La nostra sicurezza in montagna non è mai da sottovalutare

Quel giorno in Valcamonica, le nuvole facevano ombra alle montagne
©caterinAndemme

E’ meglio  che non accada, ma..

Non importa se siamo esperti  scalatori  o  semplici  viandanti (escursionisti, ad essere precisi): l’incidente può capitare per disattenzione o  semplice sfortuna, in ogni  caso è meglio non essere impreparati ad affrontare questo  genere di  situazioni.

Quindi, escludendo  dall’argomento improbabili scalate sull’Everest (almeno  per me sono molto improbabili) è sempre da tener presente che:

Chiunque frequenti  la montagna in modo corretto, quindi  con attrezzatura adeguata e piena conoscenza dei propri limiti  fisici, comprende che la sicurezza è un tema fondamentale da non essere trascurato.

Purtroppo, nonostante l’esperienza costruita in anni  di  frequentazione dell’ambiente montano,  un evento  negativo è sempre possibile: da qui  la necessità di munirsi di  tutto  quello  che tecnicamente è possibile per la nostra incolumità e, cioè, dal vestiario  adeguato per affrontare un repentino  cambio atmosferico fino ad un supporto  tecnologico.

Del  supporto  tecnologico ne parlerò dopo, per il momento suggerisco quello  che non dovrebbe mai mancare nello  zaino com kit di  medicazione:

  • Un telo  termico (lato oro  all’esterno per evitare la dispersione di  calore)
  • Delle garze sterili per la detersione delle ferite
  • Cerotti (compresi  quelle contro le vesciche)
  • disinfettante

Questo è il kit di  base, poi ognuno, secondo le proprie esigenze, potrà inserire nello  zaino  quello  che più gli aggrada: da ricordare che empiricamente si calcola che il peso  dello  zaino  non dovrebbe superare il 10 per cento  del proprio peso corporeo (includendo il peso  dello  zaino  stesso), quindi  nessuna   vasca idromassaggio portatile.

Per quanto  riguarda la tecnologia è ovvio  che il primo  strumento  da considerare è il nostro  smartphone, il quale ha la brutta abitudine di  scaricarsi  quando ci occorre, per cui  pensate ad un (una?) power bank  come accessorio da portarsi  dietro.

Parlando  di  smartphone è naturale parlare di un’app che  sarebbe utile avere: GeoResQ.

GeoResQ è un servizio di  geolocalizzazione e inoltro delle richieste d’aiuto  gestito dal  Corpo  Nazionale di  Soccorso  Alpino e Speleologico  (CNSAS) si  basa su  di un abbonamento  annuale dal costo veramente irrisorio  considerandone l’utilità, cioè appena  24 euro l’anno (gratuito  per i  soci  CAI).

Un libro per il primo  soccorso (anteprima) 

Sapere che cosa fare, e soprattutto che cosa non fare, per soccorrere vittime di incidenti o di un improvviso malore dovrebbe far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi. Invece pochi sanno come affrontare situazioni in cui un’azione rapida e corretta può essere determinante per salvare delle vite o ridurre i danni alla salute delle persone coinvolte. Guida pratica di facile consultazione, “Primo soccorso” è strutturata in modo chiaro grazie anche alle numerose illustrazioni che integrano il testo. Dopo le indispensabili informazioni generali – dalla tutela del soccorritore agli aspetti legali, dai numeri di emergenza all’organizzazione delle fasi del soccorso – e le necessarie conoscenze di base sul corpo umano, nella sezione “Cosa fare in caso di…” il volume esamina la maggior parte delle situazioni in cui è possibile imbattersi, fornendo caso per caso la spiegazione delle cause e dei sintomi e le indicazioni utili sugli interventi da mettere in atto.

 

Alla prossima! Ciao, ciao…………….


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