Ho letto (non per caso) che nulla succede per caso

 

Parole e correzioni
Caterina Andemme ©

Ho visto  le elfe della Terra di  Mezzo: giovani dalla pelle del  colore del latte, capelli lunghi  e biondi  (per nascondere le orecchie da elfo), in poche parole belle.

Avendo  fatto il liceo  artistico non potevo  che ammirarle per quella giovane  grazia femminile – non che io  sia così vecchia ma, essendo  nata dopo Nefertiti e prima di loro, posso  dire che la mia adolescenza è bella che andata – ma, soprattutto, per quel modo  elegante di  vestire camicetta bianca, giacchetta blu, gonnellino dello  stesso  colore e scarpette leggere degne del piedino  di  Cenerentola, quando la temperatura annunciava quello  che il Burian  ci  avrebbe regalato  da lì a poco.

Il tutto, qualche giorno fa, in via XX Settembre a Genova.

Oggi non so  se le giovani  elfe sono  ritornate nella Terra di  Mezzo lasciandomi  con la curiosità di  sapere chi  fossero in effetti (collegiali in visita a Genova?), ma ho  visto orsi  siberiani, magari portati  dal Burian, aggirarsi  per le strade: io non patisco  il freddo, ma sono  freddolosa nel  senso  che riesco a  sopravvivere   al  gelo  solo  se adeguatamente coperta (guanti, sciarpa, giaccone o  cappotto, stivali o anfibi, berretto di  lana con o  senza pon pon).

Ora, però, dovrei  decidermi  a scrivere perché mi è piaciuto  un libro, magari  mettendoci il titolo, e perché ve lo  consiglio:

Libri in vetrina

Nulla succede per caso di Robert H. Hopcke

L’autore  è psicoterapeuta e dirigente del Center for Symbolic Studies, una scuola di  formazione per psicoanalisti e psicoterapeuti di  area junghiana.

A tutti  capita prima o poi di  vivere una coincidenza incredibile capace di modificare almeno in parte il corso  dell’esistenza: sono  quelli  che Jung definiva eventi  sincronistici, fenomeni  di  cambiare l’immagine di noi  stessi, il nostro modo  di  vedere il mondo, di  aprirci  nuove prospettive. In questo  libro Robert H. Hopcke esplora l’universo  di  ciò che erroneamente consideriamo puro  caso , e ne individua il ruolo  nel  campo  affettivo e professionale, nella realtà  e nel mondo  dei  sogni, negli  aspetti  quotidiani e in quelli  spirituali  dell’esistenza. Attraverso  i racconti  di  esperienze realmente accadute, l’autore dimostra come un evento  sincronistico, riflettendo uno  stato  d’animo inferiore, spesso  riesca ad indicarci  la direzione per noi più giusta. Imparando a considerare la nostra vita un racconto  dotato  di  coerenza interna, dove niente succede senza ragione, potremo imparare a sfruttare le coincidenze per comprendere meglio noi  stessi e per dare alla nostra esistenza maggiore pienezza.

Dalla introduzione del libro 

 

Perché mi è piaciuto?

Intanto perché ho  letto già qualcosa sulla sincronicità junghiana credendoci molto (ho  scritto che ho letto, non studiato, comunque trovo  Jung molto più interessante e meno noioso del  suo illustre maestro  Freud).

Poi perché la lettura di  questo libro, in effetti, mi ha aiutato ad uscire da qualche impasse  di  troppo nella vita  e a spiegarmi che non tutto  ciò che accade è sempre negativo (comunque sempre meglio  che leggere l’oroscopo  di Marco  Pesatori su  D Donna: non me ne voglia ma i  suoi  vaticini  sono un po’ tanto  criptici).

Infine perché ho  una  percentuale sulla vendita del libro…..(scherzetto o  dolcetto?)

Alla prossima! Ciao, ciao………….

 

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