Eva: l’altra prima donna (del fumetto)

Eva

L’inferno  non è mai tanto  scatenato  quanto una donna offesa

William Congreve – La sposa in lutto

Eva dal  fumetto  al  cinema

….Sennonché Diabolik stava perdendo  per davvero  la testa, e non metaforicamente visto  che la stessa era in procinto  di essere staccata dal  resto  del  corpo  dalla lama della ghigliottina.

Ma come accade spesso (nella finzione, qualche volta anche nella realtà) l’amore di una donna salva l’eroe ( o antieroe, dipende dai  punti  di  vista) dalla morte certa: lo fa Eva Kant in L’arresto  di  Diabolik terza puntata della saga a fumetti della coppia criminale.

Non parlerò in questo articolo  di  Diabolik – ad attrarmi non è tanto  il personaggio quanto  della bravura dei  disegnatori chiamati  di  volta in volta a darne la forma nel  disegno, a partire dal  mitico Angelo  Zarcone* detto  il tedesco – quanto  piuttosto di  lei: Eva Kant 

*Il mistero di Angelo Zarcone
Di Angelo Zarcone si sa di certo che era italiano e che negli anni sessanta aveva all’incirca trent’anni. Veniva soprannominato il tedesco poiché si recava presso la redazione della casa editrice Astorina in compagnia di un bambino biondo avuto dalla relazione con una donna tedesca, ma, soprattutto, perché in estate si presentava vestito con un paio di bermuda e zoccoli con le calze (proprio come i più classici turisti teutonici) Angelo Zarcone lavorò alle tavole del primo numero di Diabolik scritto da Angela Giussani: consegnate le tavole all’Astorina, sparì senza lasciare nessun recapito. Nel 1982, in occasione del ventennale di Diabolik, le sorelle Giussani ingaggiarono il famoso investigatore privato Tom Ponzi per rintracciarlo, ma neanche lui ebbe successo. Nel 2019 venne realizzato il documentario diretto da Giancarlo Soldi, dal titolo Diabolik sono io, al cui interno si ipotizza sulla vita di Angelo Zarcone dopo la sua misteriosa scomparsa

A parte il film del 1967 diretto  da Steno Arriva Dorellik con Johnny Dorelli e Margaret  Lee, la prima Eva Kant in celluloide è stata l’attrice austriaca Marisa Mell nel Diabolik di Mario  Bava del 1968 (a interpretare il criminale in calzamaglia fu  chiamato il semi sconosciuto attore John Philip Law) mentre a Michel  Piccoli andò a ricoprire le vesti  dell’ispettore Ginko  con la colonna sonora composta da Ennio Morricone.

Dino De Laurentiis comprò i diritti  del  fumetto dalle sorelle Giussani per farne un film, il budget che mise a disposizione per la realizzazione del film fu  di  duecento milioni una somma considerevole per l’epoca.

A dirigere il film fu  chiamato Mario  Bava dopo  che il primo  regista Tonino Cervi  abbandonò la regia.

In Italia Diabolik venne snobbato  dal  critico  Tullio Kezich che lo  definì semplicemente stupido, mentre all’estero,specialmente in Francia, il film fu molto  apprezzato tanto  che il critico  cinematografico statunitense Roger Ebert lo  definì più bello  e divertente di  Barbarella.

Dopo cinquantadue anni  Diabolik ed Eva ritornano  al  cinema: a farsene carico dell’impresa sono i fratelli Manetti (Manetti Bros.) che hanno fatto  sfrecciare la Jaguar Type nera di  Diabolik (un’icona pari  all’Aston Martin di  James Bond) per le vie di  Bologna e altre città del nord Italia per ricostruire quelle della fantasiosa Clerville.

La sceneggiatura è basata proprio  sul terzo capitolo della storia di  Diabolik (L’arresto  di  Diabolik) quella dove, per l’appunto, entra prepotentemente in scena Eva che diventerà sua complice e amante e, nel contempo, ad addolcire quel  tanto  il carattere oscuro del  criminale.

Miriam Leone è Eva, mentre Diabolik ha il viso di Luca Marinelli, mentre lo  sfortunato  ispettore Ginko  (che mi ricorda molto  nella sfortuna Willie Coyote) è interpretato da Valerio  Mastandrea, secondo  me più credibile nel  ruolo  rispetto a quello che fu  di  Michel  Piccoli.

Di  seguito potete vedere i  trailer dei  due film ricordando che tra il primo  e quello di oggi  è trascorso più di  mezzo  secolo (l’articolo  continua dopo).

Eva e le sue mamme

Eva
Angela e Luciana Giussani in una foto negli anni sessanta

Sarebbe ingiusto  non scrivere nulla sulle due mamme di  Eva (e di  Diabolik) e cioè le sorelle Angela e Luciana Giussani.

Fu  Angela la maggiore delle sorelle ad avere l’idea di un personaggio quale Diabolik in aperta  rottura con la morale degli anni Sessanta: nel suo progetto il fumetto  doveva avere (tanto) sangue, sesso  e violenza.

Chi più di  lei poteva comprendere il magico mondo   dei  fumetti  essendo lei  stessa  proprietaria della casa editrice Astorina (fondata nel 1961): Diabolik, per meglio  dire il fumetto  di  Diabolik, poteva coinvolgere diverse tipologie di  lettori, dai più giovani  fino ai pendolari  annoiati nelle loro trasferte in treno.

Diabolik  arriverà alla sua tredicesima puntata quando  Angela decide di  proporre alla sorella Luciana di occuparsi insieme di Astorina e di  scrivere a quattro  mani le future avventure del  Re del  terrore.

Il 10 febbraio 1987 Angela muore a causa di un tumore all’età di 65 anni; Luciana prosegue nel  dirigere la casa editrice lasciando l’impegno nel 1992, continuando, però, a scrivere le avventure di  Diabolik: l’ultima sarà Vampiri  a Clerville (2000).

Luciana muore nel  marzo  del 2001 a 73 anni.

La storia di  Eva Kant

Come ho  già scritto  Eva Kant appare per la prima volta in L’arresto di Diabolik ma le sue origini  vengono  svelate in due successivi  racconti  e cioè Ricordi  del passato e Eva Kant quando  Diabolik non c’era.

Eva è la figlia illegittima di una povera ma bellissima donna di nome Caterina (il nome mi  ricorda quello  di una famosa blogger….) e di Lord Rodolfo Kant.

Quest’ultimo, per paura di uno  scandalo ma soprattutto di  suo  cugino Anthony Kant, nasconde la relazione con Caterina e la nascita della bambina.

Un giorno, però, Rodolfo in pegno del  suo  amore nei  riguardi di  Caterina, le porta in dono  Diamante Rosa ma, come in tutti  i feulitton di  rispetto, il cugino Anthony si  mette di mezzo e uccide i  genitori  di Eva e facendola rinchiudere in un orfanotrofio.

In seguito  Eva fugge via dalla sua prigione rifugiandosi in Sud Africa: qui, sotto  la copertura di  cantante di nightclub, inizia la carriera di  spia industriale finchè un giorno incontrando il cugino  di  suo  padre (che immagino  non la riconosce) lo fa innamorare per poi sposarsi  e acquisire legalmente il cognome Kant.

In Eva Kant quando  Diabolik non c’era l’episodio  in cui  lei  farà sbranare il marito  da una pantera…..⌋   

Il fumetto in anteprima

Due momenti fondamentali della saga di  Diabolik, in cui non solo appare per la prima volta la figura di Eva Kant, ma soprattutto già si delineano le caratteristiche di questo personaggio: il suo fascino, il suo passato turbolento, la sua capacità di affrontare situazioni drammatiche, il suo porsi alla pari con il Re del Terrore, amante, compagna e complice.

La prefazione è stata scritta da Concita de Gregorio

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Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

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