Gli umanoidi fra di noi

The Controller
© caterinAndemme

Le leggi  della robotica tra ieri  e oggi 

Isaac Asimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992) celebre e prolifico  scrittore di  science – fiction,  nonché biochimico  e divulgatore scientifico, aveva pensato  sino  dall’inizio  degli anni ’40 che la tecnologia si  sarebbe sviluppata a tal  punto da creare macchine intelligenti (robot) al  servizio  dell’umanità e che le stesse avrebbero  dovuto obbedire alle tre leggi  fondamentali  della robotica, e cioè:

Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio  mancato intervento, un essere umano riceva danno

Un robot deve obbedire agli ordini  impartiti dagli  esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge

Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa   non contrasti con la Prima o  con la Seconda Legge

Non da subito  le tre leggi  della robotica entrarono  a far parte dei  racconti di  Asimov, bisognerà aspettare il racconto Reason (pubblicato  in Italia nel  1963 con il titolo Seconda ragione) incluso  nell’antologia Io robot.  


Dalla voce dello  stesso  Isaac Asimov la spiegazione delle tre leggi (in lingua originale)


Dunque sono passati  quasi  ottant’anni dall’enunciazione dei  tre principi per regolare la vita dei  robot ma se nel 1940 esse erano  relegate alla pura fantascienza, oggi già assistiamo all’ingresso  di  macchine intelligenti nei processi  produttivi e nel  futuro prossimo la loro presenza sarà ancor più invasiva (per i  catastrofisti ad ogni  costo ciò comporterà problematiche sociali per via del  fatto  che l’uomo sarà sostituito totalmente dalle macchine in ogni  lavoro).

Ed è per questo  che David Woods e Robin Murphy (il primo  ingegnere presso  l’Ohio State University,  il secondo  lo è presso la Texas A&M University) hanno proposto una modifica alle tre leggi  della robotica di  Asimov adattandole ad un possibile scenario di  vita reale futura:

Un essere umano non può utilizzare un robot senza che il sistema di  lavoro uomo-robot raggiunga i più alti  livelli  legali e professionali  di  sicurezza ed etica.

Un robot deve rispondere agli esseri umani in modo appropriato al loro ruolo

Un robot deve essere dotato di autonomia sufficiente per proteggere la propria esistenza a condizione che tale protezione fornisca un graduale trasferimento di controllo che non sia in conflitto con la Prima e con la Seconda Legge

Ritornando  alla fantascienza: due autori per due racconti

Molto prima che Arnold Schwarzenegger sfoggiasse il suo carico  di  muscoli interpretando il Terminator di James Cameron (1984) lo scrittore americano John Stewart Williamson (Bisbee, 29 aprile 1908 – Portales, 10 novembre 2006), meglio  conosciuto  con lo pseudonimo  di  Jack Williamson, pubblicò nel 1947 il romanzo The Humanoids (Gli Umanoidi nella collana Urania della Mondadori il 1 settembre 1955)

Fra più di  diecimila anni , in un  lontano  pianeta che l’uomo  ha conquistato  da tanto  tempo da dimenticarsi  della Madre Terra, sta per scoppiare una spaventosa guerra scatenata dalle Potenze Triplanetarie. Il grande scienziato Clay Forester, scopritore della rhodomagnetica, sta febbrilmente mettendo  a punto i  suoi  potenti missili, arma segreta capace di  far deflagrare un pianeta  quando  cominciano  a succedere cose strane. entra in scena Jane, misteriosa trovatella che compare e scompare in modo  inesplicabile e la sua venuta dà l’avvio alla strana allucinante, interessantissima vicenda, interpretati  da personaggi  d’eccezione: il sorridente ed enigmatico Ironsmith, il gigantesco  White con la sua banda di  stravaganti straccioni, la dolce Ruth, e, soprattutto, gli Umanoidi, automi  perfetti creati  per  Servire e ubbidire e Proteggere l’uomo  dal  male. ma Clay Forester non vuole questi  eccezionali schiavi che, secondo il suo parere, fanno  dell’uomo una marionetta….. 

In effetti, a differenza del  letale Terminator, gli Umanoidi  di Jack Williamson si  adoperano  affinché nessun uomo possa modificare la loro  direttiva primaria: servire la razza umana proteggendola.

Ma, in un certo  senso, è proprio  proteggendo che gli umanoidi schiavizzano i loro  creatori: all’essere umano on viene più concesso di  agire secondo  coscienza ma posti in una soporosa bambagia.

Il tema del controllo  degli umanoidi sull’uomo, paradossalmente applicato  a fin di  bene per proteggerlo, viene ripreso da Jack Williamson ventisette anni  dopo nel  seguito  che avrà come (per nulla fantasioso) titolo Il ritorno  degli Umanoidi (pubblicato dalla Mondadori – Urania il 2 maggio 1982)

Del  secondo libro, piuttosto un’antologia, è talmente famoso che vi  rimando direttamente alla sua anteprima…

La verità è che il mio robot-scrittore ha esaurito la sua energia e devo  metterlo  sotto carica

Alla prossima! Ciao, ciao….


Anteprima del libro  Io Robot di Isaac Asimov 

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