Collina del Dego e Adelasia, in Liguria naturalmente

Collina del Dego

Quando  ci  si  abbandona la mondo senza tetto  e senza guscio,

quando si  sente fisicamente intorno  a se l’infinità dei  paesaggi,

quando nulla arresta lo  sguardo, da qualsiasi  punto  cardinale ci  si  volga,

quando  la strada si stende a perdita d’occhio davanti  e dietro,

probabilmente ci  si  sente rinfrancati dal  camminare avvolti  dal  proprio  odore,

al  quale sembrano  ridursi tutte le ricchezze di  cui ancora   si  dispone

Tratto da Il Cammino Immortale di Jean-Christophe Rufin

Dalla Collina del Dego  al Parco dell’Adelasia

Ho più volte accennato nei  mei  articoli  che la Liguria ha un entroterra che offre svariate opportunità a chi  abbia il desiderio di  camminare nella natura: dalla più volte celebrata Alta Via dei  Monti  Liguri fino agli innumerevoli sentieri che innervano la zona montuosa o, più semplicemente, quella collinare.

A protezione di  questa ricchezza con il tempo  sono  state istituite in Liguria zone tutelate da specifici  regolamenti per la salvaguardia dell’ambiente naturale: l’itinerario  che vado a proporvi lega due parchi, quello  della Collina del  Dego  e quello  dell’Adelasia, in una bella e facile escursione.

L’itinerario 

Per raggiungere Pian dei  Siri, punto  di partenza del nostro itinerario, da Albisola ci  dirigiamo  verso il Colle del  Giovo, quindi  seguiamo la direzione Pontinvrea – Giusvalla e da quest’ultima verso  la frazione Girini  quindi, percorrendo la strada comunale Girini -Ferriera, dopo  la borgata Porri (finalmente) si  arriva a Pian dei  Siri ( 675 metri) dove è possibile parcheggiare nei pressi  di un pannello indicante i percorsi  della  Collina del Dego.

La Collina del Dego

Collina del Dego

L’area protetta della Collina del Dego (inclusa in un Sito di Importanza Comunitaria o Sistema Ambientale delle Bormide) confina a sud con la Riserva Naturalistica dell’Adelasia estendendosi per 225 ettari.

La zona collinare culmina sulla cima di Piazza Grande a 830 metri di altezza (qui è collocato un cippo in ricordo della guerra tra le truppe francesi e quelle austriache nell’aprile del 1796. La zona fu anche teatro della guerra partigiana contro i nazi – fascisti durante l’ultimo conflitto mondiale).

Nella Collina del Dego è notevole la copertura boschiva, con estese faggete miste in alcuni tratti con il castagno e rovere. La flora, tipica dell’Appennino, è quella caratteristica del clima fresco e umido (la raccolta dei funghi è regolamentata). Tra la fauna spicca la presenza della salamandra pezzata e del gambero di fiume, mentre tra i mammiferi troviamo il capriolo. L’Avifauna comprende anche il picchio verde e il picchio rosso maggiore.

Il nostro itinerario seguirà il segnavia B1 che, pressoché da subito, si  biforcherà essendo un percorso  ad anello: noi seguiremo il tracciato  sulla nostra sinistra.

NOTA: In questo caso, all’inizio,  il sentiero  passa in mezzo  a un cantiere per il ripristino del  terreno  dopo gli  smottamenti dovuti  alle piogge recenti: nei  giorni  festivi si può liberamente (o  quasi) passare in quanto i lavori  sono  fermi. 

All’incirca dopo  quaranta minuti  di  cammino, ma il tempo di percorrenza è sempre un dato  soggettivo, si  arriva all’area picnic del  Boscaiolo  da questo punto, tralasciando una piccola deviazione verso  la Fontana del  Baggio (fonte), proseguiamo  verso la cima di  Piazza Grande e quindi al pianoro de Il Pilone contraddistinto da un pannello  e un tavolo in legno  per la sosta.

Collina del Dego

Lasciamo  il segnavia B1 per seguire quello  contraddistinto  dalla sigla  BN (Bormida Natura  e cioè  un  percorso più lungo che inizia da Piana Crixia): da questo punto  entriamo nella Riserva naturalistica dell’Adelasia: nel  box seguente una mappa della rete escursionistica interna all’area (la mappa la potete scaricare a questo indirizzo).

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Adesso il sentiero  si presenta con una piacevole discesa su  di un letto  di  foglie e tra i faggi  fino all’arrivo  a un bivio  dove un palo  con cartelli  segnaletici ci indica la direzione verso  Cascina Miera.

Collina del Dego
Cascina Miera (chi sarà mai quella donna con il berretto rosso?)

Dopo una piacevole sosta non ci  resta che ripercorrere all’indietro i nostri passi  per raggiungere Pian dei  Siri dove abbiamo  lasciato il nostro  mezzo.

Sono debitrice di  Jean-Christophe Rufin per la frase tratta dal  suo  libro Il Cammino Immortale che avete trovato all’inizio  dell’articolo, per cui  mi sembra giusto pubblicarne l’anteprima

Con oltre un milione di visitatori dal 2005 ad oggi, Santiago di Compostela è senza ombra di dubbio una delle mete di pellegrinaggio più gettonate dei nostri tempi.

Tra viandanti, mistici, coppiette in scarpe da ginnastica e turisti seduti sui sedili di comodi pullman, il medico e autore di best seller Jean Christophe Rufin affronta il suo personale apprendistato del vuoto: ottocento chilometri da Hendaye, all’estremo sudovest della Francia, fino alla maestosa Cattedrale di San Giacomo.

Un lungo tragitto raccontato con piglio demistificante, ironico, intenso. Tra dettagli concreti, riflessioni storiche e religiose e il desiderio di smascherare gli impostori degli ultimi chilometri, l’autore restituisce al Cammino per antonomasia la sua verità. Si tratta di una verità fatta di organizzazione capillare ed esasperante improvvisazione; di fango, case sbilenche e meravigliose coste battute dalle onde; di pellegrini solitari ingabbiati in una lunga sequenza di mode e tic alla ricerca di se stessi.

È un percorso che può cominciare ovunque, e finire nella piazza dell’Obradoiro o tra le pagine di un libro. Perché anche se la caratteristica del Cammino è far dimenticare in fretta le ragioni per cui si è partiti, la strada continua ad agire su chi l’ha percorsa.

Lo fa lentamente, in maniera sottile e discreta, come è nel suo stile. Un’ alchimia dell’anima che non necessita di spiegazioni. Basta partire, lungo i sentieri o sulla carta poco importa.

Come Rufin ben sa, il Cammino immortale è fatto per chi va alla ricerca di niente.

Tranne la voglia di continuare ad andare.

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Alla prossima! Ciao, ciao….♥♥

 

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