Om..adesso fai un bel respiro (ma che sia consapevole)

 

La colonna dei  gattini  è  quella serie di notizie  poste  sulla destra di un sito d’informazione: la loro funzione non è  tanto  quella di  riportare storie dei nostri  amici  a due o  quattro  zampe (se sono  più di  quattro, oppure strisciano  come i serpenti, trovo  difficile considerarli  amici), quanto  quella di farti subire della pubblicità prima che il video in questione parta.

Di  solito, quindi,  evito le storie del  gatto miciomiao che fa amicizia con una salamandra, oppure di  Fidobau che ulula alla luna quando  vede certi politici  in televisione (in questo  caso  ha tutta la mia comprensione).

Ma è per la   storia di  Nigel  che ho  fatto un’eccezione: Nigel era    un esemplare di  Sula  che, nel 2015,  arrivò  nell’isola di  Mana (Nuova Zelanda) scegliendo come compagna per il suo nido una statua raffigurante un esemplare della sua specie.

Ha vissuto  accanto  ad essa per tre anni, senza mai  tradirla  con un suo  simile, fino   a quando pochi  giorni  fa hanno  trovato Nigel morto accanto  alla sua compagna di pietra: gli ornitologi del luogo  l’avevano  definito  come l’uccello marino più solo  al mondo. 

Ebbene, è stata proprio  questa solitudine votata ad un amore, indubbiamente non corrisposto, che mi  ha fatto  arrivare quel lieve pizzicore alla base del naso preludio ad una lacrima (anche due) di  commozione.

Om…adesso  fai un bel respiro

E’ naturale che respirare significa vivere, il suo  contrario  ci porterebbe alla condizione in cui è stato  trovato il povero  Nigel.

Respirare però non basta, per alcuni scienziati o maestri yoga (anche per il Maestro  Jedi   Obi – Wan Kenobi) bisogna farlo in maniera consapevole.

Tanto più il discorso  riguarda noi  donne quanto più lo stress ci  colpisce: una ricerca dell’American Psychological Association  (APA), ha evidenziato un incremento nell’ansia nei  soggetti  femminili dell’esperimento rispetto  all’uomo.

Non so  come sono  riusciti ad ottenere tale incremento, magari chiedendo  alle sfortunate di infilare una mano in una scatola con dentro  una tarantola  viva, ma la conclusione che, per far abbassare lo  stress, bisogna fare esercizi  di  respirazione per almeno venti minuti  al giorno.

Non potendo  disporre di un qualunque Maestro  Jedi  all’occorrenza, possiamo  affidarci  alla tecnologia che ci  regala un’applicazione come RespiRelax + (disponibile sia su Google Store che Apple).

L’applicazione permette di  impostare manualmente il tempo  di inspirazione da 3 ad 8 secondi, si può anche avere una musica di  sottofondo per accompagnare gli esercizi  (se è musica new age  il rischio  di  addormentarsi è alto).

Dunque cosa aspettiamo?

Om….adesso  fai un bel  respiro!

Alla prossima! Ciao, ciao…….


Images d’Instagram

 

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