltissime, troppe) donne.

Loro, le anti #MeToo, affermano  che si  sta dando  atto  ad una caccia alle streghe (in questo  caso, parlando  di uomini, si  dovrebbe dire caccia agli  stregoni) che impedirebbe al  maschio di  esprimere il  suo  diritto alla seduzione.

Fin qui  potevo  anche essere d’accordo  con loro, poi, forse da qualche parte si è esagerato (forse), come del  resto è esagerato quando Catherine (Deneuve)  parla di  neo – puritanesimo che affosserebbe la sessualità fra uomo  e donna (ma anche quella tra uomo  e uomo, donna e donna con tutte le sfumature LGBT ).

Il mio parziale accordo  a questa tesi  è svanito come una bolla di  sapone leggendo che, secondo quanto  detto  e riferito  dalla cronaca, Catherine & C. in pratica sono favorevoli alla libertà dell’uomo  di importunare una donna.

Non dico  che, se un uomo mi  fa un complimento elegante e non   volgare, la cosa mi lascia indifferente, ma se lo stesso mi poggia la sua mano  sul sedere (o altra parte del  corpo) la sua libertà di importunarmi va a farsi  friggere, mentre io mi prendo  la libertà di  rifilargli un manrovescio (oppure, diventando  ancora più cattiva, rifilargli un calcio lì, proprio lì). 

Alla fine dell’articolo  un piccolo  sondaggio a cui  siete invitate a rispondere (non costa nulla, ma se proprio volete contribuire al sostentamento de Il Blog di  Caterina il mio Iban è IT123456*****)

Alla prossima! Ciao, ciao

 

 

Che bambole…..di plastica

Nessuna chirurgia plastica, perché le bambole di  cui  parlo sono  appunto  delle bambole vere e non quelle bambole che, nel  termine ormai desueto  del  gergo  maschile, indicavano starlette o  comunque donne  di un certo  fascino.

E’  anche vero  che di plastica in alcuni  corpi (rifatti) ve ne è  in abbondanza, tanto  da far pensare ad una possibile fonte di inquinamento  quando….beh si,  qualche volta, prima o poi, si muore

Licca-chan (il nome completo è Licca Kayama) è la fashion doll giapponese nata in risposta a quella più famosa, almeno  alle nostre latitudini, che tutte noi  conosciamo e  cioè Barbie.

Licca-chan è nata il 3 maggio  1967, quindi  ha da poco compiuto cinquant’anni  di età, mentre Barbie, essendo  nata il  3 marzo  del 1959, di  anni  ne ha cinquantotto: devo  dire, però, che entrambe portano  molto  bene la loro  età (senza essere passate dal  chirurgo  plastico).

Grazie al profilo dato  dai  suoi  creatori, sappiamo  che il papà di  Licca-chan è un musicista francese (me oui), mentre la mamma , che di nome fa Orie, è una stilista giapponese: con genitori  simili la fashion doll dagli occhi  a mandorla non poteva che avere successo nel  Paese del  Sol Levante.

Inoltre, tanto per aggiungere qualche altro  rigo, sappiate che Licca-chan  adora  leggere Anne of Green Gabless e La piccola principessa, nonché i fumetti  della Doraemon  Comics (neanche da dire che si  tratta dei  fumetti del  genere   manga).

Una versione di Licca-chan per adulti, cioè per ragazzine un po’  più grandi e non per uomini  adulti (alcuni  di loro giocano  con altri  tipi  di  bambole), prevedeva un bambola in dolce attesa, venduta con tanto  di  manuale per la cura del  nascituro.

Nella mia infanzia, giusto  dietro  l’angolo (temporale) , non ho  mai avuto in dono una Barbie, tanto  meno una Licca-chan e penso  di  essere un tantinello in ritardo per riceverne una.

Magari Big Jim?

Alla prossima! Ciao, ciao………..

 

 

Il raggiro “porta a porta”

 

La sensazione di non essere tutelati  mai  abbastanza come consumatori è più forte che mai, soprattutto quando  ti  chiedi perché si permetta una forma di  raggiro  che sembra essere legalizzata.

Mi riferisco  a quegli individui, in genere giovani che viaggiano in coppia, i quali bussano  alla vostra porta presentandosi  come tecnici o impiegati  di  una società che si occupa di  forniture elettriche e/o gas.

Ti chiedono, quasi  mai  gentilmente, di  mostrare una bolletta per sapere se avete diritto o meno  ad uno  sconto, oppure di poter fotografare il vostro contatore in vista di una sostituzione con uno più recente.

Quest’ultimo tipo  di   richiesta  è quella che giorni  fa è stata fatta da due ragazze, presentatesi alla porta   come addette del Gruppo  Iren (in effetti al collo di una di  loro vi  era un tesserino con il logo  aziendale).

A questo punto  ho  gentilmente declinato il permesso  di  farle entrare in casa, al  che, quella che sembrava essere il capo mi ha salutato facendomi, a denti  stretti, degli  auguri immaginando in essi un viatico per degli  accidenti nei  riguardi  della mia persona.

Queste sono delle truffe legalizzate: è sufficiente fare un giro in rete per accorgersi  di  quanto, purtroppo, siano frequenti  a danno  di persone anziane.

I suggerimenti  che si  danno in questi  casi  sono quelli più logici: assolutamente non farli  entrare nelle abitazioni, non dare loro nessuna bolletta da cui  possono  ricavare gli  estremi per intestarvi un contratto, tanto  meno  far loro fotografare il vostro  contatore (anche da una foto possono ricavare dati utili  al loro  malaffare), ed infine non firmare assolutamente nulla.

Se sfortunatamente siamo  caduti  nella trappola di  questi pirati legalizzati non ci  resta che recedere il contratto fraudolento e rivolgersi  allo Sportello  del consumatore  ( previa registrazione al sito) che è  il servizio  gestito  dall’Autorità per l’energia elettrica gas e sistemi  idrici.

Nel  caso vi è anche il numero  verde: 800 166 654

Tutto  qui!

Alla prossima! Ciao, ciao

 

No wash? No sex!

 

Ci risiamo: i no wash ritornano  all’attacco, anzi prevedono un 2018 all’insegna dell’ostruzionismo  verso  docce o  vasche da bagno, bidet  compreso.

I testimonial di  questa corrente di pensiero (che sa tanto  di olezzo) non mancano: da Matthew McConaughey, passando  a Colin Farrell e Brad Pitt (che sia questa la causa per il divorzio  dalla bella Angelina Jolie?).

Dice Marino  Niola nel  suo  articolo  dedicato  ai no wash (pubblicato  sul supplemento  de La repubblica di oggi): <<L’eccesso  di pulizia tipico  delle società evolute nascerebbe da un’ansia di purezza che nasconde una difficoltà di rapporto  con gli altri>>.

A ciò rispondo  che se non facessi  la doccia, come del resto  faccio ogni  mattina, piuttosto che ansia di purezza  avrei quella di puzzare, motivo per cui sarebbe giustificata una difficoltà di  rapporto  con gli altri.

I no wash giustificano la loro  ritrosia alla pulizia con l’impegno  verso l’ambiente: meno ti  lavi, meno  consumi  acqua (peccato  che a perdere, almeno  in Italia, siano i nostri acquedotti colabrodo).

Ed infine il sesso (non poteva mancare nel no wash pensiero ): il recupero olfattivo  all’odore animalesco dell’uomo (inteso  come caprone in tutti i sensi)  favorirebbe la sessualità.

Allora preferisco  astenermi……da cosa ve lo  dirò un’altra volta.

Alla prossima! Ciao, ciao……….. 

 


 

 

Sono un po’ nei guai

e lo sono davvero profondamente

Dall’inizio alla fine

Lui non è niente più che un amico per me

 

Il pensiero mi rende confusa

Penso che farei meglio a sedermi

Perché come la più dolce delle serenate

Scommetto che lui sa che ce l’ha fatta con me

 

Piroettando su una giostra

Questa velocità è troppo forte per fermarla

Un secondo sto pensando di sentire la lussuria

e dopo la sento moltissimo

 

Ooh, quell’uomo è come una fiamma

E ooh, quell’uomo mi tratta come un gioco

Il mio unico peccato è che non posso vincere

Ooh voglio amare quell’uomo

Ooh quell’uomo è sulla mia lista

E ooh, quello è l’uomo che voglio baciare

Il mio unico peccato è che non posso vincere

Ooh voglio amare quell’uomo

 

Ora è come se fossi in missione

In testa ovunque

E se ci metterò tanto

e sembrerà sbagliato, a chi importa?

 

Il mio tesoro corrisponde alla descrizione
E lo fa perfettamente
Un po’ di Gable, un po’ di Astaire
Quando balla riesco a malapena a respirare

 

Qualcuno chiami un dottore
Ho bisogno di qualcuno che arrivi in mio soccorso
Ho pensato di sentirmi persa
E che lui mi debba cercare

 

Ooh, troverò quell’uomo
Ci puoi scommetterci, troverò quell’uomo
Ooh, troverò quell’uomo
Lo troverò, troverò quell’uomo

 

La Nasa conferma: la Terra è piatta (this is a clickbait)

 

C’è un tizio negli  Stati Uniti che è  convinto  che la Terra sia piatta: per questo si  farà lanciare in orbita su  di un razzo per confermare questa sua teoria.

Immagino  che la teoria della Terra piatta arricchirà altre possibili disquisizioni sulle scie chimiche, sullo  yeti, sul mostro  di  Loch Ness (Nessy), sul fatto  che Silvio Berlusconi sia l’incarnazione di  Amenofi  III   (con l’età siamo  lì) e Renzi la controfigura di  The Punisher .

Per tranquillizzarvi vi  dico  subito che la Terra non è piatta, sono  convinta che la sua forma  sia trapezoidale o  al massimo cubica.

Ma non è  la forma del nostro pianeta a tener banco  nel  titolo: quanto piuttosto quel clickbait di  cui non ne sapevo l’esistenza se non attraverso un articolo  di  Repubblica letto  questa mattina  e partito  da un’inchiesta di  BuzzFeed .

Ho messo ben due link quindi  non ritorno  sull’argomento  specifico dell’articolo, ma su  cosa sia in effetti il clickbait ovvero l’esca da click che fa guadagnare tanti  soldini a chi usa la rete per divulgare fake a manciate.

Cioè, se qualche milione di persone crede che la Terra sia piatta, sarà attirata dal  titolo del mio articolo (facendomi  guadagnare tanto, tanto….).

Wikipedia alla voce clickbait dice:

Generalmente il clickbait si avvale di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano a cliccare link di carattere falso o truffaldino, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede. Il suo obiettivo è quello di attirare chi apre questi link per incoraggiarli a condividerne il contenuto sui social network, aumentandone quindi in maniera esponenziale i proventi pubblicitari.

 

Io, alla voce saluti, vi  dico:

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

 

 

Apriti cielo: volevo solo un caffé….(piccole scortesie a Milano)

 

Apriti cielo!

La receptionist de Il Bar, adiacente al    ristorante Maio in piazza Duomo  a Milano,  all’ultimo  piano  della Rinascente, ha alzato gli occhi al  cielo quando, alle quattro  del pomeriggio, chiediamo  un tavolo per un caffè: lei, forse abituata ad una certa (altra) clientela, pensava che fossimo  lì per un happy hour .

A parte che l’happy hour di  solito inizia verso  sera, cioè verso  le 18.00, ci  sembrava che alle quattro  del pomeriggio non fosse poi così scandaloso ordinare un caffè (nessun cartello  lo  vietava).

Non sa, la poverina, che è  scampata per miracolo ad un doppio assalto  all’arma bianca che le avrebbe procurato il ricordo  di un pomeriggio  non felice: Sara, la nostra amica, e “lui“, avevano  già sfoderato le scimitarre quando Michele ed io  li abbiamo  frenati  dall’insano  proposito  di  fare a fettine la povera malcapitata.

Quindi, dopo aver aspettato, aspettato ed ancora aspettato, finalmente ci  viene servita una brodaglia oleosa camuffata da caffè.

Se andate in  questa pagina di  Tripadvisor i  commenti  sul personale collimano  con quanto  ho  scritto in precedenza.

Apriti  cielo!

Questa volta siamo  stati noi  ad alzare gli occhi  al  cielo alla vista del prezzo  di un panettone di  cinque chili,  in vendita sempre alla Rinascente di Milano: 225 euro, cioè quarantacinque euro al  chilo.

Probabilmente il prezzo  era dovuto agli ingredienti, ma qui  non si  tratta di uno schiaffo  alla povertà, quanto di un vero  e proprio  uppercut .

Milano, la bella e moderna Milano, è anche questo.  

Alla prossima! Ciao, ciao………….

Ma la pornografia regala emozioni?

 

021017 by 24Cinque

 

<<Rocco chi?>> .

E’ la risposta che darei  a chiunque mi  chiedesse se ho  visto Rocco, il documentario di  Netflix sulla vita di  Rocco  Siffredi: chi  sia e, soprattutto, cosa faccia di mestiere lo  sapete già da voi.

D’ accordo: qui la questione è se il mio  diniego sia una forma di  snobismo neo – puritano nei  confronti della pornografia e dei  suoi interpreti (in questo  caso il Siffredi Rocco), oppure se effettivamente il cinema hard  rientra nei mei  interessi quanto può esserlo conoscere il colore delle mutande del re.

Diciamo  che la verità, dal mio punto  di  vista, è quella linea di  demarcazione che stabilisco  a priori fra pornografia ed erotismo.

Non c’è un confine secondo  voi?

Cioè pornografia ed erotismo  sono la stessa faccia della sessualità?

In un certo  senso  avete ragione: in fin dei  conti si  tratta di  soddisfare un bisogno basilare (quello  sessuale), quindi entrambe le cose potrebbero  andare bene.

Prendiamo, però, ad esempio un altro  bisogno essenziale e cioè quello di  nutrirci: in questo  caso cosa scegliamo  tra un untuoso  panino farcito  con un hamburger di carne di dubbia qualità, oppure un piatto cucinato  con tutti i  crismi di una cucina salutare?

Così è per la pornografia (sempre dal mio  punto di  vista): un abbuffarsi  di immagini di  corpi che ripetono in loop le poche variazioni  sul tema, il tutto per un pubblico (prevalentemente maschile) che,  come dice Ligabue in Certe Notti,  si  accontenta e gode così così (magari lui pensava ad altro significato per le sue parole). 

Lei  regala emozioni: lei è una porno – attrice che di  se stessa ha questa opinione e, proseguendo nell’intervista rilasciata  qui, dichiara che se non ci  fossero  donne come lei, ci  sarebbero più uomini tristi.

A parte il fatto che uomini che   consumano gli occhi  su siti hard, di  per se sono  già un po’  tristi (parlo  di  quelli  che, appunto,  ne fanno una malattia), è il modello  di  donna – kleenex  proposto che contesto: un modello di  donna sottomessa all’uomo e ai  suoi desideri (sessuali) che, una volta soddisfatti, ti gettano  via, appunto come un fazzolettino  di  carta usato.

Fino  adesso  ho parlato  di  pornografia, ma di  erotismo?

Di questo non ne parlo  perché ognuna di  noi  sa già quello  che avviene nell’intimità con il proprio compagno (o  compagna): ed è proprio in quei  momenti che le emozioni  sono  quelle genuine.

P.S. Pur non avendo  guardato il documentari  su  Rocco (Siffredi), ho  trovato in rete quest’ottima recensione di Valentina D’Amico  su Movieplayer.it

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 


 

Adesso, però, ritorniamo  ad essere più sentimentali……………..

 

 

Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Sollevami come un ramoscello d’ulivo e sii la colomba che mi riporta a casa
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore .

Oh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni se ne saranno andati
Fammi sentire che ti muovi come fanno a Babilonia
Fammi vedere lentamente quel che oso appena immaginare
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi ora alle nozze, conducimi ora e poi ancora
Conducimi molto dolcemente e conducimi molto a lungo
Siamo entrambi al di sotto del nostro amore, entrambi al di sopra
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi ai figli che chiedono di nascere
Conducimi oltre il drappo che i nostri baci hanno consunto
Ora innalza una tenda che ci protegga, anche se ogni filo è spezzato
Conducimi fin dove finisce l’amore

 

Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Toccami con le nude mani oppure toccami con i guanti
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore