Qui siamo messi proprio male

 

Salto ogni  preambolo  e vengo  subito  al  dunque.

In due classifiche relative all’anno  2017 l’Italia si posiziona nella parte bassa e cioè:

Il 52° posto su 180 nazioni  analizzate   per quanto  riguarda la libertà di  stampa (report da Reporters Without Borders ).

Invece, per quanto  riguarda l’indice di  corruzione  (Corruption Perception Index – CPI),  riferito  all’anno  2016, Transparency  International  assegna al nostro  Paese il 60° posto  su  180 nazioni  analizzate.

 

Se per la classifica di Reporters Without Borders  vi  sono alcuni  dubbi per la metodologia utilizzata per stillarla (vedi l’articolo de Il Post), per quanto  riguarda la corruzione è da credere che la realtà, percepita anche attraverso  i media, sia propri  quella.

Perché ho  scritto  tutto  questo?

Perché credo  nella libertà dell’informazione e perché voglio  credere che non ci possiamo  arrendere di  fronte a fenomeni  quali  la corruzione e la criminalità vanno  spesso, se non sempre, a braccetto.

Anche perché penso che votare e non astenersi, ci  dia il permesso  di  criticare le scelte future che riguardano  tutti noi.

Per oggi  basta così (si  sono proprio  arrabbiata, anche se non si  vede).

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

 


 

 

 

In Val Borbera lungo i Sentieri della Libertà

 

Beccata con un torsolo di mela in mano……….

 

Beccata con un torsolo  di  mela in mano: quasi quasi devo  dare ragione a Fulvia quando  dice che trovo sempre l’occasione per parlare direttamente, o indirettamente di  cibo: ma non questa volta, perché è di una piacevole escursione nell’alessandrino l’argomento di cui  andrò  a scrivere (dopo  aver gettato  il torsolo  nell’umido……).

Il sentiero che, partendo  da Borghetto  di  Borbera, conduce  fino  al santuario  di  Ca’ de Bello e quindi  a San Martino  di  Solvi, è parte dei Sentieri  della Libertà in provincia di  Alessandria già integrato in un progetto più ampio  che è quello  de La Memoria delle Alpi.

L’impressione è quella di  ripercorrere con la memoria i luoghi  dove si è consumata  la tragedia di  chi si è sacrificato per la libertà, e cioè i partigiani uccisi  dai  nazi-fascisti, ed  è la stessa  di quando, partendo  dal  sacrario di  da Kobarid abbiamo camminato  lungo uno  dei  sentieri  facente parte del  Pot Miru (Via di  Pace)  dedicato al  ricordo  dei  caduti  della Prima guerra mondiale lungo il fronte dell’Isonzo: come allora il desiderio  di oggi  è sempre quello della  ricerca  della Pace tra i popoli.

Arrivati  a Borghetto  di  Borbera si può parcheggiare  in piazza Europa, sede del  comune e  da qui, seguendo  la strada per il santuario  di  Ca’ de Bello, inizia il sentiero 204 (contrassegnato  dal segnavia con banda bianco – rosso).

Passati  alcuni  villini  il percorso  si biforca: da una parte avremo il sentiero vero  e proprio  che, in meno  di un’ora, ci  porterà al  santuario: purtroppo, per via del  recente gelicidio  che ha colpito  recentemente la zona, in alcuni  tratti il percorso è ostacolato  da alberi  abbattuti (un responsabile della sentieristica locale ci  ha assicurato  che presto  i tronchi  verranno rimossi).

L’alternativa è seguire sulla sinistra la strada poco  trafficata da auto: il tempo  di percorrenza si  allunga di  qualche decina di minuti, ma il panorama è ugualmente bello (noi abbiamo  preferito  fare il sentiero all’andata lasciando per il ritorno la strada).

 

 Immagine del sentiero 204 verso il Santuario di Ca’ de Bello

 

In cima al  sentiero  (praticamente tutto in salita), ci  aspetta una via crucis prima di  arrivare al  santuario.

 

Ca’ de Bello

 

 

Dopo una meritata e piacevole sosta riprendiamo  il cammino, questa volta per seguire il sentiero 200 che porta a San Martino  di  Solvi.

Il sentiero 200 (Anello Borbera – Spinti) è un itinerario  di lunga percorrenza che ha come punto  di partenza Stazzano e, con un percorso  pressoché circolare, ricalca i  confini  della valli Borbera e Spinti, raggiungendo  Arquata Scrivia.

L’itinerario  completo  ha uno  sviluppo  di  circa 100 chilometri.

Da: Nelle Terre del  Drago ed. Regione Piemonte 

 

All’inizio del sentiero 200 incontreremo questa lapide a ricordo di un partigiano lì trucidato

 

Questo  percorso  è  adatto  a tutti, basta avere la sola voglia di  camminare: il paesaggio e l’assoluta quiete sono  veramente un toccasana per la mente.

 

 

Dopo  poco  meno  di un’ora  e mezza da Ca’ de Bello (dipende sempre dalla gamba che si  ha) si  arriva alla nostra meta e cioè San Martino  di  Solvi (il sentiero 200 prosegue ben oltre toccando  anche il  bivio  per i l castello  di  Solvi)

Una sosta presso  la chiesa di  San Martino  di  Solvi, di origine medievale (XII secolo), un panino, una mela (quella del  torsolo  ad inizio articolo) ed un cioccolatino prima di  riprendere la strada del  ritorno.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

20…30….40….50…….ad ogni età il suo sport (magari con un po’ di ozio)

 

Era una domenica mattina quando  durante il mio  allenamento  di nordic walking abbiamo incrociato un gruppo  di  ciclisti in sosta.

Uno  di  loro, rivolgendosi  agli  amici ed incurante che fossi  a portata d’orecchio, disse: <<Mi  devono  dire a che **** servono  quei  bastoni>>.

Mi sarei  voluta fermare per dirgli  che quei bastoni, al pari  delle ruote della sua bicicletta, servono per fare attività fisica, necessaria anche per ossigenare il cervello e magari tenere a freno  la lingua.

Avrei  voluto  dire tutto  questo, solo  che il mio lui si  stava rapidamente  trasformando  in un pittbull, pronto  ad azzannare i polpacci del malcapitato  chiacchierone e quindi non mi  è restato che mettere su il passo norvegese per allontanarmi ( il termine nel  nordic walking non esiste: l’ ho inventato per indicare un aumento  del ritmo della camminata).

Dopo questo lungo preambolo, utile più che altro a riempire la pagina, arrivo  al punto:

Una ricerca di  qualche tempo  fa della JAMA Internal  Medicine assegnava ad ogni fase della vita di una donna una specifica attività fisica e cioè, incominciando  dalle ventenni:

A loro  viene consigliato  di fare al meno  trenta minuti di  esercizio  moderato come, ad esempio, una camminata veloce per prendere il treno  e sedersi  accanto  al  ragazzo che tanto gli piace e che non la filerà neanche un po’..(può sempre ucciderlo entrando in galleria, non prima di  aver sabotato l’impianto luci  del  treno.

Alle ventenni  è ancora consigliato  la pratica dello  yoga (perché solo  a loro?) per scacciare lo stress e la depressione causata dal  tizio di  cui  sopra (..proprio non ti vuole).

Passiamo  alle trentenni :

Ahi, ahi…..siamo  nell’età in cui  il metabolismo incomincia a rallentare: ciò può comportare un aumento  di peso e, conseguentemente, l’azione della gravità verso il basso  esercitato  sul nostro  lato  B.

Si  consiglia, oltre a quello  già detto per la fascia d’età precedente, di  aggiungere l’esercizio moderato  con i pesi.

In questa maniera, aumentando  la massa muscolare, potete spezzare in due quel mentecatto che ha fatto dell’ironia sulla vostra silhouette. 

Quarantenni :

Qualsiasi esercizio  fisico  è consigliabile: running, nordic walking, nuoto, spinning, canottaggio, boxe, taekwondo, lancio  del peso.

In questa maniera non vedrete l’ora di  arrivare sane  e salve ai  cinquant’anni.

Appunto, le cinquantenni :

Tennis, danza, escursionismo, con queste pratiche anche il cervello invecchia bene e vi  fa chiedere: perché non ci  ho  pensato prima di  ammazzarmi  di  fatica con gli  altri  sport?

Alla prossima! Ciao, ciao…..

 


 

In realtà io avrei  voluto  trattare quel  ciclista come l’uomo nel  video di Gabriella Cilmi….

 

 

Guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile il clima di una vita perfetta
guardarmi, appeso ad una corda questa volta
è facile, i miei sorrisi valgono un centinaio di bugie

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me
di me, niente è dolce di me

 

le onde blu si infrangono
come passa il tempo, è così difficile fermarlo
ed è anche così regolare, non è tutto qui
perché non guida la mia parte di pista?

 

se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
ti direi qualcosa che ho scoperto
cioè che il mondo è un posto migliore
quando è sottosopra, ragazzo
se ci sono delle lezioni da imparare,
io piuttosto direi tutte le parole
che non riesco a dire prima di tutto
quando suoni con desiderio, non correre verso casa mia
quando brucia come il fuoco, ragazzo

 

di me, niente è dolce di me

 

La sculacciata: da presunta goliardata fino alla criptomoneta

 

A volte mi chiedo  dove sia il confine tra lecito  ed illecito e se esso sia così labile da non essere facilmente individuabile.

La sculacciata data da un dirigente ad un’impiegata deve essere interpretata come violenza alla persona, oppure semplice goliardata?

Per quanto mi riguarda  se un individuo si  azzarda a darmi una sculacciata,  lo  stesso seduta stante  perirà   sotto il mio sguardo malefico.

D’altro  avviso  è il pensiero  di un giudice del tribunale di  Vicenza che, assolvendo un capo ufficio reo  di  sculacciate inopportune  nei confronti di un’mpiegata, ha derubricato il tutto a semplice goliardata.

Per questo immagino  che in quel  tribunale non vige l’austerità dovuta al luogo, ma anzi vi  alleggia uno spirito allegro dove , dai  giudici agli  avvocati e fino  all’ultimo  degli  uscieri, si  salutano tutti  dandosi  reciprocamente grosse pacche sul sedere: più vigorose tra uomini e leggere se il sedere è femminile (il bon ton lo  richiede).

Per concludere  se volete fare un investimento  in criptovalute, la rivista Wired in quest’articolo  ci informa l’azienda SpankChain, specializzata in intrattenimento per adulti (indovinate quale), ha lanciato una sua ICO (Initial coin offering)   basata su  Ethereum, il nome di  questa nuova criptomoneta è Spankcoinla moneta della sculacciata.

P.S. La mia conoscenza del mondo  delle criptovalute è pari a quella che ho nei  confronti  della fisica quantistica (….prima o poi  mi daranno il Nobel

Alla prossima! Ciao, ciao……

 

Parlare di case chiuse? Meglio discutere sulla sessualità negata ad alcuni

 

L’amore fa bene.

Sulla dichiarazione di  Matteo  Salvini, appunto che l’amore faccia bene, non si può che essere d’accordo: peccato che lui  faccia un po’  di  confusione tra amore e sesso  a pagamento.

La sua idea (purtroppo  condivisa da tanti  altri) è che per combattere la prostituzione bisogna riaprire le case chiuse (fa niente che sia un ossimoro).

In pratica sarebbe come dire che la donna, oltre che madre e moglie (nonché fidanzata) avrebbe anche il ruolo  istituzionalizzato  di prostituta.

Per avere la mia simpatia (ovviamente per quello  che conta) Matteo Salvini invece di parlare di  case chiuse (e dei proventi  da tassare), avrebbe fatto  meglio a discutere di  femminicidio e di inasprimento  delle pene nei  confronti  dei  violenti, di protezione dei  diritti  delle donne (allargata a tutte le sfumature dell’orientamento  sessuale), di tutte quelle cose che rendere il nostro  Paese ancora più bello  da poterci  vivere.

Ma lui  è Matteo Salvini e questi ragionamenti  non fanno  parte del  suo  bagaglio culturale (viaggia molto  leggero).

Sessualità:

 

Nel genere umano, il complesso dei fenomeni psicologici e comportamentali relativi al sesso. Tali comportamenti sono diretti alla ricerca del piacere fisico e dell’appagamento psicologico mediante l’attivazione delle funzioni fisiologiche proprie degli organi genitali maschili e femminili, nonché l’insieme delle percezioni, istinti e desideri legati alla consapevolezza del proprio sesso. La sessualità giunge a maturazione insieme al realizzarsi della funzione riproduttiva degli organi genitali, all’epoca della pubertà, quando i meccanismi ormonali determinano la comparsa dei caratteri sessuali secondari. In quest’età della vita, anche gli istinti sessuali divengono particolarmente intensi e sono corroborati dall’attrazione per persone di sesso opposto (eterosessualità) o omologo (omosessualità).

Ho preso  questa definizione dalla pagina relativa del  sito dell’Enciclopedia Treccani (altre fonti, più o  meno,  danno lo stesso  significato).

Adesso  vi  domando  questo: secondo  voi nelle donne o negli uomini disabili la sessualità è morta?

E’ una di  quelle domande retoriche che non si  dovrebbero neanche porre, ma è anche vero  che questo  problema (se vogliamo  definirlo in questa maniera) è il più delle volte trascurato, o  nascosto, da chi ha una condizione di  vita definita come normale.

E’ naturale che, in questo  caso le difficoltà da affrontare non siano  solo  quelle fisiche ma anche, forse soprattutto, psicologiche.

In molti  paesi  europei tra cui Germania, Olanda, Danimarca e Svizzera, esiste la figura di assistente sessuale  cioè quella figura professionale che, dopo un percorso  formativo specifico, aiuta le persone disabili nel  riprendersi  la gioia dell’erotismo  e della sessualità.

In Italia, a parte un disegno  di  legge del 2014,  l’argomento è fuori  da ogni  discussione o intervento politico  (si preferisce parlare di case chiuse), lasciando che sia solo l’iniziativa di progetti,  come quelli   di  Max Ulivieri con il sito Lovegiver   e il video  Because of my body del  regista Francesco Cannavà, per sensibilizzare verso un altro  diritto  negato.

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 

 


Pomme d’amour

 

Un giorno  eravamo  a Napoli  ospiti  a pranzo  da amici.

Quello che ricordo  di  quella giornata, oltre alla ovvia simpatia dei padroni  di  casa e degli altri  ospiti, fu il profumo del  ragù che avrebbe accompagnato l’immancabile piatto di pasta.

Mi  fu  detto  che il segreto per avere un ragù degno  di  questo  nome era il segreto  di  Pulcinella,  in quanto l’elemento principe non era altro  che il tempo (oltre che alla scelta della carne).

Da quell’episodio imparai un termine tutto partenopeo per indicare la procedura finale alla cottura del   ragù: peppiare.

Con questa parola quasi  onomatopeica viene indicata quel momento in cui, dal  fondo della pentola risalgono  delle piccole bolle d’aria che, rompendosi, fanno pop, pop,pop

Lo  so  che per alcuni  (magari molti) parlare di  carne, anche sotto  forma di  ragù, è da considerare out: noi stessi ne consumiamo  si  e no una volta alla settimana e con delle limitazioni nei  riguardi  del  vitello, agnello e nemmeno la cane di  asino  e cavallo per simpatia verso  questi  animali.

Allora, parlare di ragù, inevitabilmente mi porta al pomodoro.

Quello  che invece non sapevo (forse voi  si) è che il primo piatto di pasta  non in bianco non poteva che essere servito a Napoli nel 1839, quando Ippolito  Cavalcanti, duca di Buonvicino, ideò il piatto di vermicelli co’ a pummarola’n coppa (spero  di non aver fatto  errori nel trascrivere la frase in napoletano).

Nella pagina indicata dal link troverete la ricetta originale dei  vermicelli co’ a pummarola’n coppa tratta dal libro Cucina teorica – pratica che il nostro  duca scrisse nel 1847 (su  Amazon o  Google Libri  si può acquistarne una copia).

Ritornando indietro a quando  il pomodoro  veniva considerato velenoso, i primi a fare da cavia nell’assaggio non furono i napoletani bensì gli irlandesi che, siamo appunto nel XVII secolo, ne attribuirono  anche proprietà afrodisiache e una volta arrivato il pomodoro  in Francia, qualcuno  cambiò il nome da quello azteco tomatl  ricordiamo  che arrivò in Europa tramite i  conquistadores spagnoli – nel più poetico pomme d’amour  (pomme d’or quello che generalmente venne attribuito alla pianta).

Sarà poi verrà questa storia del pomodoro  afrodisiaco? 

Alla prossima! Ciao, ciao…………………

 


 

Dolores Mary Eileen O’Riordan

(Limerick,  6 settembre 1971  – Londra 15 gennaio 2018) 

 

Le cascate del Perino in Val Trebbia

Brrr…che freddo!

Lo  so  che sembro  vestita da lappone, ma quel  giorno  in Val Trebbia  vi  era un vento  talmente forte e gelido che ho  visto passare orsi  polari muniti di muffole, sciarpa e berretto  di  lana.

Cosa ci  ha portato fin li era un’escursione in direzione delle Cascate del  torrente Perino facilmente raggiungibili  dal paese (cittadina?) di  Bettola  proseguendo verso  la frazione di Calenzano.

Dopo  aver attraversato il borgo  parcheggeremo  davanti  al piazzale della chiesa da dove partirà il sentiero, con segnavia bianco – rosso  del  CAI (155)  per le cascate: il segnavia non è sempre visibile.

 

Si passerà davanti  ad un agriturismo (Agriturismo  Le Cascate)

Abituati  al  fatto  che di  solito si  sale verso una cima, abbiamo,  per l’appunto, proseguito seguendo il sentiero  in salita. Solo  dopo  quasi un’ora e mezza di  cammino, raggiugendo un punto  morto del  sentiero, ci  siamo  arresi  all’evidenza di  aver sbagliato percorso.

Infatti, una volta ritornati indietro, ci  siamo  accorti di un cartello  sbilenco  che indicava la direzione in basso sulla destra  verso  le cascate,  non quello   a sinistra che sale.

 

Lo sterrato verso le cascate

 

La prima cascata si incontra dopo  appena una manciata di minuti: abbiamo  trovato il sentiero  sbarrato in quanto  in manutenzione, ma con un po’  di  accortezza si può arrivare al  greto per ammirare dal  basso il getto  d’acqua che, attraversando una parete stratificata, forma un laghetto alla sua base.

Ritornando sul percorso  principale passeremo nei pressi  di un mulino  da poco  ristrutturato  (Mulino  di Rié), dopodiché il sentiero, costeggiando il torrente,  raggiungerà la seconda cascata.

 

Mulino di Riè

 

Ancora qualche centinaio  di metri e si  raggiungerà la terza cascata: qui  attenzione perché non vi  sono  parapetti e si  rischia di  andare giù.

Purtroppo nel  periodo in cui abbiamo effettuato la nostra visita, novembre dell’anno  scorso (pochissimo  tempo  fa), non vi  era molta acqua ad alimentare le cascate, per  cui  lo  spettacolo, se pur suggestivo, non era all’altezza di  quello descritto in varie pubblicazioni.

 

La seconda cascata

 

Dall’agriturismo. fino  alla terza cascata il percorso  è molto  breve (meno  di un’ora). Altrimenti  si può pensare ad un giro  circolare (vedere il tabellone alla partenza)  con uno  sviluppo  di  un paio  d’ore di  cammino.

Consiglio per la cena (o pranzo): Antica Locanda Due Spade posta nella piazza principale di  Bettola.

Tutto  qui!

Alla prossima! Ciao, ciao…………

 

 

Tacos di cavallette: un modo come l’altro per non avere più ospiti a cena

 

Ho una certa passione per la cucina che mi porta a collezionare libri  e riviste dell’arte culinaria in maniera smodata.

Capita, quindi, che a volte mi  rendo  conto della necessità di  fare un bel  ripulisti di  quanto  ho  collezionato nel  tempo.

Anche perché, in questa maniera  posso  far spazio ad altri libri e riviste di  cucina.

Così, se pur a malincuore, ho rinunciato  ad alcune ricette di  cucina etnica: a ben  vedere la realizzazione di  queste pietanze è piuttosto  difficile, sia per il reperimento  degli ingredienti  necessari, sia perché presentare un certo  tipo di portata potrebbe indurre qualche perplessità nei  convitati.

Eppure,  come ho  già scritto in qualche altro  articolo, dovremo  abituarci (in teoria) in futuro alla presenza di insetti  cotti  e mangiati  nell’idea  di  salvaguardare le risorse alimentari di un pianeta sempre più affollato.

Così, se volete stupire i  vostri  ospiti,  vi  suggerisco una ricetta messicana per i Tacos di  cavallette:

Occorre andare nel  vostro  negozio  di  gastronomia preferito e chiedere un etto  di  cavallette di  media misura.

E’ facile che il negozio  ne sia momentaneamente sfornito  oppure, ed è quello  che potrebbe accadere, il negoziante vi prenderà per una pazzoide.

Non desistiamo: mandiamo i nostri partner (conviventi, fidanzati(e), amanti ecc.ecc.) a dare la caccia alle cavallette, muniti di un righello per la giusta misura che ci occorre.

In questa maniera otterremo  anche di  allontanarli  da noi e,  per un po’ di  tempo, saremo libere di pensare agli  affaracci nostri.

Aspettando  che la caccia sia terminata, vediamo di  avere pronti  questi ingredienti:

  • Due spicchi tritati di  aglio

  • Il succo di un limone

  • 6 tortillas di mais (volo diretto andata e ritorno dal  Messico possibilmente  in giornata)

  • La polpa di due avocado  maturi

  • Sale

Quando  finalmente avremo  le nostre cavallette le arrostiremo  nel  forno a 200° (niente paura:  sono  già morte).

Quindi  vi uniamo  gli  spicchi  d’aglio tritati, il sale ed il succo  di limone.

Spalmiamo  con la polpa dei  due avocado (nel link troverete tutte le virtù di  questo  frutto) i  tacos  e ci  avvolgiamo le nostre croccanti  cavallette.

A questo punto  possiamo  servire senza dire nulla a riguardo  del  contenuto dei tacos .

Dopo che in nostri ospiti  le avranno degustate, potete anche dire che la ricetta per queste delizie non potete svelarla, perché è un vostro  segreto tramandato  da generazioni nella vostra famiglia.

Potette anche dire la verità: in questo  caso, se le vostre amiche ed amici non sono  aperti  al   cibo  alternativo,  il vostro  futuro a base di  cene solitarie è assicurato.

Bon appétit!

Alla prossima! Ciao, ciao……………

 


 

 

Luteina e Zeaxantina: un piacere per la vista

 

Luteina e Zeaxantina non sono  due top model ma bensì due pigmenti necessari  alla salute dei nostri occhi.

Cosa fanno  di  bello per noi  questi  due pigmenti? Intanto sono due carotenoidi liposolubili che, non essendo autoprodotte dal nostro  organismo, devono  essere assunte con gli  alimenti: cavoli, spinaci, albicocche e  kiwi , altrimenti, sempre dietro prescrizione medica,  con gli integratori.

La loro prerogativa è quella di  accumularsi nella retina, soprattutto nella parte centrale e cioè nella macula: in questo modo la proteggono con la duplice funzione di creare una specie di  schermo  naturale che assorbe le radiazioni luminose pericolose (specie quelle nello  spettro  del  blu) e  quindi  proteggendo i fotorecettori  della macula, ed un’azione antiossidante che combatte i radicali liberi.

Per chi, come la sottoscritta che non può dire di  avere una vista  d’aquila (con le lenti  a contatto  ho  migliorato  parecchio: riesco  anche a leggere un cartello a due centimetri  dal  naso…..) la luteina e la zeaxantina sono un vero  toccasana per gli occhi.

Per oggi  basta così.

Alla prossima! Ciao, ciao…………..

Acquista su  Amazon gli integratori a base di luteina e zeaxantina

 


 

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

Finalmente riesco a vederti chiaramente
vai avanti e vendimi,
e io metterò le tue sciocchezze  allo scoperto

Vedi come parto con ogni tuo pezzo
Non sottovalutare le cose che farò

 

C’è un fuoco che inizia nel mio cuore
Raggiunge un livello febbrile
mi porta fuori dal buio

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Tesoro non ho alcuna storia da raccontare
ma ne ho sentita una su di te
e farò bruciare la tua testa
Pensando a me nel profondo della tua disperazione
Facendomi una casa lì che
Ti ricorderà la casa che abbiamo condiviso

 

Le cicatrici del tuo amore mi ricordano di noi
E mi fanno pensare che abbiamo avuto quasi tutto
Le cicatrici del tuo amore mi lasciano senza respiro
non riesco a non sentire che

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

 

Butta la tua anima in ogni porta aperta
Conta le tue benedizioni per trovare cosa stai cercando
Trasforma il mio dolore in oro prezioso
Mi hai pagato in natura ora raccogli ciò che hai seminato

 

Potevamo avere tutto
Potevamo avere tutto
Tutto, tutto…
Potevamo avere tutto
rotolando nel profondo
Avevi il mio cuore tra le tue mani
e hai giocato
con il suo battito

Esercizi facciali per ringiovanire? Dai, proviamo anche questo……

 

 

Specchio, servo  delle mie brame, chi è la più bella del  reame?

 

Mentre io  mi  arrabatto per tenere alta la qualità del  blog, se mai  ci  riesco, c’è chi  invece si  diverte a fare scherzi con la scusa che le immagini sono da complemento indispensabile al  tema dell’articolo.

Il tema, in questo  caso, è la ginnastica facciale che aiuterebbe a ringiovanire e non la presa in giro  della sottoscritta.

Si, è vero, sono molto permalosa!

Comunque, mettendo  da parte la vendetta (che ci  sarà), ho letto che il professor Murad Alam della  Northwestern University Feinberg School of Medicine (ci  troviamo  negli  Stati  Uniti  e precisamente a Chicago) ha dichiarato  che un determinato insieme di esercizi facciali aiuta a ringiovanire il viso (solo  quello, visto  che si  tratta di  ginnastica facciale).

Lo studio  che ha condotto (qui trovate la versione in inglese) su ventisette donne, con un’età compresa tra i  40 ed i 65 anni, prevedeva una sessione di  esercizi di  trenta  minuti  da fare a casa per otto  settimane.

Dopo  questo periodo, utilizzando una scala di  valutazione standardizzata, cioè la Merz-Carruthers Facial Aging Photoscale,   di  cui  non ne ho la più pallida idea di  cosa sia, si  è visto che, in effetti, i tratti  del viso interessati dagli  esercizi mostravano una valutazione dell’età di  quasi  due anni  di meno  rispetto  a quella reale.

Cosa ne dite?

Ci proviamo?

Ma solo se avete l’età delle donne che si  sono  sottoposte all’esperimento: le più giovani  sono  esentate dal  farlo.

Qui e qui due siti, tra i  tanti  che ho  trovato,  che illustrano come eseguire gli esercizi.

Tutto  qui…..adesso  devo pensare alla vendetta: dove avrò messo  l’arsenico?

Alla prossima! Ciao, ciao…………… 


Dedicata a te, a voi tutte,  ma anche a me stessa………………..