Sassello andata e ritorno (i sentieri della Liguria)

Sassello

Nessuno  di noi  può sapere quanto  gli  resta da vivere, ma di una cosa sono  certo: non una sola stagione deve andare sprecata, e l’unico modo per non lasciar germogliare il seme nero  del  rimpianto è vivere a questa maniera, con lo  zaino sempre pronto, la fantasia libera di  correre sulle mappe, il volto  abbronzato e il cuore disposto  all’amore

Tratto da L’estate del Gigante di Enrico  Brizzi

Sassello, amaretti e natura

Si arriva fino  a Sassello per poi deliziarsi  con  i suoi  amaretti, ma sarebbe molto  riduttivo pensare che questo  bellissimo  borgo ligure non offra ben  altro per giustificare un soggiorno, anche un semplice fine settimana: la natura circostante offre di  tutto  e di più per soddisfare le esigenze di  escursionisti, bikers e cavallerizzi (esclusi  quelli  che, al posto  di un cavallo, vorrebbero  un dromedario), senza contare poi  l’offerta mangereccia che va ben  oltre gli amaretti  (confesso  che non vado pazza per quest’ultimi).

Ora che vi  ho  fatto venire il sospetto che io  sia stata pagata dalla locale azienda turistica, vi invito a quell’andata e ritorno  del  titolo, che è un lungo  anello  escursionistico con la varietà di  ambienti  che il  Parco Regionale Naturale del  Monte Beigua offre lungo questo percorso.

L’itinerario 

Sassello
Lunghezza dell’anello chilometri 23 circa

NOTA: la linea gialla che vedete impressa verso  la fine del percorso non ha nulla di  particolare in quanto è una semplice correzione che ho  dovuto  aggiungere per completare la traccia dopo  che il GPS ha pensato  bene di  scaricarsi  (cosa che le mappe cartacee hanno la bontà di non fare mai)

Dopo  aver parcheggiato la nostra auto (girando a sinistra subito  dopo  l’incrocio provenendo  dal Colle del Giovo, troveremo un ampio  parcheggio non disponibile il mercoledì, giorno  del  mercato), ci  dirigiamo verso piazza della Concezione (Palazzo Comunale e chiesa dell’Immacolata): qui  troviamo l’inizio  del percorso  contraddistinto da due triangoli  gialli.

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Attraversato il ponte di  san Sebastiano e il rio Verli, prendiamo la sterrata sulla nostra destra che, dopo poco più di un chilometro  e mezzo, condurrà nei pressi  di  casa Galante, l’ultima  abitazione che vedremo prima del ritorno  a Sassello.

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Casa Galante

Da questo punto proseguiamo  sulla nostra sinistra seguendo  sempre il segnavia con i due triangoli  gialli.

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ATTENZIONE: prima di  giungere al  Colle del  Bergnon a causa di uno  smottamento  il sentiero  si interrompe per un centinaio  di metri, quindi saremo costretti a spostarci  sulla nostra destra dopo  aver fatto  un piccolo guado  nel  rio Ara salire fra gli  arbusti e trovare poi un passaggio  in basso  tra di  essi per riprendere il sentiero.

Proseguendo in salita arriviamo al Colle del  Bergnon, impreziosito  dalla presenza di  faggi  secolari, qui, trascurando il sentiero  a sinistra contraddistinto da tre pallini gialli che conduce al monte Avzè (e da esso alla frazione di  Vereira e quindi a Sassello), procediamo dritti con alcuni  saliscendi fino  ad arrivare all’ormai abbandonata Casa Bandia (905 metri di  quota).

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I ruderi della Casa Bandia

Superati i ruderi passiamo  su un piccolo  ponte che scavalca il Fosso della Bandia, adesso il sentiero  riprende a salire fino  ad arrivare al Colle del Giancardo: qui, seguendo  il segnavia dell’Alta Via dei  Monti Liguri, procediamo sulla nostra destra verso il Colle del  Giovo.

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Giunti  al  Colle del  Giovo siamo  praticamente a metà percorso, qui  svoltiamo  sulla nostra sinistra seguendo la strada provinciale per circa mezzo  chilometro. Arrivati nei pressi di un distributore di  benzina, attraversiamo per portarci all’inizio di  via Lodrino (ex albergo  Zunino) dove una monotona salita lunga un paio  di  chilometri ci porterà all’inizio del  sentiero Colle del  Giovo – Foresta della Deiva.

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Tralasciato il bivio  che porta a Forte Lodrino  Superiore, il cui  accesso  è interdetto per ovvie situazioni  di pericolo dovuto  allo  stato  di  abbandono, affrontiamo una breve, ma ripida, salita che poi  diventerà un continuo  saliscendi all’interno della Foresta Demaniale della Deiva.

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Al  Passo  Salmaceto possiamo  dire di  essere (quasi) arrivati: non ci  resta che decidere se andare a destra o  sinistra percorrendo una parte dell’anello del  Sentiero  natura della Deiva (qualunque sia la nostra scelta sono  sempre cinque chilometri…) per arrivare alla casermetta della Forestale (Carabinieri forestali), varcare il cancello del  Parco, percorrere un breve tratto  di  strada a filo  con le auto e, quindi ritornare, al nostro parcheggio (oppure fermarsi in uno dei  ristoranti  di Sassello per una più che meritata cena)

Gli altri articoli di Caterina
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Adesso perché non mi seguite leggendo gli altri miei articoli?

Foresta della Deiva: l’escursione

Val Ponci: un’escursione nella storia

L’anello  del  Groppo Rosso in Val  d’Aveto

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

 

 

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