Disco Music: 40 anni fa l’intolleranza bruciava

Ecco  quello  che ho da dire sulla musica: ascoltatela, suonatela, riveritela e tenete la bocca chiusa

Albert Einstein

Disco Music intolerance

Lo dico  subito  a scanso  di  equivoci: a me la disco  music non piace, o per lo meno non tutta.

Questo, però, non mi avrebbe portata a fare quello che, nel luglio  del 1979, tanti  giovani  fecero  nello  stadio  dei White Sox a Chicago (il Comiskey Park, evento  in seguito passato alla   storia (storia!?) come Disco  Demolition Night.

In pratica quella sera di  quarant’anni  fa migliaia di  persone portarono  allo  stadio i loro  vinili  di  musica Disco per farne un falò: questo  dopo l’invito all’azione partito  dal giovane conduttore radiofonico Steve Dahl, il tizio  ritratto  nell’immagine seguente presa in quell’occasione

 

Dahl odiava la Disco  music e lo faceva nel  nome di una  presunta supremazia del rock come stile musicale: l’occasione per manifestare questo  suo odio  gliela diede proprio  la società dei White Sox che, per scopi pubblicitari e per riempire lo  stadio  durante una doubleheader (si  tratta di un doppio  incontro tra due squadre nella stessa serata), pensò di offrire una sostanziosa riduzione sul biglietto  d’ingresso  allo  stadio  a chiunque avrebbe portato i vinili di  Disco  music per distruggerli.

Si presentarono in migliaia, più che altro  fan di  Dahl  e per questo  sostenitori  della sua campagna anti – Disco: la cronaca  parla di una situazione di  difficile controllo  con esagitati che fuori  dallo  stadio bruciano i dischi mentre all’interno, al  centro  del  campo, vengono  accumulati i vinili  in attesa del conduttore che, vestito  da militare, non vede l’ora di dare inizio  allo  spettacolo.

In effetti  è proprio uno  spettacolo che tristemente ricorda il  Bücherverbrennungen: cioè, quando nel 1933, i nazisti  bruciarono  tutti i libri  che erano  contrari all’ideologia hitleriana.

I dischi  da distruggere erano posti in un contenitore che Dahl inopinatamente da fuoco con il risultato  di un’esplosione che danneggerà seriamente  il terreno  di  gioco mandando  all’aria (è il caso  di  dirlo) il doubleheader.

A quel punto la situazione degenera (complice anche un tasso  alcolemico alto  accompagnato  dall’uso  smodato  di  marijuana) e in molti invadono  il campo lasciandosi  andare al puro  vandalismo.

Interverrà la polizia in tenuta  anti -sommosa effettuando numerosi  arresti  e nelle colluttazioni  molte persone rimarranno  ferite.

Una serata da dimenticare (?)

Un fatto  di  questo  genere dovrebbe essere posto  nel  dimenticatoio  da chi lo ha generato: in effetti il non più giovane Dahl a distanza di  qualche decennio continua a non vergognarsi di  quello  che è stato un pogrom verso uno stile musicale ma, cosa ancora più discutibile, è il fatto  che la società dei  Chicago  White Sox  abbia voluto proprio nel luglio  di  quest’anno commemorare quella fatidica serata con una festa.

Potrebbe sembrare solo una manifestazione di pessimo  gusto, sennonché vi  è un fatto  che travalica ogni giustificazione: la Disco  music è sempre stata considerata come la musica dei neri, dei latini  e degli omosessuali e, quindi, un pretesto giustificato, secondo  la logica dei  nazisti  dell’Illinois, per  eliminare un simbolo  di  altra cultura.

Non solo  la Disco  music è stata vittima dell’intolleranza razziale: nel 1966 il Ku Klux Klan diede fuoco  ai dischi  dei  Beatles perché accusata di  essere  musica degenere.

Eppure di  dice che  Charles Manson, fautore della supremazia bianca, sia stato  ispirato  per i  suoi  delitti  dalla musica dei  Beatles, in special modo  dal  brano  Helter Skelter.

Il libro 

Dopo  questa carrellata su intolleranza e stupidità umana, vi  segnalo  il  libro che non dovrebbe mancare nello  scaffale della libreria di  ama la Disco:

La storia della Disco  Music scritta dai giornalisti  e critici  musicali  Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano 

 

 

 

Il  2 aprile 1979. Newsweek, con Donna Summer in copertina, titolava: ‘Disco Takes Over’ (la disco prende il sopravvento). 40 anni fa, dopo più di un lustro di incontrastato regno, la disco music era al suo apice. Trascorsi tre mesi da quell’articolo, una parte dell’establishment tenterà di farla fuori.

Invano: era già nel DNA della musica.

Il volume analizza genesi e sviluppo di un melting pot sonoro, culturale e sociale dalle innumerevoli diramazioni creative: un fenomeno molto amato, ma anche molto osteggiato, che, da movimento underground per minoranze di razza, sesso e ceto sociale, si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Per la prima volta in Italia viene narrata, da prospettive nuove rivolte al contesto socio-culturale dell’epoca, la storia completa della disco music risalendo alle sue radici afro, R&B, soul, funk fino alle contaminazioni con l’elettronica dell’Eurodisco, con un occhio di riguardo riservato alla prima Italo Disco, approfondendo altresì il proliferare delle originarie discotheques che, da Parigi, sono esplose a New York, centro gravitazionale della club culture (The Loft, Studio 54, Paradise Garage) e trampolino di lancio dei nuovi ministri del suono, i DJ e i loro vinili a 12 pollici.

Una mappa fondamentale per orientarsi tra le varie correnti assurte a fama mondiale: dalle origini afro di Manu Dibango e della Lafayette Afro Rock Band al solare Miami Sound, dalla disco-stomp di Bohannon alla Febbre del Sabato Sera, dall’orchestrale Philly Sound all’elettronica del Munich Sound di Giorgio Moroder, dalle superstar (Donna Summer, Bee Gees, Chic, Gloria Gaynor, Barry White, Amii Stewart) alle iconiche hits delle meteore (‘Ring My Bell’, ‘Born To Be Alive’, ‘Funky Town’) e dei personaggi più oscuri, dal gay-clubbing di Sylvester e Grace Jones agli ‘alieni’ atterrati sul dancefloor dai pianeti rock, funk e jazz. Con un focus incentrato nel periodo 1974-1980 (prodromi ed epigoni annessi),

La Storia della Disco Music è la prima narrazione completa, ricca di racconti, aneddoti e citazioni, sul caleidoscopico genere che ha contribuito in modo fondamentale all’evoluzione della musica moderna.

Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

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