San Giacomo di Entracque, due facili gite

San Giacomo di  Entracque

Il nome d’Alpi, qual anche ritengono ai  giorni  nostri, nominate Marittime per essere state poste dalla natura in vicinanza de’ mari  Gallico e Ligustico.

Così, da due millenni,  la parte a meridione di quei monti, che con successione di  giochi altissimi si  tendono in forma di  linea circonvessa curvandosi verso  le Gallie con loro  sinistro lato, ed all’Italia mostrando il destro, vengono  chiamate Alpi  Marittime

Pietro  Gioffredo  – Storia delle Alpi  Marittime (1650)

San Giacomo  di  Entracque ed è subito  Alpi  Marittime

San Giacomo  di  Entracque
Un rappresentante della fauna del Parco

Essendo io una semplice blogger non penserei  mai di  descrivere le Alpi Marittime come lo  ha fatto Pietro  Gioffredo qualche secolo  fa nella sua opera Storia delle Alpi Marittime, un tomo  di  4.500 pagine che potete, volendo, acquistare su  Amazon alla modica cifra di 399, 99 euro (…..,99?).

Quello  che vado  a proporvi sono due facile gite che, partendo  da San Giacomo, vi introdurranno nella bellezza naturale che il Parco  Naturale delle Alpi  Marittime offre all’escursionista.

Purtroppo l’alluvione dell’ottobre scorso ha portato  via buona parte della strada in prossimità di San Giacomo e, nonostante l’intervento immediato delle autorità per ristabilire i collegamenti, il fondo  stradale in alcuni  punti è accidentato mentre il limite di  carreggiata è molto ridotto tale che, in caso di incrocio  con altri  mezzi, bisogna operarsi per il passaggio  di  entrambi (cosa molto difficoltosa se avete la sventura di incrociare un camper delle dimensioni  di un carro  armato).

A tale proposito vi  consiglio  di  consultare la mappa seguente (la stessa potete trovarla nel  sito del  Parco).

Avvertenza: nella zona di  San Giacomo di Entracque non esiste la possibilità di avere una  connessione telefonica e internet. Per averla bisogna scendere verso il lago  della Piastra, praticamente a Entracque (qualche giorno  senza i social non è un grosso  problema….).

E per un soggiorno o semplicemente per un pernottamento? Guarda il box seguente… 

Campeggio Sotto il Faggio

San Giacomo  di  Entracque

Siamo fortunati a vivere in questo posto, facendo un lavoro semplice che ci piace molto, e poter stare in mezzo a persone che qui sono in vacanza, in mezzo alla natura, quindi rilassati, amichevoli, calorosi. Qui si fa campeggio selvaggio un po’ per tutti , adulti e bambini; non ci sono intrattenimenti artificiali, si gioca con gli elementi…terra e pietre, acqua, fuoco e l’aria è molto buona. Scegliete il vostro posto per accamparvi, accendete il vostro fuoco, prendete quel che vi serve e date quel che potete, nel rispetto di poche regole scritte e più seguendo spontaneità e rispetto, verso le altre persone e verso la natura che vi circonda. Qui è molto facile comunicare …

Nella mia lunga esperienza di  campeggiatrice, sia in Italia che all’estero, ho avuto modo di  soggiornare presso diverse strutture: molte gradevoli e ospitali, altre meno e poche (per fortuna) da evitare in seguito.

il Campeggio  Sotto il Faggio rientra a pieno  diritto nella prima categoria, cioè quella che contraddistingue una gestione ottimale per gli ospiti ma, in questo  caso, c’è un di più descritto nelle parole di  Agnese e Luca (i gestori, per l’appunto) dove campeggio  selvaggio è inteso  come piena libertà, ma sempre nel  reciproco rispetto.

Agnese e Luca (e ovviamente tutto  lo  staff) si prodigano nel  rendersi  sempre disponibili verso  gli ospiti in un clima amichevole e familiare.

Ovviamente a tutto  questo  si  aggiunge l’estrema pulizia delle parti  comuni  e la possibilità di  cenare presso il campeggio  stesso (non lasciatevi  sfuggire il Giropizza infrasettimanale).

loc. San Giacomo Entracque 1, Entracque 12010 (CN) (Italia)
Telefono: +39 0171.1935515 + 39 349.7305438
Email: [email protected]

Il primo itinerario: da San Giacomo  verso il rifugio Ellena – Soria

San Giacomo  di  Entracque
Distanza Km 12,500 circa (andata e ritorno)

Usciti  dal campeggio attraversiamo il torrente per passare accanto alla Baita Monte Gelas (bar – ristorante aperto  solo in estate….credo) e la Foresteria del  Parco, seguendo la strada sterrata in salita che presto  condurrà in un ombroso  bosco  di  faggi.

Presto  entreremo nel vallone del Gesso  della Barra (da qui in poi il percorso è privo  di una qualunque copertura arborea: occhiali da sole e cappellino  sono i benvenuti).

San Giacomo  di  Entracque

Proseguendo lungo il comodo  sterrato arriviamo nella zona chiamata Gias della Siula dove un cartello informa su  quello  che accadde nel  settembre del 1943 (vedi box)

8 settembre - 13 settembre 1943

San Giacomo  di  Entracque

Settantotto anni fa da questo sentiero scesero circa 800 ebrei al seguito della IV Armata dell’Esercito italiano. Provenivano da diverse località dell’Europa per fuggire dalla persecuzione antisemita del regime nazi – fascista: erano polacchi, tedeschi, ungheresi, austriaci, slovacchi, rumeni, russi, greci, turchi, croati, belgi, francesi.

Il loro ultimo rifugio era stato la zona di occupazione italiana in Francia: l’esercito italiano non aveva mai consegnato gli ebrei delle zone di sua competenza ai tedeschi.

L’armistizio dell’8 settembre tra Italia e Alleati aveva colto la maggior parte di quei profughi in domicilio coatto a St Martin-Vésubie.

Purtroppo per buona parte di loro, una volta giunti a Cuneo occupata dai nazisti, la salvezza si trasformò nella tragedia dei campi di sterminio.

Da adesso il percorso diventa più impegnativo: con lunghi  tornanti si incomincia a salire ma anche intravedere la nostra meta e  cioè il rifugio Ellena – Soria a quota 1840 metri.

San Giacomo  di  Entracque
Il rifugio Ellena -Soria (1.840 mslm)

Spunteremo  quindi in un piccolo pianoro dove una passerella ci  condurrà a una breve salita per arrivare infine al  rifugio.

San Giacomo  di  Entracque

Rifugio Ellena - Soria

San Giacomo  di  Entracque

La costruzione del rifugio risale al 1961 e inizialmente dedicata alla memoria di Edoardo Soria (Dado) alpinista cuneese famoso per aver aperto numerose vie nelle Alpi Marittime. Dopo la ristrutturazione del rifugio nel 1979, al nome di Soria venne aggiunto quello di Gianni Ellena, suo compagno di scalata e parimenti famoso nell’ambiente alpinistico di Cuneo.

La costruzione è posta sul versante idrografico destro del vallone che sale verso il colle della Finestra. A sud dell’edificio, su di una roccia, sono presenti delle incisioni rupestri riconducibili a quelle più famose della Valle delle Meraviglie e del Monte Bego.

San Giacomo  di  Entracque

Il secondo  itinerario: da San Giacomo al lago  del  Vej del Bouc

L’origine del nome dato al  lago  è fatto  risalire a una leggenda che parla di un anziano pastore il quale  viveva appartato dal  resto  del mondo in compagnia di un caprone. Morto l’animale, suo unico  amico, il pastore lo  seguì nella sorte pochi  giorni  dopo: il torrente Gesso impietosito da questa lunga amicizia ricoprì i due corpi  con le sue acque, generando il lago del  Vej del  Bouc

San Giacomo  di  Entracque
Lunghezza del percorso Km 15,600 circa (andata e ritorno)

Questa volta, uscendo  dal  campeggio  Sotto il Faggio, ci  dirigeremo dalla parte opposta rispetto  all’itinerario precedente salendo per un’ombrosa strada asfaltata che presto ci  porterà alle ex palazzine reali (oggi  colonie dei  salesiani) a quota 1.250 metri.

San Giacomo  di  Entracque

Dopodiché una carrareccia ci inoltra nel  Vallone del Moncolomb dove, arrivati  al  Gias del Rasur (1.412 m.) spuntiamo  sul Pian del Rasur grande pianoro pascolativo  (alcuni  cartelli  avvertono  della presenza dei  cani  da guardiania e quindi di prestare attenzione).

Eccomi qui!

La carrareccia corre per un tratto  affianco  al torrente prendendo  quota fino  al Gias sottano del  Vej  del  Bouc (1.430 m.), qui  si  diramano  due mulattiere: tralasciamo  quella alla nostra destra che porta al  rifugio  Pagarì e al  bivacco Moncalieri, per seguire quella di  sinistra (comunque vi  sono  dei  cartelli indicatori): lunghi  tornanti, dopo  aver superato un rio, ci porterà a quota 2.054 dove è posta la nostra meta.

San Giacomo  di  Entracque
Lago del Vej del Bouc (2.054 mslm)

Anche qui, su  di una sponda del  lago, sono state ritrovate delle incisioni  rupestri (che immancabilmente sono  sfuggite all’autrice del  blog…)

Se mi avete seguito fin qui, perché non leggere gli altri miei articoli?

Val Ponci: un’escursione nella storia

Bardi, un castello  e il suo  fantasma

Beigua, tra natura e archeologia

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

 

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